NGC 1663

NGC 1663
Ammasso aperto
NGC 1663 utilizzando il software Aladin Sky Atlas
Scoperta
ScopritoreWilliam Herschel
Data10 febbraio 1784
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
CostellazioneOrione
Ascensione retta04h 49m 23s
Declinazione+13° 09′ 03″
Distanza2282 a.l.
(700 pc)
Magnitudine apparente (V)14,54 (banda V)
15,78 (banda B)
Dimensione apparente (V)9,0'
Caratteristiche fisiche
TipoAmmasso aperto
ClasseIV2p
Età stimata2 miliardi di anni
Altre designazioni
OCL 461, MWSC 0426, PGC 3517900, GC 906
Mappa di localizzazione
NGC 1663
Categoria di ammassi aperti

NGC 1663 è un ammasso aperto (ritenuto un resto di ammasso) situato nella costellazione di Orione. Si trova a circa 2282 anni luce (700 parsec) dal sistema solare. Ha una magnitudine apparente di 14,54 nella banda V.

Caratteristiche

Secondo il sistema di classificazione di Robert Trumpler, NGC 1663 è catalogato come un ammasso di classe IV2p. Gli studi fotometrici e strutturali più recenti indicano che l'oggetto non sia un ammasso convenzionale, bensì un *open cluster remnant*, ovvero ciò che rimane di un antico ammasso aperto in via di completa dissoluzione. L'età stimata dei suoi membri stellari si aggira intorno ai 2 miliardi di anni.

Osservazione

L'ammasso si trova nella parte settentrionale della costellazione di Orione, quasi al confine con il Toro. A causa della sua magnitudine integrata molto bassa e della natura sparsa delle sue componenti stellari, NGC 1663 è un oggetto elusivo e di difficile individuazione. Per la sua risoluzione visiva o per distinguerlo dal ricco campo stellare di fondo è necessario l'impiego di telescopi amatoriali avanzati di grande diametro (almeno 200-300 mm) ad alti ingrandimenti o l'ausilio di tecniche di astrofotografia a lunga esposizione.

Scoperta

NGC 1663 è stato scoperto dall'astronomo tedesco William Herschel il 10 febbraio 1784.

Note

  1. ↑ (EN) Results for object NGC 1663, su ned.ipac.caltech.edu. URL consultato il 3 settembre 2026.
  2. ↑ (EN) G. Baume et al., A study of the two northern open clusters NGC 1582 and NGC 1663, in Astronomy and Astrophysics, vol. 407, DOI:10.1051/0004-6361:20030831.
  3. ↑ (EN) NGC Objects: NGC 1650 - 1699 , su cseligman.com. URL consultato il 3 settembre 2026.

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