La leucostasi o sindrome leucostatica è l'accumulo anomalo di globuli bianchi nei capillari sanguigni. Questo accumulo può provocare la formazione dei cosiddetti trombi bianchi e impedire l'irrorazione dei tessuti periferici dell'organismo.
È generalmente il risultato di una grave leucocitosi (con conta leucocitaria spesso superiore a 100 000 per millimetro cubo di sangue), a sua volta causata il più delle volte da leucemie, acuta o più spesso cronica.
Altre possibili cause della leucostasi sono terapie ematologiche particolarmente aggressive, un recente trapianto di midollo osseo e alcune sindromi paraneoplastiche.
La leucostasi può determinare gravi danni a organi come il cervello, i polmoni, il fegato o i reni. I quadri clinici più evidenti riguardano le funzionalità neurologiche e respiratorie:
È di frequente riscontro un pallore generalizzato della cute del paziente.
Possono verificarsi complicanze, ad esempio emorragie intraalveolari o forme di encefalopatia.
In prima battuta si tende a stabilizzare la situazione clinica del paziente; parallelamente si può iniziare a mitigare il quadro di leucocitosi e, ove possibile, a rimuovere la causa della leucocitosi stessa.
Il trattamento di emergenza dovrebbe iniziare con l'iperidratazione per prevenire le complicanze trombotiche della leucostasi.
In caso di leucemia, si rende necessaria una chemioterapia supplementare e, se la conta leucocitaria supera i 100 000 per millimetro cubo di sangue, potrebbe essere eseguita una leucoaferesi d'urgenza. In alcuni casi, sarà necessaria la terapia corticosteroidea (per ridurre l'eventuale edema cerebrale causato dalla stasi leucocitaria).
Per stabilizzare le condizioni del paziente, possono essere necessarie l'ossigenoterapia e la ventilazione meccanica in caso di grave alterazione dello stato mentale o di ipossia non compensata. Parimenti, la leucostasi controindica la trasfusione di globuli rossi concentrati, in quanto quest'ultima potrebbe peggiorare le condizioni del paziente.