NGC 2685

NGC 2685
Galassia lenticolare
NGC 2685 nelle immagini riprese dal Telescopio Gemini Nord.
Scoperta
ScopritoreWilhelm Tempel
Data18 agosto 1882
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneOrsa Maggiore
Ascensione retta08h 55m 34.7s
Declinazione58° 44′ 04″
Distanza48,2 milioni di a.l.
(14,79 Mpc)
Magnitudine apparente (V)11,3

nella banda B: 12,1

Redshift+ 0,002945 ± 0,000013
Luminosità superficiale13,95
Angolo di posizione38°
Velocità radiale883 ± 4 km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia lenticolare
Classe(R)SB(rs)a? pec , (R)SB0^+ pec , SB0-a
Dimensioni61 900 a.l.
(18 980 pc)
Altre designazioni
ARP 336
PGC 25065
UGC 4666
MCG 10-13-39
CGCG 288-12
PRC A-3
IRAS 08517+5855
Mappa di localizzazione
NGC 2685
Categoria di galassie lenticolari

NGC 2685 è una galassia lenticolare ad anello polare situata nella costellazione dell'Orsa Maggiore, a una distanza di circa 48 milioni di anni luce dalla nostra Via Lattea.

Data la sua forma peculiare, viene anche chiamata "Galassia Elica".

Scoperta

La galassia è stata scoperta il 18 agosto 1882 dall'astronomo tedesco Wilhelm Tempel.

Descrizione

NGC 2685 presenta una larga riga a 21 cm dell'idrogeno neutro. È inoltre una galassia attiva del tipo Seyfert 2, con un nucleo molto luminoso confinato in uno spazio ristretto e per questo catalogata come RET, dall'inglese retired nucleus .

Morfologia

NGC 2685 è stata utilizzata da Gérard de Vaucouleurs come esempio di galassia del tipo morfologico "(R1')SAB(rs)ab" nel suo atlante delle galassie.

La galassia, che ha un diametro di poco inferiore a 50 000 anni luce, presenta un anello formato da polvere interstellare, gas e stelle che è disposto perpendicolarmente al piano del disco galattico. Le osservazioni sulla galassia indicano che l'anello è molto stabile e ha un'età notevole. Si ritiene che questa configurazione piuttosto rara sia il risultato delle fusione di due galassie susseguente alla loro collisione.

Allan Sandage, considera NGC 2685 come la galassia più peculiare tra quelle contenute nel Catalogo Shapley-Ames.

Buco nero supermassiccio

Secondo uno studio pubblicato nel 2009 e basato sulla velocità interna della galassia, misurata dal Telescopio spaziale Hubble, la massa del buco nero supermassiccio che si ritiene sia presente al centro di NGC 2685 avrebbe una massa compresa tra 1,6 e 11 milioni di .

Secondo un altro studio del 2012, la conoscenza della massa del buco nero centrale e del suo tasso di accrezione permette di stimare il tasso di formazione stellare della regione centrale delle galassie di tipo Seyfert. Per NGC 2685, il tasso sarebbe compreso tra 0,001 e 0,11 /anno.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 (EN) Courtney Seligman, Celestial Atlas Table of Contents, NGC 2685, su cseligman.com. URL consultato il 27 agosto 2025.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Results for object NGC 2685, su ned.ipac.caltech.edu, National Aeronautics and Space Administration / Infrared Processing and Analysis Center. URL consultato il 27 agosto 2025.
  3. 1 2 3 4 5 6 (FR) Les données de «Revised NGC and IC Catalog by Wolfgang Steinicke», NGC 2600 à 2699, su astrovalleyfield.com. URL consultato il 27 agosto 2025.
  4. 1 2 (EN) Polar Ring Galaxy NGC 2685, su apod.nasa.gov. URL consultato il 27 agosto 2025.
  5. ↑ (EN) Celestial Atlas, Gérard de Vaucouleurs' Atlas of Galaxies, NGC 2685, su cseligman.com.
  6. ↑ (EN) The Galaxy Morphology Website, NGC 2685, su kudzu.astr.ua.edu. URL consultato il 27 agosto 2025.
  7. ↑ (EN) Sidney Van den Bergh, Galaxy Morphology and Classification, Cambridge University Press, 16 aprile 1998, p. 3, ISBN 978-0-521-62335-3.
  8. ↑ (EN) A. Beifiori, M. Sarzi, E.M. Corsini, E. Dalla Bontà, A. Pizzella, L. Coccato e F. Bertola, UPPER LIMITS ON THE MASSES OF 105 SUPERMASSIVE BLACK HOLES FROM HUBBLE SPACE TELESCOPE/SPACE TELESCOPE IMAGING SPECTROGRAPH ARCHIVAL DATA, in The Astrophysical Journal, vol. 692, n. 1, 10 febbraio 2009, pp. 856-868, DOI:10.1088/0004-637X/692/1/856. URL consultato l'11 marzo 2026.
  9. ↑ (EN) Aleksandar M. Diamond-Stanic e George H. Rieke, The Relationship between Black Hole Growth and Star Formation in Seyfert Galaxies (PDF), in The Astrophysical Journal, vol. 746, n. 2, febbraio 2012, p. 14, Bibcode:2012ApJ...746..168D, DOI:10.1088/0004-637X/746/2/168.

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni