Leonardo Riccomanni (Pietrasanta, ... – ...; fl. XV secolo) è stato uno scultore italiano.

Principale esponente di una famiglia di lapicidi, Leonardo Riccomanni è stato tra i maggiori scultori attivi fra Liguria e Toscana nel XV secolo.
Verosimilmente nato poco dopo l’anno 1400 a Pietrasanta è figlio di Riccomanno di Guido ed è fratello di Francesco e di Cristoforo.
Svolge il suo primo apprendistato nella bottega paterna presso le cave di Carrara e di Pietrasanta e prende familiarità con il ricco repertorio decorativo di ispirazione gotica.
Nel gennaio 1426 è attivo a Siena, nell'ambito del cantiere del Duomo.
Sposa Francesca sorella dello scultore Leonardo di Vitale Pardini da Pietrasanta.
Il 12 gennaio 1428, in Lucca, Leonardo e il fratello Francesco vengono assoldati dal lapicida pisano Giovanni di Gante per lavorare a Napoli al mausoleo di re Ladislao di Durazzo con il compenso pattuito di cento ducati.
Rimane a Napoli fino al dicembre 1431 quando fa ritorno a Pietrasanta dove, in collaborazione con il padre, esegue la loggetta posta sulla facciata della chiesa di Sant’ Agostino.
La sua notorietà quale scultore si è ormai consolidata poiché, l’8 novembre 1432, Giovan Jacopo Cristofori per l'Opera della Cattedrale gli commissiona una grande pala marmorea per l’altare maggiore della cattedrale di Sarzana da realizzare in due anni.
Nel 1437 è a Genova dove da Tomaso Fregoso, doge della Repubblica e Signore di Sarzana, riceve la commissione per il suo sepolcro da collocarsi nella Chiesa di San Francesco di Castelletto.
Nel marzo 1444 è documentato a Lucca, dove stringe società con alcuni lapicidi carraresi e comaschi e dove, l’8 maggio dello stesso anno, il vescovo di Lucca lo assolve dal peccato di bestemmia.
Il suo stile va evolvendosi a contatto con la cultura lombardo-toscana, ormai rinascimentale, di Domenico Gagini con il quali coopera in varie occasioni.
Nel 1452 nell'ambito di lavori promossi da membri della famiglia Grimaldi è incaricato di scolpire il portale della sacrestia di Santa Maria di Castello a Genova. A integrazione del portale scolpisce anche una bella lunetta con il tema della Crocifissione.
Nel giugno dello stesso anno si accorda con i governatori della cappella di San Sebastiano in Santa Maria delle Vigne a Genova per un insieme di varie statue.
Al servizio del cardinale Filippo Calandrini, fratello uterino del pontefice Niccolò V, nel 1463 insieme al nipote Francesco figlio di Cristoforo (detto Francesco da Pietrasanta) riceve la commissione di una seconda e ancor più grandiosa ancona marmorea per l’altare maggiore della cattedrale di Sarzana.
La sua ultima opera è probabilmente il trittico per la Pieve di San Pantaleone a Pieve a Elici presso Massarosa, la cui epigrafe ricorda il committente pievano Spinetta de’ Nobili e reca la data del 1470.
Non è nota con precisione l'anno della morte, avvenuta, secondo alcuni storici nel 1472.
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