Lingua udmurta

Udmurto
удмурт (udmurt)
Parlato inRussia (bandiera) Russia
Regioni  Udmurtia
Tatarstan (bandiera) Tatarstan
  Baschiria
  Perm'
Parlanti
Totale339.800
Altre informazioni
ScritturaAlfabeto cirillico
Tipoagglutinante
Tassonomia
FilogenesiLingue uraliche
 Lingue ugrofinniche
  Lingue finnopermiche
   Lingue permiche
    Udmurto
Statuto ufficiale
Ufficiale in  Udmurtia (Russia (bandiera) Russia)
Codici di classificazione
ISO 639-2udm
ISO 639-3udm (EN)
Glottologudmu1245 (EN)
Linguasphere41-AAE-ac
Diffusione della lingua

La lingua udmurta o udmurto (nome nativo удмурт кыл, udmurt kyl; in russo удмуртский язык, udmurtskij jazyk), chiamata anche votiaco, è una lingua uralica parlata in Russia.

Libro di testo della Lingua udmurta del 1898 in russo

Distribuzione geografica

Secondo l'edizione 2013 di Ethnologue, nel 2010 furono censiti 324.000 locutori di udmurto in Russia, stanziati principalmente nella repubblica di Udmurtia. Oltre che nella sua repubblica nativa, l'udmurto è storicamente diffuso in Tatarstan, in cui viene anche insegnata a fianco della lingua tatara e del russo. La lingua è parlata inoltre in Baschiria, nella Repubblica dei Mari, nell'Oblast' di Kirov e di Sverdlovsk, così come nel territorio di Perm'. Complessivamente, i locutori sono stimati in 339.800.

Da decenni, come molte altre lingue indigene russe, l'udmurto ha visto un calo costante di locutori. Questo fenomeno si riscontrava già nei censimenti sovietici: alla domanda:" Qual è la vostra lingua madre?" gli udmurti che scelsero la propria lingua furono

Ad oggi tale domanda è stata rimossa dai documenti.

Classificazione

L'udmurto appartiene alle lingue uraliche. Assieme alla lingua komi forma il sottogruppo delle lingue permiche.

Storia

La lingua udmurta venne documentata per la prima volta con certezza nel 1726 da uno scienziato tedesco, Daniel Gottlieb Messerschmidt, durante un suo viaggio da San Pietroburgo alla Siberia. L'uomo passò per l'areale settentrionale degli udmurti e annotò nel suo diario circa 400 parole udmurte. L'alfabeto usato nel diario era quello latino. Nonostante la sua unicità il diario non venne mai pubblicato da Messerschidt e fino al 2001 esso esisteva in un'unica copia scritta a mano La prima vera pubblicazione che parlò dell'udmurto fu composta dal compagno di viaggio svedese di Messerschmidt, Filip Johan von Strahleberg. Questi, tornato in patria, scrisse "Das nord und östliche Theil von Europa und Asia". Nell'opera le parole raccolte in udmurto erano ancora una volta in alfabeto latino.

Nel 1769 una poesia in udmurto fu pubblicata in una raccolta multilingue che aveva come tema la venuta di Caterina la Grande a Kazan. A tale poesia fece seguito nel 1775 la prima vera grammatica scritta dell'udmurto. Questa, al contrario degli scritti di Messerschmidt e von Strahlenberg, venne scritta adoperando il cirillico. Nel cirillico usato mancavano tuttavia le lettere ф, х, щ, ѳ e ѵ. Nelle traduzioni dei Vangeli secondo Marco e Matteo, pubblicati nel 1847-49, la grafia rimarrà la stessa della prima grammatica. Durante il XIX secolo meno di 100 libri furono pubblicati in udmurto, perlopiù testi religiosi e rappresentanti dialetti differenti. Fra questi si contano un'abbecedario per i bambini della regione di Sarapul apparso nel 1882 e una tradizione degli anni '90 del XIX secolo del Siracide.

Nel 1897 un dizionario di udmurto fu pubblicato a Kazan. Questo dizionario conteneva per la prima volta otto lettere specifiche per l'udmurto: ӝ, ӟ, ӧ, ӵ, ӥ, ј e ў.

Un articolo del 1915 chiamato "Voinas' ivor" tuttavia già non usava più né ӥ,ј né ў. Esso presentava tuttavia la lettera ӹ.

Con l'avvento dell'Unione Sovietica le lingue minoritarie russe esperirono un periodo di rinascimento culturale. Molte di esse ottennero una forma scritta per la prima volta, altre videro una standardizzazione dello scritto. Questo periodo viene chiamato korenizacija. Tale momento storico andò dall'inizio degli anni '20 del secolo scorso alla metà degli anni '30. Questa politica era finalizzata all'assorbimento migliore dell'ideologia comunista nelle comunità non-russofone e all'introduzione delle minoranze nelle amministrazioni locali. Questo andava fatto arricchendo quindi le lingue delle varie oblast di tutto un vocabolario tecnico e moderno. Fra tali lingue rientrò anche l'udmurto. Un esempio della politica di quel periodo è il libro di testo di scuola primaria "Выль улон" (Vɨʎ ulon) ovvero "Nuova vita" apparso nel 1925: le prime sei pagine sono interamente dedicate alla propaganda comunista con frasi quali "i soviet hanno il potere" o "i soviet sono il potere". Durante la korenizacija apparvero anche libri che istruivano gli udmurto ad adoperare parole native e non russe o a pronunciare a dovere vocaboli russi in udmurto come la grammatica di Yakovlev del 1927. Ancora la grammatica del 1934 di Skobolev e Ponomarev presenta suggerimenti su come scrivere fatture, credenziali, verbali... in udmurto. Il periodo della korenizacija vide inoltre il tentativo da parte delle autorità sovietiche di abolire l'alfabeto cirillico in favore di quello latino. I linguisti svilupparono una versione adattata a komi e udmurto dell'alfabeto latino, ma se in komi essa prese piede, in udmurto il cirillico seguitò a venire usato. L'udmurto inoltre riuscì in questo periodo a mantenere una lingua letteraria unica, mentre il komi fu suddiviso in permiacco, sirieno e yazva.

La politica della korenizacija fu interrotta improvvisamente a metà anni '30 con l'ascesa di Stalin e le purghe staliniane. Da allora in poi il russo divenne la lingua ufficiale dell'istruzione, delle istituzioni e in pubblico. Tutti i neologismi che i linguisti avevano coniati per le lingue come l'udmurto vennero aboliti. Al loro posto venne implementato un massiccio uso di lessico russo, che fu giudicato l'unica fonte di prestiti utile.

Dopo il crollo del regime comunista la situazione è cambiata ancora. La lingua udmurta è ad oggi co-ufficiale, a fianco del russo, nella repubblica di Udmurtia in base alla costituzione russa del 1994. La legge che stabilisce è ufficialmente entrata in vigore nel 2001. Tuttavia sia la legge che la costituzione citano per primo il russo e solo dopo l'udmurto a simboleggiare la gerarchia linguistica.

Ad oggi si stima che circa un terzo dei bambini udmurti abbia studiato nella propria lingua madre .

Fonologia

Consonanti

In udmurto sono presenti le seguenti consonanti:

Labiale Alveolare Post-
alveolare
(Alveolo-)
palatale
Velare
Nasale m n ɲ ŋ
Plosiva sorda p t tʲ k
sonora b d d̠ʲ|dʲ ɡ
Affricata sorda (t͡s) t͡ʃ t͡ɕ
sonora d͡z d͡ʒ d͡ʑ
Fricativa sorda (f) s ʃ ɕ (x)
sonora v z ʒ ʑ
Approssimante media (w) j
liquida l ʎ
Vibrante r

Le consonanti f, t͡s e x sono presenti in prestiti. Nel caso di w e ŋ invece lo status dipende dai dialetti: w è presente:

Il suono ŋ apparteneva già probabilmente all'inventario fonetico del proto-udmurto. Ad oggi esso tuttavia si è conservato solo in alcuni dialetti periferici e meridionali.

Ad eccezione di ŋ tutta le consonanti possono apparire in posizione iniziale. T' e d' sono comunque rare ad inizio di parola.

Non esistono consonanti doppie in udmurto. La geminazione consonantica può tuttavia avvenire all'incontro fra morfemi spesso come effetto di assimilazione: "адӟыны"(ad͡ʑːˈɨnɨ)= guardare.

L'udmurto distingue fra consonanti normali e palatalizzate così come fra sonore e sorde. Otto consonanti possono venire palatalizzate, nove invece possono apparire sia da sorde che da sonore. Solamente V, J, M e R non vengono né palatalizzate né subiscono desonorizzazioni o sonorizzazione.

Vocali

Il sistema vocalico udmurto si compone di sette fonemi:

Anteriore Centrale Posteriore
Chiusa /i/ и,ӥ /ɨ/ ы /u/ у, ю
Media /e/ е, э /ə/ ö /o/ о, ё
Aperta /a/ а, я

Al contrario di altre lingue uraliche come il finlandese e l'ungherese, in udmurto non è presente l'armonica vocalica.

