Luigi Verde

Luigi Verde
NascitaBosco Marengo, 16 luglio 1816
MorteMare Adriatico, 20 luglio 1866
Dati militari
Paese servito Stato sabaudo
Regno di Sardegna (bandiera) Regno di Sardegna
Italia (bandiera) Regno d'Italia
Forza armata Marina Sarda
Regia Marina
Anni di servizio1842-1866
GradoAmmiraglio ispettore capo
Guerre
Battaglie
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Luigi Verde (Bosco Marengo, 16 luglio 1816 – Mare Adriatico, 20 luglio 1866) è stato un medico e militare italiana. Ufficiale ammiraglio medico, fu il primo Ispettore e Capo del Corpo Sanitario della neonata Regia Marina. È ricordato storicamente per aver organizzato e allestito la prima nave ospedale militare italiana, il piroscafo Washington, e per aver perso la vita nel tragico affondamento della pirofregata corazzata Re d'Italia durante la battaglia di Lissa.

Biografia

Primi anni e l'ingresso nella Marina Sarda

Luigi Verde nacque il 16 luglio 1816 a Bosco Marengo (nell'odierna provincia di Alessandria), figlio di Pietro e Isabella Zanetti, entrambi appartenenti a famiglie agiate del luogo. Intraprese fin da giovane gli studi di medicina: nel luglio del 1831 ottenne il baccellierato in chirurgia, che all'epoca costituiva il primo gradino per il conseguimento della laurea, e successivamente si laureò in Medicina nel maggio del 1839.

Pochi anni dopo, il 16 febbraio 1842, scelse di arruolarsi nella Real Marina del Regno di Sardegna con la qualifica di Chirurgo Supplente provvisorio. I suoi primi imbarchi lo portarono ad affrontare complesse e lunghe navigazioni oceaniche. Il 4 aprile 1842 fu assegnato alla corvetta Euridice, diretta in America meridionale per proteggere gli interessi e le colonie commerciali liguri, stazionando nei porti di Rio de Janeiro e Montevideo. Lasciò l'unità il 7 gennaio 1844 per essere trasferito a Buenos Aires a bordo del brigantino a vela Eridano, comandato dal conte Carlo Pellion di Persano, con il quale intraprese una lunga e impegnativa crociera esplorativa nell'Oceano Pacifico.

Queste importanti esperienze in mare aperto, vissute in spazi limitati e lontano dalle strutture ospedaliere di terra, lo resero un medico molto preparato e un profondo studioso delle patologie tipiche della gente di mare, quali lo scorbuto, le avitaminosi e il tifo.

Dalla Guerra di Crimea all'Unità d'Italia

Nel corso degli anni '50 dell'Ottocento, Verde prese parte alla guerra di Crimea prestando servizio sulla pirofregata Costituzione. Il 20 febbraio 1855 sbarcò dalla nave per essere destinato a nuovi e più alti incarichi organizzativi, che lo portarono a diventare, dopo la guerra, il Capo del Corpo Sanitario della marina sabauda.

Con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861 e la conseguente formazione della Regia Marina (la quale unificava le flotte degli stati preunitari), Luigi Verde venne confermato ai vertici della sanità militare marittima, divenendo il primo Ispettore Capo del neonato Corpo Sanitario.

La prima nave ospedale e la morte a Lissa

Nell'imminenza dello scoppio della terza guerra d'indipendenza italiana, Luigi Verde comprese la necessità strategica di dotare la flotta di mezzi di soccorso avanzati che seguissero le unità da guerra. Per sua iniziativa, nel 1866 venne trasformato e allestito il piroscafo Washington, che divenne a tutti gli effetti la prima nave ospedale della Marina militare italiana.

Durante il conflitto, l'Ispettore seguì in prima persona le operazioni nel Mare Adriatico imbarcandosi sulla nave ammiraglia della flotta italiana, la pirofregata corazzata Re d'Italia. Il 20 luglio 1866, nel pieno della tragica battaglia di Lissa contro la flotta dell'Impero austriaco, l'unità venne speronata violentemente dalla corazzata austriaca Erzherzog Ferdinand Max. La nave affondò rapidamente portando con sé gran parte dell'equipaggio, compreso lo stesso Luigi Verde, che trovò così la morte in mare.

Voci correlate

Note

  1. 1 2 3 Luigi Verde (16.7.1816, Bosco Marengo (AL) – Mare, 20.7.1866), su La voce del marinaio.
  2. 1 2 3 Storia del Corpo Sanitario, su Marina Militare - Ministero della Difesa.
  3. ↑ Mare Nostrum Rapallo - Agosto 2020, su Mare Nostrum Rapallo.

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