Le follie dell'imperatore

Disambiguazione – Se stai cercando il videogioco tratto dal film, vedi Le follie dell'imperatore (videogioco).
Le follie dell'imperatore
Kuzco in una scena del film
Titolo originaleThe Emperor's New Groove
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2000
Durata78 min
Rapporto1,66:1
Genereanimazione, avventura, commedia, fantastico
RegiaMark Dindal
SoggettoRoger Allers, Matthew Jacobs, Chris Williams, Mark Dindal
SceneggiaturaDavid Reynolds
ProduttoreRandy Fullmer
Produttore esecutivoDon Hahn
Casa di produzioneWalt Disney Pictures, Walt Disney Feature Animation
Distribuzione in italianoBuena Vista International Italia
MontaggioPam Ziegenhagen
MusicheJohn Debney
StoryboardStephen J. Anderson, Don Hall, John Norton, Jeff Ranjo, Stevie Wermers, Kelly Wightman, Chris Williams
Art directorColin Stimpson
Character designJoseph C. Moshier
AnimatoriNik Ranieri, Bruce W. Smith, Dale Baer, Tony Bancroft, Doug Frankel, James Lopez, Brian Ferguson, Sandro Cleuzo, Dominique Monféry
SfondiNatalie Franscioni-Karp
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Le follie dell'imperatore (The Emperor's New Groove) è un film d'animazione del 2000 diretto da Mark Dindal.

È il 40º Classico Disney e nacque come un musical epico intitolato Kingdom of the Sun con registi Dindal e Roger Allers, ma nel corso dei suoi sei anni di produzione fu trasformato dai dirigenti della Disney in una buddy comedy leggera su Kuzco, un giovane ed egoista imperatore inca che, tramutato erroneamente in un lama dalla sua ex consigliera Yzma nel tentativo di avvelenarlo, cerca di ritrovare le sue sembianze umane aiutato dal generoso contadino Pacha, che gli insegna a essere altruista.

Il film, proiettato per la prima volta negli Stati Uniti il 15 dicembre 2000, non fu un gran successo economico ma ricevette recensioni generalmente positive, venendo considerato uno dei migliori film dell'epoca post-rinascimentale della Disney e venendo candidato all'Oscar alla migliore canzone per My Funny Friend and Me, eseguita da Sting. Il film ottenne però un maggiore successo e notorietà dal pubblico più tardi grazie alle ottime vendite nel mercato home-video e ha avuto un seguito e spin-off direct-to-video dal titolo Le follie di Kronk (2005) e una serie televisiva animata intitolata A scuola con l'imperatore (2006-2008).

Trama

Il film si apre in una foresta durante la pioggia, con un lama sconsolato. Quest'ultimo si presenta a noi in veste di narratore e ci svela che in origine era un umano: l'imperatore Kuzco: inizia così a raccontarci la sua storia

Nell'America meridionale, l'imperatore inca Kuzco è stato viziato per tutta la vita ed è diventato incredibilmente presuntuoso. Il giorno prima del suo diciottesimo compleanno, egli annuncia il suo piano di demolire un villaggio vicino e far costruire al suo posto una sontuosa residenza estiva, nonostante le obiezioni del capovillaggio Pacha. Kuzco scopre anche che la sua anziana consigliera e alchimista Yzma sta usurpando i suoi doveri e la licenzia senza indugio. Quest'ultima e il suo maldestro aiutante Kronk complottano per avvelenare il vino di Kuzco e impadronirsi dell'impero prima che la notizia del licenziamento di Yzma diventi pubblica; così lo invitano a cena. Tuttavia, Kronk prende la fiala sbagliata dal laboratorio della donna, trasformando accidentalmente Kuzco in un lama. Yzma ordina a Kronk di stordire l'imperatore, portarlo fuori città e ucciderlo. Un attacco di coscienza e una serie di disavventure fanno sì che Kronk lasci cadere il sacco contenente Kuzco privo di sensi; il sacco atterra sul retro del carro di Pacha, che lascia la città prima che Kronk possa raggiungerlo.

Kuzco si risveglia nel cortile di Pacha, avendo perso parte della memoria. Credendo che quest'ultimo lo abbia trasformato e rapito, l'imperatore gli ordina di riportarlo a casa. Pacha si rifiuta di aiutarlo a meno che Kuzco non cambi idea e costruisca la sua casa estiva altrove. Egli, con arroganza, respinge la richiesta del contadino e si avventura da solo nella giungla, nonostante gli avvertimenti di quest'ultimo. Kuzco viene inseguito dai giaguari, ma Pacha lo salva, così l'imperatore accetta a malincuore di spostare il cantiere della sua casa estiva se il contadino lo riporterà a casa. Nel frattempo, Yzma scopre che Kronk ha perso Kuzco e i due si mettono alla sua ricerca. Sulla strada per il palazzo, Kuzco cerca di non mantenere la promessa; lui e Pacha combattono su un ponte che sta crollando, prima di essere costretti a collaborare per sfuggire ad alcuni coccodrilli e a una parete rocciosa che si sgretola. In una tavola calda lungo la strada, l'imperatore e Pacha arrivano contemporaneamente a Yzma e Kronk, ma inizialmente nessuna delle due coppie si accorge dell'altra. Tuttavia, Kronk quasi riconosce Pacha, che origlia i piani di Yzma per uccidere Kuzco. Il contadino porta di nascosto l'imperatore fuori dalla tavola calda, ma lui non crede ai suoi avvertimenti. Kuzco e Pacha litigano di nuovo e si separano. L'imperatore sta per avvicinarsi a Yzma e Kronk, ma li sente discutere del loro piano per ucciderlo; inoltre, commentano che i sudditi di Kuzco non sembrano addolorati per la sua apparente morte. Con le sue illusioni infrante dalla vera natura di Yzma, l'imperatore fugge nella giungla per scusarsi con Pacha, ma non riesce a trovarlo.

Tornando al presente, la mattina seguente, Kuzco si rassegna tristemente a vivere come un lama, ma ritrova Pacha e i due si riconciliano. Nel frattempo, Kronk ricorda dove aveva già visto Pacha e lo racconta a Yzma. Il contadino e Kuzco tornano al villaggio, scoprendo che la donna e Kronk si trovano in casa di Pacha fingendosi lontani parenti. La famiglia di quest'ultimo distrae Yzma per dare al contadino e Kuzco un vantaggio; tuttavia, la donna e Kronk riescono comunque ad arrivare prima al palazzo reale e ad affrontarli nel laboratorio di Yzma. Contrariamente agli ordini di quest'ultima di eliminarli, Kronk viene colto da un altro attacco di coscienza e la donna lo insulta ripetutamente, spingendolo a tentare di uccidere lei. Yzma fa cadere l'uomo attraverso una botola. Mentre Pacha e Kuzco fuggono dalla donna e dalle sue guardie (che vengono trasformati in animali grazie alle altre pozioni e successivamente fatte precipitare giù dal castello), l'imperatore prova diverse pozioni, senza successo. Dopo aver capito quale fiala contiene la pozione "umana", Kuzco, Pacha e Yzma se la contendono. Quest'ultima viene trasformata in un gatto da una delle altre pozioni e Pacha rischia di precipitare dal palazzo; questo costringe Kuzco a salvare il contadino, permettendo a Yzma di prendere la fiala. Grazie al lavoro di squadra e all'involontario aiuto di Kronk, i due sconfiggono la donna e recuperano la fiala. Dopo essere tornato umano, Kuzco si riconcilia con le persone che aveva ferito e costruisce una casa estiva molto più piccola sulla collina disabitata accanto a quella di Pacha.

Nel frattempo, Kronk diventa il capo di un gruppo di esploratori, di cui Yzma, ancora in forma di gatto, è un membro riluttante.

Personaggi

Produzione

Kingdom of the Sun

L'idea di Kingdom of the Sun fu concepita da Roger Allers e Matthew Jacobs; lo sviluppo del progetto iniziò nel 1994. Al momento di proporre il progetto all'allora amministratore delegato e presidente della Disney Michael Eisner, quest'ultimo disse che «ha tutti gli elementi di un classico film Disney». Grazie al suo successo come regista de Il re leone quello stesso anno, Eisner diede ad Allers carta bianca sia con il casting sia con la trama. Nel gennaio 1995 Variety riportò che Allers stava lavorando su «una storia originale a tema inca». Nel 1996 il team di produzione fece un viaggio a Machu Picchu, in Perù, per studiare gli artefatti e l'architettura inca e il paesaggio in cui questo impero era stato creato.

Kingdom of the Sun doveva essere la storia di un imperatore avido ed egoista (doppiato da David Spade) che trova un contadino con il suo stesso aspetto (doppiato da Owen Wilson); l'imperatore si scambia di posto con il contadino per divertimento, proprio come nel romanzo archetipo di Mark Twain Il principe e il povero. Tuttavia, la malvagia strega Yzma ha in programma di evocare il dio malvagio Supay e catturare il sole in modo da rimanere giovane per sempre (il sole le fa venire le rughe, così ipotizza che vivere in un mondo di oscurità le impedirebbe di invecchiare). Una volta scoperto lo scambio tra l'imperatore e il contadino, Yzma trasforma il vero imperatore in un lama e minaccia di rivelare l'identità del contadino a meno che lui non le obbedisca. L'imperatore-lama impara l'umiltà nella sua nuova forma, innamorandosi di una pastorella di lama di nome Mata (doppiata da Laura Prepon). Insieme, la ragazza e il lama sventano i piani della strega. Il libro Reel Views 2 dice che il film sarebbe stato un musical commedia romantica nel «tradizionale stile Disney».

Dopo le deludenti prestazioni al botteghino di Pocahontas, i dirigenti dello studio ritennero, a seguito di alcune proiezioni di prova, che il progetto stava diventando troppo ambizioso e serio per il pubblico e necessitava di più comicità. All'inizio del 1997, il produttore Randy Fullmer contattò Mark Dindal (egli aveva appena concluso il lavoro su Cats Don't Dance) e gli offrì di essere il co-regista di Kingdom of the Sun. Nel frattempo Allers chiamò personalmente Sting, sulla scia del successo di Elton John per Il re leone, a comporre alcune canzoni per il film. Egli acconsentì, ma a condizione che la moglie cineasta Trudie Styler potesse «documentare il processo di produzione»; il film risultante, intitolato The Sweatbox, fu prodotto dalla Xingu Films (la loro società di produzione). Insieme al collaboratore David Hartley, Sting compose otto canzoni indissolubilmente legate alla trama e ai personaggi originali.

Nell'estate del 1997 fu annunciato che Allers e Dindal avrebbero diretto il film e Fullmer l'avrebbe prodotto. David Spade ed Eartha Kitt vennero confermati nei ruoli dell'imperatore Manco e della strega Yzma, mentre Carla Gugino era in trattative per un ruolo. Harvey Fierstein era stato scritturato per il ruolo di Hucua, consigliere dell'imperatore. Un anno dopo era ormai evidente che Kingdom of the Sun non era abbastanza avanti nella produzione per essere distribuito nell'estate del 2000 come previsto. A questo punto, uno dei dirigenti della Disney entrò nell'ufficio di Fullmer e, ponendo il pollice e l'indice a mezzo centimetro di distanza, dichiarò che «il vostro film è così vicino a essere annullato». Fullmer avvicinò Allers e lo informò della necessità di finire il film in tempo per la sua distribuzione nell'estate 2000 poiché accordi promozionali cruciali con McDonald's, Coca-Cola e altre società erano già stabiliti e dipendevano dal rispetto di quella data di uscita. Allers riconobbe che la produzione era in ritardo, ma era sicuro che, con un'estensione da sei mesi a un anno, avrebbe potuto completare il film. Quando Fullmer negò la richiesta, il regista decise di lasciare il progetto. Il 23 settembre 1998, il progetto era morto con costi di produzione pari a 25-30 milioni di dollari, mentre il 25% del film era già animato.

Revisione e riscrittura

Adirato dall'abbandono di Allers, Eisner diede a Fullmer due settimane per salvare il film o la produzione sarebbe stata chiusa. Fullmer e Dindal fermarono la produzione per sei mesi per riorganizzare il progetto con il nuovo titolo Kingdom in the Sun, diventando così il primo Classico Disney ad avere una vasta revisione dopo Pinocchio. Nel frattempo, a seguito della proposta di Eric Goldberg del segmento Rapsodia in blu di Fantasia 2000, gli animatori furono riassegnati a lavorare sul segmento. A Chris Williams, che era un artista degli storyboard per Kingdom of the Sun, venne l'idea di fare di Pacha un personaggio più adulto in contrasto con l'adolescente che era nella storia originale. L'ex autore del Late Night with Conan O'Brien David Reynolds dichiarò che in seguito all'idea «proposi una semplice commedia, fondamentalmente un buddy road movie con due tizi inseguiti nello stile di un cartone di Chuck Jones, ma con un ritmo più veloce. La Disney disse: "Provateci"». Una delle nuove aggiunte alla storia fu il personaggio di Kronk. Nel frattempo, il nome di Manco fu cambiato in Kuzco in seguito alla scoperta di Fullmer del termine slang giapponese omanko, che si riferisce alla vagina. In parte a causa dell'arresto della produzione, il lavoro di Sting sul film iniziò a interferire con quello sul suo prossimo album che stava progettando di registrare in Italia. Il cantautore dichiarò di scrivere «la musica, e quindi si suppone che loro la animino, ma ci sono sempre cambiamenti in atto. È costantemente in inversione di tendenza», ma ammise che si stava divertendo. In seguito alla revisione, il film in CGI Dinosauri assunse la data di uscita dell'estate del 2000 originariamente prevista per Kingdom of the Sun.

Fullmer avrebbe informato Sting per telefono che le sue canzoni, relative a scene e personaggi ormai scartati, dovevano essere soppresse. Risentito dalla rimozione delle sue canzoni, il musicista pop commentò che «in un primo momento, ero arrabbiato e turbato. Poi volevo un po' di vendetta». La Disney alla fine permise che tre dei sei brani eliminati venissero inseriti come tracce bonus nell'album della colonna sonora, come la canzone di Yzma Snuff Out the Light, quella d'amore One Day She'll Love Me e un numero di danza intitolato Walk the Llama Llama. Gli elementi della trama come la storia d'amore tra il pastore di lama Pacha e la promessa sposa di Manco Nina, il piano di Yzma e le analogie con Il principe e il povero e la mitologia inca furono rimossi. Anche il personaggio di Hucua fu abbandonato, ma fa un cameo come un normale candelabro durante la scena della cena. Kuzco, che era un personaggio di supporto nella storia originale, alla fine divenne il protagonista.

Nell'estate del 1999 i membri del cast Owen Wilson, Harvey Fierstein e Trudie Styler furono rimossi dal film. David Spade ed Eartha Kitt rimasero invece nel cast e furono assunti John Goodman e Patrick Warburton. Dopo che le canzoni di Sting per Kingdom of the Sun erano state rimosse dalla nuova trama, Sting rimase nel progetto, anche se gli fu detto dallo studio che «tutto ciò che vogliamo è una canzone di inizio e fine». Secondo il presidente della Feature Animation Thomas Schumacher, la canzone Perfect World fu scritta «per aprire il film con un numero grande e divertente che istituisse il potere di Kuzco e mostrasse come controllava il mondo». I realizzatori chiesero a Sting di cantare la canzone per il film, ma lui rifiutò dicendo loro che era troppo vecchio per cantarla e dovevano trovare qualcuno più giovane e alla moda. Fu invece scelto Tom Jones, che aveva undici anni in più di Sting.

Nel febbraio 2000 il nuovo film fu annunciato come The Emperor's New Groove, con la sua nuova storia incentrata su un viziato imperatore inca trasformato in un lama (doppiato da David Spade) che attraverso vari colpi di scena e cadute finisce per imparare il significato della vera felicità da un povero contadino, doppiato da John Goodman. La data di uscita fu fissata per dicembre 2000. Nonostante la formulazione del titolo, il film non ha alcuna relazione con la fiaba I vestiti nuovi dell'imperatore. Tuttavia Eisner era preoccupato che la nuova storia fosse troppo vicina al tono al film del 1997 Hercules, che aveva incassato decentemente ma ancora sotto le aspettative al botteghino americano. Dindal e Fullmer gli assicurarono che il film avrebbe avuto un cast molto più piccolo, rendendo più facile il coinvolgimento del pubblico. Verso la fine della produzione, il finale del film vedeva in origine Kuzco costruire il suo parco di divertimenti Kuzcotopia su un'altra collina, distruggendo una foresta vicino alla casa di Pacha e invitando Pacha e la sua famiglia in visita. Inorridito in quanto ambientalista, Sting scrisse loro una lettera in cui diceva: «Se lo fate do le dimissioni, perché questo è esattamente il contrario di ciò che sostengo. Ho trascorso vent'anni a cercare di difendere i diritti delle popolazioni indigene e voi li state calpestando per costruire un parco a tema. Non voglio farne parte». Il finale fu quindi riscritto in modo che Kuzco costruisse una capanna simile a quella di Pacha e trascorresse la sua vacanza tra gli abitanti del villaggio.

Animazione

Durante la produzione di Kingdom of the Sun, Andreas Deja fu l'iniziale supervisore all'animazione di Yzma e incorporò pose di top model pubblicate in riviste al fine di catturare la personalità focosa e seducente di Yzma. Nik Ranieri era originariamente previsto come supervisore all'animazione per la rocciosa spalla di Yzma, Hucua. Durante il viaggio di ricerca in Perù nel 1996, Ranieri riconobbe: «Ero alla ricerca di un personaggio che sembrasse una roccia così sono rimasto bloccato a disegnare rocce per tutto il viaggio. Poi quando tornammo le accatastarono in questa storia di antichi inca». Mark Pudleiner doveva essere il supervisore all'animazione della promessa sposa di Kuzco, Nina. All'inizio del 1997 David Pruiksma salì a bordo per animare il lama Snowball. Secondo Pruiksma, Snowball era "un personaggio sciocco, inutile ed egoista, una sorta di bionda stupida del branco. Mi piaceva molto sviluppare il personaggio e fare un po' di animazione di prova iniziale su di lei. Prima che lasciassi il film (e infine fu accantonato), creai dei fogli modello non solo per Snowball, ma anche per gli altri sette lama della mandria e per Kuzco in forma di lama». Quando la produzione del film fu arrestata, Pruiksma si trasferì a lavorare su Atlantis - L'impero perduto che era in sviluppo contemporaneamente e alla fine i personaggi lama furono rimossi dalla trama.

Dopo la revisione della produzione e i tentativi dello studio di produrre film d'animazione più efficienti economicamente, Dindal sollecitò «un approccio più semplice che sottolineasse i personaggi piuttosto che travolgenti effetti speciali o tecniche cinematografiche». Deja rifiutò di tornare al film osservando che la sua versione più seria di Yzma era incompatibile con il tono più strambo e comico del film e si trasferì a Orlando per lavorare su Lilo & Stitch, venendo sostituito da Dale Baer. Usando i gesti di Eartha Kitt durante le sessioni di registrazione, Baer commentò: «Ha una voce naturale per l'animazione ed è realmente entrata nel ruolo. Gesticolava selvaggiamente ed è stato divertente anche solo guardarla. Entrava in ogni sessione quasi seria e molto professionale e improvvisamente diventava selvaggia e si metteva a ridere». A Ranieri fu poi chiesto di fungere da supervisore all'animazione di Kuzco (come essere umano e lama), anche se avrebbe ammesso di essere stato riluttante in un primo momento fino a quando non scoprì che Kuzco aveva un gran potenziale comico. Anche Pudleiner fu riassegnato a lavorare come animatore della versione umana di Kuzco.

Oltre a ispirarsi a David Spade durante le sessioni di registrazione, il team di animazione Kuzco studiò i lama allo zoo, visitò una fattoria di lama, guardò documentari naturalistici e osservò inoltre gli animali da vicino quando visitarono lo studio. Per la versione riscritta di Pacha, l'animatore Bruce W. Smith osservò che «Pacha è probabilmente il più umano di tutti i personaggi», aggiungendo inoltre che egli «ha atteggiamenti più umani e tratti realistici, che servono da contrasto con il fumettistico lama con cui passa il tempo. È il tizio coi piedi per terra che riporta tutto a fuoco. Essendo un tipo alto circa 198 cm e pesando circa 250 chili, abbiamo dovuto lavorare duramente per dargli un senso di peso e credibilità nel suo movimento». L'animazione effettiva iniziò nel 1999, coinvolgendo 400 artisti e altre 300 persone tra tecnici e personale di produzione. Al di fuori dell'edificio della Walt Disney Feature Animation di Burbank, il film ricevette l'assistenza di animatori delle divisioni di Florida e Francia.

Colonna sonora

Album

Tracce

Perfect World e My Funny Friend and Me sono le uniche canzoni effettivamente usate nel film.

Edizioni musicali Walt Disney Records.

  1. Tom Jones – Perfect World – 2:21 (David Hartley, Sting)
  2. Sting – My Funny Friend and Me – 4:38 (David Hartley, Sting)
  3. Eartha Kitt – Snuff Out the Light (Yzma's Song) – 3:37 (David Hartley, Sting)
  4. Rascal Flatts – Walk the Llama Llama – 2:02 (David Hartley, Sting)
  5. Tom Jones – Perfect World (Reprise) – 2:33 (David Hartley, Sting)
  6. Orchestra – Run, Llama, Run – 2:25 (John Debney)
  7. Sting, Shawn Colvin – One Day She'll Love Me – 4:11 (David Hartley, Sting)
  8. Orchestra – A New Hope – 1:46 (John Debney)
  9. Orchestra – Beware the Groove – 8:15 (John Debney)
  10. Orchestra – The Jungle Rescue – 3:17 (John Debney)
  11. Orchestra – Pacha's Homecoming/The Blue Plate Special – 7:32 (John Debney)
  12. Orchestra – The Great Battle/Friends Forever – 6:18 (John Debney)
  13. Sting – Un amigo como tú – 4:38 (David Hartley, Sting)
  14. Sting – Un amico come te – 4:38 (David Hartley, Sting)

Durata totale: 58:11

Distribuzione

Data di uscita

Le date di uscita internazionali sono state:

Edizione italiana

Il doppiaggio italiano del film fu eseguito dalla Royfilm presso la International Recording e diretto da Leslie La Penna su dialoghi di Luigi Calabrò. I testi italiani delle canzoni sono di Lorena Brancucci, ed esse furono registrate ai Trafalgar Recording Studios sotto la direzione di Ermavilo.

Edizioni home video

Il film fu distribuito in VHS e DVD in Nord America il 1º maggio 2001 e in Italia l'8 novembre. Il DVD, in Italia ristampato il 4 novembre 2015 nella collana Disney: I Classici, include come extra una scena eliminata, il video musicale di Walk the Llama Llama dei Rascal Flatts, un gioco interattivo, tre brevi dietro le quinte, il trailer cinematografico, il commento audio dei realizzatori e un making of della canzone My Funny Friend and Me. In Nord America fu distribuita anche un'edizione a due dischi che include numerosi altri contenuti speciali su produzione e promozione. Il film ebbe un successo di gran lunga maggiore in home video piuttosto che al botteghino, diventando il più venduto del 2001. Nel settembre 2001 fu riferito che erano state vendute sei milioni di VHS, per un incasso pari a 89 milioni di dollari, mentre le vendite in DVD erano doppie; la rendita complessiva media fu di 125 milioni secondo la Adams Media Research. In Nord America il 18 ottobre 2005 fu distribuita una riedizione DVD chiamata «The New Groove Edition», che rispetto alla precedente edizione a disco singolo aggiunge due scene eliminate agli extra.

L'11 giugno 2013 il film è stato distribuito in Blu-ray Disc in Nord America in una «3-Disc Special Edition» che contiene Le follie dell'imperatore e Le follie di Kronk in un unico BD (privo di extra) e in due DVD distinti. Nel primo fine settimana furono vendute 14 000 unità, per un incasso di 282 000 dollari. Il 9 aprile 2014 il film è uscito in BD anche in Italia, in versione singola (il sequel è ancora inedito in tale formato). Questa edizione include solo alcuni extra del DVD: la scena eliminata, i dietro le quinte e il making of di My Funny Friend and Me. Inizialmente è stata distribuita un'edizione con il titolo sulla costina scritto erroneamente come Dell'imperatore le follie, seguita qualche settimana dopo da una ristampa corretta.

Accoglienza

Incassi

Nel suo weekend di debutto, Le follie dell'imperatore fu il quarto miglior incasso in Nord America con circa 10 milioni di dollari dietro a forti concorrenti come What Women Want - Quello che le donne vogliono, Fatti, strafatti e strafighe e Il Grinch. Nel complesso il film, prodotto con un budget di circa 100 milioni di dollari, ne incassò 89 302 687 al botteghino statunitense e altri 80 025 000 in tutto il mondo; una performance inferiore a quelle della maggior parte dei Classici Disney distribuiti nel decennio precedente.

Critica

Il film ricevette recensioni positive da parte della critica. L'86% delle 128 recensioni raccolte dal sito Rotten Tomatoes sono positive; sul sito il film ha un voto medio di 7,5 e il consenso recita: «Le follie dell'imperatore non è il film d'animazione più ambizioso, ma il suo ritmo svelto, personaggi freschi e grandi risate creano un grande momento per tutta la famiglia». Su Metacritic il film ha una valutazione di 70 sulla base di 28 recensioni.

Robert Koehler di Variety commentò che il film «potrebbe non incontrare lo stile degli altri film dello studio, ma sarà ricordato come il film che ha stabilito un nuovo atteggiamento nelle sale dell'unità di animazione della Disney». Roger Ebert, scrivendo per il Chicago Sun-Times, assegnò al film 3 stelle su 4, distinguendolo come «un cartone animato slapstick di una comicità ingenua, con la soglia di attenzione di Paperino» che è separato da ciò che è noto come film d'animazione. Ebert aggiunse poi che «non ha la raffinatezza tecnica di un film come Tarzan, ma è un promemoria che il look classico dei cartoni animati è un amato stile per conto suo». La critica dell'Entertainment Weekly Lisa Schwarzbaum diede al film una B+, descrivendolo come un film per famiglie «alla moda, divertente, per lo più non musicale e decisamente non-epico, che risulta essere, piuttosto che il viaggio di un eroe, un incontro di menti da sitcom».

Riconoscimenti

The Sweatbox

The Sweatbox è un documentario di Trudie Styler che narra la tumultuosa collaborazione del marito Sting e David Hartley con gli studi Disney per comporre sei canzoni per The Kingdom of the Sun. Il documentario include interviste coi registi Roger Allers e Mark Dindal, il produttore Randy Fullmer, Sting, gli sceneggiatori e il cast vocale costernato dalla nuova direzione. La Disney non si oppose al documentario di Trudie Styler, in quanto il dirigente della Feature Animation Thomas Schumacher, dopo aver visto i filmati, lo definì «fantastico». Tuttavia, dopo la proiezione al Toronto International Film Festival del 2002, la Disney non ha mai distribuito il film pur detenendone i diritti, limitandosi a inserirne alcune scene nei contenuti speciali del DVD. Nel marzo 2012 una copia di lavorazione del documentario è però trapelata online dopo essere stata caricata su YouTube da un fumettista britannico.

Altri media

In concomitanza col film fu pubblicato un videogioco omonimo sviluppato dalla Argonaut Games nelle versioni per PlayStation e Microsoft Windows e dalla Sandbox Studios in quella per Game Boy Color. L'anno seguente un videogioco basato sul film fu pubblicato nella collana La bottega dei giochi. Alcuni personaggi del film appaiono come ospiti nella serie TV House of Mouse - Il Topoclub e nel film tratto da essa Il bianco Natale di Topolino - È festa in casa Disney. Dal 2006 al 2008 fu poi trasmessa su Disney Channel la serie TV in 52 episodi A scuola con l'imperatore, che riporta in scena tutti i personaggi del film. La serie segue Kuzco mentre cerca di completare la sua istruzione per tornare a essere imperatore, ostacolato da Yzma e Kronk.

Merchandising

La campagna di marketing per Le follie dell'imperatore fu relativamente contenuta, poiché la Disney decise di promuovere fortemente la distribuzione de La carica dei 102 - Un nuovo colpo di coda durante il Giorno del ringraziamento. Tuttavia il film fu accompagnato da sei giocattoli lanciatori di Kuzco umano e lama, Pacha, Yzma umana e gatto e Kronk inclusi negli Happy Meal da McDonald's. Inoltre furono realizzati animali di peluche venduti in luoghi come i Disney Store.

Sequel/spin-off

Lo stesso argomento in dettaglio: Le follie di Kronk.

Nell'aprile del 2005 fu annunciato che la DisneyToon Studios stava producendo un sequel direct-to-video intitolato Le follie di Kronk. Il film, distribuito il 13 dicembre, funge sia da spin-off che da sequel eleggendo a protagonista il personaggio di Kronk, pur riportando in scena (oltre a tutti gli altri personaggi del film originale) anche Kuzco in un ruolo secondario.

Note

  1. ↑ Nicole Laporte, The Men Who Would Be King: An Almost Epic Tale of Moguls, Movies, and a Company Called DreamWorks, Mariner Books, pp. 208-209, ISBN 978-0-547-52027-8.
  2. 1 2 3 4 Valerie Kuklenski, Finding the Groove, in The Sun Sentinel, Los Angeles Daily News, 13 dicembre 2000. URL consultato il 1º settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2013).
  3. 1 2 3 4 5 The Sweatbox.
  4. 1 2 3 4 Danny Leigh, Llama drama, in The Guardian, 14 febbraio 2001. URL consultato il 1º gennaio 2015.
  5. ↑ Variety Staff, The Men Behind The 'King', in Variety, 8 gennaio 1995. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  6. ↑ Roger Moore, Royal Pain But The Agonizing Pays Off, in Orlando Sentinel, 15 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2015).
  7. ↑ Sandro Cleuzo, From the 90's - The Emperor's New Groove Almost Made it Character, su inspectorcleuzo.blogspot.com, 1º maggio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2015).
  8. 1 2 James Berardinelli and Roger Ebert, Reel Views 2, p. 55. URL consultato l'8 gennaio 2013.
  9. ↑ Jim Hill, The Long Story Behind the Emperor's New Groove, The Laughing Place, 25 maggio 2001. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  10. 1 2 Strike, Joe, Mark Dindal's Place in the Sun, su awn.com, 18 novembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2015).
  11. ↑ David Harvey, Review: 'The Sweatbox', in Variety, 27 settembre 2002. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  12. ↑ Variety Staff, Disney's Spade Sting-along, in Variety, 24 luglio 1997. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  13. ↑ Bob Strauss, Disney draws out blockbusters into next century, in Chicago Sun-Times, 27 giugno 1997. URL consultato il 2015 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2015). Ospitato su HighBeam Research.
  14. 1 2 Jim Hill, "The Long Story Behind the Emperor's New Groove" (Part 3), The Laughing Place, 25 maggio 2001. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  15. ↑ Roger Moore, 'The Emperor's New Groove' developed from earlier project, in Lubbock Avalanche-Journal, Knight-Ridder, 22 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  16. ↑ Richard Natale, Production on Animated Films Gets Drawn Out, in Los Angeles Times, 26 febbraio 1999. URL consultato l'8 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2015).
  17. ↑ Jim Hill, The Long Story Behind the Emperor's New Groove (Part 2), 25 maggio 2001. URL consultato il 2015.
  18. ↑ Jerry Beck, The Animated Movie Guide, 2005, p. 72. URL consultato il 3 settembre 2013.
  19. ↑ Charles Solomon, Rhapsody in Blue: Fantasia 2000's Jewel in the Crown, su awn.com, Animation World Network, 1º dicembre 1999. URL consultato il 2015.
  20. ↑ John Canemaker, Paper Dreams: The Art And Artists Of Disney Storyboards, Hyperion, 21 ottobre 1999, pp. 1-3, ISBN 978-0-7868-6307-5.
  21. ↑ The Emperor's New Groove - Origins of the Project, su cinemareview.com, Cinema Review. URL consultato l'8 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2015).
  22. ↑ Cindy Perlman, South Sider pens 'New Groove', in Chicago Sun-Times, 25 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2015). Ospitato su HighBeam Research.
  23. ↑ Melanie Proctor, Groovin' to the emperor's beat, in New Straits Times, 31 dicembre 2002. URL consultato il 2015 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2015). Ospitato su HighBeam Research.
  24. ↑ Stacy Jenel Smith e Marilyn Beck, Sting juggles Disney chores with album, acting gigs, in Los Angeles Daily News, 2 novembre 1998. URL consultato l'8 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2015). Ospitato su TheFreeLibrary.
  25. ↑ Mal Vincent, Wacky "Emperor's New Groove" Is Departure from Typical Disney Fare, in Virginian Pilot, 18 dicembre 2000. URL consultato il 14 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2015). Ospitato su HighBeam Research.
    «But someone had to call Sting and tell him that all his songs would be thrown out. 'As the producer, it fell to me,' Fullmer said. 'It wasn't easy. He had taken a full year off to work on the movie's score. He didn't want to compose while he was touring.'»
  26. ↑ Anthony Breznican, Sting stung by Disney cartoon, 14 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  27. ↑ Jim Hill, The Long Story Behind the Emperor's New Groove (Part 4), The Laughing Place, 25 maggio 2001. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  28. ↑ Commento audio nel DVD
  29. ↑ Joshua Mooney, How Disney got its 'Groove' back Film reworked, revamped repeatedly, in Chicago Sun-Times, 17 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2015). Ospitato su HighBeam Research.
  30. ↑ Evan Backes, Why Does It Take Ten Years!?!, su awn.com, Animation World Network, 1º aprile 2001. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  31. ↑ Bruce Feld, Into the Groove, in Film Journal International, 1º dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2015).
  32. ↑ Nancy Miller, STING'S 'NEW' ETHICS Star pushed Disney's 'Emperor' to find a greener 'Groove', in New York Daily News, 12 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2015).
  33. ↑ Richard Lo, Disney films are for young and the young-at-heart, in The Philippine Star. URL consultato il 20 giugno 2016 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2015).
  34. ↑ Jackie Hicken, 50 things you might not know about your favorite Disney films, 1998-2013 edition, in Deseret News, 24 giugno 2014. URL consultato l'8 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2018).
  35. ↑ Hot News: Disney's Dynamic Slate, in Empire, 1º febbraio 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  36. ↑ Jay Boyar, A Toon Just For Fun, in Orlando Sentinel, 1º dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2015).
  37. ↑ STING FORCES DISNEY TO CHECK ITS '...GROOVE', in New Musical Express, 12 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  38. ↑ Supplemental Features - Deleted and Unused Scenes, Including 'Destruction of Pacha's Village,' 'Pacha's Family' and 'Original Kuscotopia Ending'
  39. ↑ Andreas Deja, Early Yzma, su andreasdeja.blogspot.com, 25 settembre 2011. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  40. 1 2 Jessica Mellor, Video: Get That Funky Groove; Classy Animation and Amazing Computer Technology Come Up Trumps in Two Action-Packed Films, in The Mirror, 9 novembre 2001. URL consultato il 14 febbraio 2015. Ospitato su The Free Library.
  41. ↑ Mark Pudleiner, KINGDOM of the SUN - Rough 'Nina' sketches and Animation Test, su markpudleiner.blogspot.com, 25 novembre 2014. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  42. 1 2 DAVID PRUIKSMA - A Biography, su pruiksma.com, August 2007. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  43. ↑ Jérémie Noyer, Once Upon A Time In New York City: Oliver & Company Animator Dave Pruiksma!, su animatedviews.com, Animated Views, 30 gennaio 2009. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  44. 1 2 3 The Emperor's New Groove - Animating The Characters, su cinemareview.com, Cinema Review. URL consultato il 14 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2015).
  45. ↑ Jim Hill, A work-in-progress version of Why For finally finished!, su jimhillmedia.com, Jim Hill Media, 19 maggio 2005. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  46. ↑ Shareem Amry, New groove to an old legend, in New Straits Times, 18 marzo 2001. URL consultato il 13 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2015). Ospitato su HighBeam Research.
  47. ↑ Katherine Tolford, Keeping Disney's 'Emperor' in the groove, in Glendale News-Press, Glendale, California, 20 dicembre 2000. URL consultato il 14 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2015).
  48. ↑ Le follie dell'imperatore, su Il mondo dei doppiatori. Modifica su Wikidata
  49. ↑ Le Follie Dell'Imperatore, su amazon.it, Amazon.com. URL consultato il 25 giugno 2016.
  50. ↑ Walt Disney Pictures' THE EMPEROR'S NEW GROOVE; Disney DVD and 'Ultimate Groove' 2-Disc DVD Set; Wild Animated Fun In The Spirit of Disney's ALADDIN Available To Own May 1., su Business Wire, Burbank, California, 21 febbraio 2001. URL consultato il January 2015 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2015). Ospitato su TheFreeLibrary.com.
  51. ↑ The Year in Video 2001: The Year in Charts, in Billboard, vol. 114, n. 2, 12 gennaio 2002, p. 67. URL consultato il 22 giugno 2014.
  52. ↑ Steve Hettrick, Disney ramps up vid-preem sequel slate, in Variety, 18 settembre 2001. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  53. ↑ (EN) The Emperor's New Groove: The New Groove Edition DVD Review, su dvdizzy.com. URL consultato il 7 luglio 2016.
  54. ↑ John Latchem, Next Wave of Disney Animated Blu-rays Coming Out June 11, su Home Media Magazine, 28 marzo 2013. URL consultato il gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2013).
  55. ↑ C. S. Strowbridge, Blu-ray Sales: New Releases More Powerful in High Definition, su the-numbers.com, The Numbers, 29 luglio 2013. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  56. ↑ Le Follie Dell'Imperatore, su amazon.it, Amazon.com. URL consultato il 25 giugno 2016.
  57. ↑ Richard Natale, Fans Give Mel Gibson Just What He Wants, in Los Angeles Times, 18 dicembre 2001. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  58. ↑ (EN) Le follie dell'imperatore, su Box Office Mojo, IMDb.com. Modifica su Wikidata
  59. ↑ (EN) Le follie dell'imperatore, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. Modifica su Wikidata
  60. ↑ (EN) Le follie dell'imperatore, su Metacritic, Fandom, Inc. Modifica su Wikidata
  61. ↑ Robert Koehler, Review: 'The Emperor's New Groove', in Variety, 10 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  62. ↑ Roger Ebert, The Emperor's New Groove (2000) Movie Review, su rogerebert.com, 15 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  63. ↑ Lisa Schwarzbaum, The Emperor's New Groove review, in Entertainment Weekly, 22 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2008).
  64. ↑ Jaan Uhelszki, Film to Capture Sting's Disney Fiasco, in Rolling Stone, 14 dicembre 2000. URL consultato il 14 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2015).
  65. ↑ Sting makes up with Disney after animated musical bust-up, in The Guardian, 15 dicembre 2000. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  66. ↑ Rich Juzwaik, Sting's Suppressed Disney Documentary Leaked Online, su gawker.com, Gawker, 23 marzo 2012. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  67. ↑ Amid Amidi, "The Sweatbox", the Documentary That Disney Doesn’t Want You to See, su cartoonbrew.com, Cartoon Brew, 22 marzo 2012. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  68. ↑ Robert Welkos, Disney Moves to 'New Groove', in Los Angeles Times, 13 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  69. ↑ Bruce Orwall, Disney Hopes to Get Its 'Groove' Back in Suffering Family Films, in The Wall Street Journal, 14 dicembre 2000. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  70. ↑ Helaine Silverman, Groovin' to ancient Peru: A critical analysis of Disney's The Emperor's New Groove" in Journal of Social Archaeology (PDF), su sagepub.com, Sage Publications, 2002, pp. 298-322.
  71. ↑ DisneyToon Studios is producing sequels to "The Emperor's New Groove" and "Brother Bear"., in Variety, 6 aprile 2005. URL consultato l'8 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2015). Ospitato su HighBeam Research.

Altri progetti

Collegamenti esterni