Massa monetaria

La massa monetaria è la quantità complessiva di moneta e di attività finanziarie facilmente liquidabili (cosiddetta quasi-moneta) esistente in un determinato momento nel sistema economico.

Essa è composta dagli aggregati monetari, distinti secondo il grado di prossimità alla valuta legale.

Composizione

Poiché la moneta svolge nei sistemi economici varie funzioni, possono essere definiti diversi aggregati monetari in relazione alle funzioni che vengono prese in considerazione per stabilire se un'attività finanziaria può essere considerata quasi-moneta. In particolare, si definiscono solitamente i seguenti aggregati monetari, classificati secondo un grado di liquidità decrescente:

L'individuazione delle attività finanziarie che rientrano nelle suddette definizioni può variare da un sistema economico all'altro, in relazione alle abitudini, alle consuetudini e alla regolamentazione giuridica esistenti in ciascuno. Per l'area dell'euro, la Banca centrale europea ha definito:

Politica monetaria

La stretta correlazione, sul lungo termine, tra inflazione e offerta di moneta (aggregato M2): dati riferiti all'economia statunitense dal 1876 al 2006

Gli aggregati monetari misurano l'offerta di moneta esistente in un determinato momento nel sistema economico; la loro entità influenza i tassi di interesse e di inflazione: una maggiore offerta di moneta, infatti, si traduce in un minor tasso d'interesse (a parità di domanda) e può tradursi in maggiore inflazione. Per questo motivo gli aggregati monetari sono normalmente utilizzati per esprimere gli obiettivi della politica monetaria (che, per esempio, potrebbero essere del tipo: crescita annua di M1 non superiore al 2%).

L'aggregato M3 è il primo pilastro della politica monetaria della Banca centrale europea (il secondo pilastro è l'andamento dei prezzi al consumo): la BCE annuncia il tasso di crescita medio annuale di M3 che ritiene compatibile con la stabilità dei prezzi nel medio periodo; nel dicembre 1998 il consiglio direttivo della BCE lo ha fissato nel 4,5%, confermato negli anni successivi, anche se la crescita effettiva di M3 si è sempre mantenuta superiore (si tratta, è bene ricordarlo, di un valore di riferimento, non di un vero e proprio obiettivo di politica monetaria).

La Banca centrale europea ha giustificato l'opzione per l'aggregato M3 con la sua maggior stabilità nel medio periodo e la migliore capacità di anticipare l'andamento dei prezzi, rispetto agli aggregati più ristretti. È interessante notare che, invece, la Federal Reserve statunitense ha addirittura smesso di pubblicare i dati relativi a M3 dal 2006, ritenendo di scarsa utilità le informazioni aggiuntive fornite dall'andamento di questo aggregato rispetto all'aggregato M2.

Note

Annotazioni

  1. ↑ La Federal Reserve statunitense adotta, però, una definizione diversa, facendo rientrare in M0 le sole monete e bancononte in circolazione e definendo, invece, MB l'aggregato che comprende M0 più le altre componenti della base monetaria
  2. ↑ Ciò significa che il deposito in banca di banconote e monete non determina l'aumento di M1 (il conseguente aumento dei depositi viene, infatti, compensato da una diminuzione in ugual misura del circolante); l'aumento si verificherà solo se e quando la banca le reimmetterà in circolazione, ad esempio, prestandole alla clientela (non, quindi, se le trattenesse o le depositasse presso la banca centrale come riserva)

Fonti

  1. ↑ Alessio Vannucci, ll concetto di massa monetaria, su Tekta, 29 ottobre 2024. URL consultato il 7 febbraio 2026.
  2. ↑ Signoraggio, su Banca d'Italia. URL consultato il 7 febbraio 2026.
  3. ↑ Aggregato monetario, su BankPedia, Associazione Nazionale Enciclopedia della Banca e della Borsa. URL consultato il 7 febbraio 2026.
  4. ↑ M0, M1, M2, M3, M4, M5, M10, su BankPedia, Associazione Nazionale Enciclopedia della Banca e della Borsa. URL consultato il 7 febbraio 2026.
  5. ↑ Definizioni sul sito della Banca centrale europea (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2008).
  6. 1 2 3 Comunicato della Banca centrale europea aprile 2014.

Voci correlate

Collegamenti esterni

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