Macchiaioli

Gruppo di macchiaioli, foto dei primi anni del '900.

I macchiaioli sono stati un gruppo di artisti attivi principalmente in Toscana nella seconda metà dell'800, dal 1855 al 1867.

Storia

Adriano Cecioni, Il Caffè Michelangiolo, 1867 ca.

Quello dei macchiaioli è stato il movimento artistico italiano più impegnato e costruttivo dell'Ottocento.

Formatosi a Firenze a partire dal 1855, nacque come reazione all'inerzia formale delle Accademie tenendosi anche in rapporto con i fermenti ideologici del Risorgimento nazionale.

Il movimento macchiaiolo afferma che "la teoria della macchia" fa sì che la visione delle forme sia creata dalla luce attraverso macchie di colore, distinte, accostate e sovrapposte ad altre.

Consapevole di questa affermazione e svincolato da formalismi accademici, l'artista è così libero di rendere con immediatezza verista ciò che il suo occhio percepisce nel presente. Teorici e critici dei macchiaioli furono Diego Martelli ed Adriano Cecioni che dettarono le regole basilari del loro "stile".

Essi infatti si ritrovavano nel Caffè Michelangiolo, dove discutevano e riflettevano su tutte le tematiche artistiche.

Giovanni Fattori, Butteri, 1893.
Giovanni Fattori, Il quadrato di Villafranca o Esercitazione di Tiro, 1876-1880.
Ferdinando Antonio Buonamici, Studio della Caserma del Foro Boario, Modena, 1859, dedicata al Ten. Adolfo Fineschi.

Gli esponenti di questa corrente pittorica furono:

Prima del loro trasferimento a Parigi ebbero anche un proprio esordio macchiaiolo Giovanni Boldini e Federico Zandomeneghi.

Vi sono poi stati altri pittori che, sebbene la critica non li annoveri in questo movimento pittorico, sono stati però profondamente condizionati da questa corrente, tanto che le loro opere ne sono vividamente influenzate. Tra questi vale la pena di ricordare Luigi Bertelli, il figlio Flavio Bertelli, e Antonino Sartini.

L'origine del nome

Serafino De Tivoli, Al pascolo, 1859.

La teoria della macchia precede cronologicamente le enunciazioni teoriche degli impressionisti francesi e, per alcuni aspetti, vi si avvicina.

La teoria sostiene che l'immagine del vero è costituita da un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro, che si possono rilevare tramite una tecnica chiamata dello specchio nero, mediante cioè uno specchio annerito con il fumo che permette di esaltare i contrasti chiaroscurali.

Il termine Macchiaioli fu utilizzato dalla Gazzetta del Popolo per la prima volta nel 1862 in occasione di un'esposizione fiorentina. In realtà l'espressione fu coniata dal giornalista in senso denigratorio, ma i pittori oggetto della definizione decisero da allora in poi di adottare tale termine come identificativo del loro gruppo.

Mostre

Postume

Documentari

Note

  1. ↑ Giulio Carlo Argan, Storia dell’Arte italiana.
  2. ↑ Luigi e il suo giardino, su Repubblica.it. URL consultato il 28 gennaio 2020.
  3. ↑ Pier Luigi Perazzini, Bertelli Flavio, su Storia e Memoria di Bologna. URL consultato il 2 aprile 2023.
  4. ↑ Marcello Azzolini, Antonio Sartini al Circolo Artistico, in l’Unità, 24 ottobre 1956.
  5. ↑ Perché i macchiaioli furono annientati dagli impressionisti?, su stilearte.it. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  6. ↑ I MACCHIAIOLI, su Chiostro Del Bramante. URL consultato il 2 dicembre 2023.
  7. ↑ I Macchiaioli. L'avventura dell'arte moderna. - Mostre ed Eventi ai Musei di Asti, su Musei di Asti. URL consultato il 13 dicembre 2021.
  8. ↑ A grande richiesta, prorogata fino al 5 giugno la mostra I Macchiaioli. L'avventura dell'arte moderna | FondazioneCRAsti, su www.fondazionecrasti.it, 29 aprile 2022. URL consultato il 2 dicembre 2023.
  9. ↑ I Macchiaioli, su Palazzo Blu. URL consultato l'8 ottobre 2022.
  10. ↑ I Macchiaioli – Museo Revoltella, su museorevoltella.it. URL consultato il 3 marzo 2023.
  11. ↑ I MACCHIAIOLI - Palazzo Reale Milano - Comune di Milano, su Palazzo Reale Milano. URL consultato il 2 febbraio 2026.

Bibliografia

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