| Mazama rufa | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Mammalia |
| Ordine | Artiodactyla |
| Sottordine | Ruminantia |
| Famiglia | Cervidae |
| Sottofamiglia | Capreolinae |
| Tribù | Odocoileini |
| Genere | Mazama |
| Specie | M. rufa |
| Nomenclatura binomiale | |
| Mazama rufa (Illiger, 1815) | |
| Sinonimi | |
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Mazama rufa Illiger, 1815 è una specie di cervide della sottofamiglia dei Capreolinae, diffusa nell'America meridionale centro-orientale. È presente in Brasile, Paraguay e Argentina.
Per gran parte del XX e dell'inizio del XXI secolo fu generalmente inclusa nel mazama rosso (Mazama americana), spesso con il rango di sottospecie. Una revisione integrativa pubblicata nel 2021, basata su dati morfologici, molecolari e soprattutto citogenetici, ne ha dimostrato la profonda differenziazione e ne ha ristabilito il rango di specie distinta. Il Mammal Diversity Database ne accetta attualmente la validità specifica.

Mazama rufa presenta la struttura corporea compatta tipica dei mazama rossi e, dal punto di vista esteriore, è molto simile a Mazama americana. Proprio questa somiglianza ha contribuito per lungo tempo a nascondere la notevole diversità evolutiva presente nel tradizionale complesso di M. americana.
Il mantello è prevalentemente bruno-rossastro sui fianchi, con una tonalità rossastra relativamente brillante. La linea dorsale è più scura; aree nerastre sono presenti sulla testa, sul collo, sul torace e nelle parti distali degli arti. La regione inguinale, la superficie interna delle cosce e la parte ventrale della coda sono biancastre, mentre il dorso della coda è bruno-rossastro.
La parte prossimale degli arti è rossastra e contrasta con le estremità più scure. Sulle zampe posteriori è presente un ciuffo di peli tarsale. Le orecchie sono relativamente piccole e inclinate, con margine interno chiaro e margine posteriore più scuro; alla loro base sono presenti peli relativamente lunghi. Sulla nuca si trova inoltre una banda di peli orientati in avanti.
I caratteri morfologici da soli non consentono però una separazione affidabile da M. americana. Le analisi biometriche e craniometriche mostrano infatti un'ampia sovrapposizione tra le due specie, che costituiscono un tipico esempio di specie criptiche.
Il carattere diagnostico più evidente è il cariotipo. Nelle femmine M. rufa presenta generalmente 2n = 52 cromosomi e un numero fondamentale FN = 56; nei maschi il sistema sessuale multiplo XY1Y2 porta il numero diploide a 53. Possono inoltre essere presenti da due a sei cromosomi B. M. americana in senso stretto presenta invece un cariotipo profondamente differente, con 2n = 45 e FN = 51.

Il Mammal Diversity Database riconosce la presenza della specie in Argentina, Brasile e Paraguay. La distribuzione esatta resta tuttavia incompletamente conosciuta, perché gran parte delle segnalazioni storiche di mazama rossi non può essere attribuita con certezza a una determinata specie senza dati genetici o citogenetici.
Lo studio che ha ristabilito M. rufa come specie distinta ha utilizzato campioni fecali identificati geneticamente provenienti da numerose località del Brasile. La specie è stata confermata in ambienti appartenenti alla Foresta Atlantica, al Cerrado e alla fascia meridionale dell'Amazzonia.
Un modello di distribuzione basato su 49 record di presenza ha individuato un'ampia fascia potenzialmente idonea dal Brasile sud-orientale fino al Paraguay orientale e all'Argentina nord-orientale, con una prosecuzione verso nord attraverso il Cerrado e l'Amazzonia meridionale. Il modello indicava inoltre aree potenzialmente adatte nella Bolivia orientale, ma il Mammal Diversity Database non include attualmente la Bolivia tra i paesi nei quali la presenza della specie è considerata accertata.
Tra le aree a elevata idoneità ambientale figurano le foreste della provincia argentina di Misiones e le regioni prossime al confine tra Paraguay e Brasile. L'animale è soprattutto associato ad ambienti con una buona copertura arborea, ma la sua presenza è stata documentata anche in paesaggi forestali fortemente frammentati.
Gran parte delle informazioni biologiche tradizionalmente attribuite a Mazama americana non può essere trasferita automaticamente a M. rufa, poiché gli studi più antichi precedono il riconoscimento delle diverse specie criptiche comprese nel complesso. Le conoscenze specificamente riferibili a M. rufa rimangono quindi relativamente limitate.
Come altri mazama forestali, è prevalentemente solitario e utilizza la vegetazione fitta come rifugio. Uno studio pubblicato nel 2024 nella Foresta Atlantica brasiliana ha confrontato la nicchia ecologica di M. rufa con quella del mazama pigmeo (M. nanus), specie con la quale può vivere in simpatria.
Le due specie mostravano una separazione soprattutto nell'uso dello spazio, mentre le rispettive nicchie alimentari presentavano una maggiore sovrapposizione. M. rufa mostrava una nicchia spaziale più ristretta rispetto a M. nanus. Lo studio ha inoltre rilevato nei rappresentanti della linea evolutiva cui appartiene M. rufa una tendenza verso un'attività prevalentemente notturna. La separazione spaziale e temporale potrebbe contribuire a ridurre la competizione tra specie di mazama ecologicamente simili.
La storia nomenclaturale di Mazama rufa risale alle osservazioni effettuate dal naturalista spagnolo Félix de Azara in Paraguay. Nel 1801 Azara descrisse un cervide locale da lui chiamato gouazoupita, senza utilizzare la nomenclatura binomiale linneana.
Nel 1815 Johann Karl Wilhelm Illiger formalizzò la descrizione con il nome Cervus rufus, basandosi sull'opera di Azara. Poiché non venne indicato né conservato un esemplare tipo, la precisa identità del taxon rimase a lungo difficile da stabilire. Il nome fu successivamente combinato con il genere Mazama, dando origine a Mazama rufa.
Nel XX secolo rufa venne generalmente trattato come sottospecie o sinonimo di Mazama americana. La situazione divenne problematica quando gli studi citogenetici mostrarono che il cosiddetto mazama rosso comprendeva popolazioni morfologicamente quasi indistinguibili ma dotate di cariotipi estremamente differenti.
La designazione nel 2020 di un neotipo per M. americana in senso stretto, proveniente dalla Guyana francese, fornì per la prima volta un riferimento genetico e cromosomico preciso per la specie.
Per chiarire l'identità di M. rufa, Peres e collaboratori cercarono inizialmente un animale nella regione di Asunción, in Paraguay, associata alla descrizione originale di Azara. Dopo due spedizioni infruttuose nel 2016, la ricerca venne estesa alla regione di Foz do Iguaçu, nello stato brasiliano del Paraná, collegata ecologicamente al Paraguay attraverso il bacino del Paraná.
Una femmina adulta rinvenuta investita lungo la BR-469, a pochi metri dal Parco nazionale dell'Iguaçu, venne scelta come neotipo. L'esemplare, catalogato come NPC118 presso il Núcleo de Pesquisa e Conservação de Cervídeos dell'Universidade Estadual Paulista, comprende pelle, cranio, scheletro postcraniale, tessuti e cellule conservate. La località del neotipo è stata così fissata nei pressi di Foz do Iguaçu.
Le analisi del DNA mitocondriale recuperarono M. rufa e M. americana in linee evolutive distinte e l'analisi di delimitazione delle specie le riconobbe come unità molecolari separate. Ancora più marcate risultarono le differenze cromosomiche: tra i cariotipi dei neotipi di M. rufa e M. americana sono stati ricostruiti almeno quindici diversi riarrangiamenti cromosomici.
Tali differenze sono molto maggiori di quelle che, in esperimenti di incrocio tra altri citotipi di mazama rossi, sono risultate sufficienti a provocare sterilità o forte riduzione della fertilità degli ibridi. Gli autori hanno pertanto interpretato la divergenza cromosomica come una robusta barriera riproduttiva e nel 2021 hanno formalmente ristabilito Mazama rufa come specie distinta. Il trattamento è oggi seguito dal Mammal Diversity Database.
Tra i nomi storicamente associati alla specie figurano Mazama rufa rosii e M. r. toba, entrambi descritti nel 1919 sulla base di esemplari dell'Argentina settentrionale. La loro eventuale struttura geografica interna necessita tuttavia di ulteriori approfondimenti citogenetici e molecolari.
Mazama rufa non è ancora stata valutata come specie autonoma dalla Lista rossa IUCN. Il Mammal Diversity Database ne indica pertanto lo stato globale come non valutato (NE).
Le precedenti valutazioni riferite a Mazama americana non possono essere applicate automaticamente alla specie, poiché riguardavano una circoscrizione tassonomica molto più ampia comprendente diverse linee evolutive oggi riconosciute separatamente.
Nonostante l'areale relativamente vasto, molte delle regioni occupate da M. rufa sono sottoposte a una forte pressione antropica. Nella Foresta Atlantica le formazioni forestali interne e quelle ad araucaria sono state fortemente ridotte e frammentate, mentre il Cerrado ha perduto una parte considerevole della propria vegetazione originaria. Anche il margine meridionale dell'Amazzonia, dove la specie è stata geneticamente rilevata, è interessato da rapida deforestazione.
La perdita e frammentazione dell'habitat rappresentano quindi minacce potenzialmente importanti. Gli autori della revisione del 2021 hanno sottolineato la necessità di una valutazione specifica del rischio di estinzione che utilizzi esclusivamente dati appartenenti a M. rufa.
In Argentina la specie è stata classificata come vulnerabile nella valutazione nazionale SAREM del 2025.