Nardo Dunchi

Nardo Dunchi (Carrara, 22 febbraio 1914 – Carrara, 7 maggio 2010) è stato uno scultore e partigiano italiano.

Biografia

Famiglia

Nardo Dunchi nacque in una famiglia di otto fratelli rimanendo l'ultimo vivente: quattro anni fa[rispetto a quando?] morì Emilio, anch'egli scultore, novantaseienne come lui. Nardo Dunchi aveva un figlio, Emmanuel Forest, ingegnere che vive a Parigi.

Resistenza e mondo della scultura

Compiuti gli studi all'Accademia di Belle Arti di Carrara, l'8 settembre del 1943, quando fu reso noto l'armistizio di Cassibile, si trovava a Cuneo in qualità di sottotenente degli alpini. Fu lì che conobbe Duccio Galimberti e Ignazio Vian, assieme al quale organizzò il primo nucleo combattente partigiano, la "banda di Boves", dando così vita ad una serie di imprese belliche come «l'iniziativa dell'occupazione di Vinadio nel dicembre 1943 e, sul finire dello stesso mese, l'assalto vittorioso all'aeroporto di Mondovì presidiato dai tedeschi». Nell'autunno del '44 partecipò alla riunione dei maggiori esponenti della resistenza piemontese e ligure per coordinare le azioni dei partigiani. Rientrato in Toscana si dedicò all'organizzazione dei nuclei partigiani sull'Appennino continuando a dare, così come aveva fatto nelle montagne del cuneese, il suo fattivo contributo alla lotta di liberazione e ricevendo, per gli atti d'eroismo, la medaglia d'argento al valor militare.

Nel dopoguerra, mantenendo vivo il proprio carattere anarchico e libertario anche nell'impegno artistico, ha cercato di risolvere il problema espresso da Arturo Martini (di cui era stato allievo) in Scultura, lingua morta, creando opere fondate sull'Armonia di luci e ombre, come fu intitolata una delle sue opere, la scultura collocata alla rotatoria d'Avenza, nel comune di Carrara.

Altra sua opera significativa è il Cristo la vita nel cimitero parco di Legnano, per il quale ha disegnato e scolpito anche i lampioni, le panchine, le fontane e i cancelli.

È inoltre autore della medaglia commemorativa "emessa a ricordo dei Caduti della Resistenza della città di Boves" e del monumento in piazza Caduti della Libertà, sempre a Boves.

Ha raccontato i suoi anni di guerra nel suo libro Memorie partigiane. Nelle sue Memorie artistiche, ha invece espresso la sua visione dell'arte e narrato gli anni trascorsi a Parigi, nel quartiere di Montparnasse, dove faceva parte dell'élite degli artisti di quel periodo.

Morte

Il 5 maggio 2010 Nardo Dunchi viene colpito da un ictus, dal quale non si riprende, e muore nella sua casa il 7 maggio, all'età di 96 anni.

La cerimonia funebre è stata allestita all'interno della sala consigliare del comune di Carrara, a partire dalle 15:00 di sabato 8 maggio. Domenica 9 maggio alle ore 11:00 si è tenuta una commemorazione ufficiale. Sempre nei locali del consiglio comunale carrarese, è partito il rito funebre alle ore 14:30, sotto iniziativa del sindaco e della giunta comunale. A fine cerimonia il feretro è stato trasferito a Pisa, per essere cremato, e l'urna cineraria ricongiunta alla famiglia.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia d'argento al valor militare
«Rientrato in Toscana si dedicò all'organizzazione dei nuclei partigiani sull'appennino continuando a dare, così come aveva fatto nelle montagne del cuneese, il suo fattivo contributo alla lotta di liberazione.»
— Cuneo, 1943; Carrara, 1944;

Note

  1. ↑ Storia di Nardo Dunchi, un grande protagonista, su iltirreno.it. URL consultato il 10 aprile 2026.
  2. ↑ Festa e cittadinanza al figlio di Dunchi, su iltirreno.it. URL consultato il 10 aprile 2026.
  3. ↑ Biografia di Nardo Dunchi sul sito dell'A.N.P.I., su anpi.it. URL consultato il 10 aprile 2026.
  4. ↑ «Il 24 ottobre 1944 si riunirono a Valcasotto i comandanti delle prime formazioni cuneesi e alcuni fra i maggiori rappresentanti della resistenza piemontese e ligure con l'intento di creare collegamenti fra il partigianato delle due zone. Vi parteciparono: Nardo Dunchi, Franco Ravinale, Ezio Aceto, Giovanni Barale, Mario Pellegrini, Aldo Sacchetti, con Duccio Galimberti, Guido Verzone e il generale Giuseppe Perotti», in Antonino Rèpaci, Duccio Galimberti e la Resistenza italiana, Torino, Bottega d'Erasmo, 1971.
  5. ↑ Regione Toscana, comunicato dell'Ansa in occasione della morte, su regione.toscana.it. URL consultato il 13 agosto 2021 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2012).
  6. ↑ Lui, Emoi, Editions Le Manuscrit, ISBN 978-27-4817-527-1.
  7. ↑ "Armonia di luci e ombre" si tinge di bianco e rosso, su lanazione.it. URL consultato il 10 aprile 2026.
  8. ↑ Gabriele Di Caprio, Gli acciai inossidabili. Tipi, caratteristiche, lavorazioni, Milano, U. Hoepli, 2003, ISBN 88-203-3176-4.
  9. ↑ Nardo Dunchi, Boves, in Annali dell'Istituto italiano di numismatica, voll. 9-14, 1964.
  10. ↑ Domenico Tarizzo, Come scriveva la Resistenza. Filologia della stampa clandestina 1943-45, Firenze, La Nuova Italia, 1969.
  11. ↑ Enrico Martini Mauri, Partigiani penne nere. Boves, Val Maudagna, Val Casotto, le Langhe, Milano, A. Mondadori, 1968.
  12. ↑ Nardo Dunchi, in Il ponte, rivista diretta da Piero Calamandrei, 1963.
  13. ↑ Nardo Dunchi, Memorie partigiane, Firenze, La Nuova Italia, 1957.
  14. ↑ Nardo Dunchi, Memorie artistiche, Arezzo, Roberto Meiattini editore, 2004.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni