Kenneth Earl Wilber Jr. (Oklahoma City, 31 gennaio 1949) è un saggista e filosofo statunitense. È uno dei fondatori del pensiero integrale e dello Integral Institute nel 1998. Attraverso una propria elaborazione delle visioni di diverse discipline, tradizioni e movimenti di pensiero quali la psicologia, la sociologia, la filosofia, lo yoga, il misticismo, il postmodernismo, la scienza e la teoria dei sistemi costruisce quello che lui chiama una teoria integrale della coscienza.
Ken Wilber nasce nel 1949 a Oklahoma City. Nel 1967 si iscrive al corso propedeutico di Medicina alla Duke University. È affascinato, come molti della sua generazione, dalla letteratura orientale, in particolare dal Tao Te Ching. Lascia la Duke e si iscrive all’Università del Nebraska a Lincoln, dove si laurea specializzandosi in biochimica ma lascia dopo alcuni anni la carriera universitaria per dedicarsi totalmente all’analisi delle sue esperienze e alla scrittura.
Nel 1973 Wilber completa il suo primo libro, Lo spettro della coscienza, in cui cerca di integrare la conoscenza derivante dai campi più eterogenei. Dopo essere stato respinto da più di 20 case editrici, il testo è finalmente accolto e pubblicato dalla Quest Books; dopo la pubblicazione del libro, Wilber trascorrerà un intero anno tenendo conferenze e workshop sul tema prima di tornare alla scrittura. Contribuisce anche al lancio della rivista ReVision, nel 1978.
Nel 1982 la New Science Library pubblica la sua antologia The Holographic Paradigm and other Paradoxes [Il paradigma olografico e altri paradossi], una raccolta di saggi e interviste, tra cui uno di David Bohm. Questi saggi, tra i quali uno dell’autore stesso, vertono su come l’olografia e il paradigma olografico si rapportino con i campi della coscienza, del misticismo e della scienza.
Nel 1983 Wilber sposa Terry "Treya" Killam, cui viene diagnosticato poco dopo un cancro al seno. Treya morirà nel gennaio 1989; l’esperienza vissuta insieme è documentata nel libro Grazia e grinta [Grace and Grit] del 1991.
Successivamente, Wilber scrive Sex, Ecology, Spirituality [Sesso, Ecologia, Spiritualità] (SES) (1995), il primo volume della sua Kosmos Trilogy [Trilogia del Kosmos]. Segue A Brief History of Everything [Una breve storia del Tutto] (1996), sintesi a carattere divulgativo di SES presentata sotto forma di intervista. The Eye of Spirit [L’occhio dello spirito] (1997) è una raccolta di articoli che aveva scritto per la rivista ReVision sulla relazione tra scienza e religione. Dal 1997, lo studioso inizia a tenere dei diari delle sue esperienze personali, che vengono pubblicati nel 1999 con il titolo One Taste, termine coniato per indicare il suo concetto di 'coscienza unitaria'. Nei due anni successivi il suo editore, la Shambhala Publications, ripubblica le sue opere in otto volumi, i Collected Works [Opera Omnia].
Nel 1999 termina Integral Psychology [Psicologia integrale] e scrive A Theory of Everything [Una teoria del Tutto] (2000). In Una teoria del Tutto Wilber punta alle correlazioni tra affari, politica, scienza e spiritualità e mostra come questi mondi si integrino con le teorie della psicologia dello sviluppo, tra cui quella delle Dinamiche a Spirale. Nel suo romanzo Boomeritis (2002) Wilber cerca di mettere in luce l'egotismo che lui ritiene caratterizzi la generazione dei "baby boomers".
Nel 1987 si trasferisce a Boulder, in Colorado, dove lavora alla sua Trilogia del Kosmos, supervisionando contestualmente i lavori dello Integral Institute [l’Istituto Integrale]. Wilber vive oggi a Denver, nel Colorado, e lavora con Marc Gafni nel Centro per la Spiritualità Universale, di cui è stato co-fondatore.
Ken Wilber ha dichiarato di essere affetto da una patologia debilitante, la Ribonucleasi.
Nel 2012 entra a far parte del comitato consultivo dell’ISPO -International Simultaneous Policy Organization che si pone l’obiettivo di superare i momenti di impasse in tema di politica internazionale, attraverso l’armonizzazione e la simultanea implementazione di politiche comuni.
| Upper-Left (UL) "Io" |
Upper-Right (UR) "Esso" |
| Lower-Left (LL) "Noi" |
Lower-Right (LR) "Loro" |
Il modello della Teoria integrale è lo schema AQAL (all quadrants all levels - tutti i quadranti, tutti i livelli). Nello schema AQAL tutta la conoscenza e l’esperienza umane possono essere sintetizzate in una griglia a quattro quadranti: la metà superiore rappresenta l’individuo, la metà inferiore la collettività, la parte sinistra l’interiorità, la parte destra l’esteriorità. Pertanto il quadrante superiore-sinistro rappresenta la coscienza individuale, il superiore-destro rappresenta il cervello/sistema nervoso, l’inferiore-sinistro è la cultura, l’inferiore-destro i sistemi sociali.
L’obbiettivo di un approccio integrale è includere tutti i quadranti, e in ciascuno di essi tutti i livelli. La modernità invece ha valorizzato esclusivamente il lato destro del modello, cercando con la scienza di spiegare e ridurre i mondi interiori in termini oggettivi, e ricadendo nella “flatlandia”, un universo piatto e dequalificato.
Secondo Wilber la realtà è composta da una serie di livelli-base (chiamati anche onde, o strutture), dal pre-personale al personale fino al transpersonale, che a seconda delle concezioni possono essere diversamente classificati e numerati. La “grande catena generale” elenca cinque livelli: materia, corpo, mente, anima, spirito. Wilber adotta un approccio basato su dieci gruppi funzionali: sensomotorio, emozionale, rappresentazionale, regola-ruolo, operativo formale, logica immaginativa, psichico, sottile, causale, non-duale. All’apice di questo modello vi è la consapevolezza senza forma/passiva, "la semplice sensazione di esistere" che, in diverse tradizioni orientali, rientra nel novero dei massimi raggiungimenti possibili.
Attraverso questi livelli scorrono numerose linee di sviluppo autonome: vi è una linea cognitiva, morale, affettiva, spirituale, estetica, sessuale, dei bisogni, della visione del mondo ecc. Il Sé dunque percorre i livelli, sviluppandosi a velocità diverse nelle varie linee, con talenti e capacità che emergono in modo differente nei vari ambiti.
Ogni volta che il Sé incontra un nuovo livello del Grande Nido, prima si identica con esso, poi si disidentifica, e infine lo integra nel livello successivo. Se invece manca il momento della differenziazione o dell’integrazione, sorge una psico-patologia. Esistono dunque livelli di patologia qualitativamente diversi, a seconda dello stadio del Sé in cui è avvenuto il blocco.
Una delle principali realizzazioni di Wilber è la sistematizzazione di quella che egli chiama la “filosofia neoperenne", che integra le interpretazioni del misticismo secondo la Filosofia perennne di Aldous Huxley, e il pensiero della scuola Tradizionalista di Frithjof Schuon, con una teoria dell’evoluzione cosmica ripresa dal mistico indiano Sri Aurobindo. Avendo adottato un approccio evolutivo, del Perennialismo non accetta né la visione regressista della storia, né il rifiuto della scienza moderna.
La realtà viene intesa come composta da vari livelli di esistenza, sia dell’essere sia del conoscere, in un ordine ascendente che va dalla materia, al corpo, alla mente, all’anima fino alla Spirito. Ogni dimensione superiore "trascende e include" le dimensioni inferiori in una sequenza infinita. È la Grande Catena dell’Essere” (espressione dello storico Arthur Lovejoy) o “Grande Nido”, in cui ogni dimensione superiore avvolge le dimensioni inferiori come in una serie di cerchi. I livelli sono anche definiti “oloni”: un olone è un “tutto che è parte di un altro tutto”. Ad esempio un atomo è parte di una molecola, che è parte di una cellula, che è parte di un organismo, che è parte di un ecosistema e così via.
Per quanto riguarda i livelli di coscienza, Wilber, tramite una serie di “tavole di corrispondenze”, mostra che le diverse tradizioni spirituali (Vedanta, buddhismo, Plotino ecc.), oltre che i moderni filosofi e psicologi (Piaget, Gebser, Baldwin, Maslow ecc.), hanno individuato e descritto i vari livelli in modi analoghi: ovunque lo spirito umano ha intuizioni del divino che presentano somiglianze profonde. Peraltro i livelli più elevati non sono dati, ma possibilità: secondo Wilber il Grande Nido è un ampio “spazio morfogenetico” di potenzialità, che per la maggior parte degli individui non si sono ancora pienamente attualizzate.
