| L3Harris Technologies, Inc. | |
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| Stato | |
| Forma societaria | Public company |
| Borse valori | |
| ISIN | US5024311095 |
| Fondazione | 2019 |
| Fondata da | |
| Sede principale | Melbourne |
| Persone chiave | Chris Kubasik (AD) |
| Settore | Industria bellica |
| Fatturato | 21.3 miliardi di dollari (2024) |
| Utile netto | 1.50 miliardi di dollari (2024) |
| Dipendenti | 47.000 (2024) |
| Sito web | www.l3harris.com |
L3Harris Technologies, Inc. è un’azienda tecnologica statunitense attiva nei settori della difesa e dei servizi di tecnologia dell’informazione. Progetta e produce soluzioni per sistemi di comando e controllo, apparecchiature wireless, radio tattiche, avionica e sistemi elettronici, nonché dispositivi per la visione notturna e sistemi di intelligence, sorveglianza e ricognizione (C3ISR). Il portafoglio dell’azienda comprende inoltre sistemi oceanici, strumentazione, prodotti per la navigazione, dispositivi e servizi di addestramento e antenne terrestri e spaziali, destinati ai settori governativo, militare e commerciale.
L’azienda è stata costituita il 29 giugno 2019 a seguito della fusione tra L3 Technologies e Harris Corporation, operazione che l’ha resa il sesto maggiore appaltatore della difesa negli Stati Uniti.
La Harris Automatic Press Company fu fondata da Alfred S. Harris nel 1895 a Niles, Ohio. Nei successivi sessant’anni l’azienda si dedicò allo sviluppo di processi litografici e macchine da stampa, ampliando successivamente le proprie attività con l’acquisizione della società di composizione tipografica Intertype Corporation. Nel 1967 si fuse con Radiation, Inc., con sede a Melbourne, in Florida, un’azienda specializzata nello sviluppo di tecnologie per antenne, circuiti integrati e modem impiegati durante la corsa allo spazio. Nel 1978 la sede centrale fu trasferita da Cleveland a Melbourne. Nel maggio 2015 Harris completò l’acquisizione della concorrente Exelis, raddoppiando quasi le dimensioni dell’azienda.
L-3 Communications fu fondata nel 1997 con l’obiettivo di acquisire alcune unità operative di Lockheed Martin precedentemente appartenute a Loral Corporation. Tali attività derivavano a loro volta da Lockheed Corporation e Martin Marietta, fuse nel 1993. L’azienda fu creata da Frank Lanza e Robert LaPenta, in collaborazione con Lehman Brothers; entrambi avevano ricoperto incarichi dirigenziali presso Loral e Lockheed. Nel corso degli anni L-3 Communications si espanse attraverso fusioni e acquisizioni, affermandosi come uno dei principali fornitori del governo degli Stati Uniti. Alla fine del 2016 la società cambiò denominazione da L-3 Communications Holdings, Inc. a L3 Technologies, Inc., al fine di riflettere meglio l’ampliamento delle proprie attività.
Tra il 1999 e l’agosto 2021, L3Harris e le società da cui ebbe origine spesero complessivamente 131,9 milioni di dollari in attività di lobbying, riguardanti tra l’altro l’approvvigionamento di sistemi radio per l’ICE, l’Intelligence Authorization Act, i finanziamenti del Dipartimento per la Sicurezza Interna per veicoli senza pilota e la ricerca sui sistemi di visione notturna.
Nel 2008, 72 civili iracheni citarono in giudizio L3 Services e CACI per presunte violazioni dei diritti umani, tra cui tortura, trattamenti crudeli, inumani o degradanti, crimini di guerra, aggressione fisica, violenza sessuale, inflizione intenzionale di sofferenza emotiva, nonché negligenza nell’assunzione e nella supervisione del personale. Il procedimento si concluse con un accordo raggiunto il 10 ottobre 2012, considerato la prima risoluzione positiva in una causa civile statunitense relativa al trattamento dei detenuti al di fuori degli Stati Uniti nel contesto della cosiddetta “guerra al terrorismo”.
Nel 2012, la controllata KDI Precision Products partecipò alla vendita a Israele di 11.500 spolette per bombe JDAM, nell’ambito di un contratto del valore di 647 milioni di dollari. Tali armamenti furono tra quelli utilizzati dalle Forze di difesa israeliane durante la guerra di Gaza del 2014; in seguito al loro impiego in aree densamente popolate, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha evidenziato come tali utilizzi potessero configurare potenziali crimini di guerra.
Nell’ottobre 2018, Harris e L3 annunciarono una “fusione tra pari” interamente basata su scambio azionario. Nell’ambito dell’accordo, Harris fu tenuta a cedere la propria divisione dedicata alla visione notturna, poiché l’integrazione con quella di L3 avrebbe determinato una posizione di monopolio nel settore. La fusione fu completata nel giugno 2019, dando origine a L3Harris Technologies, Inc., con sede a Melbourne, in Florida, già quartier generale di Harris. La nuova società fu guidata dall’ex amministratore delegato di Harris, William M. Brown, nel ruolo di presidente e CEO, mentre l’ex CEO di L3 assunse la carica di presidente e direttore operativo (COO). Nel giugno 2021 Brown lasciò l’incarico di CEO a Chris Kubasik, mantenendo il ruolo di presidente esecutivo; Kubasik assunse inoltre il titolo di vicepresidente.
Tra il 2006 e il luglio 2021 L3Harris ottenne 136 contratti con la U.S. Customs and Border Protection e l’Immigration and Customs Enforcement, per un valore complessivo di 308,2 milioni di dollari, oltre a sei accordi quadro di acquisto con un valore potenziale fino a 6 miliardi di dollari.
Nel 2018 l’azienda acquisì le società australiane Azimuth Security e Linchpin Labs, entrambe attive nello sviluppo di exploit zero-day, successivamente integrate sotto il nome di Trenchant. Tali società furono indicate come fornitrici di exploit destinati a organizzazioni quali l’alleanza di intelligence Five Eyes e il Federal Bureau of Investigation (FBI).
Nel 2019 L3Harris accettò di versare 13 milioni di dollari per risolvere accuse secondo cui Harris Corporation, prima della fusione, violò l’Arms Export Control Act (AECA) e le normative dell’International Traffic in Arms Regulations (ITAR), per un totale di 131 violazioni contestate.
Nel 2021, CAE annunciò l'acquisto delle attività di addestramento militare di L3Harris per un totale di 1,05 miliardi di dollari.
Nel gennaio 2022 l’azienda avviò una riorganizzazione interna, eliminando il segmento Aviation Systems e redistribuendone le attività tra le divisioni Integrated Mission Systems, Space & Airborne Systems e Communications Systems. Nel giugno dello stesso anno Chris Kubasik assunse la carica di presidente del consiglio di amministrazione, succedendo a William M. Brown dopo il suo ritiro.
Sempre nel 2022 furono riportati colloqui per una possibile acquisizione della società israeliana NSO Group, sviluppatrice dello spyware Pegasus; tuttavia, a seguito dell’opposizione espressa da funzionari della Casa Bianca, L3Harris interruppe le trattative. Nello stesso anno, nel dicembre 2022, l’azienda annunciò l’acquisizione di Aerojet Rocketdyne per 4,7 miliardi di dollari, completata il 28 luglio 2023.
Negli anni successivi, L3Harris proseguì nelle proprie iniziative strategiche. Nell’ottobre 2025 Israele firmò un memorandum d’intesa con l’azienda per facilitare l’acquisizione di velivoli leggeri da attacco destinati alla difesa delle frontiere, con l’obiettivo di sviluppare una variante israeliana del sistema Sky Warden.
Nel gennaio 2026 L3Harris ha concordato inoltre la cessione di una quota di maggioranza del settore “Space Propulsion and Power Systems” di Aerojet Rocketdyne alla società AE Industrial Partners, con l’intenzione di scorporare tali attività sotto il nome “Rocketdyne”. L’accordo ha incluso il motore RL-10 per stadi superiori, utilizzato nel razzo Vulcan, ma ha escluso il motore RS-25 impiegato nello Space Launch System. Parallelamente, la divisione Missile Solutions è destinata a essere oggetto di un’offerta pubblica iniziale (IPO) come società separata, con L3Harris che manterrà una partecipazione di controllo e il governo degli Stati Uniti previsto come investitore per circa 1 miliardo di dollari. Entrambe le operazioni sono previste per la seconda metà del 2026.
A partire dal 2026, L3Harris è suddivisa in tre segmenti principali: Space & Mission Systems, Communications and Spectrum Dominance e Missile Solutions. L’azienda è guidata da un consiglio di amministrazione composto da 13 membri, con Chris Kubasik in qualità di presidente e amministratore delegato.
Il segmento Space & Mission Systems si occupa di missioni spaziali, payload e sensori per la navigazione satellitare, l’intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), il monitoraggio meteorologico e la difesa missilistica; sistemi terrestri per il comando e il controllo spaziale e il tracciamento; reti ottiche e wireless per la consapevolezza situazionale e la gestione del traffico aereo; avionica militare e contromisure di guerra elettronica; sistemi ISR e di segnali; sistemi elettrici ed elettronici per uso marittimo; sistemi elettro-ottici, inclusi infrarossi, imaging laser e sistemi di puntamento; sistemi di difesa aeronautica, inclusi armamenti e UAV; e servizi per l’aviazione commerciale, tra cui la L3Harris Airline Academy. Comprende divisioni provenienti da precedenti segmenti, come l’Aviation Systems e Wescam.
