Maria Mandl

Maria Mandl

Maria Mandl, anche conosciuta come Maria Mandel, detta "La bestia di Auschwitz", (Münzkirchen, 10 gennaio 1912 – Cracovia, 24 gennaio 1948) è stata una militare e criminale di guerra austriaca delle SS, guardia donna in numerosi campi di concentramento nazisti. Nel 1945 fu catturata dall'esercito statunitense e estradata in Polonia, dove venne processata nel Primo processo di Auschwitz, tenutosi a Cracovia. Fu riconosciuta colpevole e condannata a morte per impiccagione.

Biografia

Maria Mandl nacque a Münzkirchen, un paesino dell'Alta Austria presso il confine con la Germania, da genitori di nazionalità tedesca, ma cittadinanza austriaca, Franz Mandl e Anna Strobl. Era la quarta figlia della coppia. Il padre era calzolaio. Dopo la scuola elementare a Münzkirchen la giovane si trasferì nella non distante Baviera per diplomarsi. Dopo il diploma, non trovando lavoro fece ritorno a casa. Qui per motivi non precisati, forse legati alla malattia della madre, ebbe pesanti contrasti con questa e nel 1929 lasciò di nuovo la casa per andare in Svizzera dove trovò lavoro come cuoca presso una famiglia benestante di Briga-Glis, nel Canton Vallese. Dopo circa un anno fu costretta a rientrare a casa per aiutare il padre in quanto l'idropisia di cui soffriva la madre si era aggravata. Nel 1934, essendo migliorata la situazione della madre andò a Innsbruck a lavorare come domestica. Nel 1937 tornò nuovamente al paese nativo in quanto assunta come impiegata al locale ufficio postale, ma l'anno successivo, dopo l'annessione dell'Austria da parte della Germania, fu licenziata.

Nel 1938 si trasferì da uno zio a Monaco di Baviera dove entrò come volontaria nella Lega delle ragazze tedesche. Quindi passò nei reparti femminili delle SS (SS-Gefolge) dove fu addestrata e inviata come Aufseherin al campo di concentramento di Lichtenburg nella Provincia di Sassonia.

Nel maggio del 1939 la Mandl fu trasferita nell'appena aperto campo di concentramento di Ravensbrück situato a nord di Berlino. Qui, come evidenziato dalle testimonianze rese da vari sopravvissuti del campo durante il processo di Cracovia, si distinse subito per la sua brutalità nei confronti dei prigionieri, tanto che fu elevata al grado di Oberaufseherin nell'aprile del 1942.

Il 7 ottobre 1942 la Mandl fu assegnata al campo di Auschwitz II (Birkenau), andando a sostituire Johanna Langefeld sotto il comando dell'Obersturmbannführer Rudolf Höß, diventando quindi la donna con il più alto grado di Auschwitz. Anche qui la Mandl si contraddistinse per la sua crudeltà come documentato nel processo suddetto nelle deposizioni dei testimoni sopravvissuti.

La Mandl era appassionata di musica classica e organizzò una banda musicale composta da sole donne prigioniere ad Auschwitz. L'orchestra aveva il compito di suonare in una serie di circostanze, nuovi arrivi al campo, quando i prigionieri venivano inviati alle camere a gas, durante la selezione quando i meno sani e i malati erano separati da quelli sani che erano ancora in grado di lavorare, durante le esecuzioni dei prigionieri, e infine per soddisfare il piacere degli uomini e donne delle SS, quando ne avevano voglia.

Nel 1944 ricevette la medaglia Kriegsverdienstkreuz di II Classe per i servizi resi al regime nazista. Nel novembre dello stesso anno venne trasferita a Mühldorf, un sottocampo di Dachau. Nell'aprile del 1945, con la caduta della Germania oramai imminente e l'avvicinarsi delle truppe alleate, Maria Mandl fuggì da Dachau attraversando il Sud della Baviera e dirigendosi verso il suo paese natale.

Maria Mandl durante il processo di Auschwitz

Il 10 maggio 1945 la Mandl fu arrestata dall'esercito degli Stati Uniti d'America nel suo paese di Münzkirchen. Dopo circa un anno di detenzione, nell'ottobre del 1946, fu estradata in Polonia dove fu processata, insieme ad altri criminali nazisti, nel Primo processo di Auschwitz, tenutosi a Cracovia nel novembre 1947. Giudicata colpevole fu condannata a morte per impiccagione. La condanna venne eseguita il 24 gennaio 1948 nel carcere di Montelupich, a Cracovia.

Il 24 gennaio 1948, alle 7:32 del mattino, Mandl fu giustiziata per impiccagione all'età di trentasei anni. Si presume che abbia opposto resistenza alle guardie che la scortavano e che le sue ultime parole, pronunciate in polacco, siano state "Polska żyje" ("La Polonia vive"). Fu la quinta persona giustiziata quella mattina, dopo Arthur Liebehenschel, Hans Aumeier, Maximilian Grabner e Karl Möckel. In totale, ventuno nazisti furono giustiziati quel giorno. A differenza di alcune esecuzioni maschili, l'impiccagione di Mandl non fu filmata.

Poche ore dopo la sua esecuzione, il corpo di Mandl fu inviato al Collegio Medico dell'Università Jagellonica affinché gli studenti potessero utilizzarlo per esperimenti per un periodo di sei settimane. Il 6 marzo, il suo corpo fu trasferito al cimitero di Rakowicki a Cracovia e sepolto in una bara di legno in un luogo anonimo. Il padre di Mandl era a conoscenza delle atrocità commesse dalla figlia e non chiese che i suoi resti venissero rimpatriati. Sua madre morì nel 1944 e partecipò alla messa ogni giorno, dove "pregava per l'anima eterna della figlia". Sulla tomba della famiglia Mandl a Münzkirchen non è inciso il nome di Maria.

Nel novembre del 1975, fu ritrovato il certificato di morte di Mandl. Il documento, rilasciato dal tribunale distrettuale di Ried im Innkreis, affermava che era morta in un campo di concentramento come prigioniera e la considerava una "vittima del nazionalsocialismo". L'avvocato Robert Eiter e il comitato austriaco di Mauthausen chiesero che venissero apportate delle correzioni. Solo nell'aprile del 2017 il tribunale regionale di Ried im Innkreis modificò il certificato per riflettere il ruolo di Mandl nell'Olocausto.

Note

  1. ↑ Tyler Gibson, 2016.
  2. ↑ (EN) Orchestras, su The Holocaust - Lest we Forget, 7 ottobre 2016.
  3. ↑ (DE) Mandl Maria, su Familie Tenhumberg. URL consultato l'8 ottobre 2016.
  4. 1 2 Eischeid, Susan (2024). Mistress of Life and Death: The Dark Journey of Maria Mandl, Head Overseer of the Women's Camp at Auschwitz- Birkenau. New York, New York: Citadel Press. ISBN 978-0-8065-4285-0..
  5. ↑ Walser, Harald (2021). Ein Engel in der Hölle von Auschwitz: Das Leben der Krankenschwester Maria Stromberger [An Angel in the Hell of Auschwitz: The Life of Nurse Maria Stromberger] (in German). Vienna, Austria: Falter Verlagsgesellschaft m.b.H. ISBN 978-3-85439-702-1..

Bibliografia

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