| Provincia di Monza e della Brianza provincia | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Amministrazione | |
| Capoluogo | |
| Presidente | Luca Santambrogio (LSP) dal 27-7-2019 (2º mandato dal 3-3-2024) |
| Data di istituzione | 30 giugno 2004 |
| Territorio | |
| Coordinate del capoluogo | 45°35′N 9°16′E |
| Superficie | 405,49 km² |
| Abitanti | 885 485 (30-6-2026) |
| Densità | 2 183,74 ab./km² |
| Comuni | 55 comuni |
| Province confinanti | Bergamo, Como, Lecco, Milano, Varese |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 20900 (Monza) 20811 - 20886 (provincia) |
| Prefisso | 039, 0362, 02 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| ISO 3166-2 | IT-MB |
| Codice ISTAT | 108 |
| Targa | MB |
| Patrono | beato Luigi Talamoni |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
La provincia di Monza e della Brianza è una provincia italiana della Lombardia di 885 485 abitanti, con capoluogo Monza. Istituita con la legge n. 146 dell'11 giugno 2004, entrata in vigore il 30 giugno seguente, è divenuta operativa nel giugno 2009, in occasione dell'elezione del primo presidente e del primo consiglio provinciale.
Costituita inizialmente mediante il distacco di 50 comuni dall'allora provincia di Milano, dal 2009 comprende 55 comuni, in seguito all'aggregazione di Busnago, Caponago, Cornate d'Adda, Lentate sul Seveso e Roncello. Il territorio provinciale si estende per circa 405,5 km² nella parte centro-occidentale della Brianza, caratterizzandosi per l'elevata densità demografica e per la forte urbanizzazione.
La provincia presenta una delle maggiori concentrazioni insediative del territorio italiano. Secondo i dati sul consumo di suolo riferiti al 2024, la provincia di Monza e della Brianza è quella con la più alta percentuale di suolo artificiale d'Italia, pari a circa il 41% della superficie provinciale.
La provincia di Monza e della Brianza si estende nel settore settentrionale della pianura lombarda, tra l'area metropolitana milanese a sud e i primi rilievi della Brianza a nord. Il territorio presenta una morfologia prevalentemente pianeggiante nella parte meridionale e centrale, mentre procedendo verso nord assume caratteri progressivamente più ondulati e collinari. Il Piano territoriale di coordinamento provinciale distingue, sotto il profilo paesaggistico e morfologico, ambiti riconducibili alla pianura asciutta, alle alte pianure terrazzate occidentale e orientale, all'altopiano delle Groane, alle colline della Brianza e alle valli fluviali del Seveso, del Lambro e dell'Adda.
La struttura fisica del territorio è fortemente condizionata dalla presenza dei corsi d'acqua, che attraversano la provincia prevalentemente in direzione nord-sud, formando corridoi fluviali che hanno contribuito alla configurazione del paesaggio e degli insediamenti.
La parte meridionale della provincia appartiene prevalentemente all'alta pianura asciutta lombarda ed è caratterizzata da una morfologia sostanzialmente pianeggiante e da un'elevata urbanizzazione. In questo settore si trovano Monza e numerosi centri della conurbazione brianzola, in continuità con l'area metropolitana milanese.
Verso ovest il paesaggio è caratterizzato dall'altopiano delle Groane e dalla valle del Seveso, mentre nella fascia centrale assume particolare rilievo la valle del Lambro, che attraversa longitudinalmente il territorio provinciale. Il settore orientale comprende invece l'alta pianura terrazzata e il Vimercatese, fino alla valle dell'Adda, che costituisce uno dei principali elementi naturali del margine orientale della provincia.
Nella parte settentrionale il passaggio dalla pianura ai rilievi brianzoli determina una maggiore articolazione morfologica. Il PTCP individua in questo settore le colline della Brianza, che costituiscono la porzione più movimentata del territorio provinciale e segnano la transizione verso i paesaggi collinari della Brianza lecchese e comasca.

La rete idrografica provinciale è costituita da corsi d'acqua naturali prevalentemente orientati da nord a sud e da alcuni importanti elementi artificiali. I principali corsi d'acqua sono il Lambro, il Seveso, il Molgora, il Rio Vallone e l'Adda, ai quali si aggiungono i torrenti delle Groane e corsi d'acqua minori.
Il Lambro attraversa la parte centrale della provincia e il territorio del capoluogo, proseguendo da nord verso sud. La sua valle costituisce uno dei principali elementi di continuità ambientale del territorio provinciale ed è in parte tutelata dal Parco regionale della Valle del Lambro.
Il Seveso interessa invece il settore occidentale della provincia, attraversando la fascia densamente urbanizzata che comprende, tra gli altri, i territori di Lentate sul Seveso, Seveso, Cesano Maderno e Bovisio Masciago.
Nel settore orientale scorrono il torrente Molgora e il Rio Vallone, mentre l'Adda interessa il margine orientale del territorio provinciale. Il sistema di questi corsi d'acqua contribuisce alla struttura della rete ecologica provinciale ed è connesso a diverse aree sottoposte a tutela ambientale.
Alla rete naturale si aggiunge il Canale Villoresi, che attraversa la parte meridionale della provincia con andamento prevalentemente est-ovest. Dal punto di vista territoriale esso costituisce un elemento di separazione tra l'alta pianura asciutta posta a nord e la pianura irrigua situata più a sud.
L'idrografia provinciale è stata profondamente condizionata dall'intensa urbanizzazione e dallo sviluppo industriale. In particolare, le valli del Lambro e del Seveso hanno conosciuto una forte pressione antropica, legata all'espansione degli insediamenti, all'impermeabilizzazione del suolo e alle attività produttive.
La provincia di Monza e della Brianza, come circoscrizione amministrativa, è un'istituzione contemporanea e non corrisponde a un'entità territoriale storica preesistente. La formazione storica del territorio oggi provinciale va infatti ricondotta a realtà differenti: da un lato Monza e la sua corte, dall'altro le diverse comunità della Brianza, il cui stesso significato geografico mutò nel corso dei secoli.
Le più antiche attestazioni medievali del nome Brianza sono legate a un'area posta più a nord dell'attuale provincia, nell'odierno territorio lecchese. Un documento del 16 agosto 1107 relativo a Figina, oggi località di Galbiate, attesta un insediamento nell'area successivamente identificata con il Monte di Brianza.
