
Mario Fubini (Torino, 18 marzo 1900 – Torino, 29 giugno 1977) è stato un critico letterario italiano.
Si laureò a Torino nel 1921 discutendo una tesi di letteratura francese e insegnò lettere italiane e latine al Liceo classico di Carmagnola e al Liceo classico Cavour di Torino. Nel 1929 ottenne la libera docenza in Letteratura italiana presso l'Università degli Studi di Torino e dal 1934 al 1937 venne incaricato con lo stesso insegnamento alla Facoltà di Magistero di Firenze. Vinse poi la cattedra all'Università degli Studi di Palermo.
A causa delle leggi razziali del 1938 dovette lasciare la cattedra di Palermo, ma riuscì a pubblicare articoli con l'aiuto dell'amico Luigi Vigliani. Dopo lo sfollamento a Vico Canavese gli riuscì di venir accettato come "rifugiato" in Svizzera, dove insieme ad altri professori universitari "rifugiati internati" partecipò all'organizzazione di corsi per universitari "rifugiati".
Dopo la guerra insegnò all'Università degli Studi di Trieste, e alla Bocconi di Milano. Dal 1958 al 1965 alla "Universitas Studiorum Mediolanensis" (la Statale) di Milano (tra i suoi assistenti lo scrittore e critico Sergio Antonielli). Nel 1965 ottenne la cattedra di "Critica letteraria" alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Nel 1953 divenne socio dell'Accademia dei Lincei e direttore responsabile del Giornale storico della letteratura italiana. Collaborò a numerose riviste italiane, come Belfagor e Il Ponte.
Diresse la collana "Classici italiani" della UTET e fu presidente del Comitato Nazionale per la pubblicazione delle Opere di Ugo Foscolo.
Formatosi alla scuola di Croce, possedette sempre una forte impronta storicistica e seppe integrare il suo metodo con gli strumenti della stilistica (cfr. Critica e poesia). La critica si configura, per il Fubini, come una doppia esplorazione: «dal cerchio al centro e dal centro al cerchio», come una indagine che miri ad una interpretazione centrale di ogni autore studiato, valendosi volta per volta dell'accertamento filologico e di quello stilistico, ma assegnando a tali ricorsi una funzione puramente strumentale.
Fra i suoi studi si ricordano in particolare quelli su Foscolo, Alfieri, Giambattista Vico (cfr. Stile e umanità di Giambattista Vico) e sul romanticismo italiano.
Con Ettore Bonora, diresse la Antologia della critica letteraria in 4 volumi (Torino: Petrini, 1952-1960 e edizioni successive) e l'Antologia della critica dantesca (ivi, 1966 e ed. successive).
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