I Malavolti furono un'antica e magnatizia famiglia di Siena, tra le "prime schiette" della città nel Medioevo. Era nemica dei Piccolomini.
Storia
La famiglia dei Malavolti ebbe una grande rilevanza politica ed economica nella Siena dei secoli XIII e XIV. Diversi vescovi di Siena a quell'epoca furono dei membri della famiglia, e il controllo del vescovado fu molto importante per mantenere la potenza dei Malavolti sia in città sia nel contado. Nel 1338, il vescovo Donosdeo dei Malavolti fu denunciato alla curia papale da membri della famiglia dei Piccolomini, perché avrebbe utilizzato il dazio degli usurai per comprare diversi castelli del contado (tra l'altro il castello di Gavorrano).
Mario Ascheri, "Dai Malavolti ai Malavolta: una grande famiglia da Siena a Teggiano", in Diano e l'assedio del 1497. Atti del Convegno di Studio (Teggiano, 8-9 settembre 2007), a cura di C. Carlone, Lavegliacarlone, 2010, p. 219-234.
Danilo Marrara, "I Magnati e il governo del Comune di Siena dallo Statuto del 1274 alla fine del XIV secolo", in Studi per Enrico Fiumi, Pise 1979, p. 339-342.
Curzio Mazzi, Il vescovo Donosdeo dei Malavolti e l'Ospizio di Santa Marta in Siena, Bullettino senese di storia patria 19 (1912), 201-248, e 20, 1913, 65-114.
Roberta Mucciarelli, "Potere economico e politico a Siena tra XIII e XIV secolo: percorsi di affermazione familiare", in Cavaciocchi (éd.), Poteri economici e poteri politici. Secoli XIII-XVIII. Atti della XXX settimana di Studi dell'Istituto Internazionale di Storia economica Francesco Datini, (Prato 27 aprile - 1 maggio 1998), Firenze, 1999, p. 569-590.