Nel basso Medioevo la denominazione Monte di Brianza assunse progressivamente anche un significato politico e fiscale. All'inizio del XV secolo diverse comunità della Martesana superiore compaiono nella documentazione come communia Montisbriantie. Nel 1412 comunità quali Oggiono, Annone, Civate, Ello e Figina prestarono giuramento di fedeltà a Filippo Maria Visconti nell'ambito del Mons Briantiae; durante il dominio visconteo e, successivamente, sforzesco, privilegi ed esenzioni contribuirono al consolidamento dell'Universitas del Monte di Brianza, distinta sotto il profilo fiscale da altre comunità della Martesana.
Diversa fu l'evoluzione di Monza. Fin dal Medioevo attorno alla città si era costituito un distretto territoriale tradizionalmente indicato come Corte di Monza, legato anche alla giurisdizione ecclesiastica della chiesa di San Giovanni Battista. La corte e il territorio brianzolo rimasero inseriti, attraverso differenti circoscrizioni locali, nello Stato di Milano e seguirono le vicende delle dominazioni viscontea, sforzesca e, in seguito, straniera sul ducato.
Nel corso dell'età moderna il significato geografico di Brianza si estese progressivamente oltre l'originario Monte di Brianza. Il toponimo finì per designare un'area più vasta, priva tuttavia di confini amministrativi univoci e distribuita nei secoli fra differenti pievi, corti e circoscrizioni dello Stato milanese.
Nel XVIII secolo Monza e buona parte del territorio dell'attuale provincia appartenevano alla Lombardia austriaca. Con la riforma amministrativa del 1757 Monza conservò una disciplina particolare, legata alle precedenti forme di autogoverno cittadino; con la riorganizzazione territoriale del 1786 fu invece inserita nella provincia di Milano.
La conquista francese determinò una successione di nuove ripartizioni amministrative. Con la Repubblica Cisalpina Monza fu inserita nel Dipartimento d'Olona e divenne capoluogo di distretto; durante il napoleonico Regno d'Italia mantenne funzioni amministrative sovracomunali e nel 1811 il suo territorio municipale fu temporaneamente ampliato con l'aggregazione, tra gli altri, di Lissone, Muggiò, Vedano, Moncucco e Brugherio.
Con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto nel 1815 furono ripristinate le province e i comuni precedentemente aggregati riacquistarono la loro autonomia; Monza e il territorio circostante tornarono a essere compresi nella provincia di Milano. Dopo l'annessione della Lombardia al Regno di Sardegna nel 1859, Monza fu posta a capo dell'omonimo circondario della provincia di Milano, assetto mantenuto dopo la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861.
Tra la seconda metà dell'Ottocento e il Novecento il territorio monzese e brianzolo fu interessato da una crescente industrializzazione. Accanto alle attività agricole e artigianali si svilupparono manifatture specializzate, con particolare importanza della produzione tessile, che tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento costituiva una delle attività portanti dell'economia brianzola.
Il processo di industrializzazione contribuì alla trasformazione dei centri abitati e alla progressiva integrazione economica dell'area con Milano. A Monza lo sviluppo produttivo interessò soprattutto le direttrici meridionali e l'asse ferroviario verso Sesto San Giovanni, mentre nel corso del Novecento l'espansione urbana e infrastrutturale determinò una crescente continuità insediativa fra il capoluogo e numerosi comuni circostanti.
Per tutta questa fase Monza e i comuni dell'attuale provincia continuarono tuttavia ad appartenere amministrativamente alla provincia di Milano. Non esistette quindi, prima del XXI secolo, una provincia storica di Monza o della Brianza corrispondente all'ente attuale.
La provincia di Monza e della Brianza fu istituita con la legge n. 146 dell'11 giugno 2004, mediante il distacco di 50 comuni dalla provincia di Milano. La legge stabilì Monza come capoluogo della nuova circoscrizione e disciplinò il processo di trasferimento delle competenze, del personale e delle risorse necessarie al funzionamento dell'ente.

L'istituzione giuridica del 2004 non comportò l'immediato insediamento degli organi provinciali elettivi. Durante la fase transitoria continuarono infatti le operazioni necessarie alla formazione delle strutture amministrative della nuova circoscrizione. Le prime elezioni per il presidente e il consiglio della provincia di Monza e della Brianza si svolsero il 6 e 7 giugno 2009. Con l'insediamento dei primi organi elettivi la provincia divenne quindi pienamente operativa nel giugno 2009.
Nel medesimo periodo furono completate ulteriori modifiche territoriali. Con la legge n. 183 del 9 dicembre 2009, i comuni di Busnago, Caponago, Cornate d'Adda, Lentate sul Seveso e Roncello furono distaccati dalla provincia di Milano e aggregati a quella di Monza e della Brianza, portando da 50 a 55 il numero complessivo dei comuni.
La nascita della provincia determinò progressivamente anche la costituzione o la riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato e di altri enti operanti sul nuovo territorio provinciale. La Prefettura di Monza e della Brianza divenne operativa nel 2011, anno dal quale è documentata la successione dei prefetti titolari dell'ufficio.
Parallelamente alla costruzione dell'assetto istituzionale provinciale fu costituita la Camera di commercio di Monza e Brianza, operativa dal 2007. L'ente camerale autonomo cessò nel 2017 con la costituzione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, nella quale confluirono le precedenti camere dei tre territori.
Nei primi anni di operatività la provincia utilizzò come proprio segno identificativo un logo costituito da un quadrato verde attraversato da tre fasce trasversali, una centrale e due paracentrali. Il simbolo, soprannominato informalmente «tapparella» per il suo aspetto, intendeva rappresentare, secondo l'interpretazione adottata dall'ente, alcuni caratteri del territorio brianzolo attraverso il concetto della «linearità»: le infrastrutture, l'imprenditoria e l'industria, l'ordine, la produttività, il paesaggio, l'associazionismo e il volontariato.
Nel 2011 l'amministrazione provinciale indisse un concorso di idee per la realizzazione di un nuovo emblema. Furono presentate 264 proposte, tra le quali il consiglio provinciale, nella seduta del 13 ottobre 2011, scelse il progetto del designer anconetano Lucio Brugiatelli. Il disegno si ispirava al triscele, o triskele, reinterpretato attraverso tre elementi curvilinei destinati a richiamare i corsi d'acqua del territorio. Nella presentazione del progetto il simbolo venne inoltre posto in relazione con l'etimologia allora proposta per il nome Brianza, ricondotta al termine celtico brig, con il significato di «colle».