Wilber crede che le tradizioni mistiche esistenti consentano di accedere e arrivare a conoscere una realtà trascendente che è perenne, poiché è sempre la stessa attraverso i secoli e le culture. Questo assunto è alla base della sua costruzione concettuale ed è in sé inconfutabile. Wilber accosta questa generalizzazione al puro materialismo, presentando ciò come il principale paradigma della scienza ordinaria.
| Interiore | Esteriore | |
| Individuale | Standard: Veridicità (1a persona) (sincerità, integrità, affidabilità) |
Standard: Verità (3a persona) (corrispondenza, rappresentanza, proposizionale) |
| Collettivo | Standard: Equità (2a persona) (adattamento culturale, correttezza, comprensione reciptoca) |
Standard: Adattamento funzionale (3a persona) (rete di teorie di sistema, Funzionalismo strutturale, Compatibilità sistemica sociale) |
Nei suoi ultimi lavori, Wilber sostiene che la realtà manifesta è composta da quattro settori e che ognuno di questi settori o “quadranti”, ha i propri standard di verità, o test di validità:
Wilber ritiene che molte asserzioni relative agli stati [di coscienza] non-razionali contengano errori che lui definisce equivoci sul pre- e sul trans-. Ritiene dunque che gli stadi di coscienza non-razionali (quelli che chiama stadi "pre-razionali" e "trans-razionali") possano essere facilmente confusi tra di loro. Nella sua visione, un individuo può ridimensionare la realizzazione spirituale trans-razionale ad una regressione pre-razionale o può elevare stati pre-razionali a settori trans-razionali. Wilber sostiene ad esempio che Freud e Jung cadano entrambi in questo equivoco. Il primo, considerando la realizzazione mistica come una regressione a stati oceanici infantili, commette un errore di deprezzamento. Mentre il secondo, all'opposto, considera i miti pre-razionali come rappresentazioni di uno stato di connessione divina. In ogni modo, gli stati pre-razionali possono essere erroneamente interpretati come stati post-razionali. Wilber ammette di essere stato vittima di questi equivoci sul pre- e sul trans- nei suoi primi scritti.
Secondo Ken Wilber lo stato attuale delle scienze “dure” o naturali è limitato all’applicazione di un approccio ristretto, quello della “scienza esatta o confinata”, che consente di fare dimostrazioni solo nel contesto della sfera più bassa della coscienza, quella sensomotoria (i cinque sensi e le loro estensioni). Secondo lo studioso la scienza in senso lato o “allargata” dovrebbe essere caratterizzata da tre step:
Nella parte III del suo libro The Marriage of Sense and Soul ha presentato questi step come i “tre fattori della corretta conoscenza”. Quella che egli definisce "scienza allargata" dovrebbe includere dimostrazioni effettuate negli ambiti della logica, della matematica e della sfera simbolica, ermeneutica e degli altri campi della coscienza. Idealmente e fondamentalmente dovrebbe comprendere anche la testimonianza di chi pratica la meditazione e l’esercizio spirituale. La sua idea di scienza tende a includere sia le scienze esatte che quelle allargate, ad esempio attraverso l’utilizzo dei macchinari con i quali si effettuano gli elettroencefalogrammi e di altre tecnologie per misurare le esperienze di chi pratica la meditazione o effettua altri esercizi spirituali, per dare vita a quella che lui chiama “scienza integrale”.
Secondo le teorie di Wilber la scienza esatta sconfigge la religione ristretta, e la scienza allargata sconfigge la scienza esatta. Ovvero, le scienze naturali danno un resoconto più accurato ed esaustivo della realtà di quanto non possa dare una qualsiasi delle tradizioni religiose esoteriche. Tuttavia un approccio integrale che faccia uso dell’intersoggettività prendendo in considerazione sia gli assunti religiosi che quelli scientifici, darà un resoconto della realtà più completo di quello delle scienze esatte. Wilber si è ispirato a Stuart Kauffman, Ilya Prigogine, Alfred North Whitehead, e altri per enunciare la sua nozione della realtà vitalistica e teologica, che si pone in netto contrasto con il neodarwinismo.
Nel 2005, all’inaugurazione dell'Integral Spiritual Center, parte dell'Integral Institute, Wilber aveva presentato un documento di 118 pagine contenente una prima stesura del riassunto di quelli che dovevano essere i suoi successivi due libri. Questo saggio il cui titolo è What is Integral Spirituality? [Che cos’è la spiritualità integrale?], contiene molte nuove idee, compresa la post-metafisica integrale e la matrice di Wilber-Combs. Nel 2006, ha pubblicato Integral Spirituality [Spiritualità Integrale], in cui ha elaborato queste idee unitamente ad altre quali ad esempio il Pluralismo Metodologico Integrale e la nozione della religione come "nastro trasportatore evolutivo".
La "post-metafisica integrale" è l’espressione utilizzata da Wilber per descrivere la sua ridefinizione delle tradizioni spiritual-religiose del mondo alla luce della critica moderna e post-moderna a quelle stesse tradizioni.
