
Marrana (o marana) è un piccolo corso d'acqua che attraversa una zona suburbana, o comunque territori non montani, utilizzato soprattutto per indicare fossi nella campagna romana o nel tavoliere delle Puglie.
Il termine sembra derivi da Ager maranus, zona nei pressi della via Appia, dove scorreva (e in parte scorre tuttora) il fosso dell'Acqua Mariana. Per estensione, la parola passò poi a indicare tutti i fossi della città di Roma.

Le principali marrane romane, alcune delle quali chiamate con una sineddoche anche "fossi", sono:

Altre marrane minori, che prendono generalmente il nome dalle zone in cui sorgono sono: la marrana di Val Melaina, la marrana di Settecamini, la marrana di Lunghezza, la marrana di San Vittorino.
Alcune marrane sono state interrate nel secolo scorso durante i lavori di sviluppo urbanistico che poco spazio hanno lasciato all'originaria idrografia della città (marrana del Fosso di Sant'Agnese, marrana di Centocelle, marrana di Bravetta, marrana di Casal de' Pazzi, la marrana del Mandrione, la marrana di Torre Angela).
Analogamente a quanto avviene nella Campagna romana, nel Tavoliere delle Puglie per marana si intende un fosso o ruscello derivante dall'affioramento di una falda freatica locale (diversamente dai fiumi e torrenti, che invece discendono dall'Appennino campano o dalle sue propaggini, costituite dai Monti della Daunia).