Accento

L'accento è di tipo quantitativo-dinamico ed è generalmente tronco. Una vocale accentata tende ad assedere 1.5 volte più lunga di una atona. Le sillabe atone non vanno incontro comunque a neutralizzazione vocalica. Eccezioni all'accentazione sull'ultima sono le forme connegative dei verbi: "уд мынӥсыкэ" (ud mɨniɕke) voi non andate. In questo esempio infatti l'accetto cade sulla lettera ы.

Morfofonetica

Alcune radici in udmurto possono sincopare l'ultima vocale (sovente ы) quando prendono una terminazione che comincia a sua volte per vocale. Accanto alla vocale sincopata c'è sempre o una consonante liquida o una nasale: "турын" (turɨn)= fieno diventa "турнаны" (turnanɨ)= falciare; ancora "полыс" (polɨs)= remo si trasforma in "полсаны" (polsanɨ)= remare.

In alcuni temi inoltre si ha l'epitesi di una consonante. Questa consonante riappare nella radice quando viene aggiunta una desinenza che inizia per vocale. Le consonanti interessate da epitesi sono T, M e K. Esempio del fenomeno è: "ин" (in)= cielo, che diventa "инмын" (inmɨn)= nel cielo.

Grammatica

L'udmurto, come varie altre lingue uraliche, possiede un ricco sistema di declinazioni e coniugazioni.

Numeri

I numeri sono due: singolare e plurale. Il singolare è non marcato. La marca del plurale è il suffisso -ос/ -ёс (-os/-jos), cui si aggiungono le terminazioni dei casi invariate. La variante -ёс (-jos) viene usata in caso di tema in consonante: шуръёс (šurjos), ovvero "fiumi", dal sostantivo шур (šur). Una caratteristica della desinenza plurale è che funge anche da suffisso collettivo: мумы (mumɨ)= madre diventa мумыосыз (mumɨosɨz)= madre e i parenti materni.

Casi

Svetlana Edygarova elenca in udmurto 15 casi. Tali casi sono quelli accettati nella lingua standard. Edygarova cita però anche la presenza di un caso consecutivo uscente in -ла (-la) nei dialetti meridionali e di ulteriori casi locativi nei dialetti settentrionali.

La terminazione del plurale precede sempre quella del caso. Le desinenze dei casi inoltre non mutano dal singolare al plurale, se non con rare eccezioni.

L'accusativo presenta due forme distinte al singolare: -эз/ -э (-(j)ez/ -e). La prima è la desinenza usata di default nei sostantivi: валэз (valez)= cavallo (acc.), "изэз" (izez)= pietra (acc.). La terminazione -э viene usata invece solo con alcuni pronomi ed eccezionalmente con alcuni sostantivi: "мон" (mon)= io" diventa "монэ" (mone)= me; anche "морт" (mort)= persona prende la desinenza irregolare "мортэ" (morte)= persona (acc.).

L'accusativo plurale a sua volta possiede due forme: -ты (-tɨ) e -ыз (-ɨz). La prima è propria dei dialetti settentrionali, la seconda invece appare in quelli meridionali. La lingua scritta accetta ambo le forme.

Una categoria chiusa di sostantivi prende invece la desinenza -ын (-ɨn) allo strumentale anziché la terminazione usale in -эн (-en). Esempio di ciò è il sostantivo "ки"(ki)= mano, che esce quindi in "киын (kiɨn)= con la mano, a mano, allo strumentale. La desinenza -ын inoltre è sincretica con il suffisso dell'inessivo plurale.

Medesima situazione dello strumentale presenta l'illativo: -э (-e) sarebbe la desinenza regolare, tuttavia un numero limitato di sostantivi prende la desinenza -ы (-ɨ). Fa parte di questo gruppo il sostantivo "нюлэс" (ɲules)= foresta, che si declina come "нюлэскы" (ɲuleskɨ). Si noti peraltro come il sostantivo нюлес rientri pure nella categoria che va incontro ad epitesi nella declinazione con l'aggiunta di к.

Le terminazioni dei casi sono le seguenti:

SingolarePlurale
Nominativo -ø
-os
Genitivo -len
-os-len
Accusativo -es -e
-os-tɨ/-os-ɨz
Ablativo -leɕ
-os-leɕ
Dativo -lɨ
-os-lɨ
Abessivo -tek
-os-tek
Avverbiale -jɑ
-os-jɑ
Strumentale -en/ -ɨn
-os-ɨn
Inessivo -ɨn/ -n
-os-ɨn
Illativo -e/ -ɨ/ -ø
-os-ɨ
Elativo -ɨɕ-­ ɕ
-os-ɨɕ
Egressivo -­ɨɕen/ -ɕen
-os-ɨɕen
Prolativo -eti/ -­ti
-os-ti
Terminativo -oʑ
-os-oʑ
Approssimativo -lɑɲ
os-­ lɑɲ

Sintassi dei casi

Il nominativo è tipicamente il caso del soggetto. Si adopera inoltre spesso per oggetti partitivi o indefiniti. È usato anche in sintagmi nominali che esprimano un'interezza.

