Kuwait Petroleum Corporation

Kuwait Petroleum Corporation
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Impianti di raffinazione a Mina al-Ahmadi, in Kuwait
StatoKuwait (bandiera) Kuwait
Forma societariaAzienda pubblica
Fondazione27 gennaio 1980 a Al Kuwait
Fondata daStato del Kuwait
Sede principaleAl Kuwait
Controllate
Persone chiave
SettoreEnergia
ProdottiPetrolio greggio, gas naturale, gas naturale liquefatto, benzina, gasolio, cherosene, olio combustibile, lubrificanti, GPL, prodotti petrolchimici
Fatturato31,70 miliardi KWD (2025-2026)
Utile netto2,15 miliardi KWD (2025-2026)
Dipendenti22 323 (2026)
Sito webwww.kpc.com.kw/

La Kuwait Petroleum Corporation (in arabo مؤسسة البترول الكويتية, Muʾassasat al-Bitrūl al-Kuwaytiyya; sigla KPC) è la compagnia petrolifera nazionale del Kuwait, interamente posseduta dallo Stato. Costituita nel 1980 come società capogruppo del settore petrolifero pubblico, controlla una filiera integrata che comprende l'esplorazione e la produzione di petrolio e gas naturale, la raffinazione, la petrolchimica, il commercio internazionale, il trasporto marittimo e la distribuzione di carburanti.

Le attività nazionali sono concentrate soprattutto nella Kuwait Oil Company (KOC), responsabile dell'upstream, e nella Kuwait National Petroleum Company (KNPC), che gestisce la raffinazione e la distribuzione interna. All'estero il gruppo opera nell'esplorazione tramite la Kuwait Foreign Petroleum Exploration Company (KUFPEC) e nella raffinazione e commercializzazione tramite la Kuwait Petroleum International (KPI), nota ai consumatori con il marchio Q8. La flotta petrolifera è amministrata dalla Kuwait Oil Tanker Company (KOTC), mentre la Petrochemical Industries Company (PIC) riunisce le partecipazioni petrolchimiche.

Nell'esercizio chiuso il 31 marzo 2026 il gruppo ha registrato ricavi consolidati per 31,70 miliardi di dinari kuwaitiani, un utile netto di 2,15 miliardi e attività per 58,00 miliardi di dinari. Nello stesso esercizio la produzione nazionale di greggio ha raggiunto in media 2,72 milioni di barili al giorno e il tasso medio di lavorazione delle raffinerie kuwaitiane 1,167 milioni di barili al giorno.

Storia

Origini dell'industria petrolifera kuwaitiana

Veduta aerea del giacimento di Burgan, dove nel 1938 fu scoperto il petrolio in quantità commerciali.

Le origini del gruppo risalgono al 1934, quando l'Anglo-Persian Oil Company — divenuta in seguito BP — e la statunitense Gulf Oil costituirono pariteticamente la Kuwait Oil Company (KOC) per sfruttare una concessione accordata dall'emiro Ahmad al-Jaber al-Sabah. Le perforazioni iniziarono nel 1936 e nel febbraio 1938 il pozzo Burgan-1 individuò quantità commerciali di petrolio nel Burgan, uno dei maggiori giacimenti convenzionali conosciuti. Lo sviluppo fu rallentato dalla seconda guerra mondiale; la prima esportazione commerciale partì il 30 giugno 1946 a bordo della petroliera britannica British Fusilier.

La crescita della produzione portò alla costruzione della raffineria di Mina al-Ahmadi, entrata in funzione nel 1949, e alla scoperta di altri campi, tra cui Raudhatain nel 1955. Parallelamente nacquero imprese kuwaitiane destinate a coprire le altre fasi della filiera: la Kuwait Oil Tanker Company nel 1957, la Kuwait National Petroleum Company nel 1960 e la Petrochemical Industries Company nel 1963. La prima petroliera della KOTC, la Kazimah, entrò in servizio nel 1959.

Negli anni settanta il governo aumentò progressivamente la propria partecipazione nelle concessioni. Nel 1975 completò la nazionalizzazione della KOC e trasferì allo Stato il controllo dell'intero settore degli idrocarburi.

Costituzione della KPC ed espansione internazionale

La KPC fu istituita il 27 gennaio 1980 come ente economico pubblico incaricato di coordinare le società petrolifere statali. Sotto la nuova capogruppo confluirono KOC, KNPC, KOTC e PIC, fino ad allora amministrate separatamente; l'obiettivo era integrare produzione, trasformazione e vendita e dotare lo Stato di un unico interlocutore commerciale internazionale. La proprietà delle risorse del sottosuolo e delle società rimase integralmente pubblica.

La petroliera Kazimah, prima unità della KOTC, nel canale di Suez nel 1959.

Nel 1981 KPC fondò la Kuwait Foreign Petroleum Exploration Company per acquisire e sviluppare riserve fuori dal Kuwait. Nello stesso periodo acquistò per 2,5 miliardi di dollari la società statunitense di perforazione Santa Fe International, una delle maggiori acquisizioni estere realizzate fino ad allora da un'impresa del Golfo. KPC ridusse poi la propria partecipazione in Santa Fe nel 1997; nel 2001 l'impresa si fuse con Global Marine formando GlobalSantaFe.

Nel 1983 la società rilevò gran parte delle attività di raffinazione e distribuzione della Gulf Oil nell'Europa occidentale e le attività danesi di BP, costituendo a Londra la Kuwait Petroleum International. Tra il 1984 e il 1987 l'espansione proseguì in Italia e in altri mercati europei; nel 1986 fu introdotto il marchio Q8, pronunciato in inglese in modo simile a Kuwait. Con questa strategia il Kuwait fu tra i primi produttori dell'OPEC a controllare una rete di vendita al dettaglio nei paesi consumatori.

Invasione irachena e ricostruzione

Pozzi petroliferi kuwaitiani incendiati dalle forze irachene in ritirata nel 1991.

L'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq il 2 agosto 1990 interruppe le attività della KPC nel paese. Durante l'occupazione furono danneggiati pozzi, centri di raccolta, oleodotti, raffinerie e terminali; nella ritirata del 1991 le forze irachene incendiarono centinaia di pozzi e provocarono estese fuoriuscite di greggio. La KPC e la KOC coordinarono, insieme a imprese internazionali e squadre kuwaitiane, la messa in sicurezza dei campi e il ripristino della produzione. L'ultimo pozzo in fiamme, Burgan 118, fu spento il 6 novembre 1991; secondo la cronologia ufficiale del gruppo, le squadre kuwaitiane chiusero 41 pozzi in 54 giorni.

Gli incendi produssero fumo, depositi di fuliggine e centinaia di laghi di petrolio, lasciando un problema di contaminazione del suolo che ha richiesto programmi di bonifica pluridecennali. L'evento fu nello stesso tempo una grave perdita produttiva e una delle maggiori emergenze ambientali associate all'industria petrolifera.

Negli anni successivi KPC ricostruì gli impianti nazionali, ripristinò le esportazioni e razionalizzò il portafoglio estero. La ripresa consolidò la divisione funzionale tra KOC per l'estrazione, KNPC per la raffinazione nazionale, KOTC per il trasporto e KPI per le attività downstream internazionali.

Riorganizzazione e grandi progetti

Nel 2002 fu costituita la Kuwait Gulf Oil Company (KGOC), incaricata di rappresentare gli interessi kuwaitiani nella Zona Divisa condivisa con l'Arabia Saudita. Le attività sono svolte mediante la Wafra Joint Operations, per l'area terrestre, e la Al-Khafji Joint Operations, per quella marittima, entrambe in cooperazione con società saudite.

Negli anni 2010 il gruppo avviò due programmi per aumentare la capacità e la qualità della raffinazione. Il Clean Fuels Project ammodernò le raffinerie di Mina al-Ahmadi e Mina Abdullah, collegandole operativamente e introducendo unità per combustibili a minore contenuto di zolfo; i principali contratti furono assegnati nel 2014 e il progetto fu completato nel 2021. La vecchia raffineria di Shuaiba fu chiusa nel 2017.

Per realizzare il nuovo polo di Al-Zour, nel 2016 KPC costituì la Kuwait Integrated Petroleum Industries Company (KIPIC). La società ricevette la gestione della raffineria, del terminale d'importazione di gas naturale liquefatto e del progettato complesso petrolchimico. La raffineria, progettata per 615 000 barili al giorno, iniziò l'avviamento alla fine del 2022, raggiunse per la prima volta la piena capacità nel febbraio 2024 e fu inaugurata ufficialmente il 29 maggio dello stesso anno.

All'estero KPC partecipò a due nuove raffinerie concepite anche come sbocco stabile per il greggio kuwaitiano: Nghi Son in Vietnam, operativa commercialmente dal 2018, e Duqm in Oman, entrata in piena operatività nel 2024. La prima è partecipata al 35,1% e la seconda al 50% tramite KPI.

Sviluppi dal 2024

Nel luglio 2024 KPC annunciò la scoperta in mare del campo Al-Nokhatha, a est dell'isola di Failaka. Le stime preliminari indicavano 2,1 miliardi di barili di petrolio leggero e 5,1 migliaia di miliardi di piedi cubi di gas, pari complessivamente a circa 3,2 miliardi di barili equivalenti. Nel gennaio 2025 seguì la scoperta offshore di Al-Julaia; le campagne esplorative furono proseguite nel 2025-2026 con altri pozzi nel settore marino.

Nell'aprile 2025 KPC avviò l'incorporazione di KIPIC nella KNPC, motivandola con la necessità di unificare le attività nazionali di raffinazione e ridurre la duplicazione delle strutture amministrative. Il 31 maggio 2026 il Supreme Petroleum Council approvò lo scioglimento di KIPIC e la fusione per incorporazione nella KNPC, alla quale passarono gli impianti e le obbligazioni della società.

Nel marzo 2026, durante una fase di grave tensione regionale e di blocco dei traffici nello stretto di Hormuz, KPC ridusse precauzionalmente produzione e lavorazioni e dichiarò la forza maggiore su alcune forniture. La decisione fu attribuita all'indisponibilità di navi e ai rischi per la navigazione; il gruppo dichiarò di essere pronto a ripristinare i livelli ordinari quando le condizioni lo avessero consentito.

Nel luglio 2026 KPC e KOC conclusero il cosiddetto Project Peregrine, un'operazione di lease and leaseback della rete di oleodotti con un consorzio formato da Blackstone, Brookfield e KKR. L'accordo, del valore contrattuale dichiarato di 16 miliardi di dollari, riguarda 13 condotte per circa 320 chilometri e ha una durata di 20,5 anni. KOC conserva il 51% e il controllo operativo della società comune, mentre agli investitori spetta il 49%; i proventi iniziali per KOC sono stati indicati in 7,85 miliardi di dollari.

Attività

KPC svolge funzioni sia industriali sia di coordinamento. La capogruppo definisce gli indirizzi strategici, consolida bilanci e investimenti, assegna risorse alle controllate e gestisce direttamente il commercio internazionale del greggio e di parte dei prodotti. Le società operative coprono i diversi passaggi della filiera.

Esplorazione e produzione in Kuwait

La Kuwait Oil Company ricerca, sviluppa e produce gli idrocarburi nel territorio e nelle acque kuwaitiane. Il portafoglio comprende il Grande Burgan nel sud-est, i campi settentrionali di Raudhatain e Sabriya, i campi occidentali di Minagish e Umm Gudair, i giacimenti giurassici di gas non associato e il progetto di petrolio pesante di South Ratqa. KOC amministra inoltre i centri di raccolta, le reti di condotte e i terminali di esportazione di Mina al-Ahmadi.

Nell'esercizio 2025-2026 la produzione nazionale di greggio ha raggiunto il traguardo aziendale di 2,72 milioni di barili al giorno per il secondo anno consecutivo. La capacità produttiva, distinta dall'estrazione effettiva soggetta anche alle quote OPEC+, era indicata dal governo in circa 3 milioni di barili al giorno all'inizio del 2026. La strategia del gruppo prevede di portarla a 4 milioni di barili al giorno entro il 2035 e mantenerla fino al 2040.

La Kuwait Gulf Oil Company gestisce per la parte kuwaitiana la produzione nella Zona Divisa con l'Arabia Saudita. Le operazioni a Wafra sono condotte con Saudi Arabian Chevron, mentre quelle offshore di Al-Khafji sono condivise con Aramco Gulf Operations. La KGOC segue inoltre, con la controparte saudita, il progetto del giacimento di gas di Dorra/Al-Durra.

Esplorazione e produzione internazionale

KUFPEC costituisce il ramo upstream internazionale. Partecipa, in genere come socio non operatore ma anche come operatore in alcuni progetti, a concessioni di petrolio e gas in Australia, Asia, Africa, Europa e Nordamerica. Nel 2026 dichiarava attività in nove paesi su cinque continenti. Nell'esercizio 2025-2026 la sua capacità produttiva era di circa 137 000 barili equivalenti al giorno e l'utile netto superava 348 milioni di dollari.

Il portafoglio viene modificato mediante acquisizioni, cessioni e sviluppo di nuove scoperte. Tra le operazioni recenti figurano la vendita nel 2023 degli attivi norvegesi a PGNiG Upstream Norway per 454 milioni di dollari e l'accordo del 2026 per acquistare da Shell il 20% dei progetti Orca e Sul de Orca in Brasile, subordinato alle autorizzazioni regolamentari.

Raffinazione e mercato interno

La raffineria di Mina al-Ahmadi di notte.

Dopo la fusione con KIPIC, KNPC riunisce le tre principali raffinerie nazionali:

Nel 2025-2026 Mina Abdullah e Mina al-Ahmadi hanno lavorato mediamente, rispettivamente, 408 800 e 335 700 barili al giorno, per un totale KNPC di circa 744 500 barili. Al-Zour ha registrato una media di 422 947 barili al giorno; la somma dei tre siti corrisponde al tasso di raffinazione nazionale di circa 1,167 milioni di barili giornalieri. Il divario rispetto alla capacità nominale dipende da manutenzioni, configurazione dei greggi, domanda e condizioni operative.

KNPC cura anche l'approvvigionamento del mercato kuwaitiano. Nell'esercizio 2025-2026 gestiva 69 stazioni di servizio e aveva venduto 8,12 miliardi di litri di carburante; riforniva inoltre il ministero dell'elettricità e altri clienti industriali. La Kuwait Aviation Fuelling Company (KAFCO), controllata indirettamente, fornisce carburante agli aeroporti del paese.

Raffinazione e distribuzione internazionale

Una stazione di servizio Q8 a Hesperange, in Lussemburgo.

Kuwait Petroleum International opera nel downstream al di fuori del Kuwait. Il marchio Q8 è impiegato nella distribuzione di carburanti, lubrificanti, bitume e altri prodotti, con reti di servizio concentrate soprattutto in Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Danimarca; in Svezia KPI partecipa pariteticamente alla società OKQ8. Il mercato italiano è presidiato dalla Kuwait Petroleum Italia, che possiede inoltre il 50% della Raffineria di Milazzo.

KPI detiene o controlla tre partecipazioni strategiche in raffinerie estere:

Impianto Paese Partecipazione del gruppo Ruolo
Raffineria di Milazzo Italia 50% Raffinazione e fornitura al mercato mediterraneo
Nghi Son Refinery and Petrochemical Complex Vietnam 35,1% Raffinazione, GPL, petrolchimica e distribuzione locale
Duqm Refinery and Petrochemical Industries Company Oman 50% Raffinazione, GPL e commercializzazione; partecipazione condivisa con OQ

Le quote e la classificazione contabile sono riportate nel bilancio consolidato del gruppo. Gli impianti di Nghi Son e Duqm sono stati concepiti anche per assicurare uno sbocco di lungo periodo al greggio kuwaitiano nei mercati asiatici e dell'Oceano Indiano. Nel 2025-2026 Duqm aveva importato circa 41,5 milioni di barili dal Kuwait, mentre Nghi Son ne aveva ricevuti altri 10 milioni oltre alle forniture ordinarie.

Petrolchimica

La Petrochemical Industries Company, fondata nel 1963, amministra le attività petrolchimiche del gruppo mediante impianti propri e partecipazioni con partner internazionali. Produce o commercializza fertilizzanti, olefine, aromatici e derivati; il modello è basato soprattutto su società comuni che permettono a KPC di condividere tecnologia, mercati e capitale.

Tra le principali partecipazioni consolidate o collegate al 31 marzo 2026 figuravano EQUATE Petrochemical Company (42,5%), Kuwait Olefins Company (42,5%), The Kuwait Styrene Company (57,5%), Gulf Petrochemical Industries Company in Bahrein (33,33%), SK picglobal in Corea del Sud (49%) e Wanhua-PIC Petrochemicals in Cina (25%). Nello stesso periodo PIC lavorava alla riorganizzazione delle proprie partecipazioni con l'obiettivo di accentrare la gestione degli investimenti petrolchimici del gruppo.

Commercio e trasporto marittimo

Il settore International Marketing della capogruppo vende il greggio Kuwait Export Crude e le diverse qualità di prodotti raffinati e GPL, stipula contratti a termine, effettua operazioni sul mercato spot e coordina stoccaggio e consegna. La presenza di uffici commerciali e di rappresentanza a Londra, Houston, Singapore, Tokyo, Mumbai e in Pakistan serve i principali mercati asiatici, europei e americani. Dal 2025-2026 la controllata KPC Trading Limited, registrata negli Emirati Arabi Uniti, ha esteso l'attività di negoziazione a greggio, prodotti e GNL.

La Kuwait Oil Tanker Company costituisce il braccio logistico marittimo. Al 31 marzo 2026 la flotta comprendeva 31 unità: 11 petroliere per greggio, 15 navi cisterna per prodotti e 5 gasiere per GPL. KOTC gestisce inoltre l'agenzia marittima per le navi che scalano i terminali kuwaitiani e parte della catena nazionale delle bombole di GPL.

Struttura del gruppo

KPC è una holding industriale integralmente pubblica. Alla chiusura dell'esercizio 2025-2026 dichiarava otto controllate operative interamente possedute; l'incorporazione di KIPIC nella KNPC, completata nel maggio 2026, ne ha successivamente ridotto il numero.

Società Anno di origine Attività principale Area prevalente
Kuwait Oil Company (KOC) 1934 Esplorazione, sviluppo, produzione e infrastrutture upstream Kuwait
Kuwait National Petroleum Company (KNPC) 1960 Raffinazione, distribuzione interna e, dal 2026, polo di Al-Zour Kuwait
Petrochemical Industries Company (PIC) 1963 Petrolchimica e partecipazioni industriali Kuwait e mercati internazionali
Kuwait Oil Tanker Company (KOTC) 1957 Trasporto marittimo, agenzia navale e GPL domestico Internazionale e Kuwait
Kuwait Petroleum International (KPI/Q8) 1983 Raffinazione, distribuzione, lubrificanti e vendita al dettaglio fuori dal Kuwait Europa e Asia
Kuwait Foreign Petroleum Exploration Company (KUFPEC) 1981 Esplorazione e produzione fuori dal Kuwait Internazionale
Kuwait Gulf Oil Company (KGOC) 2002 Produzione nella Zona Divisa con l'Arabia Saudita Kuwait e Arabia Saudita
Kuwait Integrated Petroleum Industries Company (KIPIC) 2016-2026 Raffineria, terminale GNL e progetti petrolchimici di Al-Zour; incorporata in KNPC Kuwait

Il perimetro consolidato comprende anche controllate specializzate e partecipazioni. Tra le prime figurano la Kuwait Aviation Fuelling Company, l'Oil Sector Services Company e KPC Trading Limited; tra le società comuni e collegate sono comprese, oltre alle imprese petrolchimiche, OKQ8, Nghi Son, Duqm, la Raffineria di Milazzo e le due organizzazioni operative della Zona Divisa. Le percentuali di partecipazione non coincidono necessariamente con la quota di produzione acquistata o con il potere operativo, disciplinati dai singoli accordi societari.

Governo d'impresa

La KPC risponde allo Stato kuwaitiano e opera nel quadro degli indirizzi del Supreme Petroleum Council, l'organo governativo che approva la politica generale del settore, i maggiori investimenti e le riorganizzazioni. Il ministro del petrolio presiede tradizionalmente il consiglio di amministrazione della società. KPC non è quotata e non ha azionisti privati.

Il consiglio di amministrazione in carica nell'esercizio 2025-2026 era formato dal presidente, dal vicepresidente-amministratore delegato e da sette membri. Il presidente era il ministro del petrolio Tareq Sulaiman Al-Roumi; Nawaf Saud Al-Sabah, nominato nel marzo 2022, ricopriva le funzioni di vicepresidente e amministratore delegato. Il consiglio approva strategie e bilanci, vigila sulle controllate e nomina i vertici; comitati di audit e rischio operano sia presso la capogruppo sia presso le società operative.

L'organico consolidato al 31 marzo 2026 era di 22 323 persone, delle quali 20 317 kuwaitiane, pari al 91%. Nell'anno erano stati assunti 1 321 cittadini kuwaitiani e 128 lavoratori di altre nazionalità. La quota elevata di personale nazionale riflette la politica pubblica di kuwaitizzazione dell'occupazione nel settore petrolifero.

Dati economici e operativi

L'esercizio sociale termina il 31 marzo. I bilanci consolidati sono espressi in dinari kuwaitiani e includono le controllate nazionali ed estere, mentre le partecipazioni comuni sono contabilizzate secondo la natura dei relativi accordi.

Principali dati consolidati
Indicatore 2024-2025 2025-2026
Ricavi 35,16 miliardi KWD 31,70 miliardi KWD
Utile netto 1,37 miliardi KWD 2,15 miliardi KWD
Totale attività 53,11 miliardi KWD 58,00 miliardi KWD
Patrimonio netto 30,57 miliardi KWD 33,83 miliardi KWD

La diminuzione dei ricavi nel 2025-2026 è avvenuta in un contesto di minori prezzi e volumi di vendita; l'aumento dell'utile è stato sostenuto dal mix operativo, dai risultati delle partecipazioni e da minori costi complessivi. La spesa in conto capitale dichiarata per l'esercizio è stata di circa 2,3 miliardi di dinari, contro 1,9 miliardi nell'anno precedente.

Indicatori operativi 2025-2026
Indicatore Valore
Produzione nazionale media di greggio 2,72 milioni bbl/giorno
Lavorazione media delle raffinerie in Kuwait 1,167 milioni bbl/giorno
Produzione/capacità KUFPEC circa 137 000 boe/giorno
Flotta KOTC 31 navi
Dipendenti 22 323
Quota di dipendenti kuwaitiani 91%

I risultati di KPC sono particolarmente sensibili al prezzo internazionale del greggio, alle quote di produzione concordate nell'ambito OPEC+, ai margini di raffinazione, ai tassi di cambio e alla continuità delle rotte marittime del Golfo. Per questo i ricavi possono variare considerevolmente anche quando la capacità fisica resta invariata.

Strategia e transizione energetica

La Strategia 2040 mantiene al centro l'espansione degli idrocarburi. I principali obiettivi industriali pubblicati da KPC comprendono una capacità nazionale di greggio di 4 milioni di barili al giorno entro il 2035, 2 miliardi di piedi cubi al giorno di gas non associato entro il 2040, una capacità di raffinazione interna di 1,6 milioni di barili al giorno e una maggiore integrazione fra raffinazione e petrolchimica. Per il downstream internazionale la strategia punta a impianti capaci di assorbire stabilmente greggio kuwaitiano nei mercati in crescita.

Sul piano climatico KPC ha dichiarato l'obiettivo di raggiungere entro il 2050 emissioni nette nulle per le emissioni operative di Scope 1 e Scope 2. La formulazione non comprende le emissioni di Scope 3 derivanti dall'uso finale dei combustibili venduti. Gli strumenti indicati dal gruppo includono riduzione del flaring e delle perdite di metano, efficienza energetica, elettrificazione degli impianti, cattura e stoccaggio della CO₂, rinnovabili per l'alimentazione delle attività e riforestazione o compensazioni per le emissioni residue.

La strategia presenta quindi due direttrici parallele: aumento della capacità produttiva di petrolio e gas e riduzione dell'intensità emissiva delle operazioni. Il raggiungimento dell'obiettivo climatico dipende dallo sviluppo e dalla scala delle tecnologie previste, mentre l'aumento della produzione può far crescere le emissioni associate alla combustione dei prodotti anche in presenza di minori emissioni operative per barile.

Impatto ambientale e incidenti

Le attività del gruppo comportano rischi di emissioni atmosferiche, sversamenti, contaminazione del suolo e del mare e consumo di acqua ed energia. KOC riferisce di avere ridotto il gas flaring a valori inferiori all'1% della produzione di gas in diversi esercizi e di utilizzare recupero dei vapori, reiniezione e nuove unità di trattamento; le prestazioni sono riportate nei bilanci e nei rapporti di sostenibilità del gruppo. Questi indicatori riguardano le operazioni, non la combustione successiva dei carburanti venduti.

Nel marzo 2023 KOC dichiarò lo stato di emergenza in seguito a una perdita di petrolio a terra nella parte occidentale del paese. La società comunicò che non vi erano stati feriti né interruzioni della produzione e inviò squadre sul posto per contenere la fuoriuscita; non rese immediatamente pubblica la quantità dispersa.

Il database indipendente Carbon Majors, che attribuisce ai produttori sia le emissioni operative sia quelle derivanti dalla combustione dei prodotti commercializzati, stima per KPC 16,757 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente nel periodo 1946-2024, pari allo 0,85% delle emissioni mondiali di origine fossile e cementizia considerate dal progetto. Con tale metodologia KPC risulta 23ª fra le 178 entità censite. Il dato non è direttamente confrontabile con l'inventario aziendale Scope 1 e 2, perché comprende soprattutto le emissioni prodotte dai clienti finali bruciando petrolio e gas.

La più grave eredità ambientale associata agli impianti del gruppo resta quella degli incendi e degli sversamenti provocati durante l'occupazione irachena del 1990-1991. KOC partecipa al Kuwait Environmental Remediation Program, finanziato con i risarcimenti deliberati dalla Commissione di compensazione delle Nazioni Unite, per trattare terreni contaminati, laghi di petrolio e residuati bellici nelle aree dei giacimenti.

Note

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