
Nasrin Sotoudeh (Teheran, 30 maggio 1963) è un'avvocata e attivista iraniana militante per i diritti umani. Ha rappresentato attivisti e politici dell'opposizione iraniani imprigionati a seguito delle contestate elezioni presidenziali iraniane del giugno 2009 e prigionieri condannati a morte per reati commessi quando erano minorenni. Tra i suoi clienti la giornalista Isa Saharkhiz, il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi e Heshmat Tabarzadi. Ha anche rappresentato le donne arrestate per essere apparse in pubblico senza l'hijab, che è un reato punibile in Iran. Nasrin Sotoudeh è stata il soggetto di Nasrin, un documentario del 2020 girato in segreto in Iran sulle "continue battaglie di Sotoudeh per i diritti delle donne, dei bambini e delle minoranze". Nel 2021 è stata nominata da Time una delle 100 persone più influenti al mondo. In carcere dal 2019 con una condanna a 38 anni di prigione, poi ridotti a dieci, è stata rilasciata in congedo medico nel luglio 2021 con un permesso di cinque giorni. Il permesso è stato prolungato indefinitamente.
Nel 2012 ha ricevuto il Premio Sacharov del Parlamento europeo per la libertà di pensiero insieme al regista Jafar Panahi. Nel 2020 è stata insignita del "Premio Nobel per la Pace Alternativo" (Right Livelihood Award) assegnato ogni anno dalla Right Livelihood Foundation.
Nata nel 1963 in una famiglia iraniana "religiosa, borghese", al college desiderava studiare filosofia. Classificata 53ª all'esame di ammissione all'università nazionale iraniana, ma non avendo voti abbastanza alti per ottenere un posto, si è indirizzata verso la Shahid Beheshti University, dove si è laureata in diritto internazionale. In seguito, ha sostenuto e superato con successo l'esame di avvocata nel 1995, ma ha dovuto attendere altri otto anni per ottenere il permesso di esercitare la professione forense. Sotoudeh ha iniziato la carriera presso l'ufficio legale del Ministero dell'edilizia abitativa iraniano e dopo due anni è entrata a far parte della sezione legale della banca statale Tejarat. Il suo primo impegno nell'ambito dei diritti delle donne è stato una raccolta di interviste, rapporti e articoli per la rivista Daricheh, pubblicazione respinta dal caporedattore che "ha reso Sotoudeh ancora più determinata nel suo lavoro".
All'età di 32 anni ha sostenuto l'esame di avvocato (Kanoon Vokala) e l'abilitazione, diventando una dei componenti più attivi della Società per la protezione dei diritti dell'infanzia (SPRC). Il lavoro di Sotoudeh consisteva anche nella difesa di bambini e delle loro madri maltrattate all'interno del nucleo familiare, ritenendo che molti aggressori siano essi stessi malati o vittime di maltrattamenti e che abbiano bisogno di terapie e farmaci. Allo stesso tempo si augurava che i tribunali facessero un uso migliore degli specialisti dell'infanzia e degli psicologi nella verifica dei casi di abuso sui minori in ambito domestico.
Prima del suo arresto, Sotoudeh ha rappresentato legalmente attivisti e giornalisti come Kourosh Zaim, Isa Saharkhiz, Heshmat Tabarzadi, Nahid Keshavarz, Parvin Ardalan, Omid Memarian e Roya Tolouie, nonché abusi sui minori e procedimenti penali. Ha lavorato a stretto contatto con premio Nobel per la pace Shirin Ebadi e i suoi difensori del Centro per i diritti umani. Dopo l'arresto di Sotoudeh, Ebadi ha chiesto il suo rilascio ed ha espresso preoccupazione per la sua salute. Nella dichiarazione, Ebadi ha affermato: "La signora Sotoudeh è uno degli ultimi coraggiosi avvocati per i diritti umani rimasti che ha accettato tutti i rischi per aver difeso le vittime delle violazioni dei diritti umani in Iran". Anche l'ex presidente ceco Václav Havel e Zahra Rahnavard, moglie del leader dell'opposizione Mir-Hosein Musavi, hanno chiesto il suo rilascio.

