
Il lavoro è un'attività produttiva, che implica la messa in atto di conoscenze rigorose e metodiche, intellettuali e/o manuali, per produrre e dispensare beni e servizi in cambio di compenso, monetario o meno.
Si tratta di un servizio utile che si rende alla società, e prevede la concessione sistematica al pubblico di un bene in cambio di un altro, in forma di compenso non sempre monetario. Nel mondo moderno l'attività lavorativa viene esplicata con l'esercizio di un mestiere o di una professione e ha come scopo la soddisfazione dei bisogni individuali e collettivi. Dal punto di vista giuridico si distingue il lavoro subordinato da quello autonomo e parasubordinato con caratteristiche intermedie tra i primi due.


Il termine lavoro deriva dal latino labor con il significato di fatica. Sono noti i detti della letteratura classica durar fatica e operar faticando. Altro termine di parlate italiane per "lavoro" è travaglio, che deriva dal latino tripalium (strumento di tortura), ad esempio in siciliano "lavorare" si dice travagghiari e in piemontese travajè e così via. Ancora oggi in alcuni dialetti regionali si usano i termini faticare, andare a faticare (per dire lavorare, andare a lavorare).
Lavorare significa occupare il tempo nel fare qualcosa di produttivo, traendone un vantaggio generalmente economico. Infatti con il termine occupato si definisce lo status del lavoratore e, con il suo opposto, disoccupato, si definisce lo status di chi non ha un lavoro come un soggetto in cerca di una prima occupazione. Il lavoratore dipendente ha generalmente una controparte, con la quale instaura un rapporto di lavoro regolamentato tipicamente da un contratto di lavoro.
Il lavoro è quella forza, unita alla consapevolezza di sé, che permette di realizzare la propria natura potenziale, portando a termine compiti etici che possano fornire un beneficio spirituale e morale a se stessi, all'ambiente sociale e naturale. Può anche essere definito come Karma Yoga, ossia essere in connessione o mantenere una determinata consapevolezza, fondata su principi etici, nelle azioni che si stanno svolgendo. In quest'ambito rientra la teoria del lavoro affettivo sviluppata dal filosofo italiano Toni Negri e dallo statunitense Michael Hardt.
| Territorio | Occupati | Disoccupati | Disponibili a lavorare ma non cercano lavoro | Cercano lavoro ma non sono immediatamente disponibili | Sottoccupati part-time |
|---|---|---|---|---|---|
| Unione europea (27 paesi, dal 2020) | 197.787.000 | 12.151.000 | 5.005.000 | 1.720.000 | 4.986.000 |
| Area dell'euro (21 paesi) | 156.392.000 | 10.273.000 | 4.441.000 | 1.412.000 | 4.448.000 |
| Area dell'euro (20 paesi) | 153.592.000 | 10.172.000 | 4.411.000 | 1.393.000 | 4.437.000 |
| Germania | 39.458.000 | 1.548.000 | 736.000 | 316.000 | 503.000 |
| Turchia | 29.641.000 | 2.673.000 | 4.115.000 | 145.000 | 1.538.000 |
| Francia | 28.178.000 | 2.199.000 | 607.000 | 401.000 | 1.172.000 |
| Italia | 23.154.000 | 1.510.000 | 1.813.000 | 82.000 | 487.000 |
| Spagna | 21.603.000 | 2.471.000 | 642.000 | 229.000 | 1.081.000 |
| Polonia | 16.640.000 | 522.000 | 170.000 | 31.000 | 155.000 |
| Paesi Bassi | 8.709.000 | 297.000 | 99.000 | 84.000 | 372.000 |
| Romania | 7.579.000 | 452.000 | 179.000 | NA | 72.000 |
| Cechia | 5.032.000 | 137.000 | 15.000 | 154.000 | 22.000 |
| Portogallo | 4.998.000 | 315.000 | 82.000 | 24.000 | 117.000 |
| Belgio | 4.938.000 | 306.000 | 80.000 | 36.000 | 193.000 |
| Svezia | 4.873.000 | 398.000 | 98.000 | 85.000 | 183.000 |
| Ungheria | 4.512.000 | 200.000 | 53.000 | 9.000 | 23.000 |
| Svizzera | 4.455.000 | 224.000 | 100.000 | 48.000 | 216.000 |
| Austria | 4.255.000 | 245.000 | 70.000 | 60.000 | 106.000 |
| Grecia | 4.176.000 | 404.000 | 85.000 | 32.000 | 76.000 |
| Bulgaria | 2.800.000 | 101.000 | 30.000 | 19.000 | 11.000 |
| Danimarca | 2.759.000 | 169.000 | 49.000 | 26.000 | 84.000 |
| Serbia | 2.703.000 | 256.000 | 74.000 | 8.000 | 54.000 |
| Norvegia | 2.607.000 | 92.000 | 33.000 | 37.000 | 85.000 |
| Irlanda | 2.592.000 | 114.000 | 54.000 | 17.000 | 112.000 |
| Slovacchia | 2.536.000 | 143.000 | 13.000 | 7.000 | 13.000 |
| Finlandia | 2.410.000 | 238.000 | 40.000 | 63.000 | 120.000 |
| Croazia | 1.658.000 | 79.000 | 27.000 | 5.000 | 15.000 |
| Lituania | 1.383.000 | 103.000 | 12.000 | 13.000 | 15.000 |
| Bosnia ed Erzegovina | 1.226.000 | 170.000 | 48.000 | 2.000 | 9.000 |
| Slovenia | 966.000 | 36.000 | 8.000 | 4.000 | 8.000 |
| Lettonia | 821.000 | 63.000 | 17.000 | 6.000 | 14.000 |
| Macedonia del Nord | 687.000 | 87.000 | 31.000 | 2.000 | 8.000 |
| Estonia | 640.000 | 49.000 | 14.000 | 6.000 | 8.000 |
| Cipro | 481.000 | 21.000 | 4.000 | 2.000 | 11.000 |
| Lussemburgo | 318.000 | 21.000 | 8.000 | 6.000 | 9.000 |
| Malta | 318.000 | 9.000 | 2.000 | NA | 3.000 |
| Islanda | 201.000 | 8.000 | 2.000 | 1.000 | 5.000 |

EURES (European Employment Services) è una rete di cooperazione europea formata da servizi pubblici per l'impiego.È un'agenzia dell'UE istituita per facilitare la mobilità occupazionale tra gli Stati membri e mantiene un database di posti di lavoro come mezzo utile per cercare e candidarsi per posti di lavoro nell'UE e in Svizzera.
Nel 1994 EURES ha avviato una rete di collaborazione europea tra i servizi per l'impiego. La sua missione è agevolare la mobilità dei lavoratori in Europa. La rete ha dedicato un impegno costante per garantire che i cittadini europei abbiano accesso alle stesse opportunità, superando ostacoli come le differenze linguistiche, culturali, le sfide burocratiche, le variazioni nelle leggi sul lavoro e i problemi di riconoscimento dei titoli di studio tra le diverse regioni dell'Europa.
Attraverso il portale accessibile all'indirizzo: https://ec.europa.eu/eures/portal/jv-se/home?lang=it&pageCode=find_a_job, è possibile cercare offerte di lavoro in base alla località, al settore professionale o alla professione desiderata. In alternativa, è sufficiente inserire il tipo di lavoro desiderato nella casella di ricerca dedicata.
Negli ultimi anni numerose trasmissioni televisive italiane hanno affrontato un tema che ricorre spesso nel dibattito pubblico: perché molte imprese dichiarano di non riuscire a trovare personale, mentre migliaia di giovani scelgono di lavorare all'estero? Sebbene ogni programma affronti il tema da un punto di vista diverso, emerge un quadro ricorrente fatto di salari bassi, precarietà, scarse prospettive di carriera e confronto sfavorevole con altri Paesi europei. Si elencano le principali trasmissioni sull'argomento:
1. PresaDiretta – Tutti a Berlino, la grande fuga dei giovani (2026) La trasmissione segue giovani italiani che hanno scelto di trasferirsi a Berlino per costruire il proprio futuro professionale. Attraverso le loro testimonianze vengono messi a confronto: stipendi medi, opportunità di carriera, possibilità di crescita professionale, welfare, servizi pubblici.
2. PresaDiretta – Il salario minimo (14 febbraio 2022) Questa puntata affronta il tema dei salari italiani confrontandoli con quelli del resto dell'Europa. L'inchiesta ricorda come numerosi studi internazionali abbiano evidenziato che i salari reali italiani sono rimasti stagnanti o diminuiti nel lungo periodo, molti Paesi europei dispongono di un salario minimo legale, la crescita della produttività e dei salari non ha seguito lo stesso andamento osservato in altre economie europee. La trasmissione presenta inoltre le diverse posizioni di sindacati, imprese ed economisti sul possibile impatto dell'introduzione di un salario minimo.
3. PiazzaPulita – Politiche migratorie: Meloni vs Sánchez (15 maggio 2026) Il servizio mette a confronto Italia e Spagna analizzando non solo le politiche migratorie ma anche alcuni indicatori economici: andamento dell'occupazione, crescita economica, disponibilità di lavoratori, salari, politiche pubbliche.
4. Zona Bianca – Caccia agli stagionali (2022) È probabilmente una delle inchieste più note sul tema. Alcuni giornalisti si presentano come candidati per lavori stagionali nel turismo. Le offerte ricevute comprendono, in diversi casi: paghe comprese tra circa 2,5 e 4 euro l'ora, turni molto lunghi, poche giornate di riposo, casi di lavoro irregolare. L'inchiesta mette in evidenza il contrasto tra le dichiarazioni di alcuni imprenditori che affermano di non trovare personale e le condizioni economiche offerte durante i colloqui.
5. Spotlight – Povero lavoro. Viaggio nell'Italia dei bassi salari Questa inchiesta analizza il fenomeno dei bassi salari italiani confrontandolo con Francia e Germania. Tra gli argomenti affrontati: andamento delle retribuzioni, costo della vita, contrattazione,produttività,qualità dell'occupazione. L'inchiesta cerca di spiegare perché la crescita delle retribuzioni italiane sia stata bassa rispetto a quella registrata in altri grandi Paesi europei.
6. Mi Manda Rai Tre – Il lavoro che non paga (2026) Il programma si concentra sul lavoro stagionale nel turismo. L'inchiesta raccoglie: annunci di lavoro, testimonianze di lavoratori, colloqui con datori di lavoro, analisi dei contratti, confronto tra compensi offerti e costo della vita. Emerge come, in alcune situazioni, le condizioni proposte possano rendere difficile attrarre personale, soprattutto nelle località con un elevato costo degli alloggi.
7. Le Iene Inside – Il lavoro in Italia e il Reddito di cittadinanza L'inchiesta affronta una delle domande più discusse degli ultimi anni: "Gli italiani non vogliono lavorare oppure molte offerte sono poco attrattive?". Attraverso interviste a lavoratori, imprenditori ed esperti vengono analizzati: salari, precarietà, contratti, costo della vita, ruolo del reddito di cittadinanza nel mercato del lavoro. La trasmissione presenta punti di vista differenti e cerca di verificare quanto incidano le condizioni economiche offerte rispetto ad altri fattori.

Per svolgere numerose mansioni è necessario rispettare determinati codici di abbigliamento. Per quanto concerne le mansioni che privilegiano l'aspetto organizzativo ed estetico, i lavoratori verranno provvisti di uniformi o comunque saranno tenuti a presentarsi in abiti curati sul luogo di lavoro; molto diverso è l'abbigliamento da lavoro manuale, che, oltre a garantire l'incolumità del lavoratore, deve permettergli di svolgere la sua attività senza impedimenti. In molti paesi vengono imposte regole rigide da seguire in materia di abbigliamento da lavoro.
In riferimento al vecchio Codice civile italiano del 1865, sulle orme della tradizione giuridica romana, si usava definire con l'espressione locatio il lavoro come locazione di opere accanto alla locazione delle cose. La locatio operis aveva ad oggetto uno specifico risultato e si distingueva dalla locatio operarum riguardante un'attività lavorativa avulsa dal rischio del risultato. In tal modo si distingueva tra lavoro autonomo comprendendo le professioni intellettuali e il lavoro subordinato.
