Ninšar

Ninšar (in sumero 𒀭𒊩𒌆𒊬, dNIN.SAR), o anche Nin-nisig, è la dea mesopotamica delle piante e della carne.

Moglie di Erragal, era venerata soprattutto a Nippur e nell'insediamento AB.NAGAR. Faceva parte dei Šassūrātu come "macellaia divina".

Etimologia del nome

Il nome NIN.SAR viene di solito tradotto come "Signora della vegetazione" o "Signora del verde". Un inno dedicato al dio Nuska potrebbe contenere un gioco di parole sul nome unito a SI12, che è il colore verde. Antoine Cavigneaux e Manfred Krebernik hanno notato che il significato del nome non ha alcuna connessione con le sue funzioni attestate.

La lettura del teonimo, scritto in cuneiforme come NIN.SAR, è incerta. Wilfred G. Lambert ha considerato Ninšar come la lettura corretta. Questa opzione è accettata anche da Andrew R. George. Antoine Cavigneaux e Manfred Krebernik invece hanno sostenuto che la lettura corretta potrebbe essere Nin-nisig. Sono state proposte anche Ninmu e Ninezenna. Secondo la lista An = Anum, il nome potrebbe essere rappresentato anche come i logogrammi dMUḪALDIM ("cucinare") o dGÍRI ("coltello"). Una compitazione sillabica, Nin-nì-si, potrebbe essere presenta nella lista di divinità di Mari, ma sia la ricostruzione che la sua identificazione con Ninšar rimangono incerte.

Ninšar non deve essere confusa con Ninšár ("Signora di tutti") che, assieme alla controparte maschile Enšár, appare in una enumerazione degli antenati di Enlil in fonti come An = Anum e la serie di incantesimi Šurpu.

Caratterizzazione

Ninšar è associata alla carne ed è spesso descritta come la "macellaia di Ekur" in fonti risalenti al regno di Shulgi. Un testo più antico di Lagash risalente al regno di Urukagina la chiama la "macellaia di Ninĝirsu". È spesso riferita con l'epiteto "colei che cucina buon cibo". È attestata anche nel ruolo di domestica divina. Un testo del periodo protodinastico la descrive come artigiana o carpentiera (nagar). In diverse fonti, come An = Anum e Lista Canonica dei Templi, appare nella corte di Enlil, in sequenza: Ninimma, Ennugi, Kusu, Ninšar, Ninkasi e Ninmada.

Suo marito era Erragal, anche lui associato con i coltelli. È scarsamente attestato e, sebbene fosse probabilmente distinto dal più noto Erra, non è possibile determinare con certezza molto altro su di lui sulla base dei documenti disponibili. Potrebbe essere associato con la distruzione causata da tempeste.

Culto

Nel periodo protodinastico Ninšar veniva venerata in diverse città, come Nippur e Šuruppak. Gli Inni Zami affermano che il suo culto centrale si trovava a AB.NAGAR. Aveva anche un tempio nello stato di Lagash costruito da Uruinimgina, probabilmente a Girsu.

Prove del culto di Ninšar si trovano anche a Umma intorno alla terza dinastia di Ur. Nello stesso periodo Shulgi ha costruito un tempio dedicato a lei a Ur.

Nell'età medio-babilonese esisteva un tempio di Ninšar a Nippur ed è possibile che sia identificabile con E-šuluhhatumma, "la casa degna del rituale di purificazione", che è assegnato a lei nella Lista Canonica dei Templi senza una locazione specifica.

Il nome teoforico Ur-Ninšar era comune nelle fonti nel periodo protodinastico e nella terza dinastia di Ur. Altri nomi che invocano la dea sono conosciuti e appaiono nelle fonti dell'età paleo-babilonese.

Ninšar nella mitologia

Nel mito Enki e Ninmah, Ninšar appare come una delle sette assistenti di Ninmah, le altre sono: Ninimma, Šuzianna, Ninmug, Ninmada, Mumudu e Ninniginna. Non appaiono assieme in nessun altro testo. Tuttavia, nel mito sono descritte come Šassūrātu, un termine usato per riferirsi alle aiutanti di Ninmah.

In Enki e Ninḫursaĝ, lei è la figlia delle suddette divinità e diventa la madre di Ninkurra.

In un testo conosciuto come Il primo mattone, che aveva la funzione di una formula recitata durante la ristrutturazione dei templi, Ninšar è elencata assieme alle divinità create da Ea (Enki) dall'argilla per fornire beni agli esseri umani che, a loro volta, avrebbero offerto successivamente alle divinità.

Un frammento di un mito trovato ad Abu Salabikh menziona Ninšar che stava macellando bovini e pecore nel mentre che Ninkasi produceva birra.

Nella cultura di massa moderna

Lo stesso argomento in dettaglio: Cratere Ninsar.

A Ninšar è stato dedicato un cratere sulla superficie di Cerere.

Note

  1. 1 2 3 Simons 2017, p. 90.
  2. 1 2 3 4 Asher-Greve e Westenholz 2013, p. 55.
  3. 1 2 3 4 5 Cavigneaux e Krebernik 1998, p. 484.
  4. 1 2 Lambert 2013, p. 506.
  5. 1 2 George 1993, p. 24.
  6. ↑ (DE) Antoine Cavigneaux e Manfred Krebernik, dNin-šár, in Reallexikon der Assyriologie, 1998. URL consultato il 22 novembre 2025.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 Cavigneaux e Krebernik 1998, p. 485.
  8. ↑ Asher-Greve e Westenholz 2013, p. 56.
  9. ↑ Asher-Greve e Westenholz 2013, pp. 55–56.
  10. 1 2 Cavigneaux e Krebernik 1998, p. 486.
  11. 1 2 Simons 2017, p. 89.
  12. ↑ Asher-Greve e Westenholz 2013, p. 58.
  13. 1 2 George 1993, p. 169.
  14. ↑ Asher-Greve e Westenholz 2013, p. 101.
  15. ↑ George 1993, p. 167.
  16. ↑ Lambert 2013, p. 337.
  17. ↑ (EN) Marten Stol, Birth in Babylonia and the Bible: Its Mediterranean Setting, 2000, pp. 80–82, ISBN 978-90-72371-89-8. URL consultato il 22 novembre 2025.
  18. ↑ Lambert 2013, p. 376.
  19. ↑ Lambert 2013, p. 381.
  20. ↑ (EN) Ninsar, su Planetary Names, 9 febbraio 2016. URL consultato il 22 dicembre 2025.

Bibliografia