| Mosinopoli | |
|---|---|
| Nome originale | Μοσυνόπολις, Mosynopolis |
| Localizzazione | |
| Stato attuale | |
| Località | nei dintorni di Komotini, Tracia |
| Coordinate | 41°07′43″N 25°19′31″E |
| Cartografia | |
Mosinopoli (in greco Μοσυνόπολις?, Mosynopolis), di cui ora rimangono solo rovine nella Tracia greca, era una città nella provincia romana di Rodope, che era conosciuta fino al IX secolo come Massimianopoli (in greco Μαξιμιανούπολις, Maximianopolis) o, per distinguerla da altre città con lo stesso nome, come Massimianopoli di Rodope.
La città di Massimianopoli compare nelle fonti scritte a partire dal IV secolo. Le sue fortificazioni furono rinnovate dall'imperatore bizantino Giustiniano I e in seguito fu base per le operazioni miltari dell'imperatore Basilio II nelle sue guerre contro i Bulgari.
Nell'XI secolo, la città era il centro di un distretto (bandon) nel thema di Boleron, e Anna Comnena riporta nella sua Alessiade che c'erano molti manichei che vivevano a Mosinopoli tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo. La città fu conquistata nel 1185 dai Normanni, mentre il monaco Efraim Cronografo scrive che la città fu conquistata nel 1190 da Federico I, Imperatore del Sacro Romano Impero. La battaglia di Messinopoli, in cui i Bulgari sconfissero Bonifacio I, Marchese di Monferrato, si svolse nelle vicinanze nel 1207, e fu rapidamente seguita dalla distruzione di Mosinopoli da parte dello zar Kalojan di Bulgaria.
Il destino della città da allora è alquanto oscuro: riappare nel 1317 come parte del thema di "Boleron e Mosynopolis", e il suo vescovado era ancora attivo, ma la storica Catherine Asdracha, nel suo studio del 1972 sull'area dei Rodope nel tardo Medioevo, ipotizza che la città non si riprese mai dal sacco di Kalojan e rimase in rovina, proponendo che debba essere identificata con la città di Mesene, che l'imperatore e storico Giovanni VI Cantacuzeno descrisse come "distrutta molti anni fa".
La città ad un certo punto ebbe altri nomi tra cui Porsula o Porsulae, Corsulae, Impara e Pyrsoalis.
I vescovi di Massimianopoli a Rodope furono presenti ai concili ecumenici di Efeso (431), Calcedonia (451) e Costantinopoli II (553) del V e VI secolo e a un altro concilio del 459.
Dal VII al IX secolo la sede è definita arcivescovile, il che le conferisce lo status di autocefalia.
In tutti questi casi, la sede appare con il nome di Massimianopoli, ma nell'879 è con il nome di Mosinopoli che viene rappresentata da un vescovo di nome Paolo al IV Concilio di Costantinopoli. Dal secolo successivo al XII, appare con status ridotto come suffraganea di Traianopoli di Rodope.
Nel XIII secolo divenne sede vescovile latina.
La sede è menzionata con il nome di Mosinopoli anche nelle Notitiae Episcopatuum di Leone il Saggio, intorno al 900; in quella del 940; in quella del 1170 con il nome di Misinoupolis.
Dopo la distruzione della città, il Patriarcato di Costantinopoli nell'agosto del 1347 autorizzò il metropolita di Traianopoli ad esercitare la giurisdizione in quella che era stata la sede di Massimianopoli o Mosinopoli.
La diocesi è inclusa nell'elenco delle sedi titolari della Chiesa cattolica sia come sede arcivescovile sotto il nome di Massimianopoli di Rodopi, sia come diocesi suffraganea di Mosinopoli soggetta a Traianopoli di Rodopi.
La diocesi fu nominalmente ripristinata nel 1933 come arcivescovado titolare cattolico latino di Massimianopoli di Rodopi.
È vacante, avendo avuto un unico arcivescovo titolare di rango intermedio (arcivescovile):