Njörðr

Njörðr, dio del mare
Illustrazione di Fredrik Sander (1893)

Njörðr (in norreno Njǫrðr, genitivo Njarðar, dativo Nirði; reso in italiano anche come Njord o Njordr) è un dio della mitologia norrena, padre di Freyr e Freyja. Non è di stirpe degli Asi: fu allevato in Vanaheimr, fra i Vani, e passò agli Asi come ostaggio.

La Gylfaginning lo dice signore del corso dei venti, capace di placare il mare e il fuoco, e prescrive di invocarlo nella navigazione e nella pesca; ricchissimo, può concedere beni fondiari e mobili a chi lo invochi. La tradizione islandese ne fece per antonomasia il dio della ricchezza, donde il modo di dire auðigr sem Njǫrðr, «ricco come Njǫrðr».

Etimologia

Il norreno Njǫrðr e l'antico svedese Niorþer risalgono al germanico *Nerþuz, al quale si riconduce anche il nome della dea Nerthus.

Il teonimo si è conservato in un gran numero di toponimi scandinavi. In Svezia l'antico svedese Nærdhævi è divenuto Nalavi, nel Närke; Nærdhelunda è divenuto Närlunda, nel Södermanland; Nierdhatunum è divenuto Närtuna, nell'Uppland; Njærdhavi è divenuto Mjärdevi, attestato due volte nell'Östergötland. In Norvegia ricorrono Njarðarlǫg e Njarðey, in Islanda Njarðvík.

Al nome del dio risale inoltre il composto Njarðarvǫttr, «guanto di Njǫrðr», con cui in islandese si designa la spugna; nelle versioni islandesi delle leggende classiche il nome di Njǫrðr è impiegato per rendere quello di Saturno.

Attestazioni

Edda poetica

Nel Vafþrúðnismál Óðinn domanda al gigante Vafþrúðnir da dove Njǫrðr sia giunto fra i figli degli Asi, osservando che egli governa moltissimi templi e santuari pur non essendo stato allevato fra loro; la risposta è che i «saggi numi» lo crearono in Vanaheimr e lo consegnarono agli dèi come ostaggio, e che alla fine dei tempi egli farà ritorno presso i saggi Vani. Nella stanza 39 del poema è dunque annoverato fra coloro che sopravvivranno al Ragnarǫk.

Nel Grímnismál, che passa in rassegna le dimore degli dèi, Nóatún è l'undicesima: là Njǫrðr si è costruito una corte e, «sovrano degli uomini» e «immacolato», regna su templi dalle alte travature.

Il prologo in prosa dello Skírnismál presenta Njǫrðr come padre di Freyr: è lui a pregare Skírnir, servitore del figlio, di interrogarlo sulla causa della sua malinconia, mentre nel corpo del poema a rivolgersi a Skírnir è Skaði. Nel séguito del carme Freyr è designato per tre volte con la perifrasi «figlio di Njǫrðr».

Nella Lokasenna Njǫrðr interviene in difesa di Freyja, osservando che poco male fa una donna ad avere un amante oltre allo sposo, e che stupisce piuttosto veder giungere un dio effeminato che ha partorito. Loki gli ribatte di essere stato mandato a oriente come ostaggio degli dèi e gli rinfaccia di aver generato un figlio dalla propria sorella; Njǫrðr replica che grande fu il suo guadagno, perché ne nacque un figlio che nessuno odia ed è ritenuto il primo fra gli dèi.

Nella Þrymskviða il gigante Þrymr, annunciando ai suoi l'arrivo della sposa promessa, chiama Freyja «la figlia di Njǫrðr, da Nóatún».

Edda in prosa

Njǫrðr è il padre di Freyr e Freyja, avuti unendosi alla propria sorella, il cui nome non è stato tramandato: secondo la Saga degli Ynglingar presso i Vani tali unioni erano lecite, mentre erano vietate presso gli Asi. L'identificazione di questa sorella con Nerthus, la divinità di cui riferisce Tacito, è una proposta della critica moderna.

Njǫrðr divenne quindi lo sposo di Skaði, figlia del gigante Þjazi. Ucciso il padre dagli Asi, Skaði mosse in armi verso l'Ásgarðr per vendicarlo; gli Asi le offrirono una composizione che le concedeva, fra l'altro, di scegliersi uno sposo fra loro potendone vedere soltanto i piedi. Scelse quelli che le parvero più belli, credendo fossero di Baldr: erano invece di Njǫrðr.

Il desiderio del mare di Njörðr.
Illustrazione di W.G. Collingwood (1908)

Il matrimonio fu infelice: Skaði voleva risiedere a Þrymheimr, sui monti già appartenuti al padre, mentre Njǫrðr voleva stare presso il mare, a Nóatún. Si accordarono perciò per trascorrere nove notti a Þrymheimr e altre nove a Nóatún; ma Njǫrðr si lamentò dell'ululato dei lupi, che gli parve sgradevole dopo il canto dei cigni, mentre Skaði non riusciva a dormire per lo stridere del gabbiano che ogni mattina veniva dal mare. Skaði fece infine ritorno sui monti, a Þrymheimr, dove si muove con gli sci e caccia con l'arco. Georges Dumézil, in Du mythe au roman. La Saga de Hadingus (1970), ha sostenuto che la biografia dell'eroe Hadingus sia stata costruita da Saxo Grammaticus attingendo essenzialmente alla mitologia di Njǫrðr, e ha individuato tre episodi la cui analogia fra mito e saga è unanimemente riconosciuta: la coppia di sposi male assortiti, la scelta del marito dai soli piedi e la navigazione prodigiosa.

Lo Skáldskaparmál dedica un capitolo alle kenningar del dio: Njǫrðr può essere chiamato «dio del carro» (vagnaguð), «discendente dei Vani» (Vananiðr), «vano» (vanr), «padre di Freyr e Freyja» e «dio dei donatori» (gefanda guð).

Heimskringla

Snorri, applicando il metodo evemeristico, colloca Njǫrðr fra i re leggendari di Svezia. Al termine della guerra fra Asi e Vani i due popoli si scambiarono ostaggi: i Vani inviarono Njǫrðr e il figlio Freyr, gli Asi Hœnir e Mímir. Óðinn fece di Njǫrðr e Freyr sacerdoti dei sacrifici, e di Freyja sacerdotessa. Assegnate le sedi divine, a Njǫrðr toccò Nóatún.

Dopo la morte di Óðinn egli divenne signore degli Svedesi e proseguì i sacrifici; il suo regno fu segnato da una pace duratura e da raccolti tanto abbondanti che gli Svedesi lo ritennero signore della buona annata e della prosperità. Morì di malattia dopo essersi fatto «marcare per Óðinn» (lét marka sik Óðni); gli Svedesi lo cremarono e ne piansero a lungo sulla tomba. Gli succedette il figlio Freyr.

La Saga di Hákon il Buono descrive il banchetto sacrificale celebrato nel Trøndelag: si vuotava per prima la coppa di Óðinn, per la vittoria e il potere del re, e quindi quelle di Njǫrðr e di Freyr per la pace e la buona annata.

Culto

Njǫrðr era invocato nei giuramenti: la redazione dello Hauksbók del Landnámabók riporta la formula svá hjalpi mér Freyr ok Njǫrðr ok hinn almáttki áss, «così mi aiutino Freyr e Njǫrðr e l'onnipotente Asa». Nei giuramenti pagani l'espressione hinn almáttki áss designa per antonomasia Þórr, non Óðinn.

Al suo nome era legata una delle coppe rituali del banchetto sacrificale, il Njarðar full, bevuta insieme a quelle di Óðinn e di Freyr.

Njarðarlǫg è un antico nome d'isola, al quale il filologo norvegese Magnus Olsen dedicò nel 1905 uno studio che Georges Dumézil ricorda come celebre e all'origine di un lungo dibattito; si tratterebbe dell'isola di Tysnesøy, nell'odierno comune norvegese di Tysnes.[senza fonte]

Alla sfera di Njǫrðr sarebbero riconducibili tanto la buona o cattiva sorte dei pescatori quanto l'accompagnamento del defunto nella sepoltura navale.[senza fonte]

Relazioni con Nerthus

Il nome Njǫrðr corrisponde a quello di Nerthus, la divinità della fertilità di cui riferisce Tacito nella Germania: entrambi risalgono al germanico *Nerþuz.

Il rapporto fra le due figure resta di difficile soluzione, essendo Njǫrðr una divinità maschile e Nerthus femminile. Hellquist osservava già nel 1922 che il mutamento di genere non poteva dipendere dalla sola coincidenza formale fra temi maschili e femminili, ma andava ricondotto essenzialmente a ragioni storico-religiose.

Nella letteratura più recente il problema è stato affrontato lungo quattro linee. John Lindow riassume le spiegazioni possibili in tre: che nel corso del I millennio la divinità abbia mutato sesso, che fosse ermafrodita, oppure — soluzione a suo avviso più probabile — che esistesse in origine una coppia maschile-femminile dai nomi identici o quasi, sul modello di Freyr e Freyja. Anche Rudolf Simek propende per l'alternativa fra una divinità ermafrodita e una coppia fratello-sorella. Una terza spiegazione è di ordine grammaticale: i temi femminili in -u-, ridottissimi di numero, si adeguarono già in età preletteraria al paradigma dei temi maschili. Una quarta, avanzata da Per Vikstrand, ipotizza un'antica coppia divina di segno rovesciato, con una Njǫrðr femminile e uno Skaði maschile: il nome della sposa gigantesca di Njǫrðr è infatti grammaticalmente maschile.

Nella cultura moderna

Njǫrðr compare nel videogioco Age of Mythology come divinità selezionabile dalla civiltà norrena nel passaggio all'età eroica.[senza fonte]

È uno dei personaggi di Magnus Chase e gli dei di Asgard: La nave degli scomparsi.[senza fonte]

Al dio è dedicata una traccia dell'album Emblas Saga del gruppo heavy metal svedese Brothers of Metal.[senza fonte]

Note

  1. 1 2 3 4 5 Vigfússon 1874, p. 456.
  2. 1 2 3 Gylfaginning, cap. 23.
  3. 1 2 3 4 Hellquist 1922, p. 519.
  4. 1 2 Vafþrúðnismál, str. 38-39.
  5. ↑ Grímnismál, str. 16.
  6. ↑ Skírnismál, prologo e str. 38, 39, 41.
  7. ↑ Lokasenna, str. 33-36.
  8. ↑ Þrymskviða, str. 22.
  9. 1 2 Saga degli Ynglingar, cap. IV.
  10. ↑ Orchard 1997, pp. 117-118.
  11. ↑ Skáldskaparmál, cap. 3.
  12. ↑ Grisward 1973, p. 142.
  13. ↑ Skáldskaparmál, cap. 13.
  14. ↑ Saga degli Ynglingar, cap. V.
  15. ↑ Saga degli Ynglingar, cap. XI.
  16. 1 2 Saga di Hákon il Buono, cap. XVI.
  17. ↑ Vigfússon 1874, p. 266.
  18. ↑ Vigfússon 1874, p. 46.
  19. ↑ Vigfússon 1874, p. 177.
  20. ↑ Dumézil 1955, p. 210.
  21. ↑ Brink 2025, p. 148.
  22. ↑ Brink 2025, p. 149.
  23. 1 2 Brink 2025, p. 150.

Bibliografia

Fonti primarie

Studi

Altri progetti

Collegamenti esterni

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