L'accusativo indica l'oggetto diretto del verbo quando completo, noto o animato.

Il genitivo specifica invece il possessore in costruzioni possessive. Esse sostituiscono il verbo avere, che manca in udmurto. Il genitivo appare inoltre come il soggetto di talune costruzioni verbali.

L'ablativo sopperisce in parte alle funzioni tradizionalmente espletate dal genitivo in altre lingue ovvero di caso del complemento di specificazione. Ciò vale tuttavia solo in tandem con oggetto della frase (sia esso al nominativo o all'accusativo). L'ablativo esprime anche la fonte di qualcosa e si presta ad essere il secondo termine di paragone nel comparativo.

Il dativo indica di base l'oggetto indiretto nella frase- ovvero il complemento di termine- oppure l'obiettivo. In aggiunta può essere adoperato per indicare un cambiamento di stato.

L'abessivo ha come funzione principale quella dei complemento di privazione e di esclusione. Si traduce con la preposizione impropria "senza" in italiano.

Il caso avverbiale forma espressioni di modo e relazioni. Può essere usato anche per indicare una specializzazione o uno scopo.

Lo strumentale ha invece funzioni assai variegate. Di base indica il complemento di mezzo o strumento, ma esprime anche il complemento di modo e maniera. Si adopera inoltre nel predicativo dell'oggetto e per sottolineare la vicinanza fra soggetti multipli. Così come l'ablativo può formare inoltre sintagmi nominali.

L'inessivo indica principalmente lo stato in luogo.

L'elativo si usa in massima parte per il complemento di moto da luogo e per quello d'origine o provenienza. Può esprimere tuttavia anche il complemento di materia e sottolineare un'affiliazione.

L'illativo è il caso del moto a luogo. Esso può avere anche sfumature temporali.

L'egressivo indica il punto di inizio di un'azione. Rappresenta quindi un complemento di moto da luogo.

Il terminativo è il corrispettivo dell'egressivo: indica quindi il moto fino ad un punto.

Il caso prolativo copre le funzioni del moto per luogo. Esso può inoltre specificare l'impatto di una parte su un tutto.

Il caso approssimativo indica un moto verso un luogo. Tale caso è oggi improduttivo e si può sostituire con la posposizione "пала" (pala).

Suffissi possessivi

Al contrario delle lingue indoeuropee, in cui il possesso è sovente espresso da un pronome al genitivo o da un aggettivo possessivo, l'udmurto utilizza i suffissi possessivi. Nei suffissi posssessivi esistono differenze su dove esso vada piazzato (se prima o dopo la desinenza del caso), o a seconda che il possessore sia singolare e il posseduto plurale o l'inverso. L'udmurto distingue inoltre fra possessi alienabile ed inalienabile, almeno al singolare.

Al singolare il suffisso possessivo precede la desinenza del caso nei casi:

Nei rimanenti casi la marca del caso viene prima del suffisso possessivo. Al plurale invece prima di tutto viene la desinenza ос/-ёс (-os/ -jos), dunque nei medesimi casi del singolare o il suffisso possessivo o la terminazione del caso. Il nominativo, non avendo una desinenza propria, esula da questa questa categoria.

Pronomi

I pronomi personali in udmurto si declinano in base a numero e caso per tre persone. Essi mancano tuttavia dei casi locativi (inessivo, elativo, illativo, transitivo, terminativo ed egressivo). Questi pronomi inoltre presentano un suppletivismo nei temi della prima e della seconda persona singolare.

Alla prima persona singolare il pronome è "мон" (mon), ma al genitivo, ablativo e dativo la radice è "мын-" (mɨn-). Il plurale è invece мн (mi), che al genitivo, ablativo, dativo, accusativo e strumentale amplia la radice in "мнлем-" (miʎem-).

La seconda persona singolare è al nominativo "тон" (ton). Anche questo pronome ha una forma irregolare per genitivo, ablativo e dativo: "тын-" (tɨn-). Il plurale è invece "тӥ"(ti), che presenta irregolarità nei medesimi casi della prima plurale e usando il tema "тӥль-" (tiʎ-).

La terza persona "со" (so) è al contrario in tutto e per tutto regolare. Al plurale essa prende la desinenza -ос diventando "соос" (soos) e si declina come un sostantivo.

