
Merce Cunningham (Centralia, 16 aprile 1919 – New York, 26 luglio 2009) è stato un danzatore e coreografo statunitense.
Artista poliedrico, è tra i principali interpreti della modern dance americana e tra i creatori della postmodern dance. La sua carriera, che si distende nell'arco di sette decenni, è caratterizzata da una costante innovazione, attraverso la quale contribuisce ad ampliare le frontiere dell'arte contemporanea, delle arti visive, delle arti dello spettacolo, della musica, indagando "il movimento nello spazio e nel tempo" e proponendo un nuovo modo di intendere il rapporto tra la danza, la musica e l'arte figurativa (intesa come scenografia).
Merce Cunningham, all'anagrafe Mercier Philip Cunningham, nasce a Centralia, nello stato di Washington, il 16 aprile 1919. Suo padre Clifford D. Cunningham, di discendenza irlandese, è avvocato, e sua madre, Mayme Joach, proviene da una famiglia di origine slava. Secondo di tre figli, è l'unico a non intraprendere gli studi di legge. La famiglia è solita frequentare il Liberty Theater di Centralia, ed è attraverso la visione delle rappresentazioni inscenate che si avvicina alla danza per la prima volta. Successivamente, riferendosi a tale esperienza, afferma: «Più che danzare, era l'idea di stare sul palco di un teatro ad affascinarmi».
La sua formazione artistica ha inizio nella città natale all'età di dieci anni, quando esprime la volontà di partecipare alle lezioni di una scuola di danza locale, in cui impara la Sailor's Hornpipe, un ballo popolare. In seguito, presso The Barrett School of the Dance, approfondisce la conoscenza della danza folklorica e apprende la tap-dance e i fondamenti del genere teatrale Vaudeville con l'insegnante Maude M. Barrett.
Dal 1937 al 1939, Cunningham frequenta la Cornish School a Seattle, la quale, fondata nel 1914 da Nellie Cornish, costituisce «la prima scuola degli Stati Uniti occidentali ad offrire una formazione artistica completa». Infatti, presso l'istituto, studia storia dell'arte, tecnica, danza, coreografia, teatro, musica e composizione musicale. Oltre a seguire le lezioni di danza impartite da Irene Flyzik e Dorothy Fisher, conduce lo studio della danza preclassica e di quella moderna con Bonnie Bird, danzatrice della Martha Graham Dance Company, conoscendo e apprendendo la tecnica della danzatrice e coreografa Martha Graham. In occasione di un'intervista, Bird ripercorre i primi tempi del loro lavoro insieme descrivendo l'artista come «un ragazzo sui diciotto anni dall'aspetto faunesco, alto, magro, dall'ossatura grossa, con capelli riccioli corti, [...] dotato di una grande autoconsapevolezza e [...] uno studente molto tranquillo e diligente». Nel 1938, si avvicina all'opera del compositore statunitense John Cage, il quale assume il ruolo di accompagnatore musicale del dipartimento di danza e di insegnante di composizione musicale. Durante le sue lezioni, Cage insegna ai danzatori a comporre la musica con strumenti a percussione e propone un nuovo rapporto tra danza e musica. Con riferimento a tale esperienza formativa, Cunningham afferma: «Cage richiedeva di creare, quindi era necessario pensare, sviluppare una riflessione e non solo sentire le emozioni suscitate da ciò che avremmo interpretato». Inoltre, risale a questo periodo, e in particolare al novembre del 1938 e al marzo del 1939, la rappresentazione delle prime coreografie da lui realizzate, Unbalanced March, Jazz Epigram e Skinny Structures.
Nell'estate del 1939, su disposizione di Bonnie Bird, partecipa ai corsi estivi organizzati dalla Bennington School of the Dance, istituto fondato nel 1914 nel Vermont per promuovere e consolidare la conoscenza e lo studio della danza moderna americana, che quell'anno hanno luogo al Mills College, a Oakland, in California. Durante questa sessione, studia danza moderna con alcuni dei suoi principali esponenti, fra cui Martha Graham.
