
Jean Poiret, pseudonimo di Jean-Gustave Poiré (Parigi, 17 agosto 1926 – Suresnes, 14 marzo 1992), è stato un attore e sceneggiatore francese.
Figlio unico di Georges Louis Poiré e Anne-Marie Maistre, trascorse la sua infanzia a Villejuif. Dopo gli studi presso l'École de la rue Blanche prese parte al serial radiofonico di Pierre Dac e Francis Blanche Malheur aux barbus, trasmessa dal 15 ottobre 1951 al 19 giugno 1952 e nella quale interpretava il personaggio di "Fred Transport". In quel periodo conobbe Michel Serrault a un'audizione al Théâtre Sarah Bernhardt, formando una coppia comica che debuttò l'11 gennaio 1953 al cabaret «Le Tabou» con lo sketch Jerry Scott, vedette internationale.
Per il cinema debuttò nel 1953 nella pellicola Fate largo ai moschettieri! (Les 3 Mousquetaires) di André Hunebelle, ma divenne famoso nel 1955 con Mademoiselle Pigalle (Cette sacrée gamine), al fianco di Brigitte Bardot e Michel Serrault. Recitò con i registi più famosi: Sacha Guitry, Jean-Pierre Mocky, Michel Boisrond, François Truffaut, Claude Chabrol e Claude Pinoteau.
Continuò a interpretare film, in particolare con Jean-Pierre Mocky, in Il cielo chiude un occhio, La grande frousse e Il miracolo (1987), ultima volta con l'amico Serrault. Impegnato principalmente in commedie minori, si ricordano comunque le sue interpretazioni in film di successo: Un elmetto pieno di... fifa (Le Mur de l'Atlantique), La Gueule de l'autre, Il 7° bersaglio, con Lino Ventura, e L'ultimo metrò.
Claude Chabrol gli offrì il ruolo principale in due film: Una morte di troppo (Poulet au vinaigre, 1985) e L'ispettore Lavardin (1986), ai quali fece seguito la serie televisiva Les Dossiers de l'inspecteur Lavardin.
Per la sua prima e unica regia cinematografica adattò un romanzo di Alexandre Jardin, Lo Zebra, interpretato da sua moglie Caroline Cellier e da Thierry Lhermitte. Morì tre mesi prima dell'uscita del film.
Grande figura del teatro di boulevard, scrisse e interpretò diverse opere teatrali di successo, le più note delle quali furono La Cage aux folles, Joyeuses Pâques e L'anatra all'arancia (Le Canard à l'orange), di cui riscrisse i dialoghi. Sceneggiò per il cinema La Cage aux Folles – in Italia uscì con i titolo Il vizietto – che nel 1980 venne candidato al Premio Oscar alla migliore sceneggiatura non originale.
Sposò in prime nozze la scrittrice Françoise Dorin (1928-2018), da cui ebbe una figlia, Sylvie, nata nel 1960.
Fu compagno dell'attrice Caroline Cellier, conosciuta sul set de La Tête du client (1965), sposata nel 1989, dalla quale ebbe un figlio, Nicolas, nel 1978.
Mentre progettava di riprendere La Cage aux Folles nel 1993 con Michel Serrault per una serie di cento repliche, morì di infarto il 14 marzo 1992 all'Hôpital Foch di Suresnes all'età di 65 anni.
È sepolto accanto a Caroline Cellier nel cimitero di Montparnasse (divisione 4).
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