Pronomi personali
Prima singolareSeconda singolareTerza singolarePrima pluraleSeconda pluraleTerza plurale
Nominativo мон (mon) тон (ton) со (ton) ми (mi) тӥ (ti) соос (soos)
Genitivo мынам (mɨnam) тынад (tɨnad) солэн (solen) милям (miʎam) тӥляд (tiʎad) соослэн (sooslen)
Accusativo монэ (mone) тонэ (tone) сое (soje) мнлемыз/ милемды (miʎemɨz/ miʎemdɨ) тӥледыз/ тӥледы (tiʎedɨz/ tiʎedɨ) соосыз (sooslɨz)
Ablativo мынэсьтым (mɨneɕtɨm) тынэсьтыд (tɨneɕtɨd) солэсь (soleɕ) милесьтым (miʎeɕtɨm тӥлесьтыд (tiʎeɕtɨd) соослэсь (soosleɕ)
Dativo мыным (mɨnɨm тыныд (tɨnɨd) солы (solɨ) милем(лы) (miʎem-lɨ) тӥлед(лы) (tiʎed-lɨ) соослы (sooslɨ)
Abessivo монтэк (montek) тонтэк (tontek) сотэк (sotek) митэк (mitek) тӥтэк (titek) соостэк (soostek)
Avverbiale монъя (monja) тонъя (tonja) соя (soja) мия (mija) тӥя (tija) соосъя (soosja
Strumentale монэн(ым) (monen-ɨm) тонэн(ыд) (tonen-ɨd) соин (sojn милемын/ миленымы (miʎemɨn/ miʎemɨnɨmɨ) тӥледын/ тӥледыны (tiʎedɨn/ tiʎedɨnɨ) соосын (sooslɨn)
Approssimativo монлань (monlaɲ) тонлань (tonlaɲ) солань (solaɲ) милань (milaɲ) тӥлань (tilaɲ) соослань (sooslaɲ)

Numerali

I numerali, in quanto aggettivi, quando usati in funzione attributiva, non vengono declinati. In udmurto i numerali sono inoltre generalmente seguiti da un sostantivo o un verbo al singolare, di rado al plurale :

I numeri cardinali dall'uno al sette compreso sono di derivazione finno-ugrica; l'otto e il nove rappresentano invece un'innovazione delle lingue permiche (in komi permiacco si ha "кыкямыс" per "otto"); il dieci infine è un antico prestito indoiranico (si compari "дӕс" dell'osseto).

Le decine dal quaranta al novanta compresi sono formate dal numero corrispondente assieme al suffisso -дон (-don) :

La parola per "cento" è "сю" (ɕu). Essa è un antico prestito indoiranico. La radice trova riscontro, fra gli altri, anche nel finnico "sata", nel moksha "сяда" (s'ada), nell'ungherese "szász" e nel khanty orientale "сот" (sot). La parola udmurta per "mille"- ovvero "сюрс" (ˈɕurs)- è sua volta un prestito indoiranico .

I numeri ordinali invece di formano regolarmente con l'aggiunta del suffisso "-етӥ" (-jeti): "куинь" (kuiɲ)= tre diventa "куинетӥ" (kuiɲeti)= terzo. L'aggettivo "primo" è irregolare: "нырысетӥ" (nɨrɨɕeti). In caso di numeri composti comunque il regolare "одӥгетӥ" (odigeti) è usato come in "куамын одӥгетӥ" (kuamɨn odigeti)= trentunesimo.

Lessico

L'udmurto è una lingua uralica perciò il lessico più antico lo condivide con le lingue cugine uraliche. Il più alto grado di affinità si ha con le altre lingue permiche (siriena e permiacca), così come con il mari. Ciò si deve alla vicinanza secolare nel bacino del Volga e alle vicende storiche condivise fra queste lingue nella Russia europea. Forti somiglianze si hanno tuttavia anche con i mordvini e i finnici del Baltico.

Il lessico uralico può essere parzialmente suddiviso in questo modo:

