
Un mare marginale o mare aperto o mare adiacente è un mare che giace ai margini dell'oceano d'appartenenza, a cui si collega in modo diretto, senza elementi di separazione con l'oceano aperto, come canali, stretti o grandi isole; possiede pertanto un'ampia zona di contatto con l'oceano aperto. A volte fungono da separazione tra mare marginale e oceano elementi non emersi: soglie, fosse oceaniche o dorsali oceaniche.
Esempi tipici sono il Mare del Nord, il Mar di Norvegia, il Mare del Labrador, il Mare di Weddell, il Mar Arabico, il Mar delle Filippine, il Mar di Tasman, il Mar dei Coralli e il Mare di Ross.
I mari marginali si distinguono dai mari interni, epicontinentali e periferici, che sono separati chiaramente dall'oceano aperto da elementi emersi, quali cordoni insulari, arcipelaghi, stretti, canali, penisole.
In geopolitica, l'espressione "mare marginale" è invece sinonimo di mare territoriale.
Le due liste che seguono riportano una serie di corpi idrici considerati come mari marginali. Dato che in alcuni casi l'inclusione in tale categoria è propria di alcuni testi e non di altri, nel primo elenco si trovano i mari unanimemente considerati marginali, nella seconda solo quelli che rientrano nella categoria solo secondo alcuni testi anglosassoni.




Nell'elenco seguente sono inseriti mari che nella letteratura geografica italiana sono considerati mari interni e non marginali. Infatti essi non corrispondono alla definizione di "mare che giace ai margini dell'oceano d'appartenenza, a cui si collega in modo diretto, senza canali o stretti e senza grandi isole o continenti interposti". Corrispondono invece alla definizione di "mari interni", perché in gran parte racchiusi da terre emerse.
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