| Ludwik Idzikowski | |
|---|---|
| Soprannome | "Lulas" |
| Nascita | Varsavia, 24 agosto 1891 |
| Morte | Graciosa , 13 luglio 1929 |
| Cause della morte | Incidente aereo |
| Luogo di sepoltura | Cimitero Powązki |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Esercito imperiale russo Esercito Polacco |
| Arma | Siły Powietrzne |
| Corpo | Imperatorskij voenno-vozdušnyj flot |
| Anni di servizio | 1915-1929 |
| Grado | maggiore |
| Guerre | Prima guerra mondiale Guerra polacco-ucraina Guerra sovietico-polacca |
| Campagne | Fronte orientale (1914-1918) |
| Battaglie | Battaglia di Leopoli (1918-1919) |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Ludwik Idzikowski | |
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Ludwik Idzikowski (Varsavia, 24 agosto 1891 – Graciosa, 13 luglio 1929) è stato un militare e aviatore polacco, insignito della Croce d'argento dell'Ordine Virtuti militari n.8095.
Nacque a Varsavia il 24 agosto 1891. Frequentò la Scuola Commerciale dell'Assemblea dei Mercanti e si diplomò nel 1912 al Ginnasio del Corpo dei Cadetti militari "Alexander Suvorov" in Russia. Si iscrisse poi alla Facoltà di Ingegneria mineraria del Politecnico di Liegi, in Belgio, dove studiò fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Nel luglio del 1915, fu arruolato nell'esercito imperiale russo e assegnato all'aeronautica della 2ª Armata.
All'inizio del 1916 fu inviato alla Scuola di aviazione di Sebastopoli, dove, dopo sei mesi di addestramento, divenne pilota militare. Giunto al fronte, fu assegnato al XVI Corpo d'armata, raggiungendo presto il grado di alfiere. Le sue doti di pilota erano già evidenti. Per le sue azioni in volo, gli furono conferite l'Ordine di San Stanislao con spade e la Croce dell'Ordine di San Giorgio, di IV e III grado. Promosso sottotenente, dopo la Rivoluzione d'ottobre in Russia, tornò a Varsavia, e il 1 novembre si arruolò nel neo costituito esercito polacco.
Nel novembre 1918, si unì al neonato esercito polacco con il grado di sottotenente. Come pilota, fu assegnato a Leopoli il 9 novembre 1918, dove iniziò le missioni di combattimento in difesa della città, e dei confini orientali. A dicembre, tornò brevemente a Varsavia, e lì, insieme ad altri 35 piloti, prestò il primo giuramento di fedeltà alla Repubblica di Polonia il 16 dicembre, presso il campo di Mokotowskie a Varsavia. Dopo il ritorno a Leopoli, prestò servizio come pilota nella 7 Eskadra Myśliwska (caccia), composta principalmente da personale americano, e poi nella 6 Eskadra Wywiadowcza (ricognizione). Durante i combattimenti si dimostrò un pilota particolarmente abile, come testimoniano i numerosi elogi ricevuti da colleghi e superiori. Il 1° settembre 1920 fu promosso al grado di tenente e assegnato al 3° Parco aereo mobile, e successivamente alla 14 Eskadra Wywiadowcza.
Nel novembre 1921, fu trasferito alla Scuola superiore di pilotaggio di Grudziądz, dove fu istruttore, comandante di squadriglia e poi vice comandante della scuola. Il 13 giugno 1922 fu promosso capitano. Nel novembre 1923 divenne comandante della 3 Eskadra Wywiadowcza. Nel 1924 passò al 1° Reggimento aereo di Varsavia. Poi, per diversi mesi, prestò servizio nel Dipartimento dell'Aviazione del Ministero degli Affari Militari, dopodiché tornò a volare nel 1° Reggimento aereo a Varsavia. Nell'agosto 1925 divenne comandante della 11 Eskadra Liniowa, e nell'autunno del 1926 fu nominato comandante della I Dywizjonu lotniczego.
Il 24 aprile 1926 fu trasferito alla Missione polacca per gli acquisti militari in Francia per un periodo di quattro mesi. Collaudò in volo gli aerei francesi acquistati dalla Polonia. Il 18 febbraio 1928 fu promosso maggiore con anzianità dal 1° gennaio 1928 e ottavo grado nel Corpo degli ufficiali dell'aeronautica. Durante questo periodo prestò servizio presso l'Istituto di ricerca tecnica aeronautica (Instytucie Badań Technicznych Lotnictwa), rimanendo nel registro degli ufficiali dell'aeronautica.
Mentre si trovava in Francia, propose un piano per effettuare il primo volo transatlantico in aereo, affrontando la difficile rotta verso ovest, controvento. Fino ad allora, tali tentativi si erano rivelati infruttuosi e l'Atlantico era stato attraversato solo verso est.. A causa della mancanza di interesse da parte delle autorità militari polacche, organizzò il volo autonomamente, utilizzando un aereo francese preso in prestito da una fabbrica, con un navigatore francese. Il capo del Dipartimento di Aeronautica del Ministero degli Affari Militari, il colonnello Ludomił Rayski, negò comunque l'autorizzazione al volo. Tuttavia, grazie all'interesse della stampa per i suoi piani, le autorità statali e militari polacche accolsero con favore l'idea di un volo transatlantico e, a tal fine, fu acquistato in Francia un aereo Amiot 123BN di nuova concezione, una variante del bombardiere Amiot 122, a cui fu dato il nome di "Marszałek Piłsudski". Lui e il maggiore Kazimierz Kubala, in qualità di navigatore, furono incaricati di tentare il volo. Il primo tentativo ebbe luogo il 3 agosto 1928 , alle 04:45 del mattino, dall'aeroporto di Le Bourget, vicino a Parigi. Tuttavia, dopo aver percorso circa 3.200 km sull'oceano, prima di raggiungere la metà del tragitto, l'equipaggio notò un calo del livello dell'olio motore, segno di una rottura del serbatoio. I piloti polacchi decisero quindi di tornare in Europa. Dopo 31 ore di volo, con il sistema ormai a secco di olio, decise di ammarare vicino alla nave tedesca Samos, a circa 70 km dalla costa spagnola. I marinai soccorsero l'equipaggio e recuperarono l'aereo, che tuttavia aveva subito danni ingenti. Aviatori ed aereo vennero trasportati al porto di Leixöes, vicino a Porto, in Portogallo.
I due aviatori tentarono comunque di attraversare l'Atlantico un anno dopo. A tale scopo, grazie ai contributi della comunità polacco-americana, acquistarono un secondo Amiot 123, equipaggiato con un motore più potente e altri piccoli miglioramenti. L'aereo fu inizialmente chiamato "Orzeł Biały", ma poi riprese il nome di "Marszałek Piłsudski". Decollarono per il loro volo successivo il 13 luglio 1929, alle 03:45 del mattino, dall'aeroporto di Le Bourget. Dopo aver percorso 2.140 km sull'oceano, il motore dell'aereo iniziò a rallentare e a emettere un rumore di ticchettio. L'equipaggio decise di atterrare sull'isola di Faial, nelle Azzorre.
Iniziò a scaricare carburante,, il che avrebbe potuto causare un incendio in caso di atterraggio di emergenza. A causa del funzionamento irregolare del propulsore, intorno alle 21:00 (le 19:00 ora locale), decise di atterrare sull'isola rocciosa di Graciosa, 50 km più vicina. I piloti arrivarono sull'isola in serata, mentre stava scendendo il buio. Il pilota sorvolò l'isola due volte, alla ricerca di un luogo adatto all'atterraggio; tra montagne e colline, trovò un lembo di terra e atterrò con l'aereo in un campo chiamato Brasiliera, tra le città di Santa Cruz de Graciosa e Guadalupe.
Durante un atterraggio di emergenza in un campo, l'aereo urtò un terrapieno roccioso non visto e si capovolse. I piloti intrappolati poterono contare solo sull'aiuto della popolazione locale, che trassero subito in salvo dall'aereo Kubala, ma non riuscirono a liberare lui, privo di sensi, dalle cinghie di sicurezza. Faceva sempre più buio e ,probabilmente, uno dei residenti si avvicinò all'aereo con una fiamma per illuminare il luogo dell'incidente, tentando nuovamente di liberare il pilota. Sfortunatamente, i vapori di carburante che si sprigionavano dall'aereo si incendiarono e il velivolo prese fuoco. Intrappolato nelle cinture di sicurezza del suo aereo, bruciò insieme al velivolo. La causa del guasto al motore risultò essere un cuscinetto del riduttore danneggiato.
Il primo funerale del maggiore Idzikowski si tenne il 14 luglio in una chiesa locale. La cerimonia, accompagnata da una guardia d'onore e da un'orchestra, fu finanziata dal governo portoghese. La bara del pilota era avvolta nelle bandiere polacca e portoghese. Il corpo del pilota fu caricato, il 15 luglio, a bordo dalla nave scuola polacca Iskra, che si trovava lì in quel momento, e portato in Polonia il 17 agosto, sbarcato al porto di Gdynia. Trasferito a Varsavia, il suo funerale ebbe luogo presso la Chiesa della Guarnigione in via Długa il 19 agosto 1929, e poi il suo corpo fu sepolto, nel cimitero Powązki]] a Varsavia (tomba 77-2-1/2), con tutti gli onori militari.