| Mario Casetta | |||||||
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| Informazioni personali | |||||||
| Arbitro di | |||||||
| Sezione | Milano | ||||||
| Attività nazionale | |||||||
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Mario Casetta (Milano, 4 ottobre 1898 – ...) è stato un arbitro di calcio italiano.
Il suo cognome è stato trascritto in maniera spesso erronea: Cassetta. In effetti, su tutti i documenti sia dell'A.I.A. che del C.I.T.A. pubblicati sia da La gazzetta dello sport che da vari libri ed annuari della F.I.G.C. , il cognome Cassetta non è mai apparso (c'è solo Casetta), così come risulta anche uguale il suo indirizzo di residenza presente sia su tali documenti che sul suo indirizzo presente nelle liste di leva.
Iniziò ad arbitrare nel 1920 dirigendo i campionati regionali lombardi di categoria inferiore.
Si era tesserato per lo Sport Iris Milan di Milano e con questa società rimase tale fino all'eliminazione nel 1927 dell'obbligo al tesseramento presso una società calcistica.
Rimane tesserato per l'Iris anche nella stagione 1921-1922 e perciò arbitra i campionati FIGC lombardi di Prima Categoria, chiamato dal C.R. Lombardo a dirigere anche una partita dell'Atalanta.
All'inizio della stagione 1924-1925 l'AIA lo passa nei ruoli della Commissione Tecnica della Lega Nord inserendolo negli elenchi degli arbitri a disposizione per dirigere i campionati di Seconda Divisione.
Esordisce in Prima Divisione il 13 dicembre 1925 dirigendo Bologna-Casale (1-0).
Il 24 novembre 1927 è tra i fondatori del Gruppo Arbitri Milanesi "Umberto Meazza", presieduto da Alberto Crivelli.
Arbitra la sua prima partita in Serie A il 6 ottobre 1929 dirigendo Padova-Modena (1-3).
Terminò la sua carriera arbitrale alla fine della stagione 1931-1932 dirigendo la partita di Serie A Roma-Triestina (1-0).