Nel 2011 ha vinto il premio PEN/Barbara Goldsmith per la libertà di scrittura e nel 2012 il premio Sakharov per la libertà di pensiero; è attiva nella difesa legale di attivisti, oppositori e di donne iraniane arrestate per essersi tolte il velo in pubblico. Scrittrice e attivista iraniana per i diritti umani, nel 2010 è stata arrestata con l'accusa di aver diffuso menzogne contro lo stato e per aver cooperato con il Defenders of Human Rights Center. Nel 2011 è stata condannata a 11 anni di prigione e interdetta dai pubblici uffici. La sua pena è stata successivamente ridotta e Nasrin è poi tornata in libertà nel 2013. Il 13 giugno 2018 è stata nuovamente condotta in carcere e processata il 30 dicembre 2018, accusata di "reati di sicurezza nazionale". A marzo 2019 è stata condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate per "incitamento alla corruzione e alla prostituzione" e "commissione di un atto peccaminoso (…) essendo apparsa in pubblico senza il velo". Il 11 agosto 2020 ha iniziato uno sciopero della fame per chiedere il rilascio dei prigionieri politici esposti al rischio di contagio da COVID-19, interrotto a fine settembre per il grave peggioramento delle sue condizioni, con problemi cardiaci e polmonari. Il 18 agosto 2020 la figlia Mehraveh Khandan è stata arrestata. Il 7 novembre 2020 è stata scarcerata temporaneamente per motivi di salute, ma il 2 dicembre è stata riportata nel carcere di Qarchak, dopo essere risultata positiva al COVID-19. Nel 2020 le è stato conferito il Right Livelihood Award. Il 21 luglio 2021 ha ottenuto un permesso per motivi medici legato a una patologia cardiaca, poi prorogato; da allora è rimasta a casa.
Nell'ottobre 2023 è stata nuovamente arrestata mentre partecipava al funerale di Armita Geravand ed è stata rilasciata su cauzione il 15 novembre 2023, dopo 17 giorni di detenzione. Il 12 dicembre 2024 il marito Reza Khandan è stato arrestato nella loro abitazione di Teheran per scontare una condanna del 2019 ed è stato detenuto nel carcere di Evin. Nell'ottobre 2025 Sotoudeh ha denunciato che le erano state negate le visite al marito perché rifiutava di indossare l'hijab obbligatorio. Nella notte tra il 1º e il 2 aprile 2026, durante la guerra d'Iran, è stata arrestata nella sua casa di Teheran da agenti ritenuti appartenenti al Ministero dell'intelligence, che hanno sequestrato i suoi dispositivi elettronici e l'hanno trasferita in un luogo non reso noto; all'epoca era in permesso medico dal carcere. L'arresto è avvenuto dopo che, il 28 gennaio 2026, aveva firmato una dichiarazione di condanna dell'uccisione di manifestanti. Il 10 aprile 2026 trenta organizzazioni legali internazionali hanno chiesto a vari relatori speciali dell'ONU di intervenire per il rilascio suo e del marito. Il 13 maggio 2026 è stata rilasciata su cauzione per motivi medici e ricoverata in un ospedale di Teheran. A giugno 2026 Front Line Defenders ha riferito che doveva rispondere di una nuova accusa e che, secondo le segnalazioni, avrebbe subito torture e maltrattamenti durante la detenzione. Il marito è rimasto in carcere; sempre a giugno 2026 il Gruppo di lavoro ONU sulla detenzione arbitraria ha dichiarato arbitraria la sua detenzione e ne ha chiesto il rilascio.
Sposata con Reza Khandan dal 1994, hanno due figli. Sotoudeh ha sottolineato che Reza è "veramente un uomo moderno", accanto a lei durante il suo lavoro in ambito sociale e legale.
Il suo ritratto ha ispirato il film diretto da Jeff Kaufman, narrato dal premio Oscar Olivia Colman, con la partecipazione della giornalista statunitense Ann Curry, dell'avvocata e attivista Shirin Ebadi (fondatrice di Defenders of Human Rights Center in Iran e Premio Nobel per la pace nel 2003), di Narges Hosseini (studentessa in sociologia, arrestata per aver protestato contro la legge iraniana sull'hijab), del marito di Nasrin Sotoudeh, l'attivista Reza Khandan, del regista Jafar Panâhi, del giornalista Taghi Rahmani, di Marietje Schaake (componente del Parlamento europeo e del Liberaal Democratische Partij), di Mansoureh Shojaee (leader del movimento per i diritti delle donne iraniane).
La pellicola contiene la canzone originale How Can I Tell You? scritta da Lynn Ahrens (testo) e Stephen Flaherty (musica) e interpretata da Angélique Kidjo. Disponibile negli Stati Uniti e Canada sulle principali piattaforme di streaming, il film è stato realizzato clandestinamente, da persone che hanno rischiato l'arresto. Il documentario è stato presentato nel 2020 al Doc NYC, Boston GlobeDocs Fest, Denver Film Festival, al International Human Rights Film Festival in Germania, e l'anno seguente al Festival Cinéma & Droits Humains a Parigi e Imagine! Festival of Ideas & Politics in Irlanda. Ha ricevuto il premio "Seal of Peace" come Miglior documentario al Festival Internazionale Cinema e Donne di Firenze nel 2020.
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