| ICIJ Offshore Leaks Database sito web | |
|---|---|
| URL | offshoreleaks.icij.org |
| Tipo di sito | Banca dati giornalistica consultabile online |
| Lingua | Inglese |
| Proprietario | International Consortium of Investigative Journalists |
L'ICIJ Offshore Leaks Database è una banca dati pubblica e consultabile online, gestita dall'International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), che raccoglie informazioni su società, trust e fondazioni con sede in giurisdizioni offshore e sulle persone o società a esse collegate. È stata pubblicata per la prima volta il 14 giugno 2013 nell'ambito dell'inchiesta Offshore Leaks e successivamente ampliata con dati provenienti da altre inchieste condotte dall'ICIJ, tra cui i Panama Papers, i Paradise Papers e i Pandora Papers.
La banca dati permette di ricercare informazioni su singole entità offshore o su persone e società a esse collegate, con ruoli quali amministratore, azionista, titolare effettivo o intestatario fiduciario (trustee). Secondo quanto dichiarato dall'ICIJ, il database non pubblica i documenti originali né informazioni personali in forma massiva, ma restituisce dati relativi a proprietari, intermediari e procuratori nelle giurisdizioni a fiscalità agevolata, senza divulgare conti bancari, corrispondenza o transazioni finanziarie contenute nei documenti di partenza.
Il sito riporta inoltre un avviso che precisa come l'inclusione di una persona o di un'entità nella banca dati non implichi, di per sé, alcuna condotta illecita o impropria, ricordando che esistono usi legittimi delle società e dei trust offshore.
I contenuti della banca dati sono distribuiti con licenza Open Database License, mentre i testi del sito sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike.
Il nucleo originario della banca dati derivò da un disco rigido contenente circa 2,5 milioni di documenti riservati su patrimoni offshore, ottenuto dal direttore dell'ICIJ Gerard Ryle e alla base dell'inchiesta Offshore Leaks, pubblicata a partire dall'aprile 2013 con la collaborazione di oltre 100 giornalisti provenienti da più di 60 Paesi.
L'applicazione web che rese consultabili questi dati fu sviluppata dall'unità investigativa del quotidiano costaricano La Nación, che elaborò le informazioni contenute in oltre 320 tabelle di database relazionali privi di un dizionario originale che ne spiegasse le relazioni. La banca dati fu pubblicata il 14 giugno 2013 con i nomi di oltre 100.000 entità offshore costituite tramite gli intermediari Portcullis TrustNet (Singapore) e Commonwealth Trust Limited (Isole Vergini Britanniche).
Secondo un successivo resoconto pubblicato dallo stesso ICIJ, nelle prime 24 ore dalla pubblicazione il sito ricevette circa 2 milioni di visualizzazioni di pagina, un traffico che ne causò temporaneamente il blocco.
Dopo il lancio iniziale, la banca dati è stata più volte ampliata con dati provenienti da nuove inchieste dell'ICIJ:
Nel gennaio 2025 l'ICIJ ha annunciato il lancio di un'interfaccia di programmazione (Application Programming Interface, API) per la banca dati, realizzata con il sostegno finanziario dell'agenzia tedesca di cooperazione allo sviluppo Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit (GIZ). L'API consente la condivisione dei dati in tempo reale e introduce una funzione di riconciliazione che permette agli utenti di confrontare propri archivi con le informazioni contenute nella banca dati.
Alla data delle ultime verifiche, l'ICIJ Offshore Leaks Database contiene informazioni su oltre 810.000 entità offshore, relative a persone e società in più di 200 Paesi e territori, con dati che coprono un arco di oltre 80 anni fino al 2020. Le fonti della banca dati sono cinque inchieste giornalistiche dell'ICIJ: Offshore Leaks, China Leaks, Panama Papers, Bahamas Leaks, Paradise Papers e Pandora Papers.
Secondo l'ICIJ, la banca dati è utilizzata regolarmente da autorità di regolazione finanziaria, accademici, giornalisti e cittadini per ricostruire reti di proprietà e patrimoni offshore; l'organizzazione stima circa 300.000 visualizzazioni di pagina al mese. Il sito Bellingcat ne ha descritto l'utilità per le indagini open source, evidenziando in particolare la sezione Power Players, dedicata ai collegamenti offshore di capi di Stato, politici e loro familiari o collaboratori.
Dati tratti dalla banca dati sono stati utilizzati, tra gli altri casi, per ricostruire la governance societaria di Liquid Funding Ltd., società bermudiana legata a Bear Stearns e presieduta per alcuni anni dal finanziere statunitense Jeffrey Epstein.