Metabolomica

La metabolomica è lo studio sistematico delle uniche impronte chimiche lasciate da specifici processi cellulari - nello specifico, lo studio dei loro profili metabolici a molecole piccole.

Il metaboloma rappresenta l'insieme di tutti i metaboliti di un organismo biologico, che sono i prodotti finali della sua espressione genica. E così, mentre i dati dell'espressione genica dell'mRNA e delle analisi proteomiche non spiegano esaurientemente ciò che potrebbe succedere in una cellula, il profilo metabolico può fornire un'istantanea della fisiologia di quella cellula. Una delle sfide della biologia sistemica è di integrare la proteomica, la trascrittomica e le informazioni metabolomiche per avere una visione d'insieme più completa degli organismi viventi.

Anche la parola metabonomica è di uso corrente, in particolare nel contesto di valutazione della tossicità farmacologica. Ci sono alcune discussioni sulle differenze tra 'metabonomica' e 'metabolomica'; in generale viene usato più comunemente il termine 'metabolomica'. La differenza tra i due termini non è collegata alla scelta di una piattaforma analitica: sebbene la metabonomica sia più associata alla spettroscopia dell'NMR e la metabolomica con le tecniche a base spettrometrica, è semplicemente per via degli usi tra gruppi diversi che questi termini sono diventati di uso comune. Mentre non c'è ancora nessun accordo, è sempre più in crescita il consenso che sostiene che le differenze risiedano nel fatto che 'metabolomica' metta maggiore enfasi sul profilo metabolico comprensivo, mentre 'metabonomica' viene usato per descrivere modifiche metaboliche causate da una perturbazione biologica. In pratica c'è ancora un ampio grado di sovrapposizione nell'utilizzo dei termini e spesso sono usati come sinonimi.

La metabolomica computazionale è una specializzazione interdisciplinare e una branca della bioinformatica che usa tecniche computazionali miste a tecniche di docking molecolare per individuare biomarcatori metabolici e predire le interazioni molecolari. Le tipiche tecniche di docking usate sono la risonanza magnetica nucleare e la spettrometria di massa e servono a simulare le interazioni tra ligandi e recettori. Lo scopo finale sia della metabolomica che della metabolomica computazionale è di ricercare nuovi farmaci contro virus e batteri, capire meglio la farmacocinetica e la tossicità dei farmaci (xenobiotici de facto) in tossicologia, effettuare scoperte sulle reti biologiche complesse e fare avanzamenti nel campo della medicina personalizzata e dell'oncologia (e dunque nelle terapie anticancro).

Storia

La metabolomica è stata ideata nel 1970 da Arthur B. Robinson mentre lavorava come assistente del dipartimento di chimica all'Università della California di San Diego. Robinson stava facendo ricerche su un'idea di Linus Pauling che si domandava se la variabilità biologica potesse essere spiegata sulla base di differenze molto più ampie di requisiti nutrizionali di quanto fosse generalmente riconosciuto. Analizzando i modelli cromatografici "confusi" di urina di soggetti a cui era stata somministrata la Vitamina B6, Robinson si rese conto che centinaia o migliaia di costituenti chimici nell'urina contenevano informazioni molto utili.

Sebbene non fosse chiamata metabolomica, il primo elaborato su questo tema era intitolato “Quantitative Analysis of Urine Vapor and Breath by Gas-Liquid Partition Chromatography”, di Robinson e Pauling nel 1971 e pubblicato nella rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Da allora Robinson ha fatto pubblicare altri diciannove elaborati sui modelli quantitativi sugli umori corporei (vedi sotto). Robinson e i suoi colleghi hanno identificato diverse malattie, condizioni ed età fisiologica basate su questi dati. Si aspettava che l'analisi dei fluidi corporei potesse essere ottimizzata per farne uno strumento di misurazione a basso costo, importante dal punto di vista medico e ricco di informazioni per misurare modifiche guidate dal metabolismo nello stato funzionale, anche quando i costituenti chimici sono tutti nell'“intervallo normale”.

L'idea centrale concepita da Robinson era che i dati ricchi di informazioni che riflettono lo stato funzionale di un sistema biologico complesso risiede nel modello quantitativo e qualitativo dei metaboliti nei fluidi corporei. Venti anni dopo altri iniziarono a capire il valore di questo approccio e l'interesse in materia venne sollevato. La stessa metabolomica venne coniata negli anni '90 (il primo elaborato che usa la parola metaboloma è di Oliver, S.G., Winson, M. K., Kell, D. B. & Baganz, F. (1998). Molti dei metodi bioanalitici usati per la metabolomica sono stati adattati (o in alcuni casi semplicemente adottati) dalle tecniche biochimiche esistenti. Due caratteristiche che accomunano la ricerca metabolomica sono:

  1. I metaboliti sono descritti senza pregiudizi nei confronti di uno specifico metabolita o gruppo di metaboliti
  2. Le relazioni tra i metaboliti sono caratterizzate al momento principalmente da metodi a variante multipla.

Tecniche separative: metodi di separazione

Ci sono due tematiche che si rivolgono all'analisi metabolitica: 1. separazione degli analiti, di solito tramite cromatografia. Anche l'elettroforesi viene utilizzata, in particolare quella capillare. 2. Rilevazione degli analiti, in seguito a separazione tramite cromatografia o altri metodi.

Applicazioni

La metabolomica trova applicazione in diversi ambiti della ricerca biomedica, in particolare nello studio delle malattie complesse e dei meccanismi fisiopatologici associati. L’analisi dei profili metabolici consente di identificare alterazioni sistemiche legate a stati patologici, supportando attività di caratterizzazione fenotipica, classificazione dei soggetti e valutazione della risposta a interventi terapeutici o sperimentali. In un contesto di biologia dei sistemi, la metabolomica contribuisce inoltre all’integrazione di informazioni molecolari, cliniche e ambientali, offrendo una rappresentazione funzionale dello stato biologico di un organismo. Nonostante il crescente interesse applicativo, l’adozione di tali approcci richiede rigorosi processi di validazione, standardizzazione analitica e interpretazione biologica dei dati.

Note

  1. ↑ Xiaojing Liu e Jason W. Locasale, Metabolomics: A Primer, in Trends in Biochemical Sciences, vol. 42, n. 4, 2017-04, pp. 274-284, DOI:10.1016/j.tibs.2017.01.004. URL consultato il 15 marzo 2024.
  2. ↑ (EN) Mohamed S. Nafie, Abdelghafar M. Abu-Elsaoud e Mohamed K. Diab, A comprehensive review on computational metabolomics: Advancing multiscale analysis through in-silico approaches, in Computational and Structural Biotechnology Journal, vol. 27, 2025, pp. 3191–3215, DOI:10.1016/j.csbj.2025.07.016. URL consultato il 19 settembre 2026.
  3. ↑ (EN) Ewy A. Mathé, Justin JJ van der Hooft e Haley Chatelaine, Computational metabolomics at scale: from open data to insight, in Current Opinion in Biotechnology, vol. 101, 2026-10, pp. 103557, DOI:10.1016/j.copbio.2026.103557. URL consultato il 19 settembre 2026.
  4. ↑ Wishart DS. Metabolomics and the systems biology of human disease. Nat Rev Genet. 2008;9(10):747–756.
  5. ↑ Scalbert A, Brennan L, Fiehn O, et al. Mass-spectrometry-based metabolomics: limitations and recommendations for future progress. Nat Rev Mol Cell Biol. 2009;10(6):1–13.

Bibliografia

Segue un elenco delle prime pubblicazioni sulla metabolomica:

Voci correlate

Collegamenti esterni

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