| Laocoonte | |
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| Saga | Guerra di Troia |
| Nome orig. | Λαοκόων (Laokóōn) |
| Lingua orig. | Greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umano |
| Sesso | Maschio |
| Luogo di nascita | Troia |
| Professione | Veggente Gran sacerdote |
Laocoonte (in greco antico Λαοκόων?, Laokóōn, in latino Laocoon), personaggio della mitologia greca, era un abitante di Troia, figlio di Antenore (o di Capi, secondo altre versioni). Era un veggente e gran sacerdote di Poseidone o, secondo alcune fonti, di Apollo.
Nell'Eneide si narra che, quando i Greci portarono davanti alle mura della città il celebre cavallo di Troia, egli corse verso di esso scagliandogli contro una lancia che ne fece risuonare il ventre pieno; proferì quindi la celebre frase Timeo Danaos et dona ferentes («Temo i Danai, anche quando portano doni»).
Pallade Atena, che parteggiava per i Greci, punì Laocoonte mandando Porcete e Caribea, due enormi serpenti marini, che uscendo dalle acque del mare avvinghiarono i figlioletti del sacerdote, Antifate e Timbreo, finendo quindi per stritolarli. Laocoonte, che in quel momento stava immolando un toro, accorse in loro aiuto ma subì la stessa sorte. I due fanciulli morirono quasi subito mentre Laocoonte resistette più a lungo, lanciando per tutto il tempo grida terribili (che Virgilio paragona ai muggiti di un toro). Dopo l'eccidio, i serpenti si rifugiarono presso una statua di Atena, cosicché i troiani si convinsero che il sacerdote era stato ucciso per la sua empietà.
Secondo un'altra versione i due serpenti furono inviati da Poseidone, che punì Laocoonte per essersi sposato contro la volontà divina e/o aver violato il dono a lui dedicato.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 42629960 · CERL cnp00556829 · LCCN (EN) nb2018005705 · GND (DE) 118569651 · BNE (ES) XX4812329 (data) · BNF (FR) cb162485203 (data) |
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