Nel novembre 2023, L3Harris ha annunciato la cessione del ramo Commercial Aviation Solutions a The Jordan Company per un valore fino a 800 milioni di dollari.
Il segmento Communications & Spectrum Dominance è specializzato in comunicazioni tattiche, comunicazioni a banda larga, visione notturna (ereditata da L3 Technologies e distinta dai sistemi sviluppati da Harris, ITT o Exelis) e sicurezza pubblica.
Il segmento Missile Solutions comprende il ramo Missile Systems acquisito da Aerojet Rocketdyne e la linea di prodotti del motore RS-25. Nel 2026, L3Harris ha concordato la vendita del segmento Space Propulsion and Power Systems di Aerojet Rocketdyne a AE Industrial Partners, che lo scorporerà sotto il nome di Rocketdyne. La parte restante di Missile Solutions sarà scorporata in una nuova società nella seconda metà del 2026 tramite un'IPO, con L3Harris che manterrà la proprietà di controllo e il governo degli Stati Uniti che investirà 1 miliardo di dollari.
Tra i principali prodotti di L3Harris figurano:
L3Harris è stata coinvolta in diverse controversie riguardanti pratiche finanziarie e occupazionali. Tra queste figurano accuse di violazione del False Claims Act per doppia fatturazione nei contratti con il Dipartimento della Difesa e per addebiti eccessivi su componenti. La società è stata inoltre citata in giudizio per questioni legate a ERISA, relative a commissioni eccessive sui piani. Sono state sollevate anche accuse di pratiche discriminatorie, inclusi casi di licenziamento ingiustificato legati al PTSD. L3Harris ha inoltre risolto contenziosi relativi a violazioni delle normative sulle esportazioni con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
La società è stata accusata di doppia fatturazione al Dipartimento della Difesa per parti e materiali, ad esempio fatturando bulloni e dadi sia come componenti singoli sia come parte di fattori di materiale additivo, determinando sovrapprezzi. Per risolvere queste accuse, L3Harris ha pagato circa 62 milioni di dollari per presunte dichiarazioni false e violazioni del Truth in Negotiations Act, oltre a 21,8 milioni di dollari per le accuse di doppia fatturazione.
È stata avviata una causa collettiva contro L3Harris per presunte commissioni eccessive di amministrazione e gestione nei piani, nonché per mancata supervisione delle opzioni di investimento. La società ha risolto la causa pagando 650.000 dollari.
Un ex dipendente ha citato in giudizio L3Harris per licenziamento ingiustificato legato al PTSD; la Corte d’Appello del Nono Circuito ha reintegrato la causa, ritenendo che una giuria potesse ritenere il PTSD un fattore nella cessazione del rapporto di lavoro. Altri casi coinvolgono denunce per ritorsioni, con dipendenti che affermano di essere stati licenziati per aver segnalato potenziali irregolarità, in possibili violazioni del National Defense Authorization Act e del False Claims Act.
L3Harris ha risolto accuse di violazioni delle normative sulle esportazioni con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, pagando 13 milioni di dollari. La società è stata inoltre coinvolta nello sviluppo di tecnologie di sorveglianza, come il dispositivo Stingray, oggetto di controversie per le implicazioni sulla privacy e criticato per l’uso da parte delle forze dell’ordine.
L3Harris Technologies ha avviato una serie di licenziamenti come parte di un’iniziativa di riduzione dei costi e ristrutturazione denominata LHX NeXt, volta a razionalizzare le operazioni e raggiungere risparmi per 1 miliardo di dollari nei successivi tre anni.
Ad aprile 2024, l’azienda ha annunciato una riduzione del 5% della forza lavoro globale, interessando dipendenti in varie sedi e reparti, con centinaia di posti colpiti a Palm Bay e in altre località. Nel febbraio 2025, L3Harris ha annunciato licenziamenti che hanno riguardato 179 dipendenti presso la struttura di Rockwall, in Texas, principalmente a seguito della conclusione del programma JAVA MAN, dedicato a intelligence, sorveglianza e ricognizione aerea. La maggior parte dei lavoratori coinvolti risiedeva fuori dallo stato o lavorava da remoto all’estero.
Pur senza divulgare il numero complessivo di persone interessate, L3Harris ha sottolineato che tali riduzioni rientrano in un più ampio trend di adeguamenti operativi nel settore della difesa e della tecnologia, guidati da pressioni economiche e dalla necessità di maggiore efficienza e stabilità finanziaria. L’azienda ha inoltre affrontato problemi nella catena di approvvigionamento satellitare, dovuti a ritardi di un fornitore chiave, risolvendo la questione passando a un nuovo fornitore per garantire consegne puntuali.