La Tuminera

La Tuminera
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Piemonte
LocalitàBagnolo Piemonte
IndirizzoVia Bibiana 86
Coordinate44°46′45.85″N 7°18′03.61″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1978-1982
Stilearchitettura spontanea e Prairie School
Usocaseificio, casa e vendita al dettaglio
Realizzazione
ArchitettoRoberto Gabetti e Aimaro Isola

La Tuminera è un caseificio con annessa abitazione del proprietario situato a Bagnolo Piemonte, progettato dagli architetti Roberto Gabetti e Aimaro Isola con la collaborazione di Guido Drocco, Enrico Moncalvo ed Emilia Paglieri e realizzato tra il 1978 e il 1982.

Storia e descrizione

La Tuminera si inserisce nell'ambito di un eterogeneo gruppo di architetture realizzate da Gabetti e Isola nel comune di Bagnolo Piemonte, tutte accomunate da una ricerca espressiva messa in relazione con la cultura architettonica regionale. L'incarico per la costruzione dell'edificio si sviluppò nel contesto dell'esigenza di un produttore di formaggi del luogo che, disponendo delle capacità economiche per fare fronte alla costruzione, richiese ai due architetti la progettazione di un capannone industriale con una manica di dieci metri, già pensato perché in futuro potesse essere convertito ad altra funzione; inoltre, tra i desideri del committente vi era che il fronte rivolto verso la strada avesse un aspetto facilmente riconoscibile, in modo da attirare l'attenzione sull'attività commerciale. Queste richieste indirizzarono Gabetti e Isola verso uno stile progettuale che mischiava sia suggestioni americane sia riferimenti all'architettura vernacolare, concepito in modo da poter essere eventualmente destinato in seguito a un'altra funzione. Il committente desiderava anche che il fronte rivolto verso la strada conferisse una certa riconoscibilità all'edificio e alle proprie attività produttive; tali richieste indirizzarono Gabetti e Isola verso riferimenti all'architettura vernacolare e a modelli americani.

L'edificio si sviluppa seguendo la forma del lotto dove insiste, ovvero in maniera lunga e stretta, con il fronte rivolto verso la strada che si presenta in laterizio e che scherma il parcheggio retrostante, con un portico a frapporsi come elemento di filtro. La presenza di un lungo muro di mattoni costituisce l'elemento di collegamento tra le due parti principali del complesso, che vi risultano appoggiate sopra, destinate rispettivamente alla produzione e alla vendita dei formaggi e all'abitazione. Al centro del muro vi è un portale dal quale si accede a una corte; inoltre, tra le due parti dell'edificio è ricavato un patio quadrato, posto a una quota leggermente inferiore rispetto agli spazi circostanti. L'edificio possiede anche un piano interrato costituito da un solo vano privo di strutture portanti interne, soluzione prevista col pensiero che in futuro avrebbe potuto essere riadibito ad altra funzione.

Gli edifici presentano una struttura in cemento armato, con le murature esterne in mattoni a vista e uno zoccolo in pietra di Luserna. Il portico è costituito da una semplice struttura in legno sulla quale poggiano coperture in lose, anch'esse in pietra di Luserna, sostenute da una serie di pilastri a doppio puntone in larice grezzo. Il portico fu concepito attraverso il disegno dei singoli elementi costruttivi, successivamente montati uno a uno dallo stesso committente, cosa resa possibile dalla semplicità delle soluzioni tecnologiche adottate, elemento che consentì una parziale autocostruzione dell'opera.

Il corpo centrale presenta un tetto piano sistemato a prato e al centro della struttura si innalza una struttura che ricorda una torre, concepita per attirare l'attenzione sul caseificio dalla strada e per consentire l'accesso al tetto. Nel caseificio sono inoltre state inserite nella copertura delle cupole emisferiche in metacrilato con funzione di illuminazione e aerazione degli ambienti interni.

L'ingresso della parte residenziale, posto sotto un patio, conduce direttamente a un ampio ambiente destinato a pranzo, cucina e soggiorno, con quest'ultimo aperto verso l'esterno tramite due verande interamente vetrate e aggettanti dal muro sui lati nord e sud dell'edificio.

L'opera viene collocata in una fase di riconsiderazione critica del lavoro di Gabetti e Isola, nella quale la loro ricerca trovò un più ampio apprezzamento per la coerenza con la tradizione costruttiva ed edile piemontese. L'impiego della pietra di Luserna, del legno e del mattone, pongono il complesso in diretta relazione con i materiali e le tecniche della tradizione costruttiva locale, cosa che viene evidenziata in maniera particolare nel portico. Oltre ai rimandi all'architettura vernacolare, alcuni critici hanno avvicinato lo stile architettonico dell'edificio anche alla Prairie School.

Al 2019 la Tuminera risultava in buono stato di conservazione, mantenendo inalterate la propria funzione produttiva e i suoi caratteri architettonici originari.

Note

  1. 1 2 3 4 5 Faroldi e Vettori, p. 107.
  2. 1 2 3 4 Giusti e Tamborrino, p. 122.
  3. 1 2 Faroldi e Vettori, pp. 98-99.
  4. 1 2 Caseificio e residenza, pp. 8-11.
  5. 1 2 Acocella, p. 62.
  6. 1 2 3 Roda, pp. 1620-1629.
  7. 1 2 Olmo
  8. ↑ La Tuminera, su censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it. URL consultato il 10 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2025).

Bibliografia