A seguito dell'aggiornamento dello statuto provinciale e di alcuni affinamenti grafici, dal febbraio 2012 il nuovo disegno fu adottato ufficialmente dall'amministrazione. Esso rimase tuttavia un logo istituzionale e non uno stemma araldico formalmente concesso: non era stato riconosciuto mediante un provvedimento statale, non presentava gli ornamenti esteriori propri delle province e non era accompagnato da un gonfalone ufficiale.
Il processo di adozione di un apparato araldico ufficiale si concluse con il decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 13 dicembre 2022, con il quale furono concessi alla provincia lo stemma, il gonfalone e la bandiera. Il nuovo stemma mantenne come elemento centrale il triscele già utilizzato nel logo, inserendolo però in uno scudo araldico e corredandolo degli ornamenti esteriori propri dell'ente provinciale. L'adattamento araldico fu realizzato dall'araldista Marco Foppoli e consegnato all'amministrazione provinciale il 9 marzo 2023.
La blasonatura concessa con il decreto presidenziale del 13 dicembre 2022 è la seguente:
Lo stemma riprende pertanto il triscele del precedente logo istituzionale, adattandolo alle forme dell'araldica pubblica italiana e accompagnandolo con la corona provinciale e il serto di quercia e alloro legato da un nastro tricolore.
Il gonfalone fu concesso con il medesimo decreto del 13 dicembre 2022 ed è descritto come:
Anche la bandiera provinciale fu concessa con il decreto del 13 dicembre 2022 e presenta la medesima impostazione cromatica indicata per il gonfalone:
L'apparato araldico composto da stemma, gonfalone e bandiera fu presentato ufficialmente il 21 aprile 2023 durante una cerimonia nella Villa Reale di Monza.
Il territorio della provincia conserva un patrimonio architettonico articolato, comprendente edifici religiosi, residenze nobiliari, ville di delizia, palazzi civici e complessi monumentali sviluppatisi soprattutto tra il Medioevo e l'Ottocento. Particolarmente significativa è la presenza delle ville gentilizie della Brianza, diffuse tra Monza, il Vimercatese e la Brianza occidentale.


Tra gli edifici religiosi di maggiore rilievo figura il Duomo di Monza, dedicato a san Giovanni Battista. L'attuale basilica sorge sul luogo dell'edificio religioso fatto edificare dalla regina longobarda Teodolinda alla fine del VI secolo. La facciata, profondamente caratterizzata dall'intervento trecentesco di Matteo da Campione, presenta una decorazione marmorea a fasce bicrome; all'interno della Cappella di Teodolinda è custodita la Corona ferrea.
A Lissone sorge la chiesa prepositurale dei Santi Pietro e Paolo, principale edificio religioso cittadino, consacrato nel 1926. La sua cuspide è sormontata dal cosiddetto «Angelo d'oro», divenuto uno dei simboli della città.
A Seregno è particolarmente rilevante il santuario di Santa Valeria, uno dei principali luoghi di culto della città.
A Brugherio, nella località di Moncucco, si trova il tempietto di San Lucio, originariamente edificato a Lugano nel XVI secolo come cappella di Sant'Antonio da Padova del convento di San Francesco. Dopo la soppressione napoleonica del convento l'edificio fu smontato pietra per pietra, trasportato in Lombardia e ricostruito presso Villa Sormani; la ricomposizione, completata nel 1837 su intervento di Giocondo Albertolli, fu accompagnata dall'aggiunta del pronao e della scalinata neoclassici.



Il complesso monumentale più rilevante del territorio provinciale è la Reggia di Monza. La Villa Reale fu costruita tra il 1777 e il 1780 su progetto di Giuseppe Piermarini per l'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este, governatore della Lombardia austriaca. Divenuta successivamente residenza dei Savoia, fu utilizzata in particolare da Umberto I e dalla regina Margherita di Savoia. Il complesso comprende la villa neoclassica, i Giardini Reali e il Parco di Monza, istituito nel 1805; i giardini si estendono per circa 40 ettari, mentre il parco raggiunge circa 720 ettari.
Nel centro storico di Monza si trova inoltre l'Arengario, antico palazzo civico medievale della città, successivamente destinato a funzioni culturali ed espositive.
A Desio sorge Villa Tittoni Traversi, una delle principali ville di delizia della Brianza. Il complesso, sviluppatosi a partire da una precedente residenza della famiglia Cusani, fu trasformato nel XVIII secolo secondo un progetto di Giuseppe Piermarini e profondamente rinnovato nell'Ottocento da Pelagio Palagi per la famiglia Traversi; gli ambienti conservano apparati decorativi neoclassici, neobarocchi, neogotici e di gusto orientalista.
A Cesano Maderno si trova il monumentale Palazzo Arese Borromeo, edificato nelle forme attuali a partire dal 1654 per volontà di Bartolomeo III Arese. Il complesso, organizzato attorno a una corte d'onore e collegato a un vasto giardino, costituisce uno dei principali esempi di architettura barocca della Brianza. Gli interni conservano cicli pittorici seicenteschi attribuiti, tra gli altri, a Ercole Procaccini il Giovane, Giovanni Ghisolfi e Giovanni Stefano Doneda.
A Limbiate, nella località di Mombello, sorge Villa Pusterla Crivelli Arconati. Originata come residenza suburbana dei Pusterla e successivamente trasformata dalle famiglie Arconati e Crivelli, fu utilizzata anche da Napoleone Bonaparte durante la campagna d'Italia; tra XIX e XX secolo il complesso fu incorporato nell'ospedale psichiatrico Giuseppe Antonini.
Nel Vimercatese è particolarmente diffuso il sistema delle ville nobiliari. A Vimercate si trova Villa Sottocasa, residenza settecentesca di impianto neoclassico, oggi sede del Museo del territorio vimercatese. La villa presenta una pianta a U con corte d'onore e un ampio parco paesaggistico.
Nella frazione vimercatese di Oreno sorge Villa Gallarati Scotti, grande residenza aristocratica sorta alla fine del XVII secolo e successivamente trasformata secondo forme barocche e neoclassiche. Gli interventi avviati alla fine del Settecento su progetto di Simone Cantoni conferirono al complesso l'attuale impostazione monumentale; la villa conserva inoltre cicli pittorici di soggetto mitologico e un vasto parco.
A Usmate Velate, nella frazione di Velate, è situata Villa Scaccabarozzi, complesso di origine seicentesca costituito da un corpo principale e da edifici disposti attorno a una corte. La residenza è inserita in un parco comunale comprendente giardino, aree boscate, una serra e una grotta artificiale.
A Vimercate il Ponte di San Rocco costituisce una delle principali testimonianze del sistema difensivo medievale del territorio. La parte più antica del ponte in pietra risale all'età romana, tra il III e il IV secolo d.C.; tra il XII e il XIV secolo furono aggiunte le due torri fortificate alle estremità, trasformandolo in una delle porte d'accesso al borgo medievale. È l'unica delle antiche porte vimercatesi sopravvissuta alle demolizioni ottocentesche.
A Monza si trova la Cappella Espiatoria, eretta sul luogo dell'uccisione di re Umberto I, avvenuta il 29 luglio 1900 per mano di Gaetano Bresci. Il monumento fu voluto da Vittorio Emanuele III e progettato inizialmente da Giuseppe Sacconi; dopo la morte dell'architetto nel 1905 i lavori furono completati da Guido Cirilli e il complesso fu inaugurato nel luglio 1910. È costituito da una cripta e da una cappella sormontata da un'alta stele commemorativa.
Abitanti censiti

Nel territorio provinciale sono tradizionalmente diffuse varietà appartenenti al dialetto brianzolo, inserito nel gruppo dei dialetti lombardi occidentali. Nell'area di Monza è storicamente parlata la varietà monzese (münsciasch), mentre nelle altre parti della provincia sono presenti differenti varietà locali brianzole.
L'organizzazione sanitaria pubblica della provincia fa capo all'ATS della Brianza, istituita nell'ambito della riforma del sistema sociosanitario lombardo e operativa dal 1º gennaio 2016. Il suo territorio comprende le province di Monza e della Brianza e di Lecco e deriva dall'accorpamento delle precedenti ASL di Monza e Brianza e di Lecco.
Nel territorio provinciale operano principalmente l'ASST Brianza e la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori. L'ASST Brianza, costituita nel 2021, comprende i presidi ospedalieri di Carate Brianza, Desio, Giussano, Seregno e Vimercate, oltre alla rete dei servizi territoriali. La Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, costituita il 1º gennaio 2024 a seguito del riconoscimento del carattere scientifico dell'ospedale monzese, costituisce il principale polo ospedaliero pubblico del capoluogo.
Tra i principali presidi ospedalieri pubblici della provincia figurano:
Alla rete pubblica si affiancano strutture sanitarie private accreditate. A Monza hanno sede il Policlinico di Monza e gli Istituti Clinici Zucchi; questi ultimi dispongono inoltre di una sede a Carate Brianza. A Lissone opera inoltre l'IRCCS Maugeri, mentre a Limbiate sono presenti strutture sanitarie e sociosanitarie, tra cui Villa Bianca e il presidio Corberi.


Monza è sede del Tribunale ordinario e della Procura della Repubblica, con competenza su un circondario giudiziario comprendente gran parte della provincia di Monza e della Brianza e alcuni comuni della città metropolitana di Milano.
Il principale complesso giudiziario è il Palazzo di Giustizia di piazza Garibaldi, sede degli uffici del Tribunale e della Procura della Repubblica. Altri uffici giudiziari sono distribuiti in edifici del centro cittadino; a Monza ha sede anche l'ufficio del giudice di pace.
Il circondario del Tribunale di Monza comprende i comuni di Agrate Brianza, Aicurzio, Albiate, Arcore, Barlassina, Bellusco, Bernareggio, Besana in Brianza, Biassono, Bovisio Masciago, Briosco, Brugherio, Burago di Molgora, Busnago, Camparada, Caponago, Carate Brianza, Carnate, Cavenago di Brianza, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cogliate, Concorezzo, Cornate d'Adda, Correzzana, Desio, Giussano, Lazzate, Lentate sul Seveso, Lesmo, Lissone, Macherio, Meda, Mezzago, Misinto, Monza, Muggiò, Nova Milanese, Ornago, Renate, Roncello, Ronco Briantino, Seregno, Seveso, Sovico, Sulbiate, Triuggio, Usmate Velate, Varedo, Vedano al Lambro, Veduggio con Colzano, Verano Brianza, Villasanta e Vimercate.
Ne rimane escluso, tra i comuni della provincia, Limbiate, appartenente al circondario del Tribunale di Milano. Al circondario monzese appartengono invece anche otto comuni della città metropolitana di Milano: Carugate, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Sesto San Giovanni, Solaro e Vimodrone.
Prima della riorganizzazione degli uffici giudiziari erano presenti ulteriori sedi decentrate, tra cui uffici a Desio e in viale Romagna a Monza; tali articolazioni furono soppresse nell'ambito della revisione della geografia giudiziaria attuata nel decennio 2010.

Il territorio provinciale appartiene alla arcidiocesi di Milano, nella quale il rito liturgico ordinariamente praticato è il rito ambrosiano. Una peculiarità storica è tuttavia costituita dalla presenza di comunità di rito romano all'interno della stessa arcidiocesi.
La principale eccezione è rappresentata dall'area ecclesiastica di Monza. La pieve di San Giovanni Battista di Monza, pur appartenendo alla diocesi milanese, conservò infatti l'uso del rito romano. In età moderna la pieve comprendeva, oltre alle parrocchie monzesi, quelle di Brugherio, Villasanta e, fino alla successiva riorganizzazione ecclesiastica, altri centri del territorio circostante.
La continuità di questa tradizione è documentata anche per il successivo decanato di Monza, costituito nel 1972 nell'ambito della zona pastorale V dell'arcidiocesi: nelle parrocchie appartenenti al decanato è rimasto in uso il rito romano. Nella maggior parte delle altre parrocchie della provincia è invece seguito il rito ambrosiano.

Il patrono della provincia è il beato Luigi Talamoni, sacerdote monzese vissuto tra il 1848 e il 1926. La scelta del beato quale patrono della nuova provincia fu approvata dall'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, che il 9 settembre 2009 presentò la relativa istanza alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. La Congregazione confermò ufficialmente Luigi Talamoni quale «Patrono presso Dio della Provincia di Monza e Brianza» con decreto del 1º ottobre 2009.
Il pronunciamento fu reso pubblico il 3 ottobre 2009 durante una celebrazione nel Duomo di Monza presieduta dal cardinale Tettamanzi. La ricorrenza del beato, celebrata il 3 ottobre, è divenuta anche occasione per iniziative istituzionali della Provincia, che dal 2011 assegna in suo onore il Premio Beato Talamoni, massima benemerenza provinciale.