Nel settembre del 1939, accetta la proposta della coreografa americana e si trasferisce a New York, interrompendo il percorso formativo alla Cornish School, per danzare nella Martha Graham Dance Company, con la quale lavora fino al 1945, sia come solista nelle coreografie Letter to the world del 1940 e Appalachian spring del 1944, sia come coreografo in Mysterious adventures del 1945. Nel 1940, su indicazione della Graham, inizia a prendere lezioni di danza classica presso la School of American Ballet, istituita nel 1934 da George Balanchine. Nel 1944, si tengono i primi concerti che contengono assoli da lui coreografati e interpretati e musica del compositore John Cage.
A partire dal 1948, è danzatore e coreografo presso il Black Mountain College, in North Carolina, dove nel 1953 fonda la sua compagnia di danza, la Merce Cunningham Dance Company, di cui è direttore artistico fino al 2009.
L'attività artistica di Cunningham comprende la creazione di più di 180 coreografie di repertorio e più di 700 eventi, diversi disegni, dei quali la natura è il soggetto principale, e numerosi scritti dedicati alla danza, alla tecnica e al suo processo coreografico. Nel corso della sua carriera, si avvale della collaborazione di pittori come Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Jasper Johns e di compositori quali, David Tudor, Gordon Mumma, oltre a John Cage, estendendo la sua influenza su varie discipline artistiche.
Il suo lavoro è conosciuto in America, in un primo momento, solo nei circoli specializzati di danza, arte e musica, mentre a Londra, Parigi e in altre città, è ampiamente celebrato come creatore di un nuovo classicismo, come il successore di Djagilev e come uno degli artisti teatrali più straordinari dei suoi tempi. La sua vita e la sua visione artistica costituiscono l'oggetto di molteplici pubblicazioni e mostre, tra le quali si annoverano l'esposizione curata dal critico d'arte Germano Celant, allestita, tra le altre istituzioni, presso la Fundació Antoni Tàpies, a Barcellona, nel 1999, e presso il Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, a Torino, nel 2000, e la mostra Merce Cunningham: Common Time, organizzata dal Walker Art Center nel 2017. Inoltre, le opere coreografiche dell'artista sono interpretate da numerose compagnie di danza, come Paris Opéra Ballet, New York City Ballet, American Ballet Theatre, London' s Rambert, e White Oak Dance Project, per nominarne alcune.
Dopo una vita di grandi successi e riconoscimenti, Merce Cunningham muore nel sonno il 26 luglio del 2009, nella sua abitazione a New York, per cause naturali. Un mese prima della morte annuncia il "Living Legacy Plan", un piano per supervisionare l'integrità del suo insegnamento e lasciare un progetto per il futuro delle sue scuole anche dopo la sua morte.
Avvicinatosi alla concezione artistica e all'opera di Martha Graham durante il periodo di formazione con la danzatrice Bonnie Bird alla Cornish School, e, in seguito, attraverso lo studio della danza moderna condotto con la coreografa presso la Bennington School of the Dance, dal 1939 al 1945, Cunningham è danzatore nella Martha Graham Dance Company, all'interno della quale occupa un posto di grande rilievo. Successivamente, prende le distanze dalla danza "psicologistica" dell'artista americana ed elabora una sua idea di danza anti-psicologica e anti-narrativa incentrata sulla concretezza di un movimento definito anti-emozionale ed anti-narrativo, che riflette la sua concezione della danza come arte formale. Il suo intento è quello di ripensare la danza, adeguandola ai grandi mutamenti del mondo.
Dopo la morte della coreografa, avvenuta nel 1991, Cunningham dichiara: «Martha Graham è stata una danzatrice straordinaria. Ha sviluppato una tecnica originale ed innovativa. [...] Era bassa di statura, ma con una grande presenza scenica. [...] Ripensando agli anni di lavoro insieme e a quelli trascorsi a New York nella sua compagnia, realizzo, proprio come compresi allora, quanto sia stato fortunato ad avere avuto l'opportunità di condividere il palco con lei».
Per la radicalità della sua estetica e per la sua filosofia implicita, è considerato il principale esponente della neoavanguardia di danza, e genera un ponte metaforico tra la modern dance e la postmodern dance. Infatti, se Graham è ritenuta la “grande madre” della modern dance, Cunningham getta le basi della postmodern dance.
