Motore Bourke

Motore Bourke
Motore Bourke, è possibile vedere in funzione il giogo scozzese

Il motore Bourke è un tipo di motore a due tempi a cilindri contrapposti.

Introduzione

Il motore Bourke è costituito da due pistoni disposti orizzontalmente sullo stesso asse, che si muovono nella stessa direzione e allo stesso tempo, in modo che siano sempre equidistanti e le loro operazioni siano sfasate di 180º.

I pistoni sono collegati a un meccanismo di guida per l'albero motore detto giogo scozzese che, rispetto al più consueto meccanismo di rotazione (biella-manovella), permette di ridurre leggermente l'accelerazione dei pistoni.

Un'altra caratteristica è data dal carter sigillato e dalla camera d'aspirazione sotto i pistoni, la quale essendo decisamente più piccola permette rapporti di precompressione maggiori.

Storia

Questo motore è stato progettato da Russell Bourke nel 1920, come un miglioramento del motore a due tempi, ma nonostante il completamento della progettazione e la costruzione di diversi prototipi del motore, l'inizio della seconda guerra mondiale, la mancanza di prove complete di perfezionamento e le cattive condizioni di salute della moglie, limitarono il successo nel mercato motoristico del motore.

Ciclo

Il ciclo di funzionamento è molto simile a quello di un normale motore a due tempi, con alcune modifiche:

Caratteristiche del motore

Il motore ha come peculiarità le seguenti caratteristiche progettuali:

Caratteristiche meccaniche

Tale motore presenta:

La fluidodinamica

Tale motore ha come peculiarità:

Lubrificazione

Le peculiarità di tale motore sono:

Vantaggi

Il principale sostegno delle virtù del design sono:

Critiche su tale motore

Il motore Bourke ha alcune caratteristiche interessanti, ma le ipotesi sui comportamenti ed i rendimenti sono ancora da provare completamente. Alcune affermazioni sono in contraddizione con altre.

  1. Il sigillo della camera dell'albero motore con la camera sotto al pistone crea attrito, riducendo l'efficienza.
  2. L'efficienza può essere limitata da perdite di pompaggio, se si ipotizzano drastici aumenti delle pressioni.
  3. Il peso del motore è suscettibile di essere più elevato di quanto previsto in origine, per far fronte ai picchi dati dagli alti rapporti di compressione.
  4. L'esercizio di un motore a combustione interna crea con la detonazione delle onde d'urto verso le pareti, e sollecitazioni notevoli sui cinematismi.
  5. Anche se alcuni test hanno mostrato bassi livelli di emissioni in alcune circostanze, le quantità registrate a piena potenza e a regimi diversi possono essere significativamente più alte
  6. L'innesco della combustione è controllata dallo stato di funzionamento del motore, e non da azioni esterne come avviene in altri tipi di motori che hanno sistemi di innesco controllati. Può essere possibile ottimizzare e perfezionare l'innesco e la fase successiva di combustione in una definita condizione operativa, ma non per la vasta gamma di coppie e velocità che ha in genere un motore da trazione automobilistica. Il risultato sarà una minore efficienza a condizioni diverse, ed anche notevoli compromissioni di funzionamento.
  7. Se l'efficienza è alta, anche la temperatura di combustione deve essere alta, come richiesto dal ciclo di Carnot, e la miscela aria carburante deve essere magra. Temperature di combustione alta e miscela magra causano miscele di biossido di azoto nei gas di scarico.
  8. Il giogo scozzese (testacroce trasversa), così come è realizzato nel motore, non è completo per la funzione prevista, dato che manca delle superfici scorrenti trasverse a reggere le spinte assiali del pistone; il perno di testacroce scarica infatti direttamente le spinte assiali del pistone su una superficie piana del giogo, e questo provocherebbe una rapida distruzione nel punto di contatto. La realizzazione di un blocco/pattino di connessione perno-gioco, di adeguate dimensioni per distribuire le spinte, avrebbe massa, ingombri e problemi di attrito notevoli, modificando l’architettura del motore. Il giogo infatti supporta tutte le spinte del pistone e della trasformazione del moto in rotazione, invece nel sistema a biella una parte delle sollecitazioni laterali è supportata dal pistone. L'adozione del blocco-pattino porta peraltro a tre le parti mobili del motore stesso. Questo è il motivo principale per cui il giogo scozzese "semplice" (senza pattino) ha trovato solo applicazioni molto limitate in cinematismi meccanici di potenza.

Alcune di queste critiche hanno trovato, o possono trovare soluzioni, altre devono essere verificate in prove pratiche.

Note

  1. ↑ New Page 1 (archiviato dall'url originale il 30 dicembre 2007).

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