Radici uraliche
Proto-uralicoUdmurtoKomiMariMokshaFinlandeseUnghereseKhanty
Abete rosso: *kowse кыз (kɨz) коз (koz) кож (koʒ) куз (kuz) kuusi ø хөԓ (xɵːɬ), ӄө̆ԓ (qoɬ), хут (hut)
Albero: *puwe пу (pu) пу (pu) пу (pu) ø puu fa ø
Pado: *d'ëme льӧм (ʎɘm) льӧм (ʎɘm) ломбо (lombo) лайме (lajme) tuomi ø йом (jom), юм (jum)
Ape: *mekše муш (muʃ) малямуш (maʎamuʃ) мӱкш (mykʃ) меш (meʃ) mehiläinen méh ø
Nido: *pesä пуз (puz) поз (poz) пыжаш (pɨʒaʃ) пиза (piza) pesä fészek пит (pit), пӛл (pjəl)
Scaglia di pesce: *śëme сьӧм (ɕɘm) сьӧм (ɕɘm) шӱм (ʃym) сяв (s'æv) suomu ø сом (som), сам (sam)
Topo: *šiŋere шыр (ʃɨr) шыр (ʃɨr) ø шеер (ʃejer) hiiri egér лэӈкәр (leŋkər), лӓӈкәр (lɛŋkər), тэнгкыр (teŋɨr)
Acqua: *wete ву (vu) ва (va) вӱд (vüt) ведь (vʲedʲ) vesi víz ø
Cielo, dio: *ilma ин (in) ен (jen) юмо (jumo) ø ilma ø еԓәм (jełəm), итәм (itəm)
Ghiaccio: *jäŋe йӧ (jɘ) йи (ji) ий (ij) эй (ej) jää jég йиӈк (jiŋk), йәӈк (jəŋk)
Inverno: *tälwä тол (tol) тӧв (tɘv) теле (tel'e) тяла (t'ala) talvi tél тӑԓ (taɬ), тӱԓәӽ (tʉɬəɣ), тәты (tɘtɨ)
Lago: *towe ты (tɨ) ты (tɨ) ø ø ø tó төɣ (tøɣ), тов (tow)
Neve: *lome лымы (lɨmɨ) лым (lɨm) лум (lum) лов (lov) lumi ø ø
Terra: *mëxe му (mu) му (mu) мӱнӧ (münö) мастор (mastor) maa ø мўв (muβ), мәӽ (məɣ)
Freccia: *ńële ньӧл (ɲɘl) ньӧв (ɲɘv) нӧлӧ (nölö) нал (nal) nuoli nyíl њоԓ (nʲɔːɬ), нял (njal)
Brodo: *läme лым (lɨm) ø лем (lem) лям (l'am) liemi lé ø
Burro, grasso: *waje вӧй (vɘj) вый (vɨj) ӱй (üj) вай (vai) voi vaj вуй (vuj), вој (voj)
Corda, cinghia: *käwde кал (kal) кӧв (kɘv) ø ø köysi ø кэԓ (keł), кет (kjet)
Tenda, capanna: *kota корка (korka) керку (kerku) кудо (kudo) куд (kud) kota ház ӄот (qɒːt), хат (hat)
Cognata: *kälew калн (kaʎi) кев (kev) ø кел (kel) käly ø ø
Figlio/ ragazzo: *pojka пи (pi) пи (pi) пӱерге (püjerge) ø poika fiú/ fia пӑг (pag)
Dente: *piŋe пинь (piɲ) пинь (piɲ) пӱй (püj) пей (pej) pii fog пєӈк (peŋk), пӓӈк (pεnk)
Fegato: mëksa мус (mus) мус (mus) мокш (mokʃ) макса (maksa) maksa máj мухәԓ (muhəł), мувәԓ (muwəł), мухәт (muhət)
Intestino: *śale сюл (ɕul) сюв (ɕuv) шоло (ʃolo) сюла (ɕula) suoli szál сол (sol)
Lingua: *käle кыл (kɨl) кыв (kɨv) ø кяль (k'æl') kieli ø кӧԓ (kɵɬ), кэԓ (keł)
Mano: *käte ки (ki) ки (ki) кид (kit) кядь (kædʲ) käsi kéz кӧт (kɵt), кет (kjet)
Midollo: *wideme вим вем вем ø ydin velő вэԓәм (wełəm), вэтым (wetɨm)
Occhio: *ćilmä син (ɕin) син (ɕin) шинча (ʃiɲt͡ɕɑ) сельме (s'el'm'æ) silmä szem сєм (sεm), сӓм (sεm)
Osso: *luwe лы (lɨ) лы (lɨ) лу (lu) ловажа (lovaža) luu láb ԓө̆в (łø̆w)
Sangue: *were вир (vir) вир (vir) вӱр (vür) вер (ver) veri vér вўр (wŭr), вәр (βər)
Unghia: *künče гижы (ɡiʒɨ) гыж (ɡɨʒ) кӱч (kyt͡ɕ) кенже (kenʒe) kynsi köröm кўнш (kŭnš), кӱнҷ (künt̠ʃ)
Vena, tendine: *sëne сӧн (sɘn) сӧн (sɘn) шӱн (ʃün) сан (san) suoni ín ԓон (łon), тон (ton)
Nuovo: *wuďe выль (vɨʎ) выль (vɨʎ) у (u) од (od) uusi új ø
Uno: *ükte одӥг (odig) ӧтик (ɘcik) ик (ik) фкя (fʲkʲæ) yksi ø ø
Due: *kakta кык (kɨk) кык (kɨk) кок (kok) кафта (kafta) kaksi két кӑт (kat), катӽән (kɐːtɣən), катән (katən)
Tre: *kolme куинь (kuiɲ) куим (kujm) кум (kum) колма (kolma) kolme három хөԓәм (xɵɬəm), ӄөԓәм (qoːɬəm), хутым (hutɨm)
Quattro: *neljä ньыль (ɲɨʎ) нёль (ɲoʎ) ныл (nəl) ниле (nʲilʲæ) neljä négy њӑԓ (nʲaɬ), њәԓә (nʲəɬə), ньәтә (nʲətə)
Cinque: *witte вить (vic) вит (vit) вич (βit͡ɕ) вете (vete) viisi öt вэт (βeːt), вӓт (βɛt)
Sei: *kutte куать (kuac) квайт (kvajt) куд (kud) кота (kota) kuusi hat хөт (xɵt), ӄут (quːt)
Io: *minä мон (mon) ме (me) мый (məj) мон (mon) minä én (?) ма (ma), ман (man)
Tu: *tinä тон (ton) тэ (te) тый (təj) тон (ton) sinä te ø
Egli/ella/esso/essa: *sᴕ̈ со (so) сы (sɨ) ø сон (son) hän ő ԓўв (ɬuβ), тув (tuw)
Noi: *me ми (mi) ми (mi) ме (me) минь (mʲinʲ) me mi мўӈ (muŋ), мәӈ (məŋ)
Voi: *te тӥ (ti) ті (ti) те (te) тинь (tʲinʲ) te ti ø
Che cosa: *mi ма (ma) мый (mɨi) мо (mo) мезе (mezʲæ) mikä mi ø
Chi: *ki кин (kin) кин (kin) кӧ (kö) кие (kʲijæ) ken, kuka ki ø
Sentire: *kuwle- кылыны (kɨlɨnɨ) кывны (kɨvnɨ) колаш (kolɑʃ) кулемс (kul'əms) kuulla hall ø
Morire: *kale- кулыны (kulɨnɨ) кувны (kuvnɨ) колаш (kolɑʃ) куломс (kuloms) kuolla hal хӑԓты (hăłty), ӄәлата (qəlata)
Andare: *mene- мыныны (mɨnɨnɨ) мунны (munnɨ) мияш (mijɑʃ) ø mennä megy мӑнты (mantɨ), мәнта (məntɐː)
Mangiare: *sewe сиыны (ɕiɨnɨ) сёйны (ɕojnɨ) ø снвомс (s'ivoms) syödä eszik ԓита (łita), тевәм (t'evǝm)
Sotto: ëla ул (ul) ув (uv) ӱлан (ülan) ала (ala) ala al ыл (ɨl), ил (il)

