| Journal of Scientific Exploration | |
|---|---|
| Abbreviazione | JSE |
| Stato | |
| Lingua | inglese |
| Periodicità | 4 numeri all'anno |
| Genere | rivista accademica sottoposta a revisione paritaria |
| Fondatore | Peter Andrew Sturrock |
| Editore | Society for Scientific Exploration e University of California, Irvine School of Social Ecology |
| Direttore | Dott. James Houran |
| Redattore capo | Dott.ssa Cindy Little |
| ISSN | 0892-3310 |
| Sito web | www.scientificexploration.org/journal |
Il Journal of Scientific Exploration (abbreviato in JSE) è una rivista accademica trimestrale ad accesso aperto sottoposta a revisione paritaria (peer review), fondata nel 1987.
Rappresenta l'organo ufficiale della Society for Scientific Exploration (SSE), ed è dedicata allo studio delle anomalie scientifiche, dei fenomeni di confine (fringe science), e di argomenti generalmente ignorati dalle pubblicazioni scientifiche tradizionali.
La rivista è stata fondata nel 1987 dall'astrofisico Peter Andrew Sturrock, come opera di consolidamento della Society for Scientific Exploration (sorta cinque anni prima), con l'obiettivo di colmare quello che i fondatori ritenevano un vuoto editoriale nella scienza di impianto accademico.
Secondo la sua linea editoriale, molti scienziati che si imbattono in dati empirici anomali o non spiegabili faticano a trovare spazio sulle riviste tradizionali come Nature o Science a causa del pregiudizio istituzionale di queste. Il JSE è nato quindi per fornire criteri formali di sottomissione e revisione accademica a questi studi di frontiera:
Dalla sua fondazione, la guida della rivista (Editor-in-Chief) è stata affidata a figure di stampo accademico per garantire il rigore metodologico dei testi sottomessi:
Gli articoli pubblicati nel corso degli anni si concentrano principalmente sulle seguenti aree:
Dal punto di vista bibliografico, il periodico è stato storicamente indicizzato in banche dati internazionali come Scopus.
Da parte di scienziati ortodossi e delle istituzioni di punta, il JSE ha una reputazione marginale, essendo ritenuta una rivista rifugio per teorie non convenzionali o non sufficientemente convalidate.
Sebbene la rivista possieda un impact factor più basso rispetto alle testate scientifiche tradizionali, poiché i suoi articoli vengono citati raramente dalla comunità scientifica globale, essa è indicizzata in database storici come Scimago. Il giornalista scientifico Michael Lemonick ha sostenuto come «tutto ciò che potrebbe apparire su X-Files o nel National Enquirer si presenta prima qui. Ma ciò che si presenta anche è un atteggiamento sorprendente di scetticismo».
Per un gruppo ristretto di accademici, filosofi della scienza e ricercatori eterodossi, il JSE è considerato un esperimento legittimo e necessario, apprezzato come alternativa al dogmatismo, uno dei pochi spazi protetti in cui scienziati detentori di cattedre di rilievo, come la Lund University, o professori di Princeton e Stanford, possono pubblicare dati anomali senza subire lo stigma sociale della censura accademica.
I revisori della rivista sono spesso scienziati universitari, ma scelti tra quanti si mostrano aperti all'indagine sulle anomalie. Da un lato vengono approvati solo paper strutturati con criteri matematici e scientifici standard, dall'altro viene garantito un dibattito che permetta a diversi autori, come ad esempio Etzel Cardeña o Andrew Westcombe, di proseguire formalmente le controversie avviate su altre riviste dove non siano concesse repliche.