Il principale insediamento universitario della provincia è costituito dal campus biomedico di Monza dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, sede del Dipartimento di Medicina e Chirurgia. Il campus sorge in prossimità della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori e comprende strutture destinate alla didattica e alla ricerca, laboratori, aule, spazi per gli studenti e una biblioteca medica.
A Monza hanno sede diversi corsi dell'area medica dell'ateneo, tra cui Medicina e chirurgia, Medicine and Surgery e Odontoiatria e protesi dentaria, oltre a corsi delle professioni sanitarie.
Le biblioteche pubbliche della provincia sono organizzate prevalentemente in sistemi bibliotecari sovracomunali.
Una parte consistente dei comuni della Brianza centrale e occidentale aderisce a BrianzaBiblioteche, rete di cooperazione fra biblioteche civiche che gestisce servizi condivisi di catalogazione, prestito e circolazione documentaria.
I comuni della parte orientale della provincia fanno invece riferimento prevalentemente a CUBI – Culture Biblioteche in rete, sistema nato nel 2015 dalla collaborazione tra il precedente Sistema Bibliotecario Vimercatese e il Sistema Bibliotecario Milano-Est. Dal 2022 CUBI è costituito come azienda speciale consortile e dal 1º aprile 2023 è subentrato definitivamente alle precedenti forme organizzative; nel 2026 coordina 70 biblioteche distribuite in 58 comuni della provincia di Monza e della Brianza e della parte orientale della città metropolitana di Milano.
Il patrimonio museale provinciale comprende istituzioni dedicate all'arte, alla storia locale, all'archeologia e al patrimonio storico-religioso.
A Monza ha sede il Museo e tesoro del Duomo di Monza, che conserva il patrimonio storico e artistico legato alla basilica di San Giovanni Battista e alla sua storia plurisecolare. Le raccolte comprendono importanti testimonianze di età longobarda e medievale connesse alla figura della regina Teodolinda e alla storia della basilica; al complesso museale è inoltre collegato il percorso di visita della Cappella di Teodolinda, dove è custodita la Corona ferrea.
Sempre a Monza, i Musei Civici di Monza hanno sede nella Casa degli Umiliati e conservano le collezioni artistiche civiche. Il percorso permanente espone una selezione del patrimonio comunale e comprende opere legate alla storia e alla produzione artistica della città, oltre al Gabinetto delle stampe.
Il Museo Etnologico Monza e Brianza ha sede nel Mulino Colombo, edificio di archeologia industriale posto lungo il Lambro nel centro storico di Monza. Le sue raccolte sono dedicate alla cultura materiale e alla memoria della vita quotidiana e produttiva del territorio brianzolo.
A Lissone si trova il Museo d'arte contemporanea di Lissone, istituzione dedicata all'arte contemporanea e legata alla tradizione culturale sviluppatasi in città a partire dal secondo dopoguerra e alle diverse edizioni dello storico Premio Lissone.
A Biassono, il Museo civico Carlo Verri, ospitato nella villa Verri, conserva raccolte archeologiche, numismatiche ed etnografiche relative alla storia locale e al territorio brianzolo.

A Vimercate, nella settecentesca Villa Sottocasa, ha sede il Museo del territorio vimercatese (MUST), istituzione dedicata alla storia, all'arte e alla società del Vimercatese. Il percorso museale, organizzato attraverso reperti archeologici, opere d'arte, oggetti, documenti e installazioni multimediali, ricostruisce circa duemila anni di storia del territorio.
La provincia è servita da diverse testate giornalistiche a diffusione locale, sia cartacee sia online.
Tra le principali testate storiche figura Il Cittadino di Monza e Brianza, fondato a Monza nel 1899. Il giornale pubblica cinque edizioni cartacee: un'edizione dedicata a Monza e quattro edizioni territoriali, denominate Brianza Nord, Brianza Sud, Valle del Seveso e Vimercatese; dal 2009 è affiancato da un quotidiano online.
Nel territorio provinciale vengono inoltre pubblicati cinque settimanali locali appartenenti al circuito editoriale Netweek: il Giornale di Monza, il Giornale di Seregno, il Giornale di Desio, il Giornale di Carate e il Giornale di Vimercate. Le testate sono affiancate dal quotidiano online Prima Monza, dedicato alla cronaca della provincia.
Il quotidiano Il Giorno dispone di un'edizione locale dedicata a Monza e alla Brianza.
Tra le testate esclusivamente o prevalentemente digitali figura Monza-News, giornale online registrato presso il Tribunale di Milano, dedicato all'informazione su Monza e sulla Brianza, con particolare attenzione allo sport e all'Associazione Calcio Monza.
Nel panorama dell'informazione online locale ha operato anche Nuova Brianza.
Nel territorio provinciale hanno operato diverse emittenti televisive locali, tra cui MonzaBrianzaTV e TeleMonzaBrianza TV, quest'ultima precedentemente denominata TeleLissone. È stata inoltre presente l'emittente Canale 11.
A Brugherio ha sede QVC Italia, divisione italiana dell'emittente commerciale internazionale QVC. La sede di via Guzzina, attiva dal 1º ottobre 2010, ospita gli studi televisivi, gli uffici e le principali strutture operative dell'azienda in Italia.
Tra gli eventi di maggiore rilievo internazionale ospitati nel territorio provinciale figura il Gran Premio d'Italia di Formula 1, disputato presso l'Autodromo nazionale di Monza, situato all'interno del Parco di Monza. L'autodromo fu realizzato nel 1922 e costituisce uno dei più antichi circuiti permanenti al mondo.
Il Gran Premio d'Italia fa parte del Campionato mondiale di Formula 1 fin dalla sua prima edizione del 1950 e, nell'ambito del campionato mondiale, è stato disputato a Monza ogni anno con la sola eccezione del 1980, quando la gara si svolse all'autodromo di Imola.

Il territorio provinciale è caratterizzato da un'elevata densità insediativa e da una forte continuità dell'urbanizzato, soprattutto nei settori centrale e meridionale. La provincia comprende 55 comuni distribuiti su una superficie di circa 405,4 km². Accanto alle delimitazioni amministrative, il territorio può essere descritto attraverso diverse aree storico-geografiche, riconducibili al Monzese e alle differenti articolazioni della Brianza, non coincidenti con suddivisioni amministrative della provincia.

La provincia di Monza e della Brianza confina a nord con le province di Como e Lecco, a ovest con la provincia di Varese, a est con la provincia di Bergamo e a sud e sud-est con la città metropolitana di Milano.
