| Microdeal | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Limited |
| Fondazione | 1980 |
| Fondata da | John Symes |
| Chiusura | 1993 (acquisita da HiSoft) |
| Sede principale | Saint Austell |
| Settore | Informatico |
| Prodotti | Videogiochi e software per computer, periferiche audio |
| Dipendenti | 21 (novembre 1983) |
Microdeal Ltd. era un'azienda britannica editrice di videogiochi e altro software, attiva tra il 1980 e il 1993 e specializzata in home computer, prima soprattutto Dragon 32/64 e poi soprattutto Amiga e Atari ST. Era attiva prevalentemente sul mercato europeo e più tardi anche su quello nordamericano, dove si associò con le ditte locali Tom Mix e Michtron. Negli ultimi anni abbandonò il settore dei videogiochi in favore di software e periferiche per l'audio, prima di essere infine acquisita dalla HiSoft.
Microdeal fu fondata nel 1980 dal suo direttore operativo John Symes, con sede a Saint Austell. Symes iniziò a impratichirsi con lo ZX80 appena uscito nel 1980 e poco dopo visitò la Tandy Corporation negli USA, dove comprò uno dei loro TRS-80 Color Computer (CoCo), che là costava molto meno che nel Regno Unito. Negli USA apprezzò anche una rivista su cassetta, C-Load, e pensò di poterla vendere bene anche in patria, infatti ne ordinò 50 e le vendette quasi subito tutte. Divenne quindi l'importatore ufficiale di C-Load nel Regno Unito e un rivenditore di TRS-80 CoCo ed entrò in contatto con svariati programmatori per quel sistema.
La Microdeal iniziò come attività di un solo uomo che lavorava da casa e distribuiva software per TRS-80 CoCo. Nei primi anni si specializzò in giochi per Dragon 32, TRS-80, TRS-80 CoCo e Video Genie. I programmi pubblicati erano principalmente presi in licenza da produttori statunitensi, altrimenti realizzati da sviluppatori indipendenti pagati con royalty. Li pubblicava sia tramite rivenditori, sia tramite ordini postali, e si poneva tra i primi dieci fornitori di videogiochi nel Regno Unito.
In particolare il computer britannico Dragon, rispetto al suo concorrente ZX Spectrum, era molto indietro in termini di software disponibile, e la Microdeal fu una delle prime aziende a dedicarsi ampiamente a esso, divenendo importante nel suo mercato. Iniziò a vendere software per Dragon ad agosto 1982, dapprima con scarsi risultati, che migliorarono rapidamente col diffondersi della macchina, e a fine anno l'azienda iniziò a investire in pubblicità a colori. Nei primi anni quasi tutti i giochi pubblicati dall'azienda erano conversioni di programmi statunitensi dal TRS-80 CoCo, tecnicamente simile al Dragon. Era una conversione anche il primo applicativo serio di rilievo della Microdeal, la videoscrittura Telewriter. Nel 1983 la tendenza iniziava a cambiare e la Microdeal preparava il suo primo gioco originale britannico, un backgammon per Dragon giocabile con penna ottica.
Nel tardo 1983 l'azienda aveva una gamma di oltre 40 programmi per Dragon e aveva dominato le classifiche del software, soprattutto con The King, rimasto al primo posto per mesi. La rete commerciale era arrivata a 350 distributori, tra cui Boots, Menzies e Dixons. La Microdeal accanto alla divisione software aveva formato una divisione pubblicità e una divisione distribuzione, la quale oltre all'azienda stessa serviva anche la Imagine Software e la Virgin Games. Microdeal aveva un proprio impianto di duplicazione cassette da 40000 £ e 21 dipendenti a tempo pieno, tra cui 4 programmatori interni dediti alle conversioni. Lo stesso Symes aveva lasciato a giugno il suo impiego come direttore alla Tesco per dedicarsi solo alla Microdeal.
Nel tardo 1983 l'azienda decise di occuparsi anche di software per BBC Micro e a seguire di altri noti computer a 8 bit, come Commodore 64 e Atari 8-bit, mentre non entrò mai significativamente nel mercato dello Spectrum, ritenendolo già troppo affollato. Come numero di titoli, comunque, la produzione Microdeal per questi computer rimase molto inferiore a quella per Dragon.
Nel 1984 fu fondato il Cuthbert Club, che prese il nome dall'eroe di molti giochi della Microdeal come Cuthbert in the Jungle e Cuthbert Goes Walkabout. L'iscrizione al club era gratuita mediante il tagliando fornito con tutti i giochi e comprendeva la distribuzione di un bollettino trimestrale.
Nel 1984 Microdeal annunciò un progetto per contrastare la pirateria dei propri software per Dragon, una piccola chiave hardware fornita con i giochi originali che si sarebbe dovuta inserire nella porta joystick durante il caricamento da cassetta, altrimenti il programma non funziona. Il primo gioco a utilizzarla in via sperimentale fu Buzzard Bait. Sembra però che rimase l'unico.
