
Ollokot (Wallowa, anni 1840 – Contea di Blaine, 30 settembre 1877) è stato un condottiero nativo americano e capo militare Nez Percé della banda Wallowa, stanziata nell'omonima valle dell'Oregon.
Era figlio di Tuekakas (noto anche come Capo Giuseppe il Vecchio) e di una donna Nez Percé di nome Arenoth. Condivise la leadership della sua gente con il fratello maggiore, il celebre Capo Giuseppe. Descritto dalle cronache storiche dell'epoca come un uomo alto, aggraziato, intelligente e audace, si distinse sia nell'azione militare sia nelle attività diplomatiche.
L'anno esatto di nascita di Ollokot non è noto, ma viene generalmente collocato negli anni 1840. Crebbe in una famiglia numerosa che comprendeva due fratelli maggiori, Sousouquee e Capo Giuseppe (Hinmaton Yalaktit), e diverse sorelle; durante l'infanzia era conosciuto con il nome di Tewetakis. Mentre il fratello Giuseppe veniva educato per diventare un capo civile e diplomatico, Ollokot si distinse fin da giovane come cacciatore di bisonti e guerriero. Sviluppò inoltre un forte interesse per le relazioni politiche tra il suo popolo e il governo degli Stati Uniti d'America. Nel 1855 partecipò, insieme al padre e al fratello, alla conferenza per il trattato di Walla Walla, siglato dal padre. Nel 1863 prese parte anche alla conferenza per il trattato di Lapwai; in questa occasione, tuttavia, il padre si rifiutò di firmare l'accordo, che riduceva drasticamente le terre della riserva. Al pari del padre e del fratello, Ollokot fu un seguace dei principi del "Dreamer" (Sognatore), la dottrina spirituale diffusa dallo sciamano e profeta Wanapam Smohalla, che predicava la resistenza passiva ai processi di modernizzazione e all'assimilazione culturale. Con il tempo, Ollokot ottenne un ampio riconoscimento tra la sua gente come abile leader politico e militare, diventando un punto di riferimento e un modello per i giovani guerrieri della sua banda.
Alla morte del padre, avvenuta nel 1871, Giuseppe assunse la guida amministrativa e civile della banda, mentre Ollokot ne divenne il capo militare (*war chief*), stabilendo una leadership condivisa. Ollokot sposò Tamalwinonmi (traducibile come "forte pioggia che spezza i rami" o "nubifragio"), dalla quale ebbe una figlia a cui fu dato lo stesso nome della madre, in seguito nota come Sarah (o Sarah Connor).
Nel luglio 1876, il generale di brigata Oliver O. Howard, comandante del Dipartimento Militare della Columbia, autorizzò un incontro con i Nez Percé a Fort Lapwai. Il Segretario dell'Interno degli Stati Uniti aveva istituito una commissione per acquistare le terre di Giuseppe, mossa propedeutica al trasferimento forzato di tutti i nativi non firmatari dei trattati nella riserva di Lapwai, in Idaho. I due fratelli, fedeli alle ultime raccomandazioni del padre — il quale li aveva esortati a non vendere mai la terra in cui riposavano i loro antenati —, ribadirono fermamente le proprie rivendicazioni sulla Wallowa Valley, chiedendo l'allontanamento dei coloni bianchi.
Ollokot svolse un ruolo centrale nelle successive trattative di pace a Fort Walla Walla nell'aprile 1877. In qualità di capo militare, affiancò costantemente Giuseppe nei negoziati. Il 20 aprile 1877, durante un colloquio con il generale Howard, Ollokot cercò di difendere il diritto del suo popolo a non abbandonare i territori nativi. Di fronte alle sue rimostranze, Howard si dimostrò inflessibile e intimò il trasferimento forzato, convinto che Ollokot stesse in realtà manovrando dietro le quinte i guerrieri più imprudenti per scatenare un conflitto.
Nel maggio successivo, Howard si riunì a Fort Lapwai con l'agente del Bureau of Indian Affairs Jean Monteith e i rappresentanti dei Nez Percé non firmatari. Nonostante la richiesta di Giuseppe e Ollokot di attendere l'arrivo di capo White Bird, Howard diede inizio al consiglio, esigendo l'obbedienza alle direttive governative e disponendo la cavalleria in stato di massima allerta a Lewiston e presso la confluenza dei fiumi Grande Ronde e Snake a scopo intimidatorio.
Sotto la costante sorveglianza del capitano Stephen Whipple, i leader Nez Percé avviarono i preparativi per il trasferimento. Essendo i Nez Percé una confederazione di bande indipendenti, i capi si radunarono all'inizio di giugno presso i terreni sacri di Tepahlewam (vicino al lago Tolo, sul Camas Prairie) per officiare i rituali tradizionali e discutere le misure di sicurezza comune. Il raduno contava circa 600 persone, tra cui 191 uomini (di cui solo la metà guerrieri effettivi). Grazie alla sua esperienza, Ollokot assunse un ruolo di primo piano nella pianificazione strategica, collaborando con altri capi militari come White Bird, Chuslum Moxmox (Toro Giallo), Specchio (Looking Glass), Toohoolhoolzote, Koolkool Snehee, Wahchumyus e Pahkatos Owyeen.
Mentre Giuseppe e Ollokot si trovavano temporaneamente lontani dal campo, un gruppo di giovani guerrieri compì un attacco nei pressi dell'insediamento sul Salmon River per vendicare i passati soprusi e gli omicidi subiti da parte dei coloni, uccidendo 18 bianchi. Nel timore di immediate ritorsioni da parte delle truppe di Howard, le bande abbandonarono l'area del lago Tolo, mentre i nativi favorevoli ai trattati fecero ritorno alla riserva per evitare ripercussioni. Preso atto dell'inevitabilità del conflitto, Giuseppe e Ollokot si riunirono al resto del gruppo nel White Bird Canyon.
Il generale Howard mobilitò immediatamente le sue forze contro tutti i Nez Percé non firmatari. Il primo scontro militare avvenne nel giugno 1877 nella battaglia del White Bird Canyon. Nonostante i tentativi dei nativi di inviare una delegazione di tregua protetta da una bandiera bianca, le truppe statunitensi aprirono il fuoco, dando inizio al combattimento.
I Nez Percé, inferiori per numero e dotati di armamenti in gran parte obsoleti, organizzarono la difesa sotto la co-guida di Ollokot. Quest'ultimo, al comando di un nucleo di circa 70 guerrieri, condusse una carica improvvisa contro le postazioni della cavalleria guidata dai capitani David Perry e Joel Trimble. L'assalto ruppe le linee nemiche e gettò nel caos i soldati. La battaglia si concluse con la rotta dei reparti statunitensi: i guerrieri uccisero 34 cavalieri e recuperarono sul campo 63 fucili e numerose pistole. A seguito dello scontro, le notizie distorte diffuse dai coloni spinsero Howard a inviare ulteriori contingenti per intercettare anche la banda del capo Specchio, rimasta fino ad allora neutrale.
Sotto la guida strategica dei capi di guerra, tra cui spiccava lo stesso Ollokot, i circa 800 Nez Percé (con meno di 200 combattenti effettivi) intrapresero una ritirata di circa 2300 chilometri (1400 mi) attraverso l'Idaho, il Wyoming e il Montana, eludendo o sconfiggendo ripetutamente le forze statunitensi in scontri a Cottonwood, Clearwater, Big Hole e Canyon Creek. Nella battaglia del Big Hole, Ollokot mantenne una posizione d'assedio con 60 giovani guerrieri inchiodando un numero superiore di soldati, permettendo così al resto della tribù di mettersi in salvo. Successivamente, nella battaglia di Canyon Creek, contribuì a immobilizzare le truppe del generale Howard guidando un raid notturno che portò al furto dei muli da soma dell'esercito.
Giunti a sole 40 miglia (circa 65 km) dal confine con il Canada, loro obiettivo finale di salvezza, i Nez Percé vennero circondati da centinaia di soldati statunitensi nei pressi delle montagne di Bear Paw, in Montana. Il 30 settembre 1877, durante la prima giornata della drammatica battaglia di Bear Paw, Ollokot rimase ucciso sul campo a causa di una ferita da arma da fuoco. Cinque giorni più tardi, il 5 ottobre 1877, Capo Giuseppe sancì la resa definitiva della tribù stremata; nel suo celebre discorso di sottomissione volle ricordare solennemente il fratello minore pronunciando le parole: "Colui che guidava i giovani uomini è morto".