Leda Rafanelli

Leda Rafanelli nel 1916

Leda Rafanelli (Pistoia, 4 luglio 1880 – Genova, 13 settembre 1971) è stata una politica, anarchica e scrittrice italiana, esponente dei futuristi di sinistra.

Biografia

Origini della famiglia e prima adolescenza

Nata a Pistoia da genitori provenienti da Livorno, Augusto ed Elettra Gaetani, Leda amava ricordare che il nonno materno fosse il figlio naturale di un romanì tunisino, e attribuiva a questa discendenza parte delle sue scelte. Già nell'adolescenza Leda mostra un'evidente facilità nello scrivere, e Filippo Turati si premurerà di far pubblicare sul giornale del PSI una sua poesia, Le gomene. In giovanissima età si trasferisce con i genitori ad Alessandria d'Egitto, entrando in contatto con gli anarchici della Baracca Rossa, gruppo frequentato anche da Giuseppe Ungaretti ed Enrico Pea. Questi anni saranno rievocati, molti decenni più tardi, da Maurizio Maggiani ne Il coraggio del pettirosso.

Ad Alessandria d'Egitto

Col tempo, Leda abbandona le idee dell'anarco-individualismo cui si era avvicinata e si lega alla corrente socialista libertaria. Mentre alcuni anarchici si schiereranno a favore della guerra ovvero diverranno interventisti, Leda, già ritornata in Italia, è in contrasto col Manifesto dei Sedici, firmato anche da Kropotkin, che appoggerà, nel 1915,, l'entrata dell'Italia nel primo conflitto mondiale, ribadendo ancora una volta le sue convinzioni pacifiste. Secondo la Rafanelli, infatti, le tendenze individualiste genuine all'interno dell'ideologia anarchica sono ben distanti dalle idee democratico-borghesi sulle quali poggiano pretestuosamente varie posizioni guerrafondaie.

Nel suo ultimo periodo di permanenza in Egitto, la Rafanelli si avvicina al sufismo, frangia dell'Islam, nel quale il rituale estetico della danza dei dervisci riveste una grande importanza. La fede islamica, nel caso specifico della Rafanelli, è vista come critica e ribellione al mondo occidentale che vuole gestire e monopolizzare potere e cultura. Nel 1902 sposa l'anarchico Ugo Polli, e poco dopo torna con lui in Italia. Pubblica un articolo ne La Libertà in cui raffronta i due stili di vita: quello cristiano-occidentale e quello islamico.

In Italia alla vigilia e durante la prima guerra mondiale

In Italia, Leda è molto vicina ideologicamente all'amico Pietro Gori ed è stimata da Armando Borghi per la sua linea politica libertaria.

Aiutati da Olimpio Ballerini, marito dell'anarchica fiorentina Teresa Fabbrini, Leda e Ugo, da poco sposati, fondano la Casa Editrice Rafanelli-Polli. Il matrimonio è però di breve durata. Dopo la separazione dal marito e altre vicissitudini sentimentali la Rafanelli si lega a Carlo Carrà, rapporto breve ma intenso a cui è dedicato il libro di Alberto Ciampi, Leda Rafanelli, Carlo Carrà: un romanzo, arte e politica in un incontro. Successivamente ha una relazione con Giuseppe Monnanni, con cui avrà un figlio (Marsilio), e pubblica alcuni romanzi e saggi: Bozzetti sociali, Seme nuovo, Verso la Siberia, Scene della rivoluzione russa.

Dopo aver fondato nel 1910, su invito degli anarchici Ettore Molinari e Nella Giacomelli, la Libreria editrice sociale, forse la più importante casa editrice libertaria italiana, dà vita, con Giuseppe Monnanni, alle riviste La Rivolta (1910) e La Libertà (fra il 1913 e il 1914).

In questo periodo Benito Mussolini corteggia a lungo la Rafanelli. Le lettere dell'allora socialista saranno raccolte in un libro da Leda stessa e dal titolo Una donna e Mussolini. L'epistolario è costituito da quaranta lettere inviate alla Rafanelli dal futuro dittatore fascista. Secondo Alessandra Pierotti, che ha studiato approfonditamente la sua figura e che ha avuto frequenti e amichevoli contatti con una dei quattro nipoti di Leda, non ci sono mai stati rapporti intimi fra i due.

«...perché Mussolini le parlò della sua "domestica tribù" dicendo che doveva portarli al mare. E fra tante idee "peregrine" di Leda c'era, fondamentalmente, questa: mai rovinare una famiglia.»

Mussolini era comunque, agli occhi della Rafanelli, un rispettabile socialista rivoluzionario, direttore dell'Avanti!, aveva partecipato alla Settimana rossa e appoggiato l'insurrezione con comizi e articoli. Lo stesso Lenin aveva espresso parole di stima nei suoi confronti considerandolo un possibile dirigente della rivoluzione. La Rafanelli da parte sua negò sempre di esser stata l'amante di Mussolini mentre quest'ultimo se ne faceva un vanto. Tuttavia gli storici Philip V. Cannistraro e Brian R. Sullivan, nella loro biografia su Margherita Sarfatti, sostengono che la Rafanelli ebbe effettivamente una relazione amorosa con Mussolini, interrotta una prima volta per via di un fidanzato geloso di lei, e una seconda - e definitiva - volta, per il passaggio all'interventismo di lui.

Prima e durante la prima guerra mondiale il circolo di persone e di anarchici legati a Leda prende, senza indecisione alcuna, una posizione internazionalista e pacifista di condanna al conflitto, nonostante i proseliti fatti dall'interventismo di sinistra, sia in Italia sia all'estero, all'interno dei gruppi anarchici o vicini agli anarchici stessi. Il caso più clamoroso a livello internazionale è quello di Kropotkin che, anche se per breve periodo, invita a combattere a fianco della Triplice intesa.

Fra le due guerre

Con la presa al potere del fascismo nel 1922 cessano le pubblicazioni della Libreria Editrice Sociale e la Rafanelli è costretta al silenzio politico dopo la pubblicazione di Incantamento, del 1921, Donne e femmine, del 1922. Nel 1929 riesce a pubblicare L'oasi, sotto falso nome durante la repressione fascista della Resistenza libica organizzata dalla confraternita sufi della Senussiya. Questa sua ultima opera riveste una particolare importanza in quanto è una dura denuncia del colonialismo. Costretta dalle ristrettezze economiche a far la chiromante, vive fra Milano e Genova, trovando la serenità per scrivere ancora Nada, La signora mia nonna, Le memorie di una chiromante, romanzi pervasi dall'atmosfera orientale della sua gioventù. Le memorie di una chiromante hanno anche uno spiccato carattere autobiografico.

Secondo dopoguerra

Leda Rafanelli fotografata da Federico Patellani nel suo studio, ottobre 1946

A partire dalla fine degli anni quaranta, vivrà quasi sempre a Genova, trovando i mezzi di sussistenza insegnando la lingua araba, facendo lavori artistici tramite l'utilizzo di caratteri arabi e scrivendo per il quotidiano anarchico Umanità Nova.

Parte del suo lavoro è stato raccolto da Aurelio Chessa, che ha strutturato una delle più importanti memorie della vicenda anarchica, ovvero il Fondo (Archivio) Famiglia Camillo Berneri, attualmente conosciuto come l'archivio della famiglia Berneri-Chessa, la cui responsabile è Fiamma Chessa, figlia di Aurelio. L'archivio, con sede a Reggio Emilia, presenta la raccolta completa di tutte le opere e gli scritti autobiografici di Leda, per cui è stato appositamente costituito un Fondo Leda Rafanelli.

Omaggi

Nel 2016 la casa editrice Coconino Press pubblica una graphic novel sulla vita della Rafanelli dal titolo Leda, che solo amore e luce ha per confine, disegnata da Sara Colaone e scritta da Francesco Satta e Luca de Santis.

