| Newby-McMahon Building | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Località | Wichita Falls |
| Indirizzo | 509-511 7th Street, Wichita Falls, Texas |
| Coordinate | 33°54′52″N 98°29′23″W |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Costruzione | 1919 |
| Inaugurazione | 1919 |
| Stile | Neoclassico |
| Altezza |
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| Piani | 4 |
| Realizzazione | |
| Costo | $200,000 |
| Architetto | Michael Beards |
| Ingegnere | J.D. McMahon |
Il Newby-McMahon Building, situato all'intersezione tra Seventh Street e LaSalle Street nel centro di Wichita Falls, in Texas, è un edificio storico celebre per essere soprannominato "il grattacielo più piccolo del mondo". La struttura rappresenta un caso singolare nella storia dell'architettura statunitense, essendo nata nei primi anni venti in seguito a una truffa finanziaria orchestrata dall'ingegnere J.D. McMahon; oggi l'edificio è tutelato come monumento storico ed è un'apprezzata attrazione turistica locale.
Sotto il profilo architettonico, l'edificio è realizzato in stile neoclassico con mattoni rossi e finiture in pietra scolpita. La struttura si sviluppa su un'altezza di 12 m, con dimensioni esterne estremamente ridotte, pari a 5,5 m di profondità e 3,0 m di larghezza. Lo spazio interno calpestabile varia tra i 3,7 m e i 2,7 m, per una superficie complessiva di circa 10,0 m²; la gestione degli ambienti è ulteriormente limitata dalla presenza di una scala interna ripida e stretta che conduce ai piani superiori, la quale occupa da sola circa il 25% dell'intera area calpestabile.
Nel 1912, la scoperta del petrolio nelle vicinanze di Wichita Falls causò un forte afflusso di coloni e investitori nella zona, generando un'improvvisa richiesta non solo di alloggi, ma anche di spazi commerciali e uffici. Approfittando di questa necessità, l'ingegnere J.D. McMahon propose un progetto per la costruzione di un grattacielo, richiedendo un finanziamento di 200.000 dollari. Nel 1919, al completamento dei lavori, la struttura risultò tuttavia alta appena 12 metri. Si scoprì che nei disegni tecnici originari l'altezza era stata espressa in pollici anziché in piedi; gli investitori, non avendo prestato attenzione all'unità di misura, intentarono una causa legale che si rivelò infruttuosa, poiché il tribunale stabilì che l'ingegnere aveva effettivamente edificato quanto pattuito nel contratto.
Inizialmente considerato una fonte di imbarazzo e irritazione da parte della cittadinanza, il palazzo guadagnò una notevole notorietà negli anni venti del Novecento, dopo essere stato menzionato nella celebre rubrica Ripley's Believe It or Not! di Robert Ripley. In tale occasione la struttura ricevette il soprannome ufficiale di "grattacielo più piccolo del mondo".