«Quando, dopo che si fu così combattuto, i cavalieri fecero ritorno dai loro rispettivi comandanti, da un lato Scipione non poteva non essere fermamente deciso a prendere anche lui delle iniziative sulla base delle decisioni e delle opere già intraprese dal nemico, dall'altro Annibale, che era incerto se proseguire decisamente fino all'Italia la marcia iniziata o venire a battaglia con quell'esercito romano che per primo gli si era presentato, fu distolto dall'idea di combattere sùbito dall'arrivo di ambasciatori boi e del principe Magalo, i quali, affermando di essere disposti a fare da guide nelle marce e a condividere i pericoli, espressero l'opinione che si dovesse giungere in Italia senza aver prima combattuto e senza che in nessun caso prima fossero state intaccate le forze.»