La sua collaborazione col compositore d'avanguardia John Cage, cui è legato sentimentalmente per mezzo secolo fino alla morte di Cage nel 1992, è fondamentale per la carriera e la vita di entrambi.
Conosciuto nel 1938, durante gli anni di formazione alla Cornish School, Cunningham condivide con Cage il rifiuto dei metodi formali dall'arte del XIX secolo e la loro collaborazione, iniziata nel 1942 con la realizzazione da parte del compositore della musica della coreografia Credo in Us è tra le più celebri del XX secolo, influenzando profondamente gli sviluppi dell’avanguardia americana. Tra i due è evidente una comunanza di concezione, per cui Cunningham cerca di esprimere nelle sue coreografie lo svolgersi di un'azione, di un'idea, attraverso il puro movimento, lineare e fluido, spesso creato in maniera totalmente indipendente dalla musica. I due artisti, infatti, creano performance dove la danza e la musica rimangono indipendenti l'una dall'altra, pur sviluppandosi nello stesso tempo e nello stesso luogo, dimostrando che la prima riguarda principalmente se stessa, e non la musica.
Negli anni Quaranta Cage, anche grazie alle lezioni e agli scritti di Daisetsu Teitaro Suzuki, si avvicina alla cultura orientale e al Buddhismo Zen, e successivamente viene introdotto dal compositore Christian Wolff al Libro dei Mutamenti (I' Ching), in cui sono descritte tutte le possibili dinamiche del cambiamento. Cage inizia così a organizzare il caso secondo un sistema di combinazioni numeriche che decidono in sua vece (quali note suonare, la loro durata, la loro altezza), coinvolgendo presto anche Cunningham in questo nuovo approccio alla creazione.
Cunningham stesso afferma che lui e Cage iniziano ad interessarsi all'utilizzo del caso come metodo di lavoro per le loro opere negli anni Cinquanta. Sixteen Dances for Soloist and Company of Three (1951) è il primo lavoro in cui Cunningham utilizza il metodo cinese dell'I Ching per creare la coreografia: nella danza, che esplora le nove emozioni permanenti (rasas) dell’estetica indiana, l’ordine di apparizione delle emozioni e dei movimenti a esse associati viene determinato dal caso. La composizione musicale è scritta da Cage, ma, come avviene spesso, i due lavorano indipendentemente l’uno dall’altro; i movimenti coreografici di Cunningham non si adattano, bensì si confrontano, con la traccia musicale.
Cunningham sviluppa dunque un approccio basato sulla concezione della danza come sostanza a sé stante, ente autonomo, indipendente sia dal suono che dall'immagine. Poche ore prima dello spettacolo, Cunningham consegna la coreografia determinata dal caso ai danzatori della sua compagnia, mentre la musica arriva sempre dopo, direttamente durante lo spettacolo. L'unica cosa che lega danza e musica è dunque la durata temporale, un timing preciso grazie al quale le due arti si sarebbero espresse in armonia.
Il metodo del caso non implica però nessuna improvvisazione, dal momento che, una volta scelta casualmente (per esempio attraverso il lancio di dadi o monete) la sequenza degli elementi, siano essi musicali o coreutici, essa rimane tale e tale deve essere eseguita e portata in scena.
Una svolta decisiva nella loro evoluzione estetica avviene nel 1952 quando, allargata la collaborazione al pittore Robert Rauschenberg, i tre presentano al Black Mountain College Theater Piece No. 1, un evento che passa alla storia come il primo Happening (benché il termine Happening sia stato usato per la prima volta nel 1959 da Allan Kaprow). Negli anni '60 Cunningham inizia la pratica degli Events, nei quali unisce in una nuova combinazione e senza una struttura predefinita, frammenti selezionati di opere esistenti. Lo stesso coreografo spiega: «Presentati senza intervallo, gli "events" sono composti da balletti completi, estratti da balletti di repertorio e, spesso, da nuove sequenze adattate per una rappresentazione e un luogo precisi, con la possibilità che più azioni distinte si producano in uno stesso tempo per permettere, più che una serata di danze, l'esperienza della danza»; in questa affermazione è racchiuso il principio di tutta la poetica del coreografo statunitense. In quel periodo si sostituisce alla nozione classica di “spettacolo”, quella di “laboratorio” e “performance”.
