Lelapo

Lelapo nel dipinto della Morte di Procri di Piero di Cosimo (1495 circa)

Nella mitologia greca Lelapo (in greco antico Λαῖλαψ?, Laîlaps) era un cane tanto veloce che nessuna preda riusciva a sfuggirgli. Questo cane ebbe un lungo elenco di proprietari, tra cui Procri, figlia del Re Eretteo di Atene e moglie di Cefalo. Le fonti divergono su come Procri sia venuta in possesso dell'animale: secondo una versione, il cane le fu dato da Artemide, dea della caccia; secondo un'altra, Lelapo fu realizzato da Efesto e donato a Zeus che lo diede ad Europa, dal cui figlio Minosse, re di Creta, passò a Procri. Insieme al cane le fu offerto un giavellotto che non mancava mai il bersaglio; questo si dimostrò un regalo sfortunato, poiché fu con esso che il marito Cefalo l'uccise accidentalmente durante una partita di caccia.

Cefalo ereditò il cane e se lo portò dietro a Tebe (nella Beozia, a nord di Atene) dove una volpe malvagia stava devastando la campagna. La volpe di Teumesso era tanto veloce da apparire destinata a non essere mai catturata. Secondo il mito, tuttavia, il cane da caccia Lelapo era destinato a catturare qualsiasi preda gli capitasse a tiro. Zeus, di fronte a un'inevitabile contraddizione dovuta alla natura paradossale delle loro abilità che si escludevano a vicenda, trasformò le due bestie in pietra. Così entrambe le bestie divennero due costellazioni, il Canis Major (Lelapo) e il Canis Minor (la volpe di Teumesso).

Note

  1. 1 2 (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 2.4.6 e 2.4.7, su theoi.com. URL consultato il 30 settembre 2025.

Bibliografia

Fonti primarie
Fonti secondarie

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