Molti dei primi giochi dell'azienda erano cloni o varianti non autorizzate di giochi preesistenti. Cuthbert in the Jungle era un clone del gioco per console Pitfall! e portò a una causa legale con l'Activision, che ottenne l'interruzione delle vendite del clone quando decise di commercializzare Pitfall per computer. Anche The King è un clone di Donkey Kong e inizialmente era intitolato Donkey King, poi la Microdeal fu costretta legalmente a cambiarne il nome per la troppa somiglianza.
Diversi dei titoli convertiti da TRS-80 CoCo, tra cui The King e Buzzard Bait, provenivano dall'azienda statunitense Tom Mix, specializzata nelle macchine Tandy. Per alcune versioni per Dragon fu attivata nel 1984 la società editrice britannica Tom Mix Software Ltd., fondata in collaborazione da John Symes e Tom Mix.
Microdeal decise di entrare anche nel mercato dei giochi a basso costo con una specifica etichetta, chiamata Pocket Money (lett. "spiccioli" o "paghetta") o Pocket Money Software, concentrandosi anche con questa sul Dragon, ma la utilizzò anche per pubblicare un paio di titoli per Commodore 64. Pocket Money fu attiva nel 1984-1985 circa.
Presto l'interesse dell'azienda si estese anche ai nuovi computer a 16 bit. Al suo arrivo sul mercato, pubblicò software anche per Sinclair QL, poi per i più diffusi Amiga e Atari ST. Symes sosteneva di essersi procurato per primo il kit di sviluppo per Atari ST appena l'Atari lo mise a disposizione, a luglio 1985. Fu la Microdeal a pubblicare il primo gioco commerciale per ST, Lands of Havoc (1985), una conversione da Sinclair QL.
Microdeal abbandonò il mercato del Dragon all'inizio del 1988, quando era arrivata ad avere una mailing list di circa 12 000 utenti Dragon. Le cause dichiarate furono il declino delle rendite e del numero di software pubblicabili. Le rimanenze furono cedute alla Computape.
Nel frattempo la Microdeal era passata a occuparsi quasi esclusivamente di Amiga e Atari ST. Su quelle piattaforme si era rafforzata sempre più e a metà 1988 vendeva a oltre 40 distributori nel mondo. Era rinomata per i suoi programmi di utilità di qualità ed economici e per i suoi videogiochi ad alta giocabilità.
All'epoca i suoi mercati più redditizi erano Germania e USA, dove aveva un'altra società collegata chiamata Michtron, con sede a Pontiac. Questa era già uno dei maggiori produttori statunitensi per Atari ST e le due aziende collaboravano almeno dal 1986 anche nelle importazioni da USA a UK. Di solito la Michtron (anche scritto MichTron), dopo un inizio con i videogiochi, si occupò del software serio, lasciando il marchio Microdeal alla sua divisione videoludica.
A questo punto Microdeal aveva un proprio impianto di duplicazione di floppy disk, chiamato Top Copy, che forniva anche il servizio a esterni. L'impianto interno le consentiva di essere molto efficiente nei tempi, per passare dal gioco appena consegnato dagli sviluppatori alla sua commercializzazione, stampando dischi anche nei fine settimana se necessario.
Dal 1986 circa l'azienda si era dotata di un VAX-11/73 per la gestione dell'inventario. Nel 1988 il VAX era collegato a sei Atari ST 1040, usati come terminali mediante l'emulatore 220ST della Microdeal, oltre che per eseguire loro stessi il software per ST.
Nel 1988 la Microdeal creò un sistema sperimentale per riprodurre il gioco in LaserDisc Dragon's Lair sull'Atari ST, basandosi sul disco originale e un qualunque lettore LaserDisc domestico. Si trattava di un costoso prodotto di nicchia, data la limitata diffusione dei lettori, pensato più come un esperimento. Non risulta che furono realizzati altri prodotti di questo tipo.
Verso il 1990 la Microdeal abbandonò il mercato videoludico per dedicarsi soltanto a quello professionale e musicale, perché pare che avesse sofferto una carenza di giochi adatti alla pubblicazione. In particolare nei primi anni '90, che furono i suoi ultimi anni di attività, l'azienda divenne nota nel campo dell'hardware e software musicale per Amiga e Atari ST.
Nell'estate 1993 la Microdeal fu infine acquisita dalla HiSoft, una ditta britannica di Greenfield. HiSoft aveva già acquisito ad aprile la 2-Bit Systems e il suo marchio Audio Visual Research (AVR), i cui prodotti, come Replay 16 e Videomaster per Atari ST, erano confezionati e distribuiti dalla Microdeal. Continuando su questa strada, la HiSoft preferì prendersi in casa anche il nome e la linea di produzione Microdeal. Tutta l'attività si spostò alla sede principale di Greenfield, solo il nome Microdeal continuò per un po' a essere usato per i prodotti esistenti ed eventuali futuri se adeguato.
Elenco estensivo dei giochi pubblicati.
Elenco parziale dei software non strettamente ludici pubblicati.
Elenco parziale delle periferiche hardware pubblicate (ciascuna con proprio software).