Di Elliot Caplan è il documentario Cage/Cunningham del 1991. Racconta la storia della loro rinomata e duratura collaborazione tramite interviste, materiali d'archivio e collaborazioni tra le loro associazioni artistiche e filosofiche che hanno riunito personalità dell'arte, della danza, della musica, della letteratura.
L'attività artistica di Cunningham si basa sulla ricerca del movimento e questa sua attenzione è resa evidente anche da un'intervista nella quale dichiara: «La mia idea è sempre stata quella di esplorare il movimento del corpo umano. Ho cercato di insegnare a studenti e ballerini la mia tecnica, ma in un modo che lasciasse spazio all'individualità». Affascinato ed incuriosito dalle possibilità offerte dai nuovi media, nel 1968 si interroga sul futuro della danza in rapporto alle tecnologie, sicuro del fatto che i dispositivi tecnologici possano essere applicati al mondo della danza al fine di arricchire il processo di creazione coreografica, ma consapevole della riluttanza da parte del mondo accademico.
Il desiderio di Cunningham è quello di trovare il mezzo più ottimale per realizzare i propri obiettivi artistici e la tecnologia elettronica ha introdotto un nuovo modo di vedere la realtà, di negoziare, di pensare. Grazie ai nuovi media digitali è sempre più possibile “editare” un prodotto creativo, inter-agendo su di esso, annullando o ripristinando modifiche che non andranno ad influenzare il “già salvato”. Da questo presupposto, Cunningham ipotizza un sistema di notazione di danza elettronica immediata che serva a mostrare i movimenti della danza, fermarli o rallentarli, coreografare la danza in modi completamente nuovi e reimmaginare la comprensione del corpo umano. Nasce così, nel 1986, Life Forms, poi denominato DanceForms, primo software di creazione e notazione dei movimenti di danza, che consiste nella rappresentazione del corpo umano come una serie di cerchi concentrici. Grazie a questa invenzione, Cunningham, in quanto suo ideatore e sperimentatore, diventa il primo coreografo internazionale ad utilizzare il computer come uno strumento coreografico.
Nel corso della sua carriera artistica, Cunningham si cimenta anche nella creazione di video, nonostante tale pratica sia spesso poco considerata e ricordata.
Negli anni Sessanta, il coreografo lavora con diversi registi integrando il loro lavoro nelle sue esibizioni di danza. Un esempio di questo tipo di collaborazione è il filmato d'archivio di Variations V, un'opera multimediale nella quale vengono ripresi i ballerini che, attivando dei sensori, interrompono un raggio luminoso e innescano inserti musicali di Cage, mentre su alcuni schermi sono riprodotte immagini di film o di vita quotidiana; questo filmato mostra, inoltre, i montaggi di Stan VanDerBeek e Nam June Paik proiettati sui ballerini di Cunningham.
A partire dagli anni Settanta, Cunningham inizia ad esplorare i video con l'amico e regista della compagnia Charles Atlas. Il coreografo intreccia intenzionalmente la danza con il video, coniando il termine video-danza. Nel 1974 realizza, da uno spettacolo del 1968, Walkaround time, su scene di Jasper Johns (direttore artistico dal 1967 al 1980, succeduto a Rauschenberg) ispirate all'opera di Duchamp The large glass. Esempi di video-danza includono Squaregame Video (1976), e Beach Birds for Camera (1993).
Negli anni Ottanta e Novanta, continua l'esplorazione sulle possibilità di intersezione tra danza e video, creando con Elliot Caplan Changing steps (1989), da uno spettacolo del 1975, sperimentando il software Life Forms unitamente alla tecnica del motion capture: il movimento si stacca così dal ballerino per liberarsi nello spazio virtuale.
