Luzzago

Luzzago
Patientia et abstinentia
Blasonatura: D'oro a due fasce: la prima di rosso, sostenente un'aquila di nero, la seconda di nero, accostata da tre gambi di verze, di verde, due e uno.
TitoliConti
FondatoreVerzerio
Data di fondazione981
EtniaGermanica

I Luzzago sono una nobile famiglia bresciana di origine longobarda, il cui fondatore fu probabilmente Verzerio (X secolo) della casata dei conti d'Altafoglia originari della città di Costanza.

Storia

Le origini di questa famiglia sono molto antiche e risalgono all'epoca longobarda. I Luzzago deriverebbero da un ramo dei conti di Altafoglia, vantando un'origine comune con i nobili patrizi veneziani Dal Torso. Il capostipite della famiglia, che si insediò e sviluppò a Brescia, fu un notaio, un certo Fiorino de Lanciago, presente negli elenchi del XIV secolo. Questa famiglia fu tra quelle originarie, iscritta nell'elenco della prima Serrata del 1488. Nel 1676 i Luzzago vennero insigniti del titolo di conte dalla Serenissima Repubblica di Venezia.

Stemma

D'oro a due fasce: la prima di rosso, sostenente un'aquila di nero, la seconda di nero, accostata da tre gambi di verze, di verde, due e uno.

Motto: "Patientia et abstinentia"

Alessandro Luzzago

Esponenti della famiglia

Dimore

Possedimenti

I Luzzago avevano possedimenti sia in città che nella bassa bresciana tra cui in:

Toponimi

Opere d'arte

Note

  1. ↑ SIUSA - Luzzago, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 2 settembre 2015.
  2. 1 2 BookReader - Biblioteca Digitale della Lombardia, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  3. ↑ BookReader - Biblioteca Digitale della Lombardia, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 2 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  4. ↑ Manerbio, dalla Serenissima a Napoleone, su digilander.libero.it. URL consultato il 2 settembre 2015.
  5. ↑ BookReader - Biblioteca Digitale della Lombardia, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato l'8 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).