La matrice Wilber-Combs è un modello concettuale di coscienza sviluppato da Wilber e da Allan Combs. È una griglia che riporta sull’asse x (da sinistra a destra) una sequenza di stati di coscienza e sull’asse y (dal basso all’alto) i gradi di sviluppo o livelli di coscienza. Questo reticolo mostra come ogni grado di coscienza contenga, in modi diversi, esperienze di stati di coscienza differenti, incluso quello mistico. Dopo questo ulteriore contributo, Wilber si è ritirato a vita privata a causa della già citata grave malattia.
Wilber si è attirato molte critiche dal 2011 ad oggi per aver preso posizione a favore di Marc Gafni. Gafni è stato accusato dai media di violenza carnale su un minorenne. E Wilber lo ha difeso pubblicamente sul suo blog. Un gruppo di Rabbini ha lanciato una petizione perché Wilber si dissoci pubblicamente da Gafni.
Wilber è membro del Comitato Consultivo [Advisory Board] della AQAL Capital GmbH di Mariana Bozesan, una azienda con sede a Monaco di Baviera specializzata in investimenti a impatto integrale che usa un modello basto sulla Teoria Integrale Wilberiana.
La filosofia di Wilber è stata influenzata dal Buddismo Madhyamaka, in particolare dalla declinazione che ritroviamo nella filosofia di Nāgārjuna. Wilber ha praticato varie forme di meditazione buddista, studiando (seppure brevemente) con un notevole numero di maestri tra i quali Dainin Katagiri, Taizan Maezumi, Chogyam Trungpa Rinpoche, Kalu Rinpoche, Alan Watts, Penor Rinpoche e Chagdud Tulku Rinpoche. È stato anche influenzato dall’Advaita Vedanta, ShivaismoTrika (Kashmiro), buddismo tibetano, buddismo zen, Ramana Maharshi, e da Andrew Cohen. In molte occasioni Wilber ha elogiato l’opera di Adi Da esprimendo tuttavia riserve su Adi Da come maestro. In Sesso, Ecologia, Spiritualità, Wilber si rifà ampiamente alla filosofia di Plotino, che a suo giudizio è non-duale. Pur praticando la meditazione buddista, Wilber non si è mai dichiarato tale. Secondo Frank Visser, la teoria di Wilber dei quattro quadranti o dimensioni dell’esistenza è molto simile alla teoria di E. F. Schumacher dei quattro campi della conoscenza. Visser trova anche che l’idea di Wilber dei livelli così come la sua critica dell’unidimensionalità della scienza siano già presenti nell’opera di Huston Smith Forgotten Truth [La verità dimenticata]. Visser ritiene anche che gli aspetti esoterici delle teorie di Wilber si basino sulla filosofia di Sri Aurobindo e di altri teorici, compreso Adi Da.
Ken Wilber è stato catalogato come un esponente della New Age per l’enfasi che pone sulla visione transpersonale e, più recentemente, come un filosofo. Il Publishers Weekly lo ha definito "L’Hegel della Spiritualità Orientale." A Wilber si attribuisce di aver esteso l’interesse per la filosofia perenne al vasto pubblico. Figure rappresentative come Bill Clinton, Al Gore, Deepak Chopra, e il musicista Billy Corgan hanno dichiarato di essere stati influenzati da Wilber. Il suo approccio è stato comunque criticato in vario modo per essere eccessivamente categorizzante, oggettificante e maschilista, per rendere la spiritualità commerciale e per denigrare le emozioni. Molti critici evidenziano problemi nelle interpretazioni di Wilber e nelle citazioni inaccurate delle sue svariate fonti, così come i suoi scivoloni stilistici con molte ripetizioni superflue, la lunghezza eccessiva dei suoi libri e l’iperbole.
Steve McIntosh elogia gli scritti di Wilber ma allo stesso tempo lo accusa di non saper scindere la “filosofia” dal suo credo vedantico e buddista. Christopher Bache è uno scrittore sotto certi aspetti complementare a Wilber ma nondimeno considera che lo stile letterario di Wilber sia da imbonitore. Lo psichiatria Stanislav Grof ha riservato grandi encomi alla conoscenza e agli scritti di Wilber:
Tuttavia ha criticato la mancanza degli stadi pre- e perinatali dallo spettro della coscienza trattato da Wilber e per aver ignorato l’importanza psicologica della nascita e della morte biologiche. Grof ha detto degli scritti di Wilber che hanno “spesso uno stile polemico aggressivo che contiene anche feroci attacchi ad personam e non contribuisce al dibattito/dialogo." La risposta di Wilber è che le religioni esistenti non suffragano l’importanza che Grof attribuisce al periodo perinatale.
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