Un manifesto è una dichiarazione pubblica (in genere espressa in forma di opera letteraria o lettera aperta o testo programmatico) che definisce ed espone i principi e gli obiettivi di un movimento o di una corrente politica, religiosa, artistica o sociale e di coloro che decidono di aderirvi.
Un manifesto può anche contenere un insieme di idee politiche teoriche o elencare i principi generali di un'ideologia: esempi sono il Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels e l'Appello ai liberi e forti del Partito Popolare Italiano.
Se al contrario un manifesto contiene un insieme di idee politiche di attuazione prettamente pratica o è orientato a un'elezione elettorale specifica (contenendo un insieme di promesse elettorali), allora si parla di programma politico o elettorale: esempi sono il Contratto con gli italiani o il Programma di San Sepolcro.

Nelle civiltà antiche, ciò che oggi si chiamerebbe “manifesto” non era separato dal testo sacro o dalla legge divina:
Con l’età assiale (circa 800–200 a.C.) emergono testi più riflessivi e universali:
Nel Medioevo i manifesti religiosi diventano spesso strumenti di riforma interna:

Nasce il manifesto nel senso più vicino a quello attuale.
La stampa rende il manifesto virale.
Dal XIX secolo in poi:
Manifesti religiosi circolano come documenti pubblici, siti web, video, post e spesso sono ibridi tra religione, politica, ecologia e identità. Puntano generalmente più a convincere che a imporre regole.
Prima del XX secolo il manifesto era quasi esclusivamente utilizzato con scopi politici. Gli artisti adottarono questa forma per impiegare l’arte come uno strumento politico o culturale, con due obiettivi principali: definire e criticare un paradigma nell’arte o nella cultura contemporanea e definire un insieme di valori estetici che contrastino quel paradigma.
Molti manifesti aspirano ad essere a loro volta opere d’arte, e alcuni possono essere apprezzati non solo come testi scritti ma anche dal design visivo.
Nel 1855 Gustave Courbet scrisse un manifesto realista per l’introduzione al catalogo di una sua mostra personale indipendente, in cui affermava il suo obiettivo di “tradurre i costumi, le idee e l’aspetto della mia epoca secondo la mia stima personale”.

Il manifesto è stato uno strumento molto utilizzato dalla avanguardie artistiche. Il 20 febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica sul quotidiano francese Le Figaro il manifesto di fondazione del futurismo. Del 1917 è il manifesto dell'avanguardia russa ad opera di Ėl' Lisickij.
In questo periodo nacquero molti altri manifesti fondamentali che influenzarono la storia dell’arte moderna:
Dopo la seconda guerra mondiale emersero numerosi manifesti post-bellici:
Negli anni ’60 e ’70, i manifesti riflettevano la crescita della controcultura e nuovi movimenti artistici:
Con l’arrivo del punk e dell’era digitale, si diffusero molti manifesti radicali e underground:

Con la diffusione del web, nuovi manifesti artistici sono emersi globalmente:
Un manifesto sociale o civile è:
Sono documenti che chiedono uguaglianza di genere, rispetto, combattimento delle discriminazioni e delle violenze.
Il Women’s Manifesto for Ghana è un documento di attiviste ghanesi che individua temi come uguaglianza politica, empowerment economico, accesso ai servizi sanitari e uguaglianza legale, con l’obiettivo di influenzare leggi e politiche.
Esistono anche manifesti che cercano di affrontare tematiche globali come giustizia economica, ambiente, diritti umani e democrazia.
I manifesti letterari nascono, di solito, in periodi di cambiamento culturale o di crisi. Un manifesto letterario può:
I manifesti legati alla letteratura sono spesso sovrapposti con movimenti artistici:
| Controllo di autorità | GND (DE) 4205648-2 |
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