Corpus Tibullianum

Corpus Tibullianum
Titolo originaleCorpus Tibullianum
Incipit dell'opera in un manoscritto del XV secolo
AutoreTibullo, Sulpicia, anonimi
1ª ed. originaleI secolo a.C.
Editio princepsVenezia, Vindelino da Spira, 1472
Generepoesia
Sottogenereerotico
Lingua originalelatino

Corpus Tibullianum è il termine con cui si identifica l'insieme delle opere di Tibullo e di altri poeti del cosiddetto "circolo di Messalla". Questa raccolta di elegie ed epigrammi risale al I secolo a.C. ed è di grande importanza per comprendere il clima letterario romano della prima età augustea.

Struttura

I primi due libri contengono le elegie di Tibullo, mentre il terzo contiene componimenti di vari poeti minori, anonimi o coperti da pseudonimi, le cui identità sono impossibili da accertare. Questo libro è definito più specificamente come Appendix Tibulliana, anche se alcuni editori, sulla falsariga di una suddivisione umanistica, considerano come "terzo libro" le sole elegie di Ligdamo, e intitolano "quarto libro" i componimenti successivi, dal Panegirico di Messalla compreso fino alla fine del Corpus.

Libro I

Il libro contiene 10 elegie di Tibullo, pubblicate in vita dell'autore. All'interno del libro, i componimenti non sono disposti in ordine di composizione, ma è comunque possibile stabilire una cronologia relativa. Si tratta di 5 elegie dedicate a Delia, 3 a Marato e 2 elegie isolate (un elogio di Messalla e un poema contro la guerra).

Libro II

Il libro contiene 6 elegie di Tibullo. A differenza del I libro, qui i componimenti sono disposti in ordine cronologico, anche se il libro appare incompiuto alla fine e probabilmente non riuscì a ricevere un'ultima mano dal suo autore.

Libro III

Il libro include 6 elegie dell'ignoto Ligdamo, molto probabilmente uno pseudonimo, di cui è stata proposta l'identificazione con lo stesso Tibullo, o addirittura con un giovane Ovidio: tuttavia l'identità di Ligdamo non è accertabile. Ligdamo è un buon dilettante, che riesce a sviluppare il discorso elegiaco senza scadere nel topico e nel banale, ma senza raggiungere i livelli degli elegiografi maggiori.

Libro IV

Il Panegirico di Messalla, poemetto di modesto valore risalente al 31-30 a.C., è l'unico componimento in esametri dell'intera raccolta, in cui l'ignoto panegirista tesse lodi sperticate di Messalla come condottiero e come oratore.

La raccolta continua con 11 componimenti, suddivisibili in due gruppi, composti rispettivamente cinque da un autore ignoto e sei da Sulpicia. Nei manoscritti si trovano in quest'ordine, benché sia chiaro che la composizione degli elegidia (dal greco, "piccole elegie") di Sulpicia sia precedente ai primi.

Chiudono il Corpus due componimenti generalmente attribuiti a Tibullo, ossia un'elegia e un epigramma ove si affrontano i temi della dichiarazione d'amore e del tradimento.

Temi

La poesia d'amore di Tibullo non nasce dalla passione né da un'autentica esperienza di vita, come in Catullo, ma è frutto della fantasia del poeta. Delia è una figura evanescente, donna tenera e gentile che però è anche incostante, infedele ed altera; l'amore per Nemesi appare invece più sensuale. Il poeta esprime sempre sogni, illusioni, delusioni, desideri, timori del proprio animo. Ad esempio, nella terza elegìa del primo libro, Tibullo, al pensiero della morte, sogna una vita beata nei Campi Elisi, fra danze, canti, canti di uccelli e campi fioriti. All'Averno immagina che vadano i suoi nemici e rivali in amore. Ritorna qui anche il sogno idillico ed elegiaco dell'età dell'oro, più volte ricorrente nella sua produzione lirica.

Note

  1. ↑ "Tibullo", in Storia della letteratura latina, Luciano Perelli, Paravia, Torino, 1969.

Bibliografia

(Per la bibliografia specifica sui primi due libri del Corpus Tibullianum si rimanda alla voce Albio Tibullo)

Voci correlate

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 310212014 · LCCN (EN) n80003113 · GND (DE) 4241483-0 · BNE (ES) XX2205854 (data) · BNF (FR) cb12366908w (data) · J9U (EN, HE) 987007594991205171