D'altro canto gli udmurti hanno vissuto per secoli fianco a fianco con popolazioni turciche quali ciuvasci, tatari e baschiri. Specialmente nei dialetti meridionali le influenze sono state importanti. Ciò ha lasciato nell'udmurto una lunga serie di parole di origine turcica.

Prestiti turcichi
Proto-turcoUdmurtoTataroBaschiroCiuvascioTurco
Sorella maggiore: *apa апай (apaj) апа (apa) апай (apaj) аппа (appa) abla
Libero, vuoto: *bolᶴ буш (buʃ) буш (buʃ) буш (boʂ) пушӑ (puš̬ă) boş
Frutta: *yẹ̄miĺč емыш (jεmɨʃ) йимеш (yimeʃ) емеш (jɪ̞mɪ̞ʃ) ҫимӗҫ (śimĕś) yemiş
Fiore: *čeček сяська (ɕaɕka) чәчәк (çæçæk) сәскә (sæskæ) ҫеҫке (śeśke) çiçek
Perla: *yinčü инӟы (iɲd͡ʑɨ) энҗе (endʒe) ынйы (ɨnjɨ) ӗнчӗ (ĕnč̬ĕ) inci
Mela: *alma улмо (ulmo) алма (alma) алма (alma) улма (ulma) elma
Autorità, indipendenza: *erk эрик (erik) ирек (irek) ирек (irɪ̞k) ирӗк (irĕk) erk

Attraverso tataro e baschiro, lingue di popoli storicamente musulmani, sono entrate inoltre diverse parole persiane e arabe quali:

Sistema di scrittura

Per la scrittura viene prevalentemente usato l'alfabeto cirillico. Durante il periodo di latinizzazione nell'Unione Sovietica, fra gli anni '20 e '30 del novecento, fu sviluppato un sistema di scrittura fondato sull'alfabeto latino. Tale sistema ebbe tuttavia vita breve, rimpiazzato dal cirillico. Partendo dai principi ortografici del russo furono implementate cinque lettere precipue per l'udmurto: ӝ (d͡ʒ), ӟ (d͡ʑ), ӧ (ə), ӵ (t͡ʃ), ӥ (i). La lettera ӥ fu introdotta come controparte non palatalizzante di и. Ӥ infatti previene la palatalizzazione della consonante che la precede: нӥ (ni) invece di ни (n'i).

Note

  1. ↑ Fiorenzo Toso, III. Paesi esterni all'Unione europea, in Lingue d'Europa: la pluralità linguistica dei Paesi europei fra passato e presente, Baldini Castoldi Dalai, 2006, p. 468, ISBN 88-8490-884-1.
  2. ↑ Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti (a cura di), Le radici prime dell'Europa, Bruno Mondadori, 2001.
  3. ↑ (FI) Jölgin (Jevgeni) Tsypanov, Permiläisten kielten nykytila, in Jussi Ylikoski (a cura di), Suomalais-ugrilaisen seuran toimituksia, The Quasquicentennial of the Finno-Ugrian Society, Helsinki, 01/09/2009, ISSN 3087-9647 (WC · ACNP).
  4. ↑ (EN) Adelina Shaidullina, Extended Cyrillic: Udmurt [Cirillico esteso: udmurto], su Journal, 19/09/2024.
  5. ↑ (EN) Sirkka Saarinen, What Brings the Udmurt Material of Fenno-Ugrica for Linguists? [Cosa apporta il materiale udmurto di Fenno-Ugrica ai linguisti?], su Fenno-Ugrica, Jussi Pekka Hakkarainen, 18.07.2014.
  6. ↑ (EN) Svetlana Edygarova, The Udmurt language between 1920 and 1950 (PDF), in Finnisch-Ugrische Mitteilungen, Helsinki, Helmut Buske Verlag, 01/12/2022, pp. 93-98.
  7. ↑ (EN) Konstantin Zamyatin, 5, in Marianne Bakró-Nagy, Johanna Laakso e Elena Skribnik, The Oxford Guide to the Uralic Languages, online, Oxford, Oxford Academics, 2022.
  8. ↑ (EN) Sándor Czúcs, 9, in Daniel Mario Abondolo, The Uralic Languages, a cura di Daniel Mario Abondolo, Londra, Routledge, 1998, pp. 279-280, ISBN 0-415-08198-X.
  9. 1 2 3 4 Le lettere е, ю, ё, я sono iotate e palatalizzano la consonante precedente.
  10. 1 2 (EN) Svetlana Edygarova, 27, in Marianne Bakró-Nagy, Johanna Laakso e Elena Skribnik, The Oxford Guide to the Uralic Languages, online, Oxford, Oxford Academics, 2022.
  11. ↑ (EN) Sándor Czúcs, 9, in Daniel Mario Abondolo, The Uralic Languages, a cura di Daniel Mario Abondolo, Londra poi, Routledge, 1998, p. 286, ISBN 0-415-08198-X.
  12. ↑ (EN) Reconstruction:Proto-Uralic/śëta [Ricostruzione: Proto-uralico /śëta], su Wiktionary.
  13. ↑ (EN) Reconstruction:Proto-Permic/śurs [Ricostruzione: Proto-uralico /śurs], su Wiktionary.
  14. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Dialetto di Kazym
  15. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 Dialetto di Surgut
  16. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 Dialetto di Konda
  17. 1 2 3 4 5 6 7 Dialetto di Vakh
  18. 1 2 in khanty la radice è venuta a significare "acqua"
  19. ↑ Dialetto del medio Ob
  20. 1 2 nelle lingue permiche la radice è venuta a significare "cervello"
  21. ↑ in mari la radice significa sia "cervello" che "midollo"
  22. ↑ (EN) Udmurt terms derived from Persian [Termini udmurti derivati dal persiano], su Wiktionary.org.
  23. ↑ (EN) Sándor Czúcs, 9, in Daniel Mario Abondolo, The Uralic Languages, a cura di Daniel Mario Abondolo, Londra, Routledge, 1998, p. 278, ISBN 0-415-08198-X.

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Controllo di autoritàThesaurus BNCF 227 · LCCN (EN) sh85139255 · GND (DE) 4120372-0 · BNF (FR) cb11956939v (data) · J9U (EN, HE) 987007558580205171 · NDL (EN, JA) 00560912