Michele Perfetti (Bitonto, 1931 – Ferrara, 2013) è stato un poeta e artista italiano, esponente della poesia visiva.
Aderente al Gruppo 70, negli anni sessanta fu tra i principali promotori della poesia visiva in Puglia, dove animò le attività del Circolo culturale Italsider di Taranto; secondo lo studioso Michele Brescia fu «l'artefice della creazione di una scuola verbovisuale in area jonica». Dal 1973 visse a Ferrara, dove fu insegnante e poi preside di liceo e proseguì la propria ricerca fino alla morte.
Nato a Bitonto, si trasferì presto a Taranto. Laureato in filosofia, dagli anni sessanta seguì sia la poesia lineare sia la poesia visiva e sperimentale, con alcune incursioni nel genere degli audiopoemi. Esordì con la narrativa: nel 1965 pubblicò presso l'editore Magna Grecia di Taranto la raccolta di racconti L'inquietudine. Frammenti di realtà, con una copertina di Nicola Carrino.
Nell'agosto 1965 allestì con Donatella Sampietro, nella libreria Magna Grecia di Taranto, l'esposizione delle tavole dell'antologia Poesie visive curata da Lamberto Pignotti per l'editore Sampietro di Bologna; l'episodio è considerato l'atto fondativo delle esperienze verbovisuali in Puglia. Da allora strinse rapporti con gli esponenti del Gruppo 70, in particolare con Eugenio Miccini, Luciano Ori, Lucia Marcucci e Ketty La Rocca, e dal 1967 partecipò attivamente al gruppo. Collaborò alla terza pagina del quotidiano tarantino Corriere del Giorno, dove scriveva di poesia visiva e di avanguardia, fece parte del comitato redazionale della rivista fiorentina Téchne e fu tra i corrispondenti italiani della rivista Lotta Poetica.
Nel dicembre 1967 tenne la sua prima mostra personale al Circolo culturale Italsider di Taranto, accompagnata dal libro d'artista ...000+1. Poesie tecnologico/visive, con contributi di Pignotti e Miccini. Nel gennaio 1968 curò con Gianni Jacovelli la rassegna nazionale Comunicazioni visive a Massafra, poi trasferita al Circolo Italsider con il titolo La poesia nella civiltà delle macchine; nel giugno dello stesso anno pubblicò con Jacovelli l'antologia Out. Repertorio di poesia sperimentale. Nel 1969 uscì la sua seconda raccolta di poesie visive, Frammenti quotidiani, e curò la sezione La decongestione permanente della rassegna Co/incidenze di Massafra, dedicata alle ricerche verbovisuali.
Nel 1971 partecipò all'operazione Dekult Theater ideata da Miccini e presentò al Circolo Italsider la sua terza personale con il libro Plastic City, il suo primo «romanzo visivo». Il volume ...000+1 fu inserito nella sezione «Il libro come luogo di ricerca» della XXXVI Biennale di Venezia (1972). Nel 1972 organizzò inoltre le rassegne Poesia in piazza a Grottaglie e Poesia pubblica a Taranto ed espose a Bari, alla galleria Centrosei.
Nel 1973, anno di pubblicazione di Oggi jet, si trasferì definitivamente a Ferrara, lasciando il ruolo svolto fino ad allora in Puglia ma mantenendo stretti contatti con gli ambienti artistici pugliesi. A Ferrara fu insegnante e poi preside del liceo scientifico «A. Roiti». Nello stesso 1973 entrò a far parte del Gruppo dei Nove.
Negli anni settanta proseguì la collaborazione con la cooperativa Punto Zero di Taranto: nel 1974 presentò la performance Poesia totale (con azioni) a Martina Franca, nel 1976 espose quaranta francobolli d'artista nella mostra First day of(f) issue – telepoesia – mail art, organizzata nell'ambito della II Rassegna internazionale d'arte contemporanea di San Vito dei Normanni, e nel 1977 tenne la performance Poesia e azioni al castello di Gioia del Colle. Nel novembre 1977 partecipò con il gruppo VideoArteSperimentale (con Vittorio Del Piano, Miccini e Pignotti) alla rassegna Gli art/tapes dell'Asac, organizzata dall'Archivio storico della Biennale di Venezia (ASAC), per la quale redasse la dichiarazione di poetica del gruppo.
Nel 1981 tenne una personale all'Istituto Gramsci di Ferrara, il cui catalogo fu introdotto da Gillo Dorfles. Secondo Salvatore Luperto partecipò alla XVI Biennale di San Paolo e alla XI Quadriennale di Roma. La sua presenza nelle iniziative di poesia visiva in Italia e all'estero proseguì fino agli ultimi anni. Morì a Ferrara nel 2013. Il suo archivio è conservato a Ferrara.
Negli anni sessanta e nei primi anni settanta la ricerca di Perfetti si fonda sulla critica della comunicazione di massa, intesa non solo come pubblicità ma come strumento di un potere che pretende un rapporto gerarchico con la comunicazione; la poesia visiva è concepita come un atto di autoliberazione rivolto al fruitore. Nel 1968 Perfetti indicava come scopo quello di «decongestionare l'uomo, a tutti i livelli, dalla passività dell'ingranaggio». Nel 1971, con Miccini, definiva la poesia visiva «una quinta colonna nelle file nemiche dei massmedia».
Le sue tecniche principali in questo periodo sono il «collage largo», termine coniato da Pignotti per le combinazioni di parole e immagini su tela emulsionata di grande formato, e il «romanzo visivo», una narrazione costruita accostando poesie visive in un unico volume. La critica Rossana Apicella vi ha riconosciuto una «dimensione di denuncia etica» rivolta contro la piccola borghesia e i miti del perbenismo. Diversi collage, come Sesso extra (1969), Super (1971) e A quando maestro, la rivoluzione? (1972), prendono di mira la Chiesa cattolica e la sua influenza sulla politica italiana del tempo. In un testo scritto con Miccini nel 1972, la poesia visiva è descritta come esterna alla letteratura, a differenza delle avanguardie precedenti, definite «endoletterarie».
Negli anni settanta Perfetti affianca alle opere su carta francobolli d'artista, poesie-telegramma e cartoline-poesia spedite come pezzi unici, oggetti «fatti per circolare» con cui intendeva «continuare a dire di "no"».
Dal 1981 il motto «Al di qua della parola al di là dell'immagine» accompagna come titolo-slogan gran parte delle sue mostre e pubblicazioni. Presentando la mostra ferrarese di quell'anno, Gillo Dorfles lesse le opere recenti come un tentativo di «rivalutare il Vuoto anziché il Pieno». Secondo Pietro Marino, la sua cifra, segnata da una «fantasia ironica», divenne col passare degli anni «meno aggressiva e più trasognata», giocata «sul fluttuare nel vuoto di frammenti sempre più semplificati e decantati».
Selezione di libri, libri d'artista e raccolte:
Opere di Perfetti sono conservate, tra l'altro: