| Kordofan |
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Il Kordofan (in arabo کردفان?, Kurdufān, pronuncia araba moderna [ˌkʊɾˤduˈfæːn]), scritto anche Kurdufan, è una regione storica e geografica del Sudan centro-meridionale, situata a ovest del Nilo Bianco, tra il Darfur a occidente e la valle del Nilo a oriente. Per gran parte dell'età moderna e contemporanea costituì una delle principali suddivisioni amministrative del Sudan, con Al-Ubayyid come centro politico ed economico.
La regione storica si estende su circa 376.000 km², benché la sua superficie sia variata nel corso del tempo in seguito ai numerosi mutamenti amministrativi. Dal 1994 il territorio del Kordofan storico è suddiviso principalmente negli stati federali del Kordofan Settentrionale, del Kordofan Meridionale e del Kordofan Occidentale. Quest'ultimo venne abolito nell'agosto 2005 e ripartito tra gli altri due stati nell'ambito dell'applicazione del Comprehensive Peace Agreement, ma fu ricostituito nel luglio 2013.
I principali centri urbani sono Al-Ubayyid, capitale del Kordofan Settentrionale e tradizionale capoluogo dell'intera regione, Kadugli, capitale del Kordofan Meridionale, e Al-Fulah, capitale del Kordofan Occidentale.
L'origine del nome Kordofan non è conosciuta con certezza. Il viaggiatore ottocentesco Ignaz Pallme lo metteva in relazione con un rilievo situato a sud-est di Al-Ubayyid, noto come monte Kordofan, sostenendo inoltre che il nome fosse di origine nubiana. Altre interpretazioni hanno proposto un collegamento con una voce nubiana kurta, «uomo» o «uomini», ma l'etimologia rimane discussa.
Il Kordofan occupa una vasta regione di transizione tra le aree desertiche e semidesertiche del Sudan settentrionale e le savane più umide situate verso sud. Il paesaggio è costituito in gran parte da pianure e bassi altopiani ondulati, interrotti da colline rocciose isolate. Il territorio diventa progressivamente più accidentato procedendo verso sud, dove si innalzano i Monti Nuba, un complesso di massicci e colline che supera localmente i 1.000 m di quota.
Nel nord prevalgono pianure sabbiose e ambienti saheliani, che sfumano verso il deserto procedendo in direzione settentrionale. Le vaste distese sabbiose note localmente come goz sono caratteristiche di gran parte del Kordofan Settentrionale. Più a sud diventano frequenti suoli argillosi e savane alberate, maggiormente adatti all'agricoltura.
Il clima è tropicale secco e presenta un pronunciato gradiente da nord a sud. Le precipitazioni sono scarse e irregolari nel settore settentrionale e aumentano progressivamente verso i Monti Nuba. Quasi tutte le piogge si concentrano nella stagione umida, generalmente tra giugno e settembre, mentre durante il resto dell'anno prevalgono condizioni molto aride. Questa forte stagionalità determina notevoli oscillazioni nella disponibilità di pascoli e acqua.
La regione è quasi priva di corsi d'acqua perenni. Il drenaggio è costituito soprattutto da uadi e corsi d'acqua stagionali, tra i quali il Khor Abu Habil e lo Wadi al-Malik, che in passato costituivano anche importanti vie naturali di comunicazione verso il Nilo e la Nubia.
Il Kordofan è particolarmente vulnerabile alla desertificazione, alla variabilità delle precipitazioni e agli episodi di siccità. Una valutazione climatica sudanese indicava come desertico circa il 40% del territorio e considerava un'ulteriore parte della regione esposta a rischio elevato o molto elevato di desertificazione.

L'economia tradizionale del Kordofan si basa principalmente sull'agricoltura pluviale, sull'allevamento pastorale e sul commercio. La quantità e la distribuzione delle precipitazioni determinano fortemente le rese agricole: nelle zone settentrionali e occidentali il cereale principale è il miglio perlato, mentre nelle zone meridionali, più piovose, assume maggiore importanza il sorgo.
Tra le principali colture commerciali figurano le arachidi, il sesamo, il karkadè, il cotone e, localmente, il fagiolo dall'occhio. L'agricoltura irrigua ha invece un'importanza molto minore rispetto a quella dipendente dalle precipitazioni.
Una delle produzioni storicamente più importanti è la gomma arabica, ricavata soprattutto da Senegalia senegal (tradizionalmente classificata come Acacia senegal). Gran parte del Kordofan appartiene alla cosiddetta «cintura della gomma arabica» del Sudan, e la regione è stata per secoli uno dei principali centri mondiali della sua produzione e commercializzazione. La gomma proveniente dalla regione era tradizionalmente conosciuta sul mercato internazionale anche come «gomma Kordofan». La sua produzione continua a costituire un'importante fonte di reddito per numerose comunità rurali.
Anche l'allevamento svolge un ruolo centrale. Pecore, capre e dromedari prevalgono soprattutto nelle aree settentrionali più aride, mentre nelle zone meridionali è maggiormente diffuso l'allevamento bovino. La transumanza stagionale ha tradizionalmente collegato zone ecologiche differenti e costituisce un elemento fondamentale dell'economia delle popolazioni pastorali.
Dalla fine del XX secolo l'estrazione di petrolio ha acquisito importanza nel Kordofan occidentale e meridionale, in particolare nell'area del bacino di Muglad e di Heglig. In alcune zone si pratica inoltre l'estrazione artigianale dell'oro.
Al-Ubayyid costituisce da secoli il principale nodo commerciale della regione. Il collegamento ferroviario con il Sudan centrale, completato all'inizio del XX secolo, contribuì notevolmente all'espansione del commercio della gomma arabica e dei prodotti agricoli e pastorali.

Il Kordofan è una delle regioni etnicamente e linguisticamente più diversificate del Sudan. I Nuba costituiscono un insieme di numerosi popoli stanziati prevalentemente nei Monti Nuba, ai quali si affiancano comunità arabofone sedentarie e pastorali. Tra queste ultime figurano diversi gruppi tradizionalmente compresi sotto la denominazione di Baqqara, tra cui Misseriya e Hawazma, oltre a popolazioni pastorali settentrionali come Kababish e Hamar. Nelle regioni di confine sud-occidentali sono presenti anche comunità Dinka, in particolare i Dinka Ngok dell'area di Abyei.
L'arabo sudanese costituisce la principale lingua franca e la lingua predominante nei centri urbani e in ampie zone rurali. Nei Monti Nuba sopravvive tuttavia un'eccezionale diversità linguistica.
Il termine «kordofaniano» è stato utilizzato per indicare diverse famiglie linguistiche autoctone dei Monti Nuba. Nella letteratura linguistica moderna esso comprende generalmente gruppi quali le lingue heiban, talodi, lafofa, rashad e katla, la cui esatta posizione all'interno delle lingue niger-congo è stata a lungo oggetto di discussione. Le lingue kadu, un tempo incluse nel «kordofaniano», vengono oggi generalmente trattate separatamente. Nei Monti Nuba sono inoltre presenti lingue nubiane delle colline, daju e appartenenti ad altri gruppi.
Le fonti scritte sulla storia più antica del Kordofan sono scarse e non consentono di ricostruire un quadro politico continuo. La regione costituì per lungo tempo una zona di contatto tra il bacino del Nilo, il Darfur, il Sahel e le regioni poste più a sud.
Le testimonianze archeologiche ed epigrafiche indicano contatti con i regni della Nubia medievale. Un'iscrizione in lingua nubiana antica scoperta ad Abu Negila, a circa 200 km dalla valle del Nilo, è stata interpretata come una testimonianza dei rapporti tra il Kordofan e il regno cristiano di Makuria nel XIV secolo. Ciò non implica necessariamente un controllo politico stabile dell'intera regione da parte dei regni nubiani, ma testimonia l'esistenza di collegamenti attraverso l'entroterra sudanese.
A partire dal XVI secolo il Kordofan divenne una zona contesa tra il Sultanato dei Funj di Sennar e il Sultanato del Darfur, mentre in diverse aree continuarono a esistere entità politiche locali relativamente autonome.
Nel corso del XVIII secolo il controllo della regione passò più volte tra governanti legati a Sennar, dinastie locali e il Darfur. Particolarmente importante fu il ruolo dei Musabba'at, ramo legato alla dinastia del Darfur, che tentò di costruire nel Kordofan una propria base territoriale.
Verso la fine del XVIII secolo il Sultanato del Darfur riuscì a imporre più stabilmente la propria autorità sulla regione. Il Kordofan assunse allora una crescente importanza nel commercio a lunga distanza: gomma arabica, bestiame e altri prodotti venivano trasportati verso il Darfur, la valle del Nilo e l'Egitto attraverso una fitta rete di carovane. Bara e Al-Ubayyid divennero importanti centri commerciali.
Nel 1821, nell'ambito della conquista turco-egiziana del Sudan, Mehmet Ali, governatore ottomano dell'Egitto, inviò nel Kordofan una forza guidata dal defterdar Muhammad Bey Khusraw. Le truppe del Darfur furono sconfitte nei pressi di Bara e il Kordofan entrò a far parte dei domini egiziani in Sudan.
Al-Ubayyid divenne il capoluogo della nuova amministrazione. La regione fu integrata più strettamente nei circuiti economici dello stato turco-egiziano attraverso la riscossione delle imposte, il commercio della gomma e del bestiame e la requisizione di uomini e risorse. Fonti europee della prima metà del XIX secolo, tra cui il resoconto di Ignaz Pallme, descrivono anche le campagne di cattura e deportazione di schiavi condotte durante questo periodo.
Il nuovo regime fiscale e i monopoli commerciali modificarono profondamente l'economia regionale e suscitarono frequenti tensioni con le popolazioni locali.
Il Kordofan svolse un ruolo decisivo nella guerra mahdista. Nel 1882 le forze di Muhammad Ahmad, che si era proclamato Mahdi, assediarono Al-Ubayyid. Dopo diversi mesi la guarnigione turco-egiziana capitolò il 17 gennaio 1883, consegnando ai mahdisti un importante centro amministrativo e notevoli quantità di armi e rifornimenti.
Il governo egiziano organizzò una spedizione di riconquista comandata dal generale britannico William Hicks. Il 5 novembre 1883 l'esercito di Hicks fu circondato e quasi completamente distrutto nella battaglia di Shaykan, a sud di Al-Ubayyid. La vittoria consolidò il controllo mahdista sul Sudan occidentale e contribuì in maniera decisiva all'espansione della rivolta.
Dopo la morte di Muhammad Ahmad nel 1885, numerosi gruppi Baqqara del Kordofan costituirono una parte importante della base politica e militare del suo successore, il califfo Abdallahi ibn Muhammad. Lo stesso Abdallahi morì nel novembre 1899 nella battaglia di Umm Diwaykarat, nel Kordofan, durante le ultime fasi della riconquista anglo-egiziana.
Dopo la sconfitta dello stato mahdista il Kordofan entrò a far parte del Sudan Anglo-Egiziano. Al-Ubayyid fu ricostruita e tornò a essere il centro amministrativo della provincia.
La costruzione della ferrovia che collegava la città con il sistema ferroviario sudanese, completata nel 1911-1912, favorì fortemente il commercio regionale, in particolare quello della gomma arabica, del bestiame e dei prodotti agricoli.
Durante il periodo coloniale l'amministrazione britannica fece crescente ricorso al cosiddetto indirect rule, affidando una parte delle funzioni amministrative ai capi tribali riconosciuti dal governo. Nei Monti Nuba furono inoltre introdotti regimi amministrativi differenti da quelli applicati alle zone settentrionali, e per un certo periodo l'area costituì una provincia separata.
Negli anni Venti alcune parti dei Monti Nuba furono comprese nelle politiche dei cosiddetti «distretti chiusi», attraverso le quali l'amministrazione coloniale cercava di limitare i movimenti e l'influenza provenienti dal Sudan settentrionale. La provincia dei Monti Nuba venne successivamente reintegrata nel Kordofan nel 1927.
Con l'indipendenza del Sudan nel 1956, il Kordofan rimase una delle principali province del paese. Nel 1974 il governo sudanese ne divise il territorio nelle province del Kordofan Settentrionale e del Kordofan Meridionale. Nei primi anni Ottanta esse furono nuovamente riunite nell'ambito di una regione del Kordofan, pur continuando a esistere come suddivisioni amministrative interne.
Nel corso della seconda guerra civile sudanese, iniziata nel 1983, il conflitto raggiunse i Monti Nuba. Dal 1985 una parte dei combattenti nuba si unì al Sudan People's Liberation Movement/Army (SPLM/A), trasformando il Kordofan Meridionale in uno dei principali fronti settentrionali della guerra.
Il conflitto ebbe pesanti conseguenze sulla popolazione civile, con sfollamenti, distruzione di villaggi e interruzione delle attività agricole. Nel 2002 un cessate il fuoco specifico per i Monti Nuba precedette gli accordi più generali che portarono al Comprehensive Peace Agreement del 2005, con il quale si concluse la seconda guerra civile.
Nel 1991 il Sudan venne riorganizzato secondo un sistema federale e il Kordofan tornò a costituire uno dei nove stati del paese. Un'ulteriore riforma del 1994 ne divise il territorio in tre stati: Kordofan Settentrionale, Kordofan Meridionale e Kordofan Occidentale.
Nell'agosto 2005 il Kordofan Occidentale venne abolito e il suo territorio spartito tra gli altri due stati, in applicazione degli accordi collegati al Comprehensive Peace Agreement. La decisione fu tuttavia revocata nel 2013, quando il governo sudanese ricostituì il Kordofan Occidentale con capitale Al-Fulah.
Poco prima dell'indipendenza del Sudan del Sud, nel giugno 2011, scoppiarono nuovi combattimenti nel Kordofan Meridionale tra le forze governative sudanesi e le forze dell'SPLM-N, formate in parte da ex combattenti dell'SPLA rimasti a nord del nuovo confine. La guerra interessò in particolare i Monti Nuba e provocò nuovi sfollamenti della popolazione civile.
Il conflitto era legato anche alla mancata soluzione di alcune questioni previste dal Comprehensive Peace Agreement, tra cui le «consultazioni popolari» che avrebbero dovuto permettere agli abitanti del Kordofan Meridionale e dello stato del Nilo Azzurro di discutere il proprio assetto politico all'interno del Sudan.
A partire dall'aprile 2023, con lo scoppio della guerra civile tra le Forze armate sudanesi e le Rapid Support Forces, il Kordofan è divenuto nuovamente uno dei principali teatri del conflitto. Le vie che attraversano la regione hanno particolare importanza strategica perché collegano il Darfur al Sudan centrale e alla valle del Nilo.
Nel 2026 i combattimenti si sono intensificati in diverse parti della regione, in particolare intorno ad Al-Ubayyid, Kadugli e Dilling. Le Nazioni Unite hanno segnalato attacchi con droni, sfollamenti e difficoltà nell'accesso umanitario, mentre il Programma alimentare mondiale ha descritto Al-Ubayyid come uno dei principali centri della crisi umanitaria e degli sfollamenti nel paese. Nel Kordofan Meridionale l'insicurezza, gli sfollamenti e le restrizioni agli aiuti hanno inoltre contribuito a livelli estremamente elevati di insicurezza alimentare.
Tra i primi europei a lasciare una descrizione dettagliata del Kordofan vi fu il mercante tedesco-boemo Ignaz Pallme, che vi soggiornò tra il 1837 e il 1839 per conto di una ditta commerciale del Cairo. Il suo viaggio aveva lo scopo di valutare nuove vie commerciali e le possibilità di scambio con l'Africa interna.
Il resoconto pubblicato nel 1843, Beschreibung von Kordofan und einigen angrenzenden Ländern, contiene descrizioni della geografia, dell'economia, del commercio e dei costumi delle popolazioni locali, nonché informazioni sull'amministrazione turco-egiziana e sulle razzie di schiavi. Per la durata del soggiorno e l'ampiezza delle osservazioni, l'opera costituisce una delle principali testimonianze europee sul Kordofan della prima metà dell'Ottocento.
Nel 1847-1848 la regione fu inoltre visitata da membri di una spedizione scientifica russa diretta in Sudan, alla quale partecipò il naturalista polacco Leon Cienkowski. La spedizione raccolse osservazioni geografiche, naturalistiche ed etnografiche e contribuì alla conoscenza europea dell'interno sudanese.
Nel corso del XX e XXI secolo il Kordofan è stato oggetto di numerosi studi archeologici, linguistici, antropologici ed etnografici. Le ricerche nei Monti Nuba hanno assunto particolare importanza per la straordinaria diversità culturale e linguistica della regione, mentre indagini archeologiche nel Kordofan settentrionale hanno documentato insediamenti, necropoli e testimonianze delle antiche relazioni con la valle del Nilo.
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