La Merce Cunningham Dance Company, inizialmente Merce Cunningham and Dance Company, fondata nel 1953 presso il Black Mountain College, si afferma, a partire dagli anni Cinquanta, come una delle massime esperienze di ricerca nel campo della danza contemporanea, attraverso la creazione di centinaia di opere coreografiche di intensa fisicità e rigore intellettuale, sfidando le idee tradizionali di danza, come i ruoli dei ballerini e del pubblico, i limiti del palcoscenico e le relazioni tra movimento e bellezza. Per Cunningham, la Compagnia è fondamentale per la sua vita, tanto che egli stesso dichiara: «I ballerini sono stati e continuano ad essere la vita del mio lavoro. È a loro che sono più debitore, per la loro dedizione, energie e disponibilità in condizioni favorevoli o difficili».
Il primo tour mondiale della Merce Cunningham Dance Company si tiene nel 1964, concludendosi in Giappone nel novembre dello stesso anno. Questo tour è riconosciuto come uno degli eventi più significativi nella storia della danza americana del dopoguerra, portando la compagnia ai vertici della scena artistica internazionale. Benché si sia assicurata impegni in luoghi strategicamente importanti (città in Cecoslovacchia, Polonia, India e Thailandia), la compagnia è considerata troppo all'avanguardia per servire come ambasciatore culturale, e quando cala il sipario, la Merce Cunningham Dance Company, nonostante il plauso della critica, è demoralizzata, esausta e indebitata. A meno di due settimane dall'inizio del tour, Robert Rauschenberg, illuminotecnico e scenografo di Cunningham, diventa il primo americano a vincere il primo premio di pittura alla Biennale di Venezia, e a Tokyo lascia la troupe. Qui Cunningham dice addio alla sua compagnia, e recatosi da solo a Honolulu, scrive due lettere a Cage. Nella prima ha annunciato lo scioglimento della società, ricordando: «Non vedevo alcun motivo per continuare con così tanta sgradevolezza e ostilità in giro». Ma in seguito a dei ripensamenti, scrive una seconda lettera nella quale dichiara la sua intenzione di «tornare e ricominciare con chiunque e qualunque cosa ci fosse».
Nel 2009, dopo la morte del coreografo, la compagnia intraprende un tour mondiale della durata di due anni, come richiesto dallo stesso Cunningham, per poi dissolversi definitivamente al termine dell'evento, nel 2011.
Nel corso della sua attività, la compagnia si avvale spesso della collaborazione di artisti visivi, musicisti, architetti e designer.
Si tratta della compagnia che ha commissionato più lavori a compositori contemporanei; molte opere includono brani di musicisti, come John Cage, Gordon Mumma e Gavin Bryars, e band famose, come Radiohead, Sigur Rós e Sonic Youth. Nel ruolo di direttore musicale, è succeduto a John Cage, cui sono riconducibili le maggiori innovazioni, il compositore David Tudor e, dopo il 1995, Takehisa Kosugi.
Il lavoro di Cunningham, le sue opere video, le sue opere materiali e gli oggetti usati dalla Compagnia nelle performance sono conservati all'interno delle collezioni di varie istituzioni.
Il Merce Cunningham Trust, fondato nel 2000 dal coreografo, si occupa di preservare, mantenere e condividere il suo lascito artistico, conservando le opere scritte, i disegni, le opere registrate e gli oggetti fisici impiegati, trasmettendo la sua tecnica e i suoi metodi coreografici, e supportando la ricerca, lo studio e la ricostruzione della sua visione e della sua attività tramite la messa a disposizione della documentazione scritta e materiale. L'ente lavora a stretto contatto con la New York Public Library for the Performing Arts, il Walker Art Center di Minneapolis e il John Cage Trust, al fine di archiviare una vasta collezione di materiali. Nel 2001, la Jerome Robbins Dance Division della New York Public Library acquisisce Il Merce Cunningham Archive, il quale include opere manoscritte dell'artista, opere video e registrazioni. Dal 2011, il Walker Art Center conserva l'archivio della Merce Cunningham Dance Company, comprendente costumi, materiali di uso scenografico, poster, fotografie, annotazioni. Il John Cage Trust, infine, conserva una collezione di scritti e disegni prodotti dal coreografo, opere audio e opere video.
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