Non dico addio

Non dico addio
Titolo originale작별하지 않는다
Jakbyeolhaji anneunda
AutoreHan Kang
1ª ed. originale2021
1ª ed. italiana2024
Genereromanzo
Lingua originalecoreano
AmbientazioneIsola di Jeju
ProtagonistiKyungha
CoprotagonistiInseon

Non dico addio (작별하지 않는다, Jakbyeolhaji anneunda) è un romanzo del 2021 della scrittrice sudcoreana Han Kang.

La storia segue una donna di nome Kyungha che si reca sull'isola di Jeju per conto della sua amica Inseon, riflettendo sull'eredità del massacro di Jeju. Han Kang ha affermato che il libro forma un dittico con il suo precedente romanzo Atti umani.

Trama

Kyungha è una scrittrice che vive lontana dalla propria famiglia per lavorare in tranquillità al suo nuovo romanzo. Soffre di insonnia ed è tormentata dagli incubi. Tra questi ce n'è uno ricorrente in cui appaiono alberi ricoperti di neve che hanno la forma di esseri umani. Gli incubi erano iniziati mentre lavorava al suo romanzo precedente, incentrato sul massacro di civili causato dalla violenza di Stato.

Un giorno, Kyungha riceve un messaggio dalla sua vecchia amica Inseon, che le chiede di andare a trovarla nell'ospedale in cui è stata ricoverata. Kyungha conosce Inseon dai tempi in cui lavorava come videomaker freelance. In seguito, Inseon si era trasferita sull'isola di Jeju per prendersi cura della madre affetta da demenza; aveva lasciato il lavoro di videomaker professionista per aprire un piccolo laboratorio di falegnameria accanto a casa, guadagnandosi da vivere con la vendita di mobili.

In ospedale, Kyungha scopre che qualche giorno prima Inseon si è amputata le dita con un macchinario per la lavorazione del legno. Inseon supplica Kyungha di andare a casa sua a Jeju per accudire il suo uccellino domestico, Ama, che rischia di morire di sete e di fame se non curato immediatamente. Kyungha vola a Jeju e si incammina verso la casa di Inseon nel mezzo di una bufera di neve.

Durante il tragitto rievoca il tempo trascorso con l'amica. Un tempo Inseon le aveva confidato che, da adolescente, era scappata a Seul perché aveva iniziato a disprezzare la madre single. Lì aveva avuto un incidente ed era quasi morta. Quando aveva riaperto gli occhi in ospedale, la madre era seduta al suo fianco. In quell'occasione, la madre le aveva confidato un segreto: il suo villaggio era stato massacrato da soldati e poliziotti, e solo lei e la sorella maggiore si erano salvate perché si trovavano altrove.

Quando Kyungha raggiunge il villaggio di Inseon è ormai buio. Mentre si incammina verso la casa dell'amica, Kyungha perde la strada, cade nel letto prosciugato di un torrente e sviene. Una volta ripresa conoscenza, corre verso la casa di Inseon, solo per scoprire che Ama è già morto. Mette l'uccellino in una scatola di latta e lo seppellisce.

A causa della bufera di neve c'è un blackout nel villaggio, e la caldaia che riscalda la casa non può funzionare. Nel freddo glaciale, Kyungha inizia ad avere delle allucinazioni e il confine tra realtà e immaginazione sfuma. Ama, l'uccello morto, ritorna nella sua gabbia. Anche Inseon appare miracolosamente in casa e mostra a Kyungha il materiale d'archivio che ha raccolto sul massacro di Jeju. Si scopre così che lo zio di Inseon si era nascosto durante la strage, per poi essere catturato e inviato in un penitenziario; in seguito era stato ucciso e sepolto in una miniera di carbone. La madre di Inseon ha trascorso anni a cercare i suoi resti.

Poco dopo Inseon scompare, lasciando Kyungha con il dubbio se l'intera esperienza è stata un'allucinazione vissuta mentre giaceva morente nel torrente in secca o mentre congelava all'interno della casa di Inseon.

Accoglienza

Nel 2023 è stata pubblicata da Éditions Grasset una traduzione in francese a cura di Choi Gyungran e Pierre Bisiou. Il libro ha vinto il Prix Médicis per la letteratura straniera nel 2023, rendendo Han Kang la prima autrice coreana a ricevere questo premio. Nello stesso anno, il romanzo è stato selezionato tra i finalisti del Prix Femina. Per questo libro, nel 2024 Han Kang ha ricevuto anche il Premio Émile Guimet per la letteratura asiatica. Nel 2026 il libro ha vinto il National Book Critics Circle Award per la narrativa.

Edizioni

Note

  1. ↑ (EN) Hwang Dong-hee, Exploring works of Han Kang, su The Korea Herald, 10 ottobre 2024. URL consultato il 30 ottobre 2026.
  2. ↑ (EN) Acclaimed author calls history 'question of human nature' : Korea.net : The official website of the Republic of Korea, su www.korea.net. URL consultato il 30 ottobre 2026.
  3. ↑ (EN) Han Kang's novel shortlisted for 2 prestigious French awards, su The Korea Times, 28 ottobre 2023. URL consultato il 30 ottobre 2026.
  4. ↑ (EN) Han Kang wins Emile Guimet Prize for Asian Literature, su donga. URL consultato il 30 ottobre 2026.
  5. ↑ (EN) Alexandra Alter, Han Kang Among National Book Critics Circle Award Winners, in The New York Times, 27 marzo 2026. URL consultato il 30 ottobre 2026.

Collegamenti esterni

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