Nel caso di lavoro autonomo e libera professione l'altra parte è il cliente. Nel lavoro autonomo il contratto d'opera non si svolge alle dirette dipendenze dell'imprenditore. Differenziato dal lavoro subordinato, come si è accennato, era distinto con l'espressione locatio operis. Il rapporto è regolato da accordi di fornitura di beni o servizi.
Alla fine, in mancanza di una definizione omnicomprensiva di subordinazione, la dottrina ha fatto riferimento alla giurisprudenza che ha elaborato vecchi e nuovi concetti pervenendo alla distinzione, non solo generale e astratta, tra lavoro dipendente e autonomo ma alla loro qualificazione riguardo al concreto atteggiarsi del rapporto di lavoro.
Quale che sia la controparte il rapporto di lavoro deve rispondere alle norme più alte e generali del diritto privato, in particolare il diritto commerciale e il diritto del lavoro. Nel rapporto di lavoro subordinato una forte valenza assume il diritto sindacale. Si comprendono gli elevati risvolti pubblici del lavoro con ricadute sociali anche sul piano delle tutele giuridiche e sindacali.


Il lavoro è il pilastro fondamentale su cui si basano le nazioni e le società. In Italia la Carta fondamentale tutela una serie di diritti dei lavoratori garantendo in particolare quelli delle fasce più deboli, infatti l'articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana recita:
Il legislatore nell'enucleare l'articolo dunque ha voluto dar grande risalto al concetto di lavoro quale elemento fondante dello Stato. Altre importanti disposizioni costituzionali sono:
La Costituzione demanda inoltre la possibilità ai sindacati dei lavoratori di stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce. (Art. 39)
La disciplina fondamentale del lavoro è contenuta nel codice civile italiano, ad esempio ai sensi dell'art. 2094 c.c. è prestatore del lavoro subordinato chi si obbliga dietro retribuzione a prestare nell'impresa il proprio lavoro che può essere intellettuale o manuale. In altre parole nel lavoro subordinato è presente una soggezione del lavoratore alle decisioni e agli ordini del datore di lavoro. Tuttavia la nozione codicistica non basta da sola a qualificare e circoscrivere il rapporto subordinato nel suo concreto atteggiarsi. In dottrina si fa rilevare l'allargamento dell'area riconosciuta come subordinata da parte della giurisprudenza come fenomeno socioeconomico.
Altre norme importanti sono:
Tipologie di lavoro:
Con l'entrata in vigore della cosiddetta legge Biagi sono stati disciplinati i lavori atipici e la flessibilità nel lavoro. In realtà la legge è impropriamente così definita in quanto si tratta solo di una legge delega al governo, il Decreto Legge n. 276 del 2003.
In particolare nelle forme di flessibilità introdotte dalla nuova normativa trovano applicazione:
Altre forme di lavoro, alcune molto più diffuse di quello che si pensa superficialmente, sono:
Nello specifico nel concetto di lavoro occasionale rientrano:
Il lavoro subordinato è anche denominato impiego, da cui discende il termine impiegato. Quest'ultimo termine, tuttavia è spesso utilizzato per indicare una specifica categoria di lavoratore che generalmente include lavori d'ufficio (contabilità, fatturazione, amministrazione, design, pianificazione, inserimento dati e così via), spesso in contrapposizione a quella di operaio (lavori quasi sempre legati alla manualità). Altre categorie, pressoché legate alla gerarchia, responsabilità e retribuzione sono i quadri e i dirigenti.
Una vecchia consuetudine, che prevedeva la trascrizione nel libretto di lavoro, distingueva l'impiegato di concetto dall'impiegato di complemento. Un'altra consuetudine, tipica di ambienti industriali, distingue il lavoro intellettuale, dove prevale la capacità mentale, dal lavoro fisico, dove prevale la capacità fisica. Ancora nella terminologia industriale, quando ci si riferisce al lavoro come tempo e costo impiegato dai lavoratori per le attività produttive si utilizza il termine manodopera.
Nella moderna terminologia aziendale, in ottica di gestione per processi in cui si contrappongono le risorse in entrata, con i risultati in uscita, per riferirsi ai lavoratori, si utilizza il termine risorse umane (pur restando in auge l'altisonante termine "maestranze" utilizzato spesso nelle comunicazioni dalle aziende alla totalità dei lavoratori). In tal modo si distinguono dalle risorse materiali e immateriali.
| Territorio | Occupati | Disoccupati | Forze lavoro potenziali | Non cercano e non disponibili |
|---|---|---|---|---|
| Abruzzo | 494.000 | 36.000 | 36.000 | 225.000 |
| Basilicata | 192.000 | 11.000 | 33.000 | 98.000 |
| Calabria | 536.000 | 61.000 | 139.000 | 419.000 |
| Campania | 1.700.000 | 283.000 | 378.000 | 1.282.000 |
| Emilia-Romagna | 2.000.000 | 87.000 | 66.000 | 649.000 |
| Friuli-Venezia Giulia | 508.000 | 25.000 | 17.000 | 182.000 |
| Lazio | 2.338.000 | 141.000 | 159.000 | 1.006.000 |
| Liguria | 623.000 | 31.000 | 36.000 | 217.000 |
| Lombardia | 4.439.000 | 138.000 | 157.000 | 1.649.000 |
| Marche | 619.000 | 35.000 | 35.000 | 229.000 |
| Molise | 104.000 | 7.000 | 13.000 | 55.000 |
| Piemonte | 1.802.000 | 118.000 | 68.000 | 626.000 |
| Provincia Autonoma Bolzano | 253.000 | 5.000 | 6.000 | 79.000 |
| Provincia Autonoma Trento | 246.000 | 6.000 | 9.000 | 82.000 |
| Puglia | 1.255.000 | 144.000 | 220.000 | 842.000 |
| Sardegna | 572.000 | 60.000 | 74.000 | 276.000 |
| Sicilia | 1.434.000 | 204.000 | 350.000 | 1.041.000 |
| Toscana | 1.596.000 | 73.000 | 73.000 | 522.000 |
| Trentino-Alto Adige | 499.000 | 10.000 | 15.000 | 161.000 |
| Umbria | 361.000 | 18.000 | 16.000 | 127.000 |
| Valle d'Aosta | 55.000 | 2.000 | 2.000 | 17.000 |
| Veneto | 2.122.000 | 77.000 | 78.000 | 787.000 |
| Anno | Disoccupati | Inattivi | Occupati |
|---|---|---|---|
| 2004 | 1.948.304 | 14.346.576 | 21.961.533 |
| 2005 | 1.882.027 | 14.488.413 | 22.000.538 |
| 2006 | 1.658.912 | 14.393.246 | 22.324.684 |
| 2007 | 1.486.124 | 14.511.062 | 22.454.701 |
| 2008 | 1.664.221 | 14.402.840 | 22.646.000 |
| 2009 | 1.917.247 | 14.847.785 | 22.146.588 |
| 2010 | 2.073.513 | 14.993.254 | 21.961.497 |
| 2011 | 2.081.773 | 14.996.074 | 22.036.833 |
| 2012 | 2.710.408 | 14.440.585 | 21.890.776 |
| 2013 | 3.069.999 | 14.471.566 | 21.420.225 |
| 2014 | 3.216.439 | 14.139.612 | 21.457.896 |
| 2015 | 2.998.682 | 13.991.844 | 21.634.191 |
| 2016 | 2.967.443 | 13.541.815 | 21.937.636 |
| 2017 | 2.862.566 | 13.278.049 | 22.161.385 |
| 2018 | 2.695.456 | 13.133.934 | 22.332.614 |
| 2019 | 2.525.237 | 13.038.800 | 22.442.714 |
| 2020 | 2.288.142 | 13.788.369 | 21.721.017 |
| 2021 | 2.348.292 | 13.328.350 | 21.849.197 |
| 2022 | 2.008.963 | 12.844.586 | 22.412.480 |
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