La circoscrizione amministrativa della provincia di Monza e della Brianza non coincide con l'intera regione storico-geografica della Brianza. Quest'ultima non presenta infatti confini amministrativi univoci e la sua estensione è stata definita in maniera differente nel corso del tempo. Una delimitazione tradizionale la colloca approssimativamente tra Monza a sud, l'Adda a est, il Seveso a ovest e l'area di Erba a nord; altre interpretazioni storiche ne hanno invece proposto confini più ristretti o più ampi.
Di conseguenza, numerosi comuni tradizionalmente considerati brianzoli appartengono amministrativamente ad altre province. Nella provincia di Lecco si trovano, tra gli altri, Annone di Brianza, Cassago Brianza, Castello di Brianza, Cesana Brianza, Colle Brianza e Monticello Brianza, mentre nella provincia di Como si trova Alzate Brianza. La presenza del termine «Brianza» nella denominazione di diversi comuni esterni alla provincia di Monza e della Brianza testimonia quindi la maggiore estensione storica e geografica del toponimo rispetto ai confini dell'ente provinciale.
Il settore gravitante sul capoluogo comprende anzitutto Monza e i comuni contermini di Brugherio e Villasanta. Il territorio trova un precedente storico nella Corte di Monza, la cui estensione comprendeva anche località oggi appartenenti alla città metropolitana di Milano, tra cui Cologno Monzese, Sesto San Giovanni e Vimodrone.
L'area di Monza costituisce inoltre uno dei principali poli funzionali della provincia, concentrando servizi amministrativi, sanitari, scolastici e infrastrutturali di rilievo sovracomunale.
La parte occidentale della provincia si sviluppa prevalentemente attorno alla valle del Seveso e al margine orientale delle Groane. Una parte del territorio è interessata dal Parco delle Groane, area protetta che si estende anche nelle province di Como e Milano.
A questo settore possono essere ricondotti i comuni di Barlassina, Bovisio Masciago, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cogliate, Lazzate, Lentate sul Seveso, Limbiate, Meda, Misinto, Seveso e Varedo.
La parte centrale della provincia comprende un territorio densamente urbanizzato attraversato da alcuni dei principali assi infrastrutturali della Brianza, tra cui la strada statale 36 e la ferrovia Milano-Chiasso. Storicamente una parte dell'area faceva riferimento alla Pieve di Desio.
Al settore meridionale appartengono Biassono, Desio, Lissone, Macherio, Muggiò, Nova Milanese, Seregno e Vedano al Lambro.
Procedendo verso nord, il territorio assume progressivamente caratteri collinari e comprende la valle del Lambro, attorno alla quale si sviluppano diversi centri della Brianza storica. A questo settore, storicamente legato anche alla Pieve di Agliate, appartengono Albiate, Besana in Brianza, Briosco, Carate Brianza, Giussano, Renate, Sovico, Triuggio, Veduggio con Colzano e Verano Brianza.
La parte orientale della provincia è generalmente identificata con il Vimercatese, territorio policentrico che ha in Vimercate il principale centro di riferimento. Il territorio è in parte interessato dalla valle del torrente Molgora e presenta stretti rapporti funzionali fra i diversi centri abitati.
La documentazione degli strumenti di programmazione territoriale individua nell'ambito di Vimercate un sistema sovracomunale costituito da 22 comuni.
Ne fanno parte Agrate Brianza, Aicurzio, Arcore, Bellusco, Bernareggio, Burago di Molgora, Busnago, Camparada, Caponago, Carnate, Cavenago di Brianza, Concorezzo, Cornate d'Adda, Correzzana, Lesmo, Mezzago, Ornago, Roncello, Ronco Briantino, Sulbiate, Usmate Velate e Vimercate.
La provincia di Monza e della Brianza comprende 55 comuni.
Al momento dell'istituzione della provincia, nel 2004, la sua circoscrizione comprendeva 50 comuni, tutti distaccati dalla provincia di Milano. Il numero salì a 55 nel 2009 con l'aggregazione di Busnago, Caponago, Cornate d'Adda, Lentate sul Seveso e Roncello. Il distacco dei cinque comuni dalla provincia di Milano e la loro aggregazione alla provincia di Monza e della Brianza furono disposti dalla legge n. 183 del 9 dicembre 2009, entrata in vigore il 18 dicembre dello stesso anno, ai sensi dell'articolo 133, primo comma, della Costituzione.
| Stemma | Comune | Estremità geografica |
|---|---|---|
| Veduggio con Colzano | Comune più settentrionale | |
| Brugherio | Comune più meridionale | |
| Cornate d'Adda | Comune più orientale | |
| Ceriano Laghetto | Comune più occidentale |
| Pos. | Stemma | Comune | Popolazione (ab.) |
Superficie (km²) |
Densità (ab./km²) |
Altitudine (m s.l.m.) |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1º | Monza | 123 555 | 33,09 | 3 734 | 162 | |
| 2º | Lissone | 46 841 | 9,3 | 5 037 | 181 | |
| 3º | Seregno | 45 232 | 13,05 | 3 466 | 230 | |
| 4º | Desio | 41 780 | 14,76 | 2 830 | 205 | |
| 5º | Cesano Maderno | 40 243 | 11,51 | 3 496 | 226 | |
| 6º | Brugherio | 35 405 | 10,44 | 3 231 | 145 | |
| 7º | Limbiate | 34 947 | 12,40 | 2 827 | 187 | |
| 8º | Giussano | 25 988 | 10,28 | 2 528 | 194 | |
| 9º | Vimercate | 25 850 | 20,72 | 1 247 | 269 | |
| 10º | Seveso | 23 804 | 7,4 | 3 165 | 205 | |
| 11º | Muggiò | 23 531 | 5,48 | 4 273 | 186 | |
| 12º | Meda | 23 350 | 8,31 | 2 810 | 221 | |
| 13º | Nova Milanese | 23 070 | 5,85 | 3 827 | 175 | |
| 14º | Arcore | 17 828 | 9,25 | 1 930 | 193 | |
| 15º | Carate Brianza | 17 788 | 9,92 | 1 803 | 256 | |
| 16º | Bovisio Masciago | 16 756 | 4,93 | 3 431 | 188 | |
| 17º | Lentate sul Seveso | 15 802 | 13,98 | 1 144 | 250 | |
| 18º | Concorezzo | 15 763 | 8,51 | 1 840 | 171 | |
| 19º | Agrate Brianza | 15 505 | 11,22 | 1 389 | 165 | |
| 20º | Besana in Brianza | 15 442 | 15,76 | 988 | 336 |
L'economia della provincia di Monza e della Brianza è caratterizzata da un'elevata densità di attività produttive e da una forte presenza dell'industria manifatturiera, affiancata da un articolato settore terziario. Il sistema economico provinciale conta oltre 80.000 unità locali e circa 290.000 addetti, con un prodotto interno lordo superiore a 34 miliardi di euro. La struttura produttiva è contraddistinta dalla presenza di numerose piccole e medie imprese e da un manifatturiero diversificato, nel quale convivono produzioni tradizionali e comparti a maggiore intensità tecnologica.
