| Milas comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Egeo |
| Provincia | Muğla |
| Distretto | Milas |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Fevzi Topuz (CHP) |
| Territorio | |
| Coordinate | 37°18′41″N 27°46′52″E |
| Altitudine | 60 m s.l.m. |
| Superficie | 2 067 km² |
| Abitanti | 147 416 (31-12-2022) |
| Densità | 71,32 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 48200 |
| Prefisso | (+90) 252 |
| Fuso orario | UTC+2 |
| Targa | 48 |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Milas (in greco antico Μύλασα, Mýlasa) è una città della Turchia sud-occidentale, capoluogo dell'omonimo distretto nella provincia di Muğla, nella regione dell'Egeo. Dal 2014 il comune comprende l'intero territorio del distretto, che ha una superficie di 2067 km² e contava 147 416 abitanti nel 2022.
Sorge sul sito dell'antica Milasa, prima capitale della Caria, e nel Medioevo fu la capitale del beilikato di Menteşe. Nel suo territorio si trovano numerosi siti archeologici, tra cui il mausoleo di Ecatomno, inserito nella lista propositiva dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Il centro sorge in una fertile pianura ai piedi del monte Sodra, dove si trovano cave di marmo bianco sfruttate fin dall'antichità, a circa 20 km dalla costa. Il territorio del distretto ha circa 150 km di coste, a nord-ovest sul golfo di Güllük e a sud sul golfo di Gökova, e comprende a nord parte delle rive del lago Bafa, condiviso con il distretto di Söke, nella provincia di Aydın.
Nel distretto si trovano i resti di diverse città e santuari antichi, tra cui Euromos, Iasos, Labranda, Eraclea al Latmo (presso l'odierna Kapıkırı), Ceramo (Ören), Calcetore, Idae (Damlıboğaz) e Olimo, oltre al castello medievale di Beçin.
Milas ha un clima mediterraneo con estati molto calde e secche e inverni miti e piovosi (Csa nella classificazione dei climi di Köppen). Nel periodo 1991-2020 la temperatura media è stata di 9,4 °C a gennaio e di 29,5 °C a luglio, quando le massime medie raggiungono i 36,8 °C; le precipitazioni ammontano a circa 726 mm annui, concentrate tra ottobre e aprile.
Il nome deriva da quello dell'antica Mylasa, il cui suffisso anatolico -asa indica un'origine molto antica dell'insediamento.
L'antica Milasa fu la principale città della Caria sotto il dominio achemenide e la capitale della dinastia degli Ecatomnidi, finché Mausolo trasferì la capitale ad Alicarnasso. In età ellenistica e romana conobbe un periodo di prosperità e comprese nel proprio territorio le vicine Euromos, Olimo e Labranda; nel 40 a.C. fu gravemente danneggiata da Quinto Labieno durante la guerra civile romana. In età cristiana fu sede di una diocesi, e in epoca bizantina fece parte del tema di Milasa e Melanudio.

Alla fine del XIII secolo Milas e il territorio circostante furono conquistati dai Turchi guidati da Menteşe Bey, che diede il proprio nome al beilikato di Menteşe e ne stabilì la capitale nella città. I suoi discendenti trasferirono poi il centro amministrativo nel castello di Beçin, a 5 km da Milas, più facile da difendere.
Nel 1390 Milas fu conquistata dall'Impero ottomano insieme all'intero beilikato. Dodici anni dopo Tamerlano, sconfitti gli Ottomani nella battaglia di Ankara, restituì la regione ai bey di Menteşe, come fece con altri beilikati; la città tornò definitivamente sotto il controllo ottomano nel 1420, con il sultano Mehmet I. Tra i primi provvedimenti degli Ottomani vi fu il trasferimento della sede amministrativa della regione a Muğla.
Dal 1867 al 1922 Milas fece parte del vilayet di Aydın. Secondo i dati del 1912, il centro aveva 9000 abitanti, di cui circa 2900 greci, un migliaio di ebrei e per il resto turchi. I greci di Milas furono trasferiti in Grecia con lo scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia del 1923, mentre la comunità ebraica rimase fino agli anni cinquanta, quando emigrò in Israele.

La principale moschea della città è la Ulu Cami, costruita nel 1378, quando Milas era la capitale del beilikato di Menteşe. Del XIV secolo è anche la Belen Camii, sull'omonima collina nel quartiere di Hisarbaşı, costruita in muratura mista di mattoni e pietra con materiali di reimpiego antichi. La Firuz Bey Camii, detta anche Kurşunlu Cami, fu costruita poco dopo la prima annessione all'Impero ottomano e porta il nome del primo governatore ottomano della città. Tra le altre moschee vi è la Ağa Camii, nel quartiere di Hacıabdi.
Nel quartiere di Hisarbaşı si trova il caravanserraglio Çöllüoğlu Hanı, del 1719-1720. Dell'età ottomana restano anche due ponti, uno sul torrente Balavca, nel centro, e uno sul Sarıçay, lungo la strada per Smirne.
Il centro conserva numerose case del XIX e dell'inizio del XX secolo, in gran parte restaurate e ancora abitate. Hanno due piani e un cortile, da cui si accede all'abitazione; i piani superiori sporgono sulla strada su mensole di legno, e una scala di legno o di marmo sale dal cortile al piano superiore, mentre il piano terra è usato come deposito. Tipici sono i camini, che terminano con figure a mezzaluna o a testa d'aquila.

Nel centro della città si conservano diversi resti dell'antica Milasa: il mausoleo di Ecatomno, scoperto nel 2010; la colonna superstite del tempio di Augusto, detto Uzunyuva; i muri del temenos e un colonnato di un tempio di Zeus; la porta romana detta Baltalıkapı, con una doppia ascia (labrys) scolpita sulla chiave di volta; la tomba monumentale di Gümüşkesen, del II secolo d.C., ispirata al Mausoleo di Alicarnasso. A est della città, nella piana, si conserva un acquedotto a due ordini di arcate di epoca bizantina.
Il castello di Beçin, a 5 km da Milas, di origine bizantina e restaurato dai Menteşe, fu la sede amministrativa del beilikato; restaurato nel 1974, comprende due moschee, tra cui quella di Orhan Bey, due medrese, un hamam, il caravanserraglio Kızıl Han, i resti di una cappella bizantina e tracce di epoche precedenti. A 14 km dal centro si trova il santuario cario di Labranda, legato a Milasa da una via sacra e scavato da archeologi svedesi nel XX secolo. Il villaggio di Çomakdağ conserva case tradizionali in pietra e la produzione artigianale di tappeti. Nel distretto si trovano anche il canyon di Gökçeler, con la grotta di İncirliin.
Dopo l'emigrazione delle comunità greca ed ebraica, la popolazione è composta quasi interamente da turchi. Il distretto contava 147 416 abitanti nel 2022.
I tappeti di lana di Milas sono noti da secoli a livello internazionale. Oggi non vengono più prodotti in città, ma in una dozzina di villaggi del distretto, dove sono attivi fino a 7000 telai.
La Milas kanlı kavurma, una carne arrostita, è stata registrata come indicazione geografica dall'Istituto turco dei brevetti e dei marchi il 6 settembre 2022. L'oliva Milas yağlı zeytini è stata registrata come indicazione geografica anche nell'Unione europea, quattordicesimo prodotto turco a ottenere questo riconoscimento.
L'economia si basa sulla trasformazione dei prodotti agricoli e dell'acquacoltura e sulle attività industriali collegate, oltre che sui servizi, sui trasporti e sul turismo, favorito dalla vicinanza a Bodrum e dall'apertura dell'aeroporto. Nelle montagne intorno alla città continua l'estrazione del marmo.
La città è collegata a Smirne dalle strade statali D525 e D550 e dalla strada europea E87. L'aeroporto di Milas-Bodrum, che prende il nome dalla città, si trova nel distretto, a 12 km dal centro.
Il comune è amministrato dal sindaco Fevzi Topuz, del Partito Popolare Repubblicano. Il territorio comunale è suddiviso in 132 mahalle.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 143165786 · LCCN (EN) n87893615 · GND (DE) 4137954-8 · BNF (FR) cb12082228h (data) · J9U (EN, HE) 987007562417305171 |
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