Opere

Note

  1. ↑ Dizionario Biografico degli Italiani, 2016
  2. ↑ (IT) Mattia Granata, Lettere d'amore e d'amicizia, Pisa, BSF edizioni, 2002, p. 25, ISBN 978-8886389723.
  3. ↑ (IT) Alberto Ciampi, Leda Rafanelli-Carlo Carrà. Un Romanzo. Arte e politica in un incontro ormai celebre, Venezia, Centro Internazionale della Grafica, 2005, p. 28, ISBN 978-8886389723.
    «Leda, sempre secondo Masini amava affermare che il nonno livornese fosse stato figlio illegittimo di uno zingaro arabo, attribuendo a questa ascendenza le sue scelte»
  4. ↑ Leda Rafanelli, Memorie d’una chiromante. Romanzo inedito, ed. Milva Maria Cappellini (Cuneo: Nerosubianco, 2010).
  5. ↑ anteprima(1995)
  6. ↑ da monde_diplomatique, su monde-diplomatique.it. URL consultato il 24 ottobre 2007 (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2007).
  7. ↑ La Libertà numero 12 del 1º marzo 1915
  8. ↑ Fabruaria, su fabruaria.it. URL consultato il 24 ottobre 2007 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2007).
  9. ↑ La Libertà, 5 maggio 1914
  10. ↑ riferimento
  11. ↑ Teresa Fabbrini nasce a Firenze nel 1855 e si distingue, fin da giovane, come infaticabile propagandista delle idee anarchiche sia nel ruolo di conferenziera che di scrittrice (ricordiamo, fra gli altri, il suo saggio Dalla schiavitù alla libertà). Subisce condanne ed arresti durante l'organizzazione di scioperi e manifestazioni con le donne anarchiche e socialiste. Esule in Francia, da cui viene espulsa, ripara in Svizzera,terra tradizionalmente accogliente per i fuoriusciti anarchici (come ci ricorda il canto tradizionale anarchico Addio Lugano bella). Muore a soli 48 anni stremata da stenti e fatiche.
  12. ↑ Errico Malatesta e il movimento anarchico italiano e internazionale. 1872-1932 scienziato anarchico a cui è stato intitolato l'omonimo istituto tecnico industriale di Milano, dopo la Liberazione, antecedentemente l'istituto era intitolato ad Italo Balbo
  13. ↑ Molinari Ettore Archiviato il 6 marzo 2012 in Internet Archive. anarchica collaboratrice di Ettore Molinari
  14. ↑ Mussolini, Filippo Corridoni e la Settimana Rossa Maggio 1914
  15. ↑ da lettera dal titolo Leda, mia nonna
  16. ↑ da sufismo documento Leda Rafanelli
  17. ↑ Fornaio in Egitto, poi ferroviere, dall'immediato secondo dopoguerra si occupa del reperimento e dell'archiviazione del materiale inerente alla vicenda anarchica, di cui si avvicina all'ideologia. Quando muore Giovanna Caleffi, moglie di Camillo Berneri (che oltretutto allevò anche i figli di Antonio Cieri), riceve dalla figlia di Berneri, Giliana, l'enorme documentazione raccolta dalla famiglia, del quale inizia il riordino e la divulgazione una quindicina d'anni più tardi. Si sposta in continuazione per seguire le tracce lasciate dai documenti e trovarne di nuovi, risiedendo a: Pistoia, Iglesias, Genova, Canosa di Puglia e Cecina. Quando muore il lavoro è portato avanti dalla figlia Fiamma. Dal punto di vista politico Chessa contribuisce alla redazione e pubblicazione dei giornali Volontà e L'Internazionale che fan capo alle formazioni denominate Gruppi d'Iniziativa Anarchica nate dalla scissione della FAI nel 1965, formazioni legate ad altre precedenti quali i GAP di Lorenzo Parodi e che è fra le matrici di Lotta Comunista). Sempre a Genova è fra i fondatori dei Gruppi Anarchici Riuniti che ebbero sede in Via degli Embriaci, strada situata in una zona dove tradizionalmente risiedono associazioni della sinistra comunista e libertaria. Le sue ricerche sul fuoriuscitismo, sull'Antifascismo sulla rivoluzione spagnola, sul movimento operaio sono cospicue, ricordiamo: Camillo Berneri: un anarchico italiano (1897-1937), Documenti e periodici dell'Archivio Famiglia Berneri, Futuristi e anarchici quali rapporti?, Gli eroi guerreschi come grandi criminali, Guerra di classe in Spagna, Il peccato originale, Mussolini grande attore, Mussolini normalizzatore e il delirio razzista, Novelle di Berneri, studi sulle vicende di Sante Pollastri, Leda Rafanelli, Clemente Duval.

Bibliografia

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