Lo sviluppo industriale costituisce uno degli elementi storicamente caratterizzanti della Brianza. Alla tradizionale attività artigianale si è progressivamente affiancato un sistema manifatturiero specializzato, con una significativa presenza dei comparti della meccanica e dei prodotti in metallo, della chimica, della farmaceutica, dell'elettronica e delle apparecchiature elettriche, della lavorazione delle materie plastiche e del legno-arredo.
Particolarmente radicata è la filiera del mobile e dell'arredamento, sviluppatasi soprattutto nella Brianza centrale e occidentale a partire dalla tradizione locale della lavorazione del legno. Nel corso del tempo il settore si è evoluto verso produzioni industriali e artigianali di maggiore specializzazione, integrandosi con il design, l'illuminazione e le attività connesse alla progettazione e alla produzione di complementi d'arredo. Il comparto del design-arredo, comprendente la lavorazione del legno, la fabbricazione di mobili e quella di apparecchiature per l'illuminazione, rappresentava nel 2025 l'8,2% delle esportazioni manifatturiere provinciali.
Un ruolo rilevante è assunto anche dall'industria farmaceutica, chimica, metalmeccanica ed elettronica. Nel 2025 i prodotti in metallo rappresentavano il 19,3% dell'export manifatturiero provinciale, i prodotti farmaceutici il 19,2%, la meccanica il 13,1%, la chimica il 13% e l'elettronica il 10%. Questa diversificazione ha contribuito alla formazione di un sistema produttivo nel quale alle specializzazioni tradizionali si affiancano attività industriali a maggiore contenuto tecnologico e servizi avanzati alle imprese.
L'economia brianzola presenta una significativa apertura ai mercati internazionali. Nel 2025 il valore delle esportazioni della provincia ha raggiunto 15,4 miliardi di euro, pari al 9,2% dell'export complessivo della Lombardia, registrando una crescita del 7% rispetto all'anno precedente.
L'andamento delle esportazioni varia sensibilmente tra i diversi comparti. Nel 2025 la crescita fu particolarmente elevata per la farmaceutica, con un incremento del 43,8% rispetto al 2024, e per i prodotti in metallo, cresciuti del 17,3%; aumentarono inoltre le esportazioni dei mezzi di trasporto, del legno e della carta, delle apparecchiature elettriche e dei prodotti chimici. Nello stesso periodo registrarono invece una contrazione l'elettronica, la meccanica, la moda e, in misura più contenuta, il comparto del design-arredo.
La forte integrazione con i mercati internazionali rende il sistema produttivo provinciale sensibile all'andamento della domanda mondiale, ai costi energetici e alle condizioni delle catene internazionali di approvvigionamento. Nel 2026 le previsioni economiche indicavano per la provincia una crescita del PIL dello 0,7%, sostanzialmente in linea con quella prevista per l'insieme della Lombardia.
Il mercato del lavoro risente della compresenza di un'estesa base manifatturiera e di un settore terziario sviluppato. Nel 2025 il tasso di occupazione provinciale era pari al 68,1%, a fronte del 69,6% registrato nell'insieme della Lombardia, mentre il tasso di disoccupazione si attestava al 3,1%. Nello stesso anno si registrò tuttavia una diminuzione del numero degli occupati rispetto al 2024, accompagnata da un aumento del tasso di inattività al 29,7%.
Tra le criticità segnalate dal sistema produttivo figura la difficoltà di reperire personale qualificato, particolarmente rilevante per le imprese industriali e per i servizi a maggiore contenuto di conoscenza. La presenza contemporanea di manifattura avanzata e servizi knowledge intensive costituisce infatti una delle caratteristiche della struttura economica provinciale.
La rete stradale della provincia è strettamente integrata con quella dell'area metropolitana milanese ed è caratterizzata dalla presenza di assi con andamento prevalentemente nord-sud, che collegano Milano con la Brianza, il Comasco e il Lecchese, e di arterie autostradali disposte principalmente lungo la fascia meridionale e occidentale del territorio.
Tra le principali direttrici extraurbane figurano la strada statale 36 del Lago di Como e dello Spluga e la ex strada statale 35 dei Giovi.
La SS 36 attraversa la parte centrale della provincia e costituisce il principale collegamento stradale tra Milano, Monza, Lecco e la Valtellina. Nel territorio di Monza il tracciato comprende la galleria urbana realizzata lungo viale Lombardia, che ha consentito di trasferire in sotterraneo il traffico di attraversamento precedentemente convogliato sull'asse urbano.
La ex SS 35, nel tratto comunemente denominato Milano-Meda, attraversa invece il settore occidentale della provincia e costituisce una delle principali direttrici tra l'area milanese, la Brianza occidentale e il territorio comasco.
La rete viaria provinciale comprende inoltre numerose strade provinciali che assicurano i collegamenti trasversali fra i diversi centri brianzoli e con le principali arterie di scorrimento.
La provincia è interessata da cinque infrastrutture autostradali:
Alle autostrade si affiancano due delle principali strade a scorrimento veloce della provincia:
La struttura della rete presenta una maggiore disponibilità di collegamenti lungo l'asse nord-sud, mentre i collegamenti trasversali est-ovest sono affidati a una rete più articolata di strade provinciali e autostrade.


La provincia è attraversata da una fitta rete ferroviaria, appartenente in parte all'infrastruttura gestita da Rete Ferroviaria Italiana e in parte alla rete di Ferrovienord. I servizi passeggeri regionali e suburbani sono svolti prevalentemente da Trenord.
Le principali linee ferroviarie che interessano il territorio provinciale sono:
La stazione di Monza costituisce il principale nodo ferroviario del territorio provinciale. Da essa si diramano le direttrici verso Milano, Como e Chiasso, Lecco via Carnate e Lecco via Molteno. Nel territorio comunale si trova inoltre la stazione di Monza Sobborghi, posta sulla linea Monza-Molteno-Lecco. L'orario ferroviario programmato nel 2026 conferma da Monza servizi diretti, tra gli altri, verso Milano, Lecco, Como, Chiasso e l'area bergamasca.
Altri nodi ferroviari di rilievo sono:
Il territorio provinciale è inoltre servito dal servizio ferroviario suburbano di Milano. Tra le linee che interessano la Brianza figurano la S2, la S4, la S7, la S8, la S9 e la S11, che assicurano collegamenti con Milano e con i principali centri dell'area metropolitana e della Lombardia settentrionale.
Nel settembre 2026 la rete è interessata anche da interventi connessi alla realizzazione dell'Autostrada Pedemontana Lombarda: dal 7 settembre 2026 è prevista la sospensione temporanea della circolazione della linea S7 tra Villasanta e Triuggio, mentre nella stessa data viene riattivato il servizio ferroviario tra Seregno e Carnate-Usmate.
Il trasporto pubblico su gomma integra la rete ferroviaria e assicura i collegamenti fra i comuni della provincia, i principali nodi ferroviari e l'area metropolitana milanese. Particolare rilevanza assumono i servizi di adduzione alle stazioni ferroviarie e i collegamenti interurbani con Monza e Milano.
La provincia non dispone di aeroporti destinati al traffico commerciale. I principali scali aeroportuali di riferimento sono l'Aeroporto di Milano-Linate, l'Aeroporto di Milano-Malpensa e l'Aeroporto di Bergamo-Orio al Serio, situati rispettivamente nella città metropolitana di Milano e nella provincia di Bergamo.
Nel territorio provinciale sono inoltre presenti elisuperfici utilizzate prevalentemente per attività sanitarie e di emergenza. Tra quelle indicate presso le principali strutture ospedaliere figurano:
A seguito della riforma introdotta dalla legge n. 56 del 7 aprile 2014, la provincia è un ente territoriale di area vasta i cui organi sono il presidente della provincia, il consiglio provinciale e l'assemblea dei sindaci. Il presidente e il consiglio sono eletti con elezione di secondo grado dai sindaci e dai consiglieri comunali dei comuni appartenenti alla provincia; il presidente resta in carica quattro anni.
Il consiglio provinciale è composto da 16 consiglieri. Il consiglio attualmente in carica è stato eletto il 24 maggio 2026; gli eletti sono ripartiti tra le liste Insieme per la Brianza e Brianza Rete Comune, con otto consiglieri ciascuna.
Il presidente in carica è Luca Santambrogio, sindaco di Meda. Già eletto presidente nel 2019, è stato rieletto nelle elezioni provinciali del 3 marzo 2024, ottenendo 46 479 voti ponderati, ed è stato proclamato eletto il giorno successivo.
La sede istituzionale della provincia è situata in via Grigna n. 13 a Monza, all'interno del Polo istituzionale. Il complesso ospita gli organi politici e gli uffici centrali dell'amministrazione provinciale.
La sede, inaugurata il 3 ottobre 2014, sostituì la precedente distribuzione degli uffici provinciali in più immobili di Monza e nelle sedi decentrate del territorio.
Nel medesimo comparto urbano hanno sede diversi uffici pubblici di livello provinciale; la Prefettura di Monza e della Brianza è situata in via Montevecchia n. 18.

La principale struttura dedicata all'automobilismo è l'Autodromo nazionale di Monza, situato all'interno del Parco di Monza. Costruito nel 1922, il circuito ospita competizioni automobilistiche e motociclistiche nazionali e internazionali.
L'evento di maggiore rilievo è il Gran Premio d'Italia, prova del Campionato mondiale di Formula 1. Il Gran Premio fa parte del calendario del campionato mondiale fin dalla sua stagione inaugurale del 1950 e, con l'eccezione dell'edizione del 1980 disputata a Imola, tutte le edizioni valide per il mondiale si sono svolte a Monza.
La principale società calcistica della provincia è l'Associazione Calcio Monza, fondata nel 1912. Dopo una lunga presenza nei campionati professionistici e numerose partecipazioni alla Serie B, il club raggiunse per la prima volta la Serie A nel 2022, disputandovi tre stagioni consecutive prima della retrocessione del 2025. Al termine della stagione 2025-2026 il Monza ha ottenuto la promozione nella massima serie e disputa pertanto la Serie A 2026-2027.
Nel terzo livello del calcio italiano militano nella stagione 2026-2027 due società della provincia. L'Associazione Calcio Renate, con sede a Renate e tradizionalmente impegnata da diverse stagioni in Serie C, disputa le proprie partite interne allo stadio Mino Favini di Meda.
Alla Serie C partecipa inoltre l'Folgore Caratese, che ha raggiunto per la prima volta il professionismo al termine della stagione 2025-2026. La formazione brianzola conquistò matematicamente la promozione il 19 aprile 2026, ottenendo con due giornate d'anticipo il primo posto nel proprio girone di Serie D.
Tra le società storiche del territorio figura anche il Seregno FBC, fondato nel 1913 e protagonista in passato di tre partecipazioni al campionato di Serie B a girone unico.
Nella pallavolo il principale sodalizio del territorio è il Consorzio Vero Volley, fondato a Monza e attivo sia nel settore maschile sia in quello femminile.
La prima squadra maschile, Vero Volley Monza, disputa nella stagione 2026-2027 la SuperLega, massimo livello del campionato italiano, giocando gli incontri interni all'Opiquad Arena di Monza.
La formazione femminile del consorzio, Vero Volley Milano, milita nella Serie A1 e disputa parte delle proprie gare interne all'Opiquad Arena di Monza, oltre a utilizzare l'Allianz Cloud di Milano.
L'Hockey Roller Club Monza costituisce una delle principali realtà dell'hockey su pista della provincia. Il movimento hockeistico monzese ha una tradizione storica legata alla precedente Hockey Club Monza, società che nel corso del Novecento militò ai vertici nazionali della disciplina.
L'Hockey Roller Club Monza ha raccolto tale tradizione sportiva e ha partecipato al massimo campionato nazionale. La società ha disputato per diversi anni le gare interne a Biassono, utilizzando successivamente anche il palazzetto dello sport di Seregno.
La disciplina è praticata anche in altri comuni della provincia, tra i quali Seregno e Agrate Brianza, dove sono presenti società e attività dedicate all'hockey su pista.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 193703972 · LCCN (EN) no2011172808 · GND (DE) 7759753-9 · BNF (FR) cb16915378q (data) |
|---|