
Il kalasiris era un indumento dell'antico Egitto, probabilmente una tunica con bordo frangiato. Il termine è stato usato con significati diversi: Köhler lo riferiva a vesti di forme differenti, mentre Hallmann distingue le tuniche dalle vesti avvolte e osserva che le raffigurazioni di abiti molto aderenti non vanno sempre interpretate alla lettera.

Karl Köhler chiamava kalasiris vesti diverse: alcune con una fascia sulla spalla, altre lunghe fino al collo o con maniche; distingueva inoltre forme molto aderenti da altre più ampie e, per spiegare come ci si potesse muovere con quelle più strette, ipotizzava un tessuto elastico oppure un abito composto da più pezzi cuciti insieme. Paragonava il kalasiris egizio a una tunica a maniche corte usata in Assiria e Babilonia.
Hallmann distingue le tuniche tagliate e cucite dalle vesti avvolte attorno al corpo e osserva che le immagini egizie non permettono sempre di ricostruire con precisione la forma degli abiti. Le tuniche conservate sono per lo più senza maniche, ma in alcuni casi potevano averne di applicate separatamente; nelle raffigurazioni, inoltre, quella che sembra una manica può essere una piega del tessuto che ricade sul braccio. Hallmann propone di identificare il kalasiris delle fonti greche con una tunica frangiata.
Il Getty Art & Architecture Thesaurus definisce il kalasiris una lunga tunica femminile, frangiata all'orlo e di solito stretta da una cintura; l'Albany Institute of History & Art usa invece il termine anche per una tunica indossata da uomini e donne.

Nella Tomba di Kha e Merit furono trovate diciassette tuniche della XVIII dinastia, tre delle quali con frange; il Museo Egizio di Torino conserva una tunica leggera frangiata in lino proveniente dalla stessa tomba e datata al 1425-1353 a.C. (Suppl. 8531). L'Albany Institute of History & Art conserva invece una tunica di lino della XXI dinastia, datata al 1069-945 a.C., che il museo indica come un tipo di indumento talvolta chiamato kalasiris: l'esemplare presenta una frangia lungo l'orlo inferiore e tracce di una cintura, potrebbe avere avuto in origine maniche applicate separatamente e fu rinvenuto ripiegato sotto la mummia di Ankhefenmut.

Nel secondo libro delle Storie, Erodoto chiama kalasiris una tunica di lino con frange nella parte inferiore, precisando che gli Egizi vi indossavano sopra un mantello bianco di lana. Il termine compare anche in un frammento di Democrito di Efeso conservato da Ateneo, nel quale gli Ioni di Efeso indossano kalasireis di produzione corinzia e persiana, di vari colori; ricorre inoltre in un regolamento religioso greco di Andania, insieme ad altri indumenti, risultando prescritto ad alcune donne che partecipavano ai riti.