Michele Scherillo

Michele Scherillo

Senatore del Regno d'Italia
Legislaturadalla XXVI (nomina 01/03/1923)
Tipo nominaCategoria: 18
Sito istituzionale

Dati generali
Titolo di studiolaurea in Giurisprudenza, laurea in Lettere e Filosofia
UniversitàUniversità di Napoli
Professionedocente universitario

Michele Scherillo (Napoli, 26 settembre 1860 – Milano, 8 settembre 1930) è stato un critico letterario e politico italiano. Fu senatore del Regno d'Italia nella XXVI legislatura.

Biografia

Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza nell'Università degli Studi di Napoli Federico II, si dedicò agli studi letterari e frequentò in particolare le lezioni di Francesco D'Ovidio, «il quale aveva portato nell'università napoletana il metodo severo della scuola inaugurata dal D'Ancona e l'interesse per gli studi romanzi». Dallo stesso D'Ovidio il giovane Scherillo fu indirizzato a una ricerca storica sulla maschera di Pulcinella , cui fece poi seguito una serie di studi sulla commedia dell'arte. Da notare che «l'opera buffa napoletana non aveva avuto uno storico, prima di allora».

Nel 1893 ottenne la cattedra di letteratura italiana nell'Accademia scientifico-letteraria di Milano, dove poi continuò a insegnare come professore ordinario per il resto della sua vita, oltre a ricoprire cariche politiche come quella di consigliere comunale di Milano. Nel 1923 fu eletto senatore. Presso l'Università degli Studi di Milano (nella quale la suddetta accademia era confluita) fu preside della Facoltà di Lettere, nonché direttore dell'annessa Scuola pedagogica. Fu tra i primi studiosi del cosiddetto "indovinello veronese".

Tra De Sanctis e D'Ovidio

Al rigoroso metodo storico appreso dal D'Ovidio, Scherillo restò sempre fedele. Lo dimostra, tra l'altro, l'approccio storico ed erudito delle sue ampie indagini condotte in particolare su Dante e su Manzoni. Tuttavia egli «non dimenticò mai l'umanità e la forza geniale dell'insegnamento desanctisiano; anzi ne condivise sostanzialmente i fondamenti critici e certo vigoroso entusiasmo espressivo». Della discussa critica estetica condivise tra l'altro il famoso giudizio negativo sul Paradiso dantesco, con la sua rappresentazione del soprannaturale che non rientrerebbe nei canoni crociani della poesia. Scherillo ebbe a definire De Sanctis come interprete meraviglioso del più meraviglioso dei poeti, ossia di Dante.

È difficile peraltro riconoscere un impianto teorico nella molteplice varietà della produzione di Scherillo, che spazia dal teatro musicale alla letteratura napoletana del Quattrocento (con specifica attenzione a Giovanni Pontano e Jacopo Sannazaro), da Dante a Machiavelli, da Alfieri a Parini, da Leopardi al venerato Manzoni, senza dire di tante altre figure letterarie più o meno di primo o di secondo piano.

In una delle sue rare teorizzazioni, Scherillo fa una chiara professione di fede positivistica, allorché paragona la professione del critico letterario a quella del medico: «Il critico deve rassegnarsi alla parte di quei medici che, fatta un'accurata diagnosi, dichiarano all'infermo che il suo caso è disperato e si raccomandi a Domenedio».

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1º giugno 1905
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
— 12 aprile 1917
Cavaliere dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro
— 2 gennaio 1913
Cavaliere ufficiale dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere ufficiale dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro
— 23 luglio 1921

Opere

Note

  1. ↑ Francesco Tateo, Michele Scherillo, in Letteratura italiana - I Critici, volume secondo, Milano, Marzorati, 1970, p. 1098.
  2. ↑ Pulcinella prima del secolo XIX. Saggio storico, Ancona, Cinelli, 1880, fu uno dei primi saggi di Michele Scherillo, appena ventenne.
  3. ↑ Francesco Tateo, Op. cit., p. 1102.
  4. ↑ Cfr. A. Roncaglia, Trascendenza e immanenza, in Storia della letteratura italiana di E. Cecchi e N. Sapegno, volume primo, Le Origini e il Duecento, Torino, Einaudi, 1970, pp. 165-179.
  5. ↑ Francesco Tateo, Op. cit., p. 1098.
  6. ↑ Michele Scherillo, De Sanctis e la critica, in «Annuario della R. Università di Milano», 1928-29.
  7. ↑ Michele Scherillo, I limiti della poesia, Milano, Martinelli e C